Il GRIDO (Il Blog su Roccalumera e... non solo)

sabato 23 ottobre 2010

GERRY SCOTTI. Quando i buoni gridano: "Abbaso la TV della morte!".





Mi ha sorpreso, ieri sera (durante il programma "IO CANTO"), trasmissione televisiva di canzoni interpretate da bambini in onda di Mediaset, l'intervento estemporaneo del pacioso, sensibile e vorrei dire religioso, presentatore della televisione italiana. Gerry Scotti.

Sono bastati pochi secondi per esternare un sentimento amaro ed indignato, che mi auguro rispecchi l'indignazione di molti telespettatori (e non) in tutta Italia. In buon Virginio Scotti, a tergo di una canzone che inneggiava alla Vita, ha gridato contro chi strumentalizza la morte di questi giorni su tutte le TV. Nello specifico, mi è sembrato chiaro si riferisse al vergognoso "grande fratello" mediatico che si sta consumando attorno alla morte di Sara Scazzi. Non vi è TG nel quale non vi sia una nuova deposizione, un nuovo indizio, una ritrattazione, uno scoop. E che dire degli innumerevoli programmi di approfondimento (se approfondimento la vogliamo chiamare questa rincorsa agli ascolti senza esclusione di colpi).

Così, una ragazzina uccisa, strangolata e forse violentata, forse addirittura dopo il decesso. Una ragazzina buttata in un pozzo. Ansichè circonscrivere a quanti non strettamente coinvolti nelle inchieste della Giustizia in un doveroso e rispettoso silenzio, si è trasformato Avetrana in meta di turismo (meta di curiosi) del macabro.

E' inutile dire che, sebbene chi scrive preferisca cambiare canale ogni volta (spessissimo) che viene trattato un nuovo scoop sul caso su una rete televisiva, scoprire che in sei deposizioni diverse lo zio abbia fornito ai Giudici altrettante diverse versioni del delitto e che la cugina di Sara, che pare abbia concorso nel di lei strangolamento, adesso in prigione richieda un libro di barzellette per farsi quattro risate... lascia quantomeno di stucco. Ma, proprio per evitare di giudicare gratuitamente, forse sarebbe meglio che questi continui ed incessanti sviluppi non fossero forniti (come detto sopra) a chi non coinvolto.

Ma ritorniamo al "GRIDO" di Gerry. Un grido che deve far riflettere tutti. Infatti, oggi più che in passato la televisione orienta gli acquisti della gente attraverso un vero bombardamento di messaggi palesi e subliminali di pubblicità continua. La televisione, (ma anche i giornali scandalistici, la cartellonistica, internet e quant'altro), ormai orienta la mente alla ricerca dello scoop. Non importa se così si butta fango su un innnocente o si difende un assassino spaccando assurdamente l'intera penisola in colpevolisti e innocentisti, come già accadde per il caso mai veramente chiarito della Franzoni. Si sguinzagliano giornalisti e cameraman, si imbastiscono programmi farciti di ogni genere di opinionisti ed esperti delle più disparate discipline e categorie... per un solo scopo, rubare ascolti a chi dall'altro lato, sulle altre reti, sta facendo esattamente la stessa cosa.

DOVE STIAMO ANDANDO?
Adesso, (noi gente normale), ragioniamo un'attimo su quali sono i problemi reali della nostra penisola (e vorrei dire della nostra cara Sicilia), da risolvere d'urgenza e che assomigliano tanto più a quelli di Napoli e della spazzatura nella "discarica del Cancro" di Terzigno. Mai risolti. Problemi del popolo, che dovrebbero unire e non dividere la politica di Destra, di Sinistra, di Centro o di tre quarti. Ma anche problemi di occupazione, problemi di tagli alla scuola ed agli ospedali, problemi di dissesto idrogeologico molto più gravi di quanto si vuol far credere attraverso i pilotati comunicati dei TG. Se ne parla, si, ma nulla in confronto agli scoop della morte e del macabro. E' vero, lo sappiamo tutti, ogni tanto la mente vuole anche un po' di riposo e allora un bel "Grande Fratello" fa staccare la spina. Ma, se anche il pacioso Gerry "esplode", allora, forse, c'è già nell'aria un presagio che pochi avvertono (costoro, magari giudicati catastrofisti), e le cui conseguenze di quanto ci segnalano oggi non tarderanno a mietere molte più vittime innocenti. Molte più vittime innocenti presto. Domani.

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lunedì 4 gennaio 2010

EVOLUZIONE STAZIONARIETA' O REGRESSIONE DI UN QUADRO NEVROTICO

RICEVIAMO E, PUBBLICHIAMO PER GLI APPASSIONATI DELLA PSICOANALISI
Non è possibile prevedere se una nevrosi può tendere ad avere una remissione, ad evolvere o ad arrestarsi.
Le modalità con cui una nevrosi può ridursi sono:

1) Un indebolimento dell´impulso represso, per esempio tramite l´aprirsi di nuovi sbocchi o diretti ad attività istintive o a qualsiasi attività sostituente l´esigenza repressa: si tratterebbe di una specie di sublimazione (non genuina) o di un´altra nevrosi secondaria o artificiale: tipico, in questo ultimo evento, è il caso del sopravvenire di una disgrazia o di una malattia fisica che assumono il significato di punizione con valore espiativo verso i sensi di colpa inconsci.

2) Un aumento delle forze reprimenti può portare ad una vittoria temporanea, per esempio, alleviando un senso di colpa interno. Tipico è il caso dei nevrotici coatti che possono migliorare incontrando un principale severo o imbattendosi in esperienze spiacevoli innescando inconsciamente un meccanismo di proiezione all´esterno del proprio super-io opprimente.

3) Molti miglioramenti spontanei possono ridurre la severità delle forze reprimenti, vedi il caso in cui si riesca a ricevere amore specialmente se questo amore è sentito come una fonte narcisistica di autostima, oppure ottenere prestigio potere, fiducia, o si verifichino accadimenti che permettano di evitare situazioni fobiche o che provvedano a rituali rassicuranti.

4) Infine anche una intensificazione degli impulsi repressi può creare un miglioramento se è abbastanza intensa da abbattere le controcariche.Le nevrosi possono essere stazionarie,ogni nevrosi ha alti e bassi spontanei, e il progredire o l´arresto non è deciso una volta per tutte ma è relativo, nel senso che può rimanere stabile per un certo periodo e poi può di nuovo iniziare a progredire: vedi il caso delle nevrosi di carattere in cui la lotta tra impulso e angoscia può farsi rigida e il paziente può divenire facilmente stanco e soffrire di una inibizione dovuta ad un impoverimento generale. Le nevrosi sono spesso però progressive, per esempio nelle mescolanze tra nevrosi traumatiche e psiconevrosi, per cui è bene, quando esistono le condizioni, intervenire tramite un lavoro psicoanalitico che, attraverso un lavoro ermeneutico e l´introiezione di "oggetti buoni", tramite un transfert solido e fiducioso, può dipanare e risolvere definitivamente il conflitto psichico.
Antonio Miscia
(Psichiatra psicoanalista ipnotista)
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venerdì 25 dicembre 2009

LA DEPRESSIONE DEL PERIODO NATALIZIO

Oggetto: La DEPRESSIONE DEL PERIODO NATALIZIO

Con questo articolo, che condivido con voi, mi accingo al tentativo di comprendere le depressioni e le angoscie che si presentano particolarmente accentuate in questi giorni di festività, che sanciscono anche il passaggio al nuovo anno. Forse è più immediato comprendere come un anno che finisce possa innescare questo disagio, in alcuni molto marcato, perchè è un frammento di vita che se ne va e rappresenta un passo simbolicamente importante nel testimoniare il tempo che passa e la percezione della nostra caducità che è uno dei motivi fondamentali di angoscia dell'essere umano specie se confrontato con il suo desiderio di onnipotenza infinita e di eternità.
Meno evidente è la sensazione di disagio connaturato al periodo più strettamente natalizio e credo che le ragioni di questo possano essere molteplici. Possiamo per esempio vivere il lutto di questo lasso di tempo se confrontato con gli analoghi momenti di quando eravamo bambini, in quel periodo magico popolato di figure idealizzate come Babbo Natale che veniva dal nord a portarci i regali che desideravamo quando, di notte, i genitori lasciavano la finestra socchiusa per farlo entrare e noi bambini ci sforzavamo di non dormire per sentirlo arrivare. La delusione provata poi quando,verso i 7-8- anni, la figura magica scompariva e si ritornava con fatica e delusione a prendere contatto con la realtà.
Ma in alcuni casi è possibile che i Natali infantili non siano stati così piacevoli come si presentano nel ricordo per la legge dell'ottimismo mnestico, ma siano stati fin da piccoli abitati da tensioni familiari dissimulate e falsificate dal clima di festività e che quindi le depressioni attuali non rappresentino un lutto per qualcosa che esisteva e ora non esiste più, ma la riproduzione, da adulti, di un periodo che felice sembra non essere mai stato.Inoltre è doloroso constatare come il nostro disagio vada a confliggere con la felicità apparente delle persone che si precipitano nei negozi alla ricerca della merce e intasano le strade strombazzando i clacson, eventi che sono una spia importante dato che ben sappiamo come frenesia e concitazione non siano affatto sininimo di felicità.Dopo queste brevi considerazioni che spero possano essere fonte di riflessione, auguro a tutti voi un momento di raccoglimento interno autentico che possa essere foriero di sentimenti veri e genuini di pace, amore e serenità.

Antonio Miscia
(Psichiatra psicoanalista ipnotista)
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sabato 21 novembre 2009

VANTAGGI DEL DISTURBO PSICHICO

Il vantaggio primario della malattia o del sintomo nevrotico consiste nell’abolizione o nella diminuzione dell'angoscia, della paura o del senso di colpa che verrebbero avvertiti, se i desideri rimossi irrompessero nella coscienza.
I vantaggi secondari sono molteplici e tra essi possiamo distinguere quelli provenienti dal mondo esterno e quelli intrapsichici.
Per quanto riguarda i primi notiamo che il principale vantaggio secondario è attrarre l´attenzione con la malattia, in termini di amore, rassicurazione, promessa di aiuto e di protezione. La malattia porta tutti i privilegi connessi ad un comportamento passivo-ricettivo. Il soggetto pensa: "Ora non sono io che debbo agire, gli altri debbono agire per me" come espressione nostalgica del periodo infantile. E´ vero che la malattia è percepita e rivendicata come un diritto in termini economici e materiali ma anche le lotte più intense per percepire un compenso sono combattute da soggetti che hanno molto meno bisogno di denaro di quanto non ne abbiano di un segno di affetto e di sicurezza di non essere abbandonati.
Per quanto riguarda i vantaggi secondari intrapsichici, il soggetto attraverso la malattia cerca di ottenere clemenza da istanze censorie percepite come minacciose e persecutorie, di bonificarle e di farle virare in senso benevolo, offrendo la propria malattia come punizione espiativa nei confronti dei propri impulsi aggressivi.
Nel trattamento del disturbo psichico i vantaggi secondari possono creare resistenze a volte insormontabili,nel senso che colui che è riuscito ad ottenere privilegi dalla propria malattia non la abbandona facilmente. e l´analisi deve lavorare perciò profondamente e in modo mirato su questi aspetti.
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Antonio Miscia
(Psichiatra psicoanalista ipnotista)
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lunedì 16 novembre 2009

DIFFERENZA TRA FIGLI UNICI E NON

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"Il figlio unico maschio ha difficoltà preedipiche maggiori nel senso di dover spesso scontare una accentuata possessività da parte della madre e anche edipiche, per un confronto diretto con il padre; per una femmina le dinamiche in gioco sono più variegate. Il fratello maggiore ha la possibilità migliore di identificarsi con il padre e di esercitare la sua autorità sui fratelli minori. Il bambino più piccolo rischia di essere viziato, il medio di non ricevere sufficiente affetto. La perdita di un genitore in età precoce può predisporre il bambino a sviluppare una specie di carattere orale e aumentare il suo attaccamento al genitore che rimane con relativa paura di perderne l´amore, inoltre può tendere a coltivare fantasie di onnipotenza riguardo al genitore scomparso. Nei gemelli si formano facilmente ambivalenza e gelosia, una carenza identitaria un desiderio di dipendenza ed una esibizione reattiva e ostile di indipendenza. I problemi dei figli adottivi sono relativi ad una possibile carenza affettiva nei loro confronti."

Antonio Miscia
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venerdì 13 novembre 2009

ORIGINE DEL SINTOMO NEVROTICO

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"Una certa quantità di conflitto nevrotico può essere sopportata da tutti senza un vero e proprio collasso nevrotico. Comunque un intenso disturbo può causare una nevrosi anche in una persona poco predisposta. Come si crea il sintomo?Può dipendere dall´aumento dell´impulso represso, di natura sessuale o aggressiva o dalla diminuzione delle forze reprimenti. Tale diminuzione può avvenire perchè l´Io è indebolito da stanchezza, intossicazione, malattia o altre cause. Persone stanche sono più inclini a commettere lapsus linguae o altri errori, la malattia riduce l´autostima e la validità del narcisismo corporeo con ricaduta sulla globalità dell´Io. Ogni perdita di prestigio e di fiducia in se stessi può essere un agente precipitante. La maggior parte dei fattori a carattere precipitante è composta da quelle esperienze che sono in qualche modo collegate agli eventi infantili i quali fecero sorgere i conflitti decisivi. Quando un´attacco di angoscia o un evento depressivo o altri sintomi agiscono sull´Io come un trauma, questi possono anche provocare una nevrosi traumatica che si posa secondariamente sulla psiconevrosi primaria. Questo spiega come certe esperienze che avvengono in età adulta possano essere considerate dal soggetto come la causa unica del suo disturbo nevrotico, mentre lo sono solo in senso sommativo."

Antonio Miscia
(Psichiatra psicoanalista ipnotista)
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lunedì 9 novembre 2009

LIMITI DELLA PROFILASSI DEL DISAGIO PSICHICO (seconda parte)

"Le nevrosi sono malattie sociali in senso ristretto, cioè mentre le richieste represse rappresentano forze biologiche, il fatto stesso che queste forze debbano essere represse è determinato dalla pressione dell'ambiente sociale che influenza direttamente quello familiare. La necessità di difese patogene sorgono dalle imposizioni genitoriali verbalmente, non verbalmente o mediante il comportamento. Le misure educative rappresentano esigenze della civiltà ostili alla soddisfazione istintuale e infatti possiamo notare come i quadri clinici della nevrosi mutino parallelamente ai mutamenti della società. L'instabilità e le contraddizioni di una società si riflettono sulla educazione dei bambini ed in seguito sulle nevrosi delle persone così educate. Una società autoritaria deve promuovere la disposizione ad una sottomissione dei suoi membri garantendo una partecipazione (reale o immaginaria) al potere e alla protezione. Una società democratica favorisce ideali di indipendenza e responsabilità di se stessi.Infine una breve dissertazione sulla miseria. E' vero che essa non crea nevrosi nelle persone adulte, ma crea delusioni e quindi regressioni, facendo precipitare uno sviluppo nevrotico. Inoltre la miseria reale degli adulti può creare nevrosi in maniera indiretta cioè nella futura generazione educata dagli adulti delusi."

Antonio Miscia
(Psichiatra psicoanalista ipnotista)
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NB. Le opinioni dello psichiatra quì esposte, possono non rispecchiare appieno quelle del titolare di questo blog.
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sabato 7 novembre 2009

LIMITI DELLA PROFILASSI DELL'IGIENE MENTALE (prima parte)

Quello che limita l'efficacia dei consigli nell'igiene mentale è il fatto che le circostanze croniche dell'ambiente, che difficilmente possono essere mutate, hanno più importanza di qualsiasi misura educativa isolata. Le parole particolari con le quali una persona adulta reagisce ad un atto istintuale di un bambino non sono così decisive come gli atteggiamenti cronici e latenti dei genitori nei confronti degli istinti in genere. Le circostanze croniche, che non possono essere cambiate a volontà, consistono nell'inconscio degli educatori che determina non tanto le loro misure educative quanto il loro comportamento quotidiano. Molto importante è anche però l'istituzione della famiglia stessa, la relazione tra la famiglia e gruppi extrafamiliari, cioè le istituzioni sociali che li influenzano e le tradizioni culturali. Non dimentichiamoci che le istanze socioculturali sono anche depositate nel'inconscio degli educatori, e hanno contribuito alla loro stessa formazione.

L'educazione "progressiva", figlia del '68, essendo non meno dipendente dalle forze sociali della educazione autoritaria cercando di evitare gli errori del periodo precedente per prevenire delusioni, ha ecceduto, a volte, in senso opposto. "Evitare delusioni" è certamente impossibile. La realtà porta necessariamente delusioni; dunque un'infanzia artificialmente protetta è una ben misera preparazione alla realtà stessa; quanto più si evitano le prime delusioni tanto più piccole delusioni esteriori avranno più tardi lo stesso effetto di delusioni intense su persone allevate normalmente. La tendenza degli educatiori ad "essere sempre "gentili" porta le conseguenze che:
1) il bambino ha l'impressione che la aggressività sia terribilmente proibita e, ogni volta che si sente aggressivo deve reprimerla;
2) i genitori, nel somministrare questa educazione mite devono reprimere la loro aggressività la quale, senza dubbio, apparirà in maniera e in grado non desiderabile. L'aggressività è necessaria in molte situazioni della vita e una persona che non sia capace di usarla è ostacolata come un soggetto che abbia perduto le sue facoltà sessuali.

Antonio Miscia
(Psichiatra psicoanalista ipnotista)

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