Il GRIDO (Il Blog su Roccalumera e... non solo)

lunedì 30 maggio 2011

DAI SEMINARI DI PADRE PEDITTO: "SE SIAMO TRISTI, CERCHIAMO LA GIOIA CERCANDO GESU' CRISTO"












In prossimità di queste ultime festività pasquali, siamo stati raggiunti telefonicamente da un amico che ci ringraziava per aver ricordato padre Peditto (volato alla casa del Padre in data 25 marzo 2010), all'interno del sito Fogliodisicilia.it. La cosa ci ha stimolati nel riprendere dai suoi discorsi fatti durante i seminari, alcuni tratti salienti che riteniamo possano essere sempre attuali ed interessanti.

25 febbraio 2007 - "Essere tristi, non è che è una cosa cattiva, è un sentimento. La domanda è fatta a proposito del canto. Avete cantato che 'quando Gesù passa la tristezza se ne va', allora se uno è triste vuol dire che Gesù non è passato? o è passato lo stesso? (tutti in coro dicono: "è passato lo stesso). Gesù è passato perchè Gesù passa sempre, momento per momento, e allora vuol dire che noi non ci abbiamo badato, cioè ci siamo fatti pigliare dalla nostra tristezza.
Vedete, che col Signore c'è questo fatto, dovete sempre tenerlo presente: che Lui fa se noi facciamo.
Proprio oggi una sorella mi diceva che oggi ha avuto una 'tristezza inspiegabile', può capitare anche la tristezza inspiegabile, cioè uno si sente triste ma non ha un motivo per essere triste, no? E siccome son cose che possono capitare, noi siamo degli esseri un pochino complicati, ci rendiamo la vita più complicata di quanto dovrebbe essere. Però siamo complicati perchè siamo abbastanza ben fatti. Ora, siamo complessi ma noi ci facciamo diventare complicati, perchè quando abbiamo delle difficoltà, dobbiamo cercare di capire perchè abbiamo quelle difficoltà. Quindi, pigliamo la tristezza che può capitare per qualsiasi ragione, basta che il figlio risponda... prima ci arrabbiamo e poi diventiamo tristi; basta che il cielo sia annuvolato e anche noi ci annuvoliamo dentro, vedete, sto dicendo di cose molto ordinarie.
Ora vedete, noi dobbiamo capire che il Signore ci vuole sempre allegri, quando non siamo allegri, l'alegria è il contrario della tristezza. Perchè il Signore "passa" e la nostra tristezza se ne va, cioè noi la nostra tristezza la possiamo avere continuamente e allora dobbiamo stare attenti a quello che succede dentro di noi, perchè? se non prendiamo subito in mano il piccolo-grosso problema che abbiamo, il nostro problema va crescendo e la tristezza potrebbe anche diventare esaurimento nervoso. Guardate che non sono fantasie.
Quindi, noi siamo fatti così: più pensiamo a una cosa nel bene o nel male, e lo notate per esempio, noi veniamo al Ritiro, anche se arriviamo un pochettino frastornati, un po' alla volta, un poco alla volta, pregando, cantando, ascoltando la Parola di Dio, stando insieme coi fratelli, adagio adagio andiamo crescendo. Poi c'è la Messa e... torniamo a casa diversi.
Non sempre riusciamo subito a dire: "voglio essere allegro". Per essere allegri, dobbiamo avere delle ragioni e l'unica ragione che ci può togliere la tristezza è il Signore Gesù con il suo Amore.
Guardate, non cercate la gioia: "mi nnì facemu quattru passi". Si, fateli pure i "quattru passi"... anche otto.
Poi, come io vò detto, il Signore, quando noi ci incontriamo, stiamo uniti nel suo nome, cioè secondo la sua volontà, il Signore opera sempre.





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sabato 12 febbraio 2011

Fra Realtà e Poesia. Riflessione dell'uomo che si racconta ogni giorno



Cos'è un poeta, uno scrittore, un romanziere, un'artista? E' qualcosa di più di un qualsiasi altro uomo? Credo di no. Anzi, chiunque è "Poeta" ma in un modo diverso l'uno dagli altri. Ogni persona "recita" infatti quotidiamamente la propria "posia" vivendo. Lo fa accompagnando i propri figli a scuola, servendo i clienti di un bar, portando a casa la spesa, ma anche sperando nel domani.
C'è chi è "poeta di strada", chi racconta se stesso facendo il proprio lavoro a volte bene a volte male. C'è chi è "Poeta" nel silenzio dei propri pensieri, dei propri ricordi, o forse è poeta perchè vive per un ideale ed ha un obbiettivo grande o piccolo che sia.
Quindi, saremmo tutti come il Premio Nobel Salvatore Quasimodo? - faccio questo nome solo quale esempio più prossimo a chi è roccalumerese o comunque siciliano - ebbene, in un certo senso credo proprio di si. Diversa è certamente la capacità dell'individuo a descrivere le proprie emozioni, i propri sentimenti più reconditi, di riversare su carta ciò che magari altri sanno di sapere, hanno ma non sanno di avere, provano nel cuore ma non sanno esprimere a parole.
Alcuni studiosi avrebbero detto che, scrivere sarebbe un efficace antidepressivo. Ovvio che si può anche fare sport, volontariato, pregare aggiungerei. L'importante, amio modesto avviso, è essere in pace con noi stessi per esserlo con gli altri, per quanto le vicissitudini della vita possano stravolgere il volto delle cose, cose e persone che fino a ieri vedevi in un modo e oggi non puoi o non vuoi più vicine.
In estrema sintesi, quando ogni mattino indossiamo il vestito dei viventi, noi vestiamo noi stessi di un insieme di responsabilita: siamo figli, siamo nipoti, siamo genitori, siamo tasselli di quella società che forse amiamo e forse no. Mentre con essa ci realazioniamo, non conta quanto belle siano le nostre espressioni verbali, fossero anche i modi, i nostri modi a stridere con taluni ambienti. Conta l'amore indiscriminato, incondizionato verso gli altri, conta la verità ed il perdono, conta la carità. Valori a volte facili da augurasi ma spesso enormemente difficili da mettere in pratica.


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sabato 23 ottobre 2010

GERRY SCOTTI. Quando i buoni gridano: "Abbaso la TV della morte!".





Mi ha sorpreso, ieri sera (durante il programma "IO CANTO"), trasmissione televisiva di canzoni interpretate da bambini in onda di Mediaset, l'intervento estemporaneo del pacioso, sensibile e vorrei dire religioso, presentatore della televisione italiana. Gerry Scotti.

Sono bastati pochi secondi per esternare un sentimento amaro ed indignato, che mi auguro rispecchi l'indignazione di molti telespettatori (e non) in tutta Italia. In buon Virginio Scotti, a tergo di una canzone che inneggiava alla Vita, ha gridato contro chi strumentalizza la morte di questi giorni su tutte le TV. Nello specifico, mi è sembrato chiaro si riferisse al vergognoso "grande fratello" mediatico che si sta consumando attorno alla morte di Sara Scazzi. Non vi è TG nel quale non vi sia una nuova deposizione, un nuovo indizio, una ritrattazione, uno scoop. E che dire degli innumerevoli programmi di approfondimento (se approfondimento la vogliamo chiamare questa rincorsa agli ascolti senza esclusione di colpi).

Così, una ragazzina uccisa, strangolata e forse violentata, forse addirittura dopo il decesso. Una ragazzina buttata in un pozzo. Ansichè circonscrivere a quanti non strettamente coinvolti nelle inchieste della Giustizia in un doveroso e rispettoso silenzio, si è trasformato Avetrana in meta di turismo (meta di curiosi) del macabro.

E' inutile dire che, sebbene chi scrive preferisca cambiare canale ogni volta (spessissimo) che viene trattato un nuovo scoop sul caso su una rete televisiva, scoprire che in sei deposizioni diverse lo zio abbia fornito ai Giudici altrettante diverse versioni del delitto e che la cugina di Sara, che pare abbia concorso nel di lei strangolamento, adesso in prigione richieda un libro di barzellette per farsi quattro risate... lascia quantomeno di stucco. Ma, proprio per evitare di giudicare gratuitamente, forse sarebbe meglio che questi continui ed incessanti sviluppi non fossero forniti (come detto sopra) a chi non coinvolto.

Ma ritorniamo al "GRIDO" di Gerry. Un grido che deve far riflettere tutti. Infatti, oggi più che in passato la televisione orienta gli acquisti della gente attraverso un vero bombardamento di messaggi palesi e subliminali di pubblicità continua. La televisione, (ma anche i giornali scandalistici, la cartellonistica, internet e quant'altro), ormai orienta la mente alla ricerca dello scoop. Non importa se così si butta fango su un innnocente o si difende un assassino spaccando assurdamente l'intera penisola in colpevolisti e innocentisti, come già accadde per il caso mai veramente chiarito della Franzoni. Si sguinzagliano giornalisti e cameraman, si imbastiscono programmi farciti di ogni genere di opinionisti ed esperti delle più disparate discipline e categorie... per un solo scopo, rubare ascolti a chi dall'altro lato, sulle altre reti, sta facendo esattamente la stessa cosa.

DOVE STIAMO ANDANDO?
Adesso, (noi gente normale), ragioniamo un'attimo su quali sono i problemi reali della nostra penisola (e vorrei dire della nostra cara Sicilia), da risolvere d'urgenza e che assomigliano tanto più a quelli di Napoli e della spazzatura nella "discarica del Cancro" di Terzigno. Mai risolti. Problemi del popolo, che dovrebbero unire e non dividere la politica di Destra, di Sinistra, di Centro o di tre quarti. Ma anche problemi di occupazione, problemi di tagli alla scuola ed agli ospedali, problemi di dissesto idrogeologico molto più gravi di quanto si vuol far credere attraverso i pilotati comunicati dei TG. Se ne parla, si, ma nulla in confronto agli scoop della morte e del macabro. E' vero, lo sappiamo tutti, ogni tanto la mente vuole anche un po' di riposo e allora un bel "Grande Fratello" fa staccare la spina. Ma, se anche il pacioso Gerry "esplode", allora, forse, c'è già nell'aria un presagio che pochi avvertono (costoro, magari giudicati catastrofisti), e le cui conseguenze di quanto ci segnalano oggi non tarderanno a mietere molte più vittime innocenti. Molte più vittime innocenti presto. Domani.

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lunedì 19 aprile 2010

FURCI SICULO. La "Corale Madre Veronica" canta Cristo agli anziani dell'Oasi S. Antonio












Domenica 18 Aprile 2010 ore 17:00. Ieri, noi della "Corale Madre Veronica", (un eterogeneo ma affiatato gruppo di giovani e meno giovani in cui io canto da tenore), ci siamo ritrovati in un luogo in cui credo abbimo potuto offrire ai nostri fratelli anziani il frutto di uno dei doni che Dio ha dato a noi. Infatti, in un'ora di canti sacri presso l'Oasi Sant'Antonio di Furci, gli anziani presenti quale pubblico nell'aula convegni della "Casa di Ritrovo", (preferisco "casa di ritrovo" a "casa per anziani" o peggio ancora "ospizio", come si usava chiamarli un tempo), hanno gradito molto, applaudito e si sono anche commossi. Fra un canto e l'altro, uno di di questi cari anziani ci ha dedicato anche una "stornellata" improntata lì sul momento, come si usava fare un tempo. In totale, abbiamo intonato dieci canti di Lode al Signore. Alla fine dell'esibizione magistralmente diretta come sempre da Suor Graziella Pulitano, salutando gli anziani, sono state rivolte a me queste parole da una di loro: "fra tanti giovani che fanno danni in giro, voi avete scelto di fare qualcosa per gli altri, bravi!". Io, l'ho ringraziata quella donna, e dentro di me, pur ben sapendo di non aver fatto nulla di speciale, ma poco e sicuramente non in maniera eccellente seppur col cuore, sono tornato a casa contento.
Infatti, mi dico spesso: pur nelle debolezze umane e nelle contraddizioni che possono nascere fra persone, ciò che conta è offrire pienamente quel poco (che sempre poco è) che facciamo per gli altri fratelli più deboli, in assoluta consapevolezza che siamo noi che abbiamo bisogno di lodare Dio. Ricordando poi quanto diceva la bun'anima di Padre Marino Peditto, scomparso lo scorso 25 Marzo: "non è Dio che ha bisogno di essere lodato, perchè lui è già il bene immanso, ma siamo noi che abbiamo bisogno di lodare Lui".

Giovanni BonarRIGO


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sabato 10 aprile 2010

Gesù, non è morto inutilmente!














L'altro giorno, leggevo un accorato articolo su un sito di un'amica di paese. Mi colpiva scorrere con lo sguardo fra quelle righe di scritto nelle quali la donna nonchè madre, raccontava il proprio lunedì di pasquetta trascorso in semplicità assieme alla propria famiglia, occasione per apprezzare ogni piccolo gesto e ogni frutto della terra raccolto in quella mezza giornata di pace in campagna. In quella riflessione, la scrivente ricordava i sacrifici degli ormai anziani genitori e della madre in particolare, madre con i calli alle mani, il volto rugoso ma sempre speranzosa che tanto amore da lei donato alla famiglia, fosse tramandato un giorno alla memoria di chi succedendo, l'avrebbe testimoniato e magari tramandato.

Nell'articolo però, in un sussulto di quasi rabbia, la stessa si rivolgeva a quanti (a suo dire) "si battono il petto andando in chiesa ogni domenica, mentre tanta gente muore di fame", quì facendo riferimento alla gente che ha perso tutto nella recente alluvione dell1 Ottobre scorso, oppure a persone ammalate che non possono nemmeno lavorare per guadagnarsi da vivere ed avrebbero bisogno di un aiuto pratico e concreto. Così aggiungeva: "quella gente che si batte il petto in chiesa, non partecipa a quella merda di colletta alimentare che abbiamo organizzato per i poveri".
Ebbene, basso della mia modesta esperienza personale, quasi tralasciando il fatto che io stesso faccio parte di coloro che in chiesa ci vanno ogni domenica, voglio ragionare su quanto leggittimamente dichiara questa mia amica.

E' vero, non basta frequentare la chiesa per essere dei buoni Cristiani e tantomeno ci si può ritenere migliori per aver fatto ciò, anzi, ritengo siano più vicini a Dio coloro che (praticanti o non) nel silenzio e lontano dai clamori dell'ostentazione di se, operano il bene e non lo pubblicizzano, agendo in silanzio.

Tuttavia, noi Cristiani cattolici, siamo liberi di frequentare la santa Messa ogni domenica o di non farlo affatto, sebbene a mio modesto parere, come è sbagliato "battersi il petto" professandosi giusti con le mani giunte e poi uscendo da quell'ora di Messa solenne ignorarsi appena superato lo scalino della chiesa (se non anche all'interno della stessa "Casa di Cristo"), è altrettanto errato giudicare da fuori coloro che frequentano la chiesa e ascoltano la "parola di Dio" magari solo perchè coscienti di non volerlo fare a propria volta.

E' anche vero che, le stesse astuzie della vita, le stesse prevaricazioni, lo stesso distinguo pratico fra classi sociali, (cose che probabilmente l'amica mia conosce anche meglio di me), spesso si possono ritrovare anche fra i banchi di una chiesa o nell'assegnazione di certi seggi o compiti in occasione di Feste Comandate e perfino di riunioni di preghiera nei "Gruppi di Presenza biblica". E' vero, noi peccatori, spesso, ansichè portare fuori dalla chiesa l'insegnamento della "Parola di Gesù", portiamo dentro le sue mura le nostre miserie, i nostri delicati equilibri sociali, le nostre furbizie, se non addirittura ire e frustrazioni. Ma, ciò non significa per forza che dobbiamo "buttare a mare tanto grano raccolto, solo perchè insieme ad esso coesiste la zizzania". Ricordiamolo ancora: fra i Fedeli della Chiesa, (quì da noi come ovunque nel mondo), c'è anche tanta brava gente che Crede e mette tutta se stessa in ciò che fa anche fuori dell'orario della Messa, questa gente non lo va certo a raccontarlo in giro ed è così che bisogna fare per essere buoni cristiani.

Giovanni BonarRIGO
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lunedì 5 aprile 2010

Pasqua di Resurrezione. Consacrata ieri, si rinnova oggi e ogni giorno!

Cari lettori del blog, vi rinnovo i miei auguri per la Santa Pasqua del Signore Gesù. La Pasqua è una grande festa, è momento di unione e riflessione nella Fede cristiana ma anche nella fratellanza universale. Gesù, il figlio di Dio fattosi uomo, morì sulla croce non per i suoi ma per i nostri peccati. Gesù, che aprì gli occhi ai ciechi, che guarì gli storpi e ridonò la vita a Lazzaro, messo di fronte alla platea perchè fosse deciso fra lui e Barabba chi dei due dovesse essere liberato, ebbene, gli fu preferito un brigante, un assassino. Perchè così era scritto e, consentitemi, così sapeva scegliere e sceglie l'uomo.

Oggi, è lunedì dell'Angelo, giornata della letizia, perchè quel Cristo inchiodato sulla croce il terzo giorno dalla morte è risorto e si è rivelato alle genti prima di ascendere al cielo. Oggi, la gente festeggia, una volta si usava andare in campagna, si mangiava a sacco sull'erba. Oggi, forse ci si riunisce prevalentemente in più comodi ristoranti. Ma non è questo il punto. La Pasqua di Resurrezione è di ieri e di oggi, ma è di ogni giorno della nostra vita, se noi, pur nella nostra umana debolezza, sappiamo seguire la via che Cristo ci ha insegnato. Ma qual'è questa via non sarò certo io a dovervelo dire, ma il profondo della vostra e nostra anima. Santa Pasqua a tutti.
Giovanni BonarRIGO
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sabato 27 marzo 2010

Chiesa di San Matteo. Oggi, abbiamo porto l'estremo saluto a Don Peditto















Messina, Chiesa di San Matteo di Giostra. Sabato, Ore 10:30, una partecipazione massiccia da ogni parte della Sicilia per la Messa dell'estremo saluto a Don Peditto Marino. Messa presieduta dall'Arcivescovo di Messina Mons. Calogero La Piana e concelebrata anche dal diacono aliese Pippo Giannetto. Convenuti, anche numerosi sacerdoti provenienti dai paesi della riviera jonica. Fra i numerosi gruppi che in questi anni sono nati e divenuti numerosi e fiorenti grazie al sapiente e paziente lavoro di Don Peditto, si sono potute apprezzare nutrite rappresentanze ai banchi della chiesa intitolata a San Matteo, per voce dei loro rappresentanti, costoro, in alcuni casi hanno voluto porgere il loro commosso "Grazie" al buon prete salesiano dal pulpito dell'altare.

Prima che la Santa Messa avesse inizio, uno dei preti aveva voluto leggere un sunto della laboriosa e difficile vita del Santo Parroco. Avendo io come gli altri ascoltato, posso semplicemente dire che non ci sono parole per descrivere una tale missione di Fede e sacrificio. Certamente possiamo comprendere oggi meglio che in questi anni, il senso dei ragionamenti e dei consigli di Don Peditto in decenni di incontri di preghiera. Certamente, da oggi sarà il nostro più vivido intercessore presso Gesù insieme ai tanti Santi, ma dobbiamo ricordare che le sue parole erano: "chiedete a Dio ciò che è la sua volontà e non la vostra", e questo sarà difficile anche per chi ha fede, perchè siamo in molti quelli che consideriamo il ricorso alla Fede come ad una risorsa da sfruttare ai fini dei nostri bisogni. Don Peditto è volato dal Padre Celeste, come faremo senza di lui? Ebbene, egli stesso ci direbbe se fosse vivo: "ognuno di voi può proseguire il cammino da me intrapreso".
Giovanni BonarRIGO
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venerdì 26 marzo 2010

E' spirato Padre Marino Peditto, per anni punto di riferimento spirituale per l'intero comprensorio jonico

E’ morto ieri a Pedara, nella casa salesiana, don Marino Peditto. Il sacerdote era stato a lungo ad Alì Terme, Taormina e, di recente, presso la parrocchia S. Matteo di Giostra, a Messina, dove saranno celebrati i funerali, domani alle ore 10:30.
Don Peditto, parroco Salesiano, che per lunghi anni fin dalla gioventù fu missionario in India, era molto noto nella riviera jonica, tra l’altro per aver ricoperto il ruolo di padre spirituale dell’associazione Progetto speranza. Era un punto di riferimento per tutto il territorio, in particolare per i gruppi del Rinnovamento nello spirito. Vogliamo ricordarlo con somma commozione, per essere stato nostra Guida spirituale nel Gruppo di Rinnovamento dello Spirito di Alì Terme, di Furci (negli incontri della chiesetta di Grotte e presso Centro Polivalente, in occasione del Ritiro una domenica al mese), di Santa Teresa di Riva, presso la chiesa della Madonna del Carmelo (Gruppo Gesù Re). Ovunque lo si chiamasse per dare conforto in Cristo, Don Peditto non si tirava indietro, nonostante le sue precarie condizioni di salute e l’anziana età. Umile Servo di Dio, uomo di cultura e di saggezza, nei suoi discorsi biblici e di sue esperienze missionarie (rivolti in modo elementare per essere capiti da ognuno) a noi fedeli, ripeteva instancabilmente che: “Tutti gli uomini sono chiamati ad essere Santi”, ciò per ribadire, qualora ce ne fosse di bisogno, che la Fede è un bene rivolto a tutta l’umanità e nella quale ognuno è chiamato, anche se pochi sono coloro che rispondono “Si”. Un “Si” pieno e totale, come quello che quest’uomo di Dio ha dimostrato di aver testimoniato, attraverso le opere di una vita. Diceva: “Toglietevi almeno un difetto all’anno”. Don Peditto, aveva ricevuto da Dio dei doni dello Spirito che io stesso sento a ricordare per quanti fossero, uno di questi fu la “Conoscenza”. Don Peditto ti leggeva dentro, ti conosceva meglio di te stesso e, sapeva orientare il tuo cambiamento qualora tu lo volessi veramente. Si, quando pensiamo a coloro che anno conosciuto in vita, Santi come Pio da Pietralcina, allora dovremmo pensare di aver avuto anche noi questa fortuna e fare tesoro di quanto ci è stato piantato dentro il cuore. Il cammino del prete uomo peccatore come tutti noi è terminato ieri, ma è già iniziato il viaggio del Santo in quel Paradiso da lui sempre annunciatoci. Nelle pene di ogni famiglia, nelle sofferenze di quanti credono, hanno creduto e crederanno, Don Peditto, da oggi diventa figura immortale, viva per sempre.
Giovanni BonarRIGO

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domenica 7 marzo 2010

VECCHI DURI, VECCHI IMPENITENTI, VECCHI... ABBANDONATI


RIFLESSIONE PER LA SETTIMANA

Una volta, quando da fanciullo siedevo accanto "a bracera" nelle serate d'inverno, e insieme ai miei nonni paterni guardavo la TV, tante cose erano differenti da adesso. Si, quanto scorre lenta eppur veloce questa nostra vita. Vita fatta di sogni di bambini, di compiti di scuola, di voti sulla pagella, di sorrisi d'estate e di ginocchia sbucciate, di regali scartati sotto l'albero, di lunedì di pasquetta trascorsi in campagna e, poi tutto d'un tratto di ricordi, di rimpianti amari per un caro perduto.
Una volta, come nelle belle favole raccontate dai nonni, certi valori avevano il loro peso. Gli anziani stessi erano una risorsa di cui non poter mai fare a meno anche se piccini. Mi nutrivo dei loro ricordi, dei loro ripetuti racconti e, anche se a volte mi annoiava il doverli riascoltare ancora e ancora, mai mi alzavo mentre il nonno recitava la sua storia, la sua poesia di vita.
Ma quanto tempo è passato, se oggi, siamo noi stessi degli uomini e donne maturi (o sposati) e quei vecchi non sono più fra noi? Adesso sarebbero i nostri padri e madri a voler raccontare la loro storia ai nostri nipoti, ai nostri figli. Ma dove sono i ragazzi? Non c'è più il vecchio braciere accanto al quale rannicchiarsi, ma più ancora manca quel rispetto e quel senso di appartenenza alla vecchia famiglia. Noi corriamo ogni giorno, inseguiti da noi stessi, dalle nostre cose, e guardiamo avanti. Ma non siamo migliori.
Oggi, i vecchi sono un peso di cui scaricarsi, e forse di loro ci interessa tutto tranne la loro esperienza. Domani, un lontano domani... saremo noi stessi vecchi, e allora? Che ne sarà di noi?
Mi rammarico di constatare che la sofferenza di certe famiglie non sfocia nella reciproca condivisione e reciproco aiuto. Forse, basterebbe allungare una mano. Condivisione fatta anche di piccole cose, forse anche di un pezzo di pane mangiato al tavolo di cena con quegli anziani caduti di moda e rifiutati. Quegli anziani a volte duri, retrogradi se vogliano, e per noi impenitenti.
No, non vuole essere mera retorica la mia, essa invece, vuole rappresentare una riflessione su quella grande "pianta" che è la famiglia, la famiglia patriarcale di cui i vecchi erano orgogliose e graditissime radici. Tante paure anche nei tempi passati hanno minato l'unione dei questi nuclei d'amore e di povertà, ma c'era un'arma data loro da Dio, il reciproco perdono. A volte certe fratture ideologiche sembrano insanabili. A tutto si può porre rimedio finchè la vita ci dona il suo alito di speranza. Io credo ancora in quei valori, forse sarò un retrogrado anch'io, certamente un peccatore impenitente anch'io, ma non "vedo" una Santa Pasqua senza vera condivisione in famiglia e con la famiglia. No, non quella che in siciliano su suole definire "facci lavata", la condivisione. La condivisione è solo quella che scaturisce dal cuore. Un regalo vale se fatto con il cuore, un'azione, una visita ad un anziano solo, vale se fatta con spirito di condivisione e senza scopo di lucro. Fanciullo nipote mio, ben tornato, siedi accanto "a bracera", sono tuo nonno che ti vuole bene!
Giovanni BonarRIGO
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lunedì 22 febbraio 2010

Dal Vangelo di Luca, le tentazioni di Gesù insegnano ad ognuno di noi

RIFLESSIONI PER LA SETTIMANA

Vangelo di Luca (4, 1-13)
In quel tempo, Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: "Se tu sei Figlio di Dio, dì a questa pietra che diventi pane". Gesù gli rispose: "Sta scritto: "Non di solo pane vivrà l'uomo".
-
Illustri teologi avranno esaminato milioni e milioni di volte questi concetti, queste parole di Gesù, e ne avranno tratto biblioteche intere di carta. "Non di solo pane vivrà l'uomo", infatti, più che ai piaceri della gola, in cui ogni uomo cade, si compiace e ne può diventare succube e vittima, a mio avviso, dovrebbe far pensare a tutto ciò che è terreno e non spirituale. A tutto ciò che nutre ma non lo stomaco ma lo spirito.

Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra e gli disse: "Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perchè a me è stata data e io la do a chi voglio. Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo">. Gesù gli rispose: "Sta scritto: "Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto".
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Cos'è il potere terreno che il diavolo può dare? Cosè la gloria dei Grandi della Terra? Ma anche la gloria dei leader di immense città e dei caporali di paese, cos'è? Cosa rappresenta? Pensa, la gente che si genuflette al tuo cospetto, perchè sa che tu hai il potere di decidere, per il si o per il no. La gente... trema, perchè sa che hai la legge dalla tua parte, hai le amicizie giuste, sei (come si dice) un pezzo grosso. E ridi, sghignazzi, vedendo genuflettersi quei miserabili quei pezzenti. Pensi, magari fra di loro ci sono tanti ruffiani, caporali a loro volta, aguzzini, cravattari a loro volta. Chi di noi, (me compreso, ovviamente) dirà se messo alla prova, di fronte alla tentazione del potere: "Il Signore solo adorerò, a Lui solo renderò culto?". Chi di noi, sceglierà di seminare bene raccogliendo ingiurie e tradimenti in cambio di beni terreni in un aldilà che non vediamo e del quale non esistono prove scientifiche?

Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: "Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù da quì; sta scritto infatti: "Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinchè essi ti custodiscano"; e anche:"Essi ti porteranno sulle loro mani perchè il tuo piede non inciampi in una pietra".
Gesù gli rispose: "E' stato detto: "Non metterai alla prova il Signore Dio tuo". Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato.
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Tentazioni, tentazioni che non finiscono mai. Quando sfidiamo la sorte ed il pericolo senza avere alcun bisogno di farlo, "tanto c'è il Signore che ci protegge", noi tentiamo Dio. Quando desideriamo una vita dissoluta e spericolata perchè è meglio vivere intensamente e godersi la vita... non è certo il volere di Dio che facciamo ma il nostro. Magari, poi, una volta "caduti" ci rivolgiamo a Lui... e se non ci esaudisce subito... ci rivolgiamo a maghi, fattucchiere, ed a chiunque ci prometta risultati tangibili ed immediati. Ma era Dio che volevamo, oppure...?

E, quando abusando, usiamo anche i mezzi tecnologici di internet (fra cui Facebook) per augurare la morte a qualcuno, per inneggiare al tiro al bersaglio su innocenti meno fortunati di noi, noi insultiamo Dio. Nessuna scusa possono accampare persino gli atei, perchè il senso del bene e del male, del giusto e del non giusto è dentro ognuno di noi. Dentro ogni uomo. Basta ascoltarlo. Capita così, che tanti atei operano per il bene senza farsi domande, mentre finti religiosi Cristiani o di altro culto... usano (od hanno usato nei millenni) il Crocifisso e la "parola", come arma impropria per raggiungere furbescamente sanguinari scopi di potere e di distruzione dell'avversario. "Non tenterai il Signore Dio tuo".
Giovanni BonarRIGO
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lunedì 15 febbraio 2010

Dio Ama noi! E noi perchè, a quella donna...?



RIFLESSIONE:
Ieri, durante la Santa Messa delle 10:00, il parroco Don Gaetano Murolo ha fatto presente ai fedeli che una donna anziana (di cui quì non riporto il nome), è stata ospitata presso l'Oasi Sant'Antonio di Furci, casa di cura per anziani. Ha proseguito Don Gatano: "La donna, che tutti avranno presente in quanto raccoglieva le offerta ad ogni Messa, viveva da sola e, anche se per me la signora è un'estranea, abbiamo deciso di gestire i suoi beni (la sua abitazione) e, qualora ce ne fosse di bisogno, completare la retta necessaria (1.200 euro al mese), perchè rimanga presso l'Oasi e venga curata.
Alla conclusione del breve discorso, una frase dello stesso Murolo mi ha colto di sopresa: "Ormai da tempo, quando la signora siedeva ai banchi della Messa, nessuno voleva più sederle accanto e sapete perchè". Io, mi domando perchè?

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domenica 7 febbraio 2010

Una mattina in una Domenica di paese

E' Domenica, esco, pioviggina le strade sono deserte, paesaggio spettrale... un bar che dà nella piazza Mazzullo, bar che riuniva quattro anziani a chiaccherare davanti alle sue vetrine o di fronte, dall'altro lato della strada, ormai è chiuso da un anno, (chissà se riaprirà prima o poi). E' Domenica, la Santa Domenica, giornata da santificare in chiesa, concelebrando ognuno di noi la Santa Messa.
Si, lo so... siamo in un paese di quattromila anime, non a Parigi. Ebbene? fra pochi giorni sarà carnevale anche quì, festa di gioia e di spensieratezza, ma ancora non se ne avverte l'atmosfera. Certo, si sta già lavorando in diversi paesi jonici per costruire carri allegorici, organizzando balli in maschera e sfilate nei giorni clou. Ma, mi sarei aspettato di più. Come sempre. Guido in macchina sul lungomare di questa mia Roccalumera: l'asfalto è pieno di buche... un campo di battaglia rattoppato quà e la con toppe di pece alla bellemmeglio. E' bastato un quarto d'ora di pioggia per trasformarlo in una via dei laghi e pozzanghere. Guadata la prima pozza, la seconda, la terza... mi accorgo che... gli spurzzi hanno bagnato qualcosa di elettrico nel motore, la macchina ha dei sussulti ma proseguo. Voilà, mi interseco con un'auto che va nel senso opposto, essa solleva una tale onda che per infiniti attimi non vedo più niente dal parabrezza, ma proseguo. Eccomi entrare i chiesa, faccio parte del coro parrocchiale, per me una delle cose più belle di questa mia Domenica Cristiana. Anche stavolta, la predica del parroco è stata come sempre chiara, intensa, con spunti sull'importanza della famiglia e sull'uomo, che deve cercare Dio ed a lui affidare tutta la propria vita.
Saluto amici e amiche ed esco di chiesa, pioviggina, apro l'ombrello che un colpo di vento mi aveva ridotto ad un brandello, riprendo il mio giro in macchina prima di pranzo. Ma si, andiamo a Nizza! Transito tranquillissimo. Il suo centro nevralgico, di fronte alla Piazza "Colonnello Interdonato" è popolato da un gruppetto di "spittàmu mi si mància", prorio dall'altra parte della via, sul marciapiedi. Incontro un amico che viaggia ad ombrello spiegato... hei, comu va? E ccà semu... e prosegue.
Vediamo se a Furci la musica cambia? Macchè, strade deserte anche quì, la piazza Sacro Cuore semideserta, poi... un lungomare pieno di buche (ma va là... anche queste rattoppate alla chetichella). No, niente pozzanghere, ma il ballo di san Vito sui dislivelli e quasi peggio di quello che la mia auto è costretta a danzare sui dossi del mio paese. Il mare è calmo è questo è già un buon segno in questo inizio di Febbraio, si, il mare si è calmato dopo l'ultima mareggiata che tanti danni ha causato in tutti i paesi della riviera jonica. Non so cosa farò oggi, oltre scrivere quattro righe ascoltando della buona musica, naturalmente. Certamente, domani si ricomincia. Nonostante non siamo a Parigi!
Giovanni BonarRIGO
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domenica 31 gennaio 2010

DAL VANGELO SECONDO LUCA (4, 21-30)

RIFLESSIONE DELLA DOMENICA
In quel tempo, Gesù cominciò a dire nella sinagoga: "Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato". Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: "Non è costui il figlio di Giuseppe?". Ma egli rispose loro: "Certamente voi mi citerete questo proverbio: "Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche quì, nella tua patria!".
Poi aggiunse: "In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c'erano molte vedove in Israele al tempo di Elìa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova in Zarèpta di Sidòne.
C'erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro". All'udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costrita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.
Parola del Signore.
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domenica 24 gennaio 2010

Ognuno di noi è chiamato a condividere "se stesso con gli altri"

RIFLESSIONE DELLA DOMENICA
Ciascuno di noi ha un ruolo da compiere nel corpo di Cristo che è la Chiesa.
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Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi (12, 12-30) Forma breve 12, 12-14.27

Fratelli, come il corpo è uno solo e ha molte membra e tutte le membra del corpo, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche il Cristo. Infatti, noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti siamo stati dissetati da un solo Spirito. E infatti il corpo non è formato da un membro solo, ma da molte membra.
Se il piede dicesse: "Poichè non sono mano, non appartengo al corpo", non per questo non farebbe parte del corpo.
E se l'orecchio dicesse: "poichè non sono occhio, non appartengo al corpo", non per questo non farebbe parte del corpo.
Se tutto il corpo fosse occhio, dove sarebbe l'udito? Se tutto fosse udito, dove sarebbe l'odorato? Ora, invece, Dio ha disposto le membra del corpo in modo distinto, come egli ha voluto. Se poi tutto fosse un membro solo, dove sarebe il corpo? Invece molte sono le membra, ma uno solo è il corpo. Non può l'occhio dire alla mano: "Non ho bisogno di te"; oppure la testa ai piedi: "Non ho bisogno di voi". Anzi, proprio le membra del corpo che sembrano più deboli sono le più necessarie; e le parti del corpo che riteniamo meno onorevoli le circondiamo di maggiore rispetto, e quelle indecorose sono trattate con maggiore decenza, mentre quelle decenti non ne hanno bisogno. Ma Dio ha disposto il corpo conferendo maggior onore a ciò che non ne ha, perchè nel corpo non vi sia divisione, ma anzi le varie membra abbiano cura le une delle altre. Quindi se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se un membro è onorato, tutte le membra gioiscono con lui.
Ora voi siete corpo di Cristo e, ognuno secondo la propria parte, sue membra. Alcuni perciò Dio li ha posti nella Chiesa in primo luogo come apostoli, in secondo luogo come profeti, in terzo luogo come maestri; poi ci soni i miracoli, quindi il dono delle guarigioni, di assistere, di governare, di parlare varie lingue. Sono forse tutti apostoli? Tutti profeti? Tutti maestri? Tutti fanno miracoli? Tutti possiedono il dono delle guarigioni? Tutti parlano lingue? Tutti le interpretano?


IL MIO COMMENTO:
Apparentemente semplice, la spiegazione di questa "LOGOS" (parola) è molto ma molto profonda. Per tale motivo, credo che riuscirò a commentare solo un paio di punti. Dio ha distribuito fra gli uomini i cosidetti "talenti" che variano da persona a persona. Apparentemente, chi è dotato di grande intelliggenza o grande potere non ha bisogno dell'ignorante o del povero, ma in realtà (secondo il volere di Dio e non degli uomini), l'ignorante è esso stesso dotato di talento che può essere la forza fisica, che può essere la saggezza dell'animo, l'amore per il proprio prossimo o tante altre verità. Tutti gli uomini sono stati creati per dare quanto hanno ricevuto e non per tenere per se arricchendosi. La condivisione dei talenti, che in questa lettura è rappresentata da un "Corpo" che essendo formato da membra nobili e altre (apparentemente) secondarie, solo nel suo insieme ed in unione con il Cristo può produrre frutto. Quando poi si parla di "doni", che siano questi la capacità di fare miracoli o guarigioni, sia ben chiaro che: nessun uomo, nessun santo può fare miracoli, se non intercedere (e ciò è grande grazia) presso Dio stesso.
Da questa mia sintesi, ognuno di voi potrà trarre le conclusioni che crederà. Poichè, dalla mia modesta cultura della "parola" di Dio, già in passato ho osato parlare di "condivisione", di "uguaglianza", di "talenti". La nostra, sembra essere una società che guarda alla menzogna come ad una risorsa, che vede il ricco come un fortunato ed un punto di arrivo, ed il povero come un appestato da tenere lontano. Questa è la società dell'avere e non dell'essere. Solo nei casi di gravi calamità naturali, esplodono movimenti di solidarietà più o meno collettiva, più o meno attiva; ma è nel quotidiano della famiglia, del vicino che abita a poche porte dalla nostra, che siamo chiamati (Cristiani o no), a mostrare la nostra piena e totale fratellanza. Nonostante possa essere difficile!
Giovanni BonarRIGO
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domenica 17 gennaio 2010

Terremoto ad Haiti. Immane tragedia che deve far riflettere il mondo
















PORT-AU-PRINCE - E' una tragedia di proporzioni inimmaginabili, il terremoto che ha colpito Haiti, il paese più povero dell'intero continente americano. Secondo una stima di Save the Children, sono un milione 800 mila le persone colpite. Gravissimo il bilancio dei morti: il presidente di Haiti, René Preval, secondo quanto riferisce il sito del Miami Herald, teme che il terremoto abbia provocato "migliaia di morti". Ma per l'ambasciatore di Haiti presso l'Osa, l'organizzazione degli Stati Americani i morti sarebbero decine di migliaia.

Tra queste anche l'arcivescovo della capitale Serge Miot, il cui cadavere e' stato ritrovato sotto le macerie dell'arvicescovado. Preval ha anche riferito del crollo del Parlamento haitiano, cosi' come di edifici che ospitavano scuole ed ospedali. 'Alcune scuole sono piene di cadaveri', ha detto. "E' una catastrofe - ha aggiunto sua moglie, Elisabeth Preval - per le vie della città si inciampa in corpi senza vita. Vi sono centinaia di persone sotto le macerie, l'ospedale generale è crollato. Abbiamo bisogno di aiuto".

SENATORE LOCALE TEME MEZZO MILIONE DI MORTI
Potrebbero essere mezzo milione i morti a causa del terremoto che ha colpito Haiti. Ad affermarlo secondo alcuni media americani è il senatore haitiano di opposizione Youri LaTortue, nipote dell'ex presidente Gerard Latortue.

PREMIER: POSSIBILE OLTRE CENTOMILA MORTI - Il premier haitiano Jean Max Bellerive ha detto oggi che il terremoto potrebbe avere causato oltre centomila morti. Il premier di Haiti ha fatto la sua catastrofica previsione, sul possibile bilancio del devastante terremoto, in un'intervista telefonica oggi con la rete televisiva CNN. Alla richiesta di fare una stima delle dimensioni della tragedia il premier haitiano ha risposto che i morti "potrebbero essere oltre 100 mila".

ONU, COLPITO OLTRE UN TERZO POPOLAZIONE - Tra i 3 e i 3,5 milioni di persone, oltre un terzo della popolazione totale, sono state colpite in un modo o in un altro dal terremoto di Haiti. Lo ha detto John Holmes, sottosegretario Onu agli affari umanitari oggi a New York.

Il mondo intanto si mobilita. Il presidente americano Obama ha assicurato il pienosostegno degli Stati Uniti alle vittime, annunciano l'invio di squadre di soccorso nelle prossime ore. L'amministrazione Usa ha ordinato interventi 'rapidi e coordinati', ha detto ancora Obama sollecitando, per gli aiuti, uno sforzo internazionale. Anche il Papa ha lanciato un appello alla 'generosita' di tutti. Aiuti sono stati annunciati dalla Germania come da Israele, dalla Banca Mondiale come dalla Caritas. La Francia ha fatto partire due aerei con soccorritori e materiale, uno dalla Martinica e uno da Marsiglia. Dall'Italia partirà oggi un C130 militare con un ospedale da campo, personale medico e una squadra della Protezione civile.

Con il passare delle ore intanto si definscono le dimensioni della tragedia. La capitale, Port-au-Prince, di fatto non esiste più anche se, secondo le ultime informazioni, e' operativo l'aeroporto. La maggior parte degli edifici non ha retto, non ha potuto reggere, forse, ad uno sciame di scosse devastanti, cominciato con un colpo di maglio come mai si era sentito nella regione caraibica.

L'ipocentro delle scosse, ad appena 10 chilometri di profondità: le case sono venute giù come pezzi di domino su un tappeto sbattuto. Sono crollati tre ospedali su quattro, il quartier generale delle Nazioni Unite è raso al suolo, il palazzo presidenziale, che fu di 'Papa Doc' Francois Duvalier e del figlio 'Baby Doc', si è afflosciato come un soufflé. Ci sono vittime anche tra i Caschi Blu dell'Onu. E dopo il terremoto, l'orrore degli sciacalli, che si sono scatenati subito in un paese che è il 203/o su 229 al mondo per reddito pro-capite annuo.

Tutto è cominciato alle 16:53 locali di ieri (le 22:53 italiane), quando una terrificante scossa di 7.0 gradi Richter ha spezzato la normalità. Da allora sono già 33 gli altri scrolloni, tutti oltre magnitudo 4.5. L'ultimo finora registrato dal servizio sismografico statunitense Usgs è stato alle 2:23 (le 8:23 di Roma), ma i geologi si aspettano che il mostruoso terremoto che si è scatenato ad appena una trentina di chilometri dalla capitale dove vivono oltre due milioni di persone All'Aquila il primo colpo fu di 5.8. Ad Haiti, questo é stato il livello delle 'scosse di assestamento''.

Dopo il primo incredibile minuto di terrore, Port-au-Prince si è trasformata in una distesa dirovine, un'enorme nube grigia di polvere con migliaia di persone inghiottite sotto le macerie. Con il calare della notte, mentre i soccorritori hanno cominciato a reagire in ordine sparso, la città è diventata una macchia di oscurità totale, popolata di spettri accasciati sulle strade senza sapere dove andare. "Tutto ha ballato, la gente urla, le case hanno cominciato a crollare. Il caos è totale". E' stata la prima testimonianza di un paese in cui non c'é più nulla.

Sono circa 190, secondo la Farnesina, gli italiani che dovrebbero essere presenti sull'isola. Il capo dell'unità di crisi della Farnesina, Fabrizio Romano, ha dichiarato che al momento non risultano italiani coinvolti, ma ha precisato che "a mancanza di informazioni non vuol dire che non ce ne siano". "Non riusciamo a metterci in contatto con Haiti - spiega il portavoce dell'ambasciata italiana a Santo Domingo, Gianfranco Del Pero -. E' un problema nostro, dei colleghi francesi, americani, tedeschi e spagnoli con i quali stiamo collaborando. Nessuno ha davvero notizie per adesso. Tutti siamo in attesa di riallacciare le comunicazioni. Ma per ora è impossibile".
Silvano Arbuse
SMS AL 48541 DA TIM E VODAFONE O TEL. FISSO TELECOM
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domenica 10 gennaio 2010

Immigrati. Esplode il razzismo, ma chi ha generato l'odio?



Il fenomeno delle sommosse popolari e delle persecuzioni razziste di Rosarno, che da giorni ci viene proposto dai media, rischia di fare proselitismo nel resto d'Italia. Certamente, prima di giudicare, (e di far ciò è sempre meglio astenersi), bisognerebbe conoscere più approfonditamente i fatti che hanno scatenato tale reazione nella gente calabra. Non si è trattato infatti, di un isolato caso di follia razzista di un singolo o di un singolo gruppo, ma sicuramente, di un evento maturato da disagio pregresso.
Da ormai diversi giorni, dalle parti di Rosarno, si vive una sorta di "guerra", certamente generata da problemi vissuti dai residenti, (vedi furti e quant'altro), forse da paure, (violenze sulle donne), forse anche da frange razziste, ma lo Stato, in tutto questo ha anch'esso delle colpe? Noi tutti sappiamo che l'esodo verso la "bella Italia" della Cultura e delle belle speranze è continuo e non proviene ormai soltanto dal nord Africa afflitto dalle guerre, ma da altre nazioni affamate e sottosviluppate, che cercano salvezza. E' certo, che qualcuno dalle nostre coste, sfrutta la situazione favorendo il commercio di carne umana, offerendo prospettive che poi disattende.
Paventavo, che lo Stato italiano possa avere anch'esso delle colpe. Si, sicuramente, i nostri politici di Roma, sono a conoscenza dei disagi provocati dalla difficoltà che soprattutto il sud soffre nell'accogliere tali fiumane di disperati. Conoscono il rischio rappresentato da possibili infiltrazioni delinquenziali all'interno delle masse di brava gente, le quali necessiterebbero di un appropriato controllo e di un rafforzamento delle forze di Pubblica Sicurezza (e non di ronde cittadine). Conoscono lo sfruttamento che diverse aziende italiane operano su questa gente bisognosa, che raccoglie pomodori o si abbassa a mansioni faticose e sottopagate che molti residenti si rifiuterebbero di fare.

Il cosidetto "Partito dell'amore", d'ora in poi deve temere una campagna d'odio ben più sanguinosa, (che colpirà tanti innocenti, italiani e non), scatenata non dalla stessa Calabria nè dalla Sicilia degli sbarchi di Lampedusa, ma dal razzismo senza volontà di integrazione nè di accoglienza civile o religiosa, generato dalla Lega Nord. Se è vero che Berlusconi è in certo modo succube dell'influenza di Umberto Bossi e dei suoi compari, è plausibile, nei prossimi mesi, attendersi l'esplosione i focolai di razzismo, sparsi in diverse località della penisola.
Vogliamo augurarci che il "Caso Rosarno" rimanga isolato, e che anzi venga risolto non con la forza ma con soluzioni mirate, ora all'accoglienza degli immigrati, ora al controllo delle frange omicide ed al rimpatrio delle stesse. Oggi, la globalizzazione delle culture e delle religioni sta portando il mondo a confrontarsi con problemi mondiali ben più gravi di questi. Quando sento parlare di "Body Scanner" negli aeroporti, e della paura che l'11 Settembre possa ripetersi ovunque, penso che il Mondo intero debba porsi di fronte ad una riflessione molto più profonda, cercando quel dialogo che sembra impossibilie fra le superpotenze dominanti e certe realtà dell'estremo oriente, che sembrano vivere solo con l'obiettivo di costruire uomini Kamicaze, che per ferire una Nazione sono pronti a immolare migliaia, milioni di innocenti.
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domenica 3 gennaio 2010

Roccalumera. La Corale "Madre Veronica" ha cantato l'augurio al nuovo anno














Roccalumera - ( 02 - 01- 2010 ). Ancora al Centro Sociale "Giovanni Paolo II" un incontro fra la gente. Ieri serà (verso le 18:30, in occasione della tombolata di Natale, alla quale sono intervenuti in tantissimi anche da altri paesi, perfino il sindaco di Pagliara), si è salutato ancora il nuovo anno con un Concerto magistralmente interpretato dalla Corale "Madre Veronica" e diretto dalla brillante suor Graziella Pulitano.

Dire, che i canti dei ragazzi (ma all'interno del gruppo dei coristi ci sono anche alcuni padri e madri di famiglia), siano stati semplicemente meravigliosi e che abbiano colpito letteralmente al cuore i convenuti al concerto, è solo un doveroso tributo alla verità. Avendo assistito io stesso nelle settimane scorse, ad alcune delle sessioni di prove dei coristi di suor Graziella, ho potuto constatare come il livello oggi raggiunto sia frutto di un sapiente, paziente e minuzioso lavoro di squadra che mai potremmo oggi apprezzare, se Gesù non avesse donato alla chiesa di S. Antonio di Padova, anche una maestra così brava. Ieri, canti famosi come "Tu scendi dalle Stelle", hanno ritrovato ancor più enfasi nella attuale esposizione polifonica, ma tutta la scaletta dei Canti è stata deliziosa e ricercata.
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Dopo la particolare (e tremendamente a tema) esecuzione di un giovane zampognaro, dopo i lunghi e scroscianti applausi che hanno seguito ogni brano, alla fine la gente ha chiesto un bis ed è stata accontentata.

STASERA A PAGLIARA
Anche stasera, per chi vorrà, la Corale ci invita alle ore 19 nella Chiesa dei SS. Pietro e Paolo in Pagliara per il Concerto Natalizio. Si rinnoverà ancora un'atmosfera di Pace e di condivisione, atmosfera certamente apprezzabile e meravigliosa in un augurio cristiano per un sereno anno 2010.
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lunedì 28 dicembre 2009

Casalvecchio Siculo 2008. Il Presepe Vivente




RIFLESSIONE:
Una volta, nel periodo natalizio si andava al cinema per vedere film colossal come "Ben Hur" e "I dieci Comandamenti", in TV si seguiva con estrema attenzione il film a puntate di Zeffirelli "Gesù di Nazareth". Oggi, si va al cinema per farsi quattro risate coi "Cinepanettoni" e perfino i palinsesti della televisione hanno sostituito i temi natalizi della religione con favolette o film da quattro soldi spesso anche volgari.

Le nostre tradizioni siciliane, le nostre novene di Natale, i nostri presepi viventi, i nostri presepi, hanno ancora i loro devoti, ma. Pensiamoci però: in un Mondo in cui la globalizzazione protende verso il consumismo e ci infetta ogni anno di più con nuove mode tipo la corsa spasmodica ai regali, ai cenoni, ai botti di capodanno, ed ai... lifting al botulino perfino per le minorenni. Perfino in tempo di crisi. Dove andremo a finire?

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lunedì 21 dicembre 2009

A Joyful Cristmas and Happy new Year 2010



A tutti i miei lettori, da qualsiasi parte del Globo mi clicchiate, Buon Natale Amici! Vi auguro un Natale gioioso, sereno e ricolmo più che di regali, di valori cristiani che ricomprendano l'unione familiare e universale nell'atmosfera della nascita di Gesù bambino. Occasione di questo Natale, sia anche difendere quel Crocifisso che l'alta corte europea vorrebbe strappare via dalle nostre aule, pur non avendo "esso" mai ha voluto rappresentare contrapposizione religiosa ma fratellanza universale fra popoli.

Il nuovo anno, sarò banale, ma spero che sia migliore di quello che stiamo per lasciare e che con esso venga a regnare quella serenità di cui tanto ha di bisogno la nostra Italia. Il 2009 ha rappresentato per l'Italia l'anno del terremoto d'Abruzzo che ad Aprile ha flagellato e gettato nello sconforto intere comunità, radendo al suolo paesi e città e mietendo più di trecento vittime. E' stato l'anno dell'alluvione (primo Ottobre scorso), abbattutasi nei paesi della provincia di Messina, fra cui Scaletta, Giampilieri e centri circonvicini, (37 moti di cui sei ancora dispersi). Tante altre sono state le tragedie che hanno segnato il popolo italiano. Popolo, che ancora una volta ha mostrato il suo grande cuore offrendosi volontario verso i bisognosi con straordinaria generosità e prontezza d'intervento.

Nella Penisola, in questo 2009, i ceti più deboli hanno saggiato inoltre la stretta mortale della crisi e della disoccupazione mondiale e, checchè ne dica il Governo o certe Opposizioni accomodanti, solo chi vive nei "piani bassi" della società può constatare la realtà cruda tale e quale e non filtrata banalizzata da continui ottimistici sondaggi e chiacchere da Talk Schow. Le risposte che il popolo si attende dalla politica in questo 2010 che sta per iniziare, andranno dalla messa in sicurezza delle tante zone a rischio in Sicilia, alla ricostruzione del centro storico di L'Aquila, alla consegna delle tante case che devono ancora essere assegnate ai terremotati ed agli alluvionati ancora stipati negli alberghi, alla necessità di mantenere e difendere una legge "uguale per tutti" e non modificata e stravolta ad immagine e comodo di "qualcuno". Inoltre, il popolo italiano non può volere la guerra civile e l'odio, ma sia chiaro, quando nasce il malcontento fra la gente, la colpa non può essere individuata solo su una parte in causa, ed a tirare troppo la corda prima o poi potrebbero accadere fatti ben più gravi di quelli già verificatisi recentemente a Milano.

Salutando questo 2009, allargo il mio augurio di ripresa a tutti gli Stati poveri della Terra che sono e rimangono flagellati da guerre sanguinarie. In questo ultimo anno, la fame e la disperazione hanno portato, solo nelle coste siciliane, migliaia e migliaia di disperati caricati come bestie o come sardine sui barconi clandestini della vita e della morte. Per trovare soluzioni concrete a tale esodo, non necessitano politiche razziste, ma solo cooperazione interna e fra Stati e religioni differenti, solo così si possono risolvere conflitti che da decenni se non da secoli, arricchiscono talune minoranze e affamano la stagrande maggioranza degli esseri umani. Sempre la stessa.

Per il 2010, infine, auspico che tutti gli Stati emergenti della Terra si prodighino nella riduzione delle sostanze inquinanti e nel monitoraggio della temperatura del Pianeta che, causa il proliferare di industrie, mezzi di comunicazione e quant'altro, sta inesorabilmente portando allo scioglimento dei ghiacciai e con esso all'innalzamento del livello del mare.

BUON 2010 A TUTTI!
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