Il GRIDO (Il Blog su Roccalumera e... non solo)

lunedì 21 febbraio 2011

FIUMEDINISI. MARIO DI NUZZO, UN CENTENARIO CHE E' STORIA "VIVA" DI UN PAESE









FIUMEDINISI - 20 Febbraio 2011 - Ieri pomeriggio, un intero paese festante si è stretto in un'abbraccio genuino intorno ad un concittadino, uomo del popolo, Mario Di Nuzzo. Un centenario. Ma chi è Mario Di Nuzzo? E' un politico? Da quanto affermato nella serata di ieri dallo stesso sindaco di Fiumedinisi, non ha mai avuto il benchè minimo collegamento con la politica se non il semplice rapporto con il voto. E' stato una Star del cimema o della televisione? Nemmeno. Ieri sera il paese di Fiumedinisi ha quindi festeggiato un uomo qualunque. Un uomo che ha però combattuto nella seconda guerra mondiale ed in quella ha subìto la prigionia. Un uomo che, chi scrive non conosceva nemmeno ma che, da quanto ha ascoltato durante la cerimonia stessa, per portare il pane alla propria numerosa famiglia è andato a lavorare (non unico al suo tempo), persino in Argentina.

CENTO ANNI, un traguardo importante per un uomo. Si dice che la vita media si stia allungando e di parecchio e che quindi di casi simili (non molto tempo fa, è stata festeggiata una centenaria a Casalvecchio) se ne verificheranno sempre più spesso. Ma ciò che conta è averla vissuta intensamente questa vita, onestamente, legati a sani principi, nel poco come nel più, condividendo non solo il pane ma anche l'esperienza, la felicità e persino le amarezze in famiglia con la famiglia.
In una società che vuole scimmiottare il modernismo a tutti i costi, legandosi a stereotipi che inneggiano al facile successo, al "bunga bunga", ai video hard, allo scoop sconvolgente, un salto indietro ad altra storia, porterebbe a molti di noi innegabili benefici. Oggi, è vero, i cosiddetti "moralisti" non vanno di moda, ma è altrettanto vero che più passa il tempo e più sembra che la fiducia nel futuro venga meno nella società. Così, vengono disattese sia le regole sia i valori ed a soffrirne è l'unione fra la gente. E' il caos. Eppure, a testimoniare che non tutto è perso, che i cicli della storia sono fatti di corsi e ricorsi e che non vi può essere un buon futuro senza l'insegnamento di un buon passato, ecco riapparire nella festa dell'uomo qualunque, importante e grande quanto qualsiasi Big anche apparentemente senza ricchezze terrene, una luce di Speranza.

CENTO VITE HA VISSUTO

Un'ora ho vissuto con lui dei suoi cento anni,
candidi i suoi capelli, umile sereno il suo sguardo,
raccontava muto le sofferenze di una guerra, la solitudine di una prigione.

Ancor giovane, la sua famiglia lo attese in paese natìo,
mentre lui cercava pane in Terra d'Argentina.
Oggi, di primo cittadino ha vestito la fascia,
ha seguito fiero il suo stendardo e il suo tricolore,
oggi, lo hanno riverito come padre di tutti,
come trionfatore di un sofferto traguardo, di una maratona, la vita.

Lo circondano d'affetto e di lacrime i suoi figli,
lo abbraccia l'intero paesello,
cento e cento auguri in un canto di bimbi in chiesa,
scuote l'anima la banda che lo accompagna.
Evviva, è ancora tra noi don Mario.

Poi, un gesto di stizza interrompe un suo racconto,
ha dimenticato un nome in mezzo al suo secolo di storia.
"Può succedere" - lo rassicura Cateno - "può succedere!"
L'importante è che Voi siate quì in mezzo alla Vostra gente.
Gente che vi ama, come storia vivente,
come padre e fratello. Sempre.






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mercoledì 6 ottobre 2010

CONVEGNO A GIAMPILIERI "Istituto Scolastico Simone Neri": Radar per prevenire nuove catastrofi













GIAMPILIERI SUPERIORE (05 Ottobre 2010). Prima della conferenza stampa, Santi Trovato ha voluto accompagnare i suoi ospiti a visitare il territorio devastato dall'alluvione dello scorso 1 Ottobre, per mostrare loro, che chi ha sostenuto la tesi dell'abusivismo, o è in malafede oppure è un incompetente in materia. Ed in tema di frecciate, il presidente dei professionisti messinesi non ha risparmiato coloro i quali non hanno tenuto affatto conto delle professionalità locali, che sarebbero intervenuti con una tempistica diversa, anche in considerazione della conoscenza del territorio.
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Presso l'Istituto Scolastico intitolato all'eroe Pasquale Simone NERI, (sottocapo di Marina Militare - Medaglia d'Oro al Valore Civile - il quale salvò diversi suoi conpaesani prima di essere inghiottito dai flutti), presenti, oltre a numerosi tecnici e tanta gente anche diverse cameraman e giornalisti. Verso le 17:30 all'interno della palestra, ha inizio il Convegno sui Radar e sulla loro utilità.

Ing. Santi TROVATO (Presidente dell'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Messina). Ha introdotto i lavori ricordando che sarà intitolata una borsa di studio (per sempre), all'Ing. Luigi Costa. A aggiunto che tanti sono i cantieri aperti per la messa in sicurezza del teritorio colpito dall'alluvione dello scorso 1 Ottobre 2009, e che nel prosieguo sarà necessaria la presenza di Tecnici del luogo. Ha infine accennato al tema del convegno (i Radar), dicendo: "questi radar, saranno inseriti nel territorio messinese e potremo apprezzare il loro funzionamento, così da evitare che nuove vite umane vengano sacrificate".

On. Nanni RICEVUTO (Presidente della Provincia di Messina). L'onorevole Ricevuto non ha fatto mancare il suo intervento ed il suo messaggio che ha ribadito la presenza delle istituzioni. Ha detto: "mi domando, se verrà mai il il tempo in cui in questa provincia si potrà godere la bellezza di questo paesaggio. Da San Fratello è iniziato questo nostro percorso e all'indomani del disastro di Giampilieri ci siamo fatti una domanda: "è possibile sapere in anticipo la quantità d'acqua che si riverserà su un determinato territorio? Lo potremo fare attraverso questo radar! La Regione, al tempo non diede le risposte, adesso siamo in grado di salvare (grazie al radar) vite umane. Faremo la richiesta, io stesso la farò perchè questo deve essere il meccanismo per mettere in sicurezza il territorio".

Arch. Gianni ROLANDO (Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri). Inizia: "sono appena stato sui luoghi alluvionati della Liguria (terra in cui vive), mi rendo conto che un territorio più è bello più è soggetto a frane e alluvioni, quindi gli ingegneri devono trovare delle soluzioni. Sapere mezz'ora prima, un'ora prima quanta acqua arriverà quà, in un certo tempo, ciò unito alla conoscenza del territorio, può salvare vite umane. Magari, tanti di coloro che sono morti si sarebbero salvati. Dobbiamo avere il coraggio di richiedere interventi mirati. Attraverso questo (il radar), che è uno degli strumenti meno costosi, il nostro sforzo deve garantire la sicurezza di tutti".

Ing. Giuseppe DI NATALE (Presidente Assemblea dei Presidenti - Ordine degli Ingegneri di Ragusa). Afferma subito: "non voglio entrare in merito agli interventi fatti. Una parte della nostra categoria è stata a L'Aquila, pronta ad un sacrificio volontario e gratuito. Auspico un percorso breve per il raggiungimento dell'obbiettivo".

Prof. Giovanni PERONA (Politecnico di Torino). La disamina appare tecnica e mirata: "In base alle previsioni, che sia Climatologica o Metereologica, e che riguardi l'arco delle 24 piuttosto che le 48 o le 72 ore, ho bisogno di dettagli, di misure differenti e su aree più o meno vaste". Poi, parla di "Modelli Fluidodinamici climatologici differenti". Prosegue: "più o meno 200 anni fa, non si sapeva nemmeno se si potevano fare delle previsioni metereologiche. In passato ci si affidava esclusivamente al sistema militare. Anche oggi, è impossibile prevedere un movimento franoso. Parla di: Misure di pioggia; Campi di pioggia; Pluviometri; Dice: "questi ultimi forniscono informazioni locali ma non d'insieme, e poichè non bastano da soli, in futuro ci si affiderà alla rete satellitare". Il Professore, (aiutandosi con il maxi schermo) descrive per primo il Radar in Banda C (che in figura ricorda una sfera alta circa 6 o 7 metri), l'installazione di quali costerebbe molto e gli stessi darebbero un "campo di pioggia" bidimensionale. Lavorerebbero in un range di 200 chilometri ma con una bassa risoluzione, invece in un range di 120 chilometri la risoluzione sarebbe buona. Poi, il Prof. Perona spiega le caratteristiche dei cosiddetti RADAR PICCOLI decantandone le qualità. Dice: Questi, sono leggeri (circa 50 chili), misurano circa cinquanta centimetri di diametro per un'altezza di un metro e mezzo, non darenno problemi di inquinamento elettromagnetico, forniscono una trasmissione dei dati anche via telefonini se non anche attraverso una rete WI-FI e danno una presentazione meteo ogni minuto. I dati forniti dagli stessi, potranno essere poi utilizzati, ma dipende dall'uso che se ne vorrà fare. Aggiunge: Facile è la loro installazione e siamo pronti a fare dei Corsi per il loro corretto utilizzo".

Ing. Marco ALLEGRETTI (Presidente dell'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Asti). Il giovanissimo Ingegnere dice: "I Radar sono il primo anello della catena. Questi oggetti, di solito vengono installati per essere poi abbandonati a loro stessi. Quindi, servono tecnici qualificati che se ne occupino e che sappiano farne corretto uso. Prosegue: "bisogna coinvolgere gli Enti, in quanto questo è solo il primo anello della catena della prevenzione".

Aggiunte riprese da altri interventi: "In aggiunta ai meglio descritti RADAR a banda X, (hanno un raggio d'azione di 30 chilometri, il loro costo cadauno si dovrebbe aggirare sui 10.000 euro. Dovrebbero essere quattro in Sicilia), saranno installati anche sei pluviometri nella provincia di Messina per il monitoraggio delle fiumare, fra cui quella di Camaro... Le sirene già installate, (qualcuno dice che neanche funzionano), servono solo ad allarmare la gente".

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mercoledì 21 luglio 2010

Roccalumera. Barbera (Carlo) per tutti in piazza. "Povira genti nui!"

Erano forse sei anni che Piazza Municipio di Roccalumera non ospitava l'artista di Teatro Carlo Barbera, dopo averlo visto calcare il palco esibendosi da mattatore, attore e regista in commedie esilaranti quanto interessanti dal punto di vista storico-filosofico davanti a platee di oltre mille persone.
Ieri sera, (come cambiano i tempi, sarà forse stata... la televisione?), il "Teatrista" nizzardo, pur avendo atteso per oltre mezz'ora oltre l'orario convenuto delle 21:00, ha visto ad attenderlo... una ventina di persone. Me compreso. In questa occasione, (dal titolo "Povira genti nui"), ci ha offerto "solo" se stesso, in una recita di ballate accompagnate dal suono della chitarra (insomma: iddu sa cantava e iddu sa sunava).
Quest'estate niente teatro all'aperto per Carlo. Come già l'anno scorso ha cambiato la strategia. Difatti, anche Roccalumera economizza come la quasi totalità dei Comuni Jonici, e poi c'è una concorrenza di "dilettanti allo sbaraglio" che perlomeno fanno stramazzare dalle risate e... chiedono pochi euro. Almeno speriamo.
Beh! Ma non era di questo che volevamo parlarvi, e nemmeno del fatto che poi di gente ne è venuta altra in piazza, fino a triplicare la scarsa presenza di amici di Carlo. Ciò di cui voglio parlarvi in questo post, è del tema dibattuto con forza (e forse con una malcelata punta di polemica), che è il degrado della civiltà in cui viviamo a fronte di una pur più che decente qualità della vita se raffrontata a quella dei nostri padri e dei nostri nonni.
Carlo Barbera, spinge sull'accelleratore della barzelletta cantata, per rimarcare in modo caricaturale un "SISTEMA" che privilegia (ora come cinquant'anni fa), "U SCECCU LAUREATU", oppure, mi scuso come ha fatto Carlo per i termini... espliciti: "U STRUNZU GALLEGGIANTI", "A ZOCCULA CHI MUSTRA I MINNI E SI'NNI VANTA"... Insomma, un mondo che pare girare al contrario, dove la mazzetta (o bustarella), la fa ancora da padrone sulla bravura, dove "La Legge è LEGGE" fino a quando... non ci si mette daccordo. Capisci a me! Insomma, ridiamoci sopra, ridiamoci ancora addosso, ma lo facciamo su noi stessi... "Povira genti nui", infatti.

E' quasi superfluo dire che: io straconoscevo (come forse la quasi totalità dei presenti di ieri sera), tutte le macchiette di Barbera. Insomma, roba risaputa e più volte ascoltata in giro per le piazze dei Comuni. E allora, Carlo, "NUI POVIRA GENTI (non tu, perchè ieri sera hai detto che te la passi bene, anche se hai una simpatia per i puvireddi), AVEMU 'OCCA SPIRANZA I CANCIARI, OPPURU, SCECCHI I BARDUNI IERIMU E I STISSI RISTAMMU, SULU CHI CANCIAU U PATRUNI?"
Concludo: Mentre ti buschi onestamente "qualche carta da cento euro" cantando e srotolando e, appendendo e poi (ri)arrotolando i tuoi manifestini e reciti e suoni, chissà... magari qualcuno aprirà gli occhi e ansichè (rassegnato) piangersi ancora addosso e farsi prendere in giro dai soliti "stronzi" politicanti (totalmente ignoranti ma sempre più scaltri), pretenderà un po' di più del classico piatto di maccheroni al ragù (o panino con la salsiccia), ED ESIGERA' SEMPLICEMENTE... UN FUTURO. UN FUTURO CERTO PER SE' E PER I PROPRI FIGLI. IN SICILIA!
Giovanni BonarRIGO




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martedì 20 aprile 2010

Debora (dalla Liguria) esamina le convergenze della sua regione con la Sicilia




Mi chiamo Debora ho quasi trentadue anni e sono nata a Genova dove vivo e lavoro come fotografa freelance.
Mi è stato chiesto da un amico di scrivere della Sicilia e vi posso solo dire, nonostante non abbia visitato questa regione, che per molto tempo ho avuto un piacevole legame con una famiglia catanese.
Tutt'ora ricordo quella mamma piena di energia ed ironia e quel figlio, mio caro amico che mi è stato vicino in momenti della vita un po' spigolosi.
Soprattutto mi ricordo del loro infinito amore per la loro terra e la voglia di tornare ogni volta possibile per rivedere l'intera famiglia.
Un'altra cosa bella di loro era la vitalità, il sorriso sempre pronto a nascere con totale spontaneità.
E' grazie a loro che ho sempre nutrito un profondo affetto per la Sicilia e ho sempre cercato di immaginarmi angoli di mare, piuttosto che l'Etna e Agrigento...
...sono certa che un giorno visiterò quest'isola e non mi soffermerò a visitare le cose che ho appena citato, che sono palesemente le più famose, ma troverò senz'altro spunti per fotografare una realtà piena di colori e profumi tersi di mediterraneo.

La verità è che penso che in Sicilia come per molte regioni del Sud Italia, la vita venga vissuta intensamente con tutte le sue sfumature, dall' evento positivo a quello più doloroso.

Non posso affermare che sia lo stesso in Liguria, dove per altro siamo noti per essere molto chiusi e poco ospitali.
In realtà non è proprio così, ma è vero che forse dopo un po' ci stanchiamo di tutto e le novità non ci piacciono molto.
Siamo dei mugugnoni e io per prima mi sento di poterlo confessare.

Eppure trovo delle affinità tra le due regioni.
La mia sensazione è che agli occhi del resto d'Italia, i nostri problemi passino in secondo piano.
Ho ragione di credere che l'attenzione di tutti per le nostre terre si manifesti al momento dell’arrivo delle bella stagione quando i luoghi di maggiore attrazione turistica si riempono.

Nessuno però si preoccupa di quello che succede attorno alle nostre città ricche d'arte e le nostre spiagge gremite.
Si dimenticano delle fabbriche chiuse, le attività commerciali che giorno dopo giorno si spengono lasciando nell'oscurità e nella desolazione anche le strade più importanti delle città.
Ogni giorno percorriamo strade bucate, rotte, ferme dai cantieri che permangono mesi, anni e progetti che non partono mai ed altri che invece decollano rovinosamente.
Poi sopraggiungono gli eventi naturali a piegarci e attendiamo avviliti e feriti che le istituzioni ci aiutino a rinascere.
E infine la cosa che mi deprime ancora di più è il degrado della politica e delle istituzioni, la crudeltà del potere che ci priva del rispetto,della dignità, del buon senso.
Non c'è più logica.
Non c'è più amore né tanto meno passione per la nostra Italia.
Per me non esiste il Nord e non esiste il Sud, esiste solo una nazione, l'Italia, la nostra patria, la nostra casa.
Ci stanno togliendo tutto, soprattutto il diritto di esistere, di poterci esprimere, di lavorare onestamente e soprattutto di costruirci una sana e felice famiglia.
Io voglio lottare per il mio paese perché non voglio fuggire lontano da casa, perché io qua ci sono nata e vorrei anche che un giorno i miei figli facessero lo stesso.
In questa piccola nicchia nell'immensa rete di internet lancio questo grido: non molliamo, non facciamoci prendere in giro ancora, lottiamo per la Liguria per la Sicilia per tutta l'Italia, perché siamo un'unica grande famiglia.
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sabato 17 aprile 2010

CONVEGNO: Al Parco letterario Salvatore Quasimodo, "Cittadinanza Attiva Sicilia" incontra il popolo














Venerdì 16 aprile 2010 alle ore 17.00. CittadinanzAttiva, Coordinamento Provinciale - MESSINA. Parco letterario Salvatore Quasimodo – ROCCALUMERA

"I beni del demanio della Stato, comprese le acque pubbliche esistenti nella Regione sono assegnati alla Regione eccetto quelli che interessano la difesa dello Stato o servizi di carattere nazionale" Il Convegno è stato presieduto ed introdotto dal Dott. Giuseppe Pracanica Coordinatore Provinciale di CittadinanzAttiva, sono seguiti i saluti dell' Avv. Carlo Mastroeni. I relatori: il Dott. Giuseppe Greco Segretario Regionale di Cittadinanza Attiva, il Prof. Andrea Romano Preside della Facoltà si Scienza Politiche dell'Università di Messina, l'On. Maurizio Ballistreri Docente della Facoltà di Economia dell'Università di Messina. Il Dibattito è stato coordinato dal Dott. Giovanni Frazzica Procuratore dei Cittadini-CittadinanzAttiva. Per le conclusioni è intervenuto il Prof. Mario Centorrino, Assessore Regionale alla P. I.

Illustri relatori sono intervenuti nei locali del Parco Letterario Salvatore Quasimodo, come avete potuto leggere sopra. Scarso il pubblico presente, in primis il Dott. Giuseppe Pracanica, ha immantinente evidenziato come molti siciliani di fronte alla domanda: "cos'è lo Statuto siciliano" risponderebbero: "non ne ho idea". E questo, secondo Pracanica è una grave lacuna per un popolo che può e deve recuperare il controlo sui beni pubblici che appartengono anche ad esso.

Il Prof. Maurizio Ballistreri, ha sfiorato l'argomento "tributi" ma chi conosce il problema sa di quale entità sia la gravità di questa discriminazione fiscale. Ha poi accennato di Banco di Sicilia, che come sappiamo è in via di accorpamento con il Gruppo Unicredit e quindi trasferita (come le altre del gruppo) al nord. Ingente la perdita di capitali per la Sicilia. E quì entra in ballo la strategia della Lega Nord che già detta le regole a tal proposito. Aggiunge infine Ballistreri il tema i conflitti di competenza fra Stato e Regione Sicilia. Su cosa? Beni demaniali, (Demanio necessario e Demanio accidentale). Ed infine eccolo toccare il tema clou del convegno: "l'Art. 32 dello Statuto siciliano che tratta il Demanio idrico, il quale sarebbe in predicato di passare allo Stato con conseguenze ben immaginabili. Nascerà un contenzioso presso la Corte Costituzionale?


"NON DISINTERESSIAMOCI DELLA NOSTRA SICILIA"
Il Dott. Giuseppe Pracanica, riprende la parola ed anticipa già il tema del prossimo convegno: "Fuori i Prefetti dall'Isola". Infatti, Pracanica informa chi non lo sapesse fra i presenti, che in Valle d'Aosta a Trento ed a Bolzano non ci sono più i Prefetti e con essi il potere opprimente dello Stato. Fra le sue trasvolate storiche, enuncia che la legge sui petroli fu a suo tempo approvata in soli 16 minuti - dice - come hanno fatto non lo so. E poi, nel 1938 i 2/3 dei Comuni della Sicilia non aveva fogne....
Prende la parola il Prof. Andrea Romano (storico delle istituzioni), che entra ancora più approfonditamente sulla storia della Sicilia indipendentista del dopo guerra, parlando del M.I.S. (Movimento Indipendentista Siciliano), e di Uno Statuto che veniva approvato in tutta fretta addirittura prima che fosse promulgata la Costituzione, senza nemmeno sapere se quest'ultima avrebbe previsto le Regioni o meno. In quei frangenti storici, secondo Romano, i politici siciliani che avrebbero dovuto vegliare a che le norme dello Statuto venissero applicate per intero, si considerarono più che siciliani... dipendenti del partito.
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E voglio concudere riportando qualche frase del Segretario Regionale di Cittadinanza Attiva, Giuseppe Greco, il quale ha messo le mani avanti prevedendo alleanze con il mondo della cultura e non solo, ciò per ridare dignità (sarà lo slogan del movimento?) alla cittadinanza, i quali - a suo dire - devono essere partecipi alla gestione delle cose comuni (fra cui tanti beni immobili dismessi) attivandosi anche in azioni civiche e legali e promuovendo l'attività nelle università, sui media e in ogni dove fosse necessario.
Giovanni BonarRIGO
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martedì 23 febbraio 2010

Sanremo 2010. Quei tre operai, cantavano un'altra Italia



Lui, ricorda quando era bambino e giocava nel suo giardino, mentre ora e ballerino e canta come un mastino. Ha la fodera tricolore e lo scudo sabaudo nel cuore. Si, l'altra sera era lì, cantava al mondo (e a Dio?)... Italia amore suo (?). Si, il pubblico fischiava e il principe se ne inpipava. Così col televoto (comprato), gli si ribaltava il voto.

Eppure dopo giovani canzoni, ospiti big, uno spogliarello in una coppa di Sciampagne e un rinomato (e rianimato) can can, i tre operai di Termini Imerese hanno "cantato" un'Italia molto più sincera e vera di quella dei "Trio". Il mini talk show di Costanzo ha poi rubato un angolo di Sanremo per chiedere giustizia e lavoro per gli oltre duemila operai che già sono in cassa integrazione e che attendono haimè! una mesta chiusura della fabbrica.

Si, Bersani era anche lì, e c'era anche la destra ma rimangono alla finestra.

Noi, che con Sanremo di ogni anno NON ci illudiamo che faccia miracoli e rassereni gli animi balordi della politica o quelli tristi degli operai e dei senza lavoro o senza tetto, ma solo che dia al popolo una breve illusione di qualche giorno: fra musiche, lustrini e canzonette, per staccare la spina e per sognare. Noi si, vivaddio siamo quì, e cantiamo un'altra canzone che certamente è più simile a quella di Nino D'Angelo che non a quella dei trio.

LA TEORIA DI MARCHIONNE
Tuttavia, se la mentalità imprenditoriale
del grande manager italo-americano va verso la ottimizzazione delle risorse dell'azienda Fiat-Iveco-Alfa-Lancia-Maserati-Ferrari...Chrisler, come dargli torto se taglia lì dove la manodopera costa CENTO (in Sicilia, appunto) e sposta tutto là dove la stessa costa SETTANTA o meno? I bene informati sanno anche che il marchio Lancia sta per essere fuso (in una strategia di segmento di mercato e ottimizzazione delle risorse) con quello Chrisler. Anzi, più che una "fusione" trattasi di un'alternanza dei marchi (e mascherine), su vetture identiche, ora di una ora dell'altra Casa costruttrice. Vedi Lancia Delta col marchio Chrisler o nuova ammiraglia Lancia su base "Sebring". E che dire della soppressione di modelli come l'Alfa Brera e GT, della decisione di non produrre più l'erede della stessa 159, perchè la concorrenza tedesca (vedi Mercedes, Audi e BMW), in questo segmento sarebbe secondo Marchionne semplicemente imbattibile?

CASSA INTEGRAZIONE. QUALI SOLUZIONI?
In realtà, la cassa integrazione è già scattata
anche per altri stabilimenti Fiat d'italia (pare per due settimane), ma, mentre in gran parte del resto d'Italia le pur limitate prospettive delle famiglie cassintegrate hanno degli sbocchi di un secondo lavoro in zona, a Termini Imerese nel palermitano, (dove lo stesso Bersani ha fatto qualche giorno fa la sua... apparizione), tanta gente non sa dove sbattere la testa. Servono proposte serie non vaghe promesse dell'Ikea o di altre aziende bluff.
No, nessuno vuole assistenzialismo, quella è gente che lavora sul serio, semmai potrebbe essere la solita mano nera della mafia a scoraggiare molti nuovi investitori. Le risposte della politica si vedranno (se si vedranno) con la risoluzione di casi seri come questo. Sanremo è passato, l'Italia che implora Dio è questa quì non quella di Emanuele Filiberto di Savoia.
Giovanni BonarRIGO
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giovedì 28 gennaio 2010

Roccalumera. "TRE SECOLI DI MODA" in Filanda. (foto e perchè)

SEGUE: "TRE SECOLI DI MODA". Ha rappresentato per me un inno alla bellezza (oltre che alla Storia siciliana ed alla Moda), ciò mi ha ispirato ad aggiungere altre foto realtive all'evento. Quì vedete in sequenza (dall'alto verso il basso) le mie foto:

1) Una modella in abito da sposa affiancata dal presentatore, che alza i tacchi, (forse perchè accanto a lei si sente bassino?).















2) Un esempio di bellezza verace siciliana. Ho notato una fierezza nello sguardo di questa ragazza dal colorito olivastro, oltre ad un fisico elegante.















3) In questo caso, ho notato una bellezza che potrei definire "dolce". Ragazza non molto alta, dai tratti del viso morbidi, carnagione chiara. Occhi azzurri e profondi, e nel complesso rotondità del fisico più evidenti.















4) La stessa modella del n° 1 ma in rosso. Ho notato evidente espressività del viso, linearità del fisico. Un portamento disinvolto in passerella, da Star.















5) Un abito storico di provenienza catanese, la modella (del n° 2) ha ovviamente incarnato al meglio la personalità che il vestito richiedeva. Il suo gesto è di alzare in aria il nero scialle e porselo alle spalle.















6) Infine, ecco una coppia di abiti siciliani d'epoca. Nello specifico, si è assistito alla scena della consegna della rosa da parte del corteggiatore alla sua preferita. Nel si di lei, una sorta di fidanzamento iniziato.

Giovanni BonarRIGO
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lunedì 25 gennaio 2010

Roccalumera. "TRE SECOLI DI MODA" in Filanda, un evento incontestabilmente BELLO!













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Roccalumera (24-01-2010) - La manifestazione di ieri, magistralmente organizzata dall'Associazione "E... Berta Filava", ha attirato migliaia di estimatori della moda, della bellezza e dei costumi ed oggetti storici, all'interno di quella che fu la Fabbrica della Seta. Nel grande salone al primo piano dell'Antica Filanda, infatti, tutti hanno beneficiato del "calore" (e la temperatura ottimale, visto il gelo esterno), che altrimenti fuori di essa non avrebbero mai trovato.

"TRE SECOLI DI MODA", questo il nome della manifestazione, ha raccontato la storia del vissuto quotidiano della Sicilia jonica attraverso gli abiti (presentati dal prof. Carmelo Ariosto), ma ha anche guardato al presente ed al futuro con una particolare attenzione allo design, attraverso le nuove creazioni di Stliste già conosciute ed anche in cerca di affermazione. Interessanti tutte le modelle in sfilata, (consentitemi, due in particolare che, non solo per l'altezza fisica ma anche per i tratti intriganti e soavi dei visi, afferravano l'attenzione e restituivano globale soddisfazione visiva da Grande evento mediatico), originali gli abiti proposti, soprattutto quelli femminili.

IN SALA, ESPOSTE NUMEROSE TELE DEL PITTORE BARBAGALLO

Presente il sindaco Gianni Miasi e signora, nonchè il consigliere provinciale Matteo Francilia e varie personalità provenienti da altri paesi limitrofi e perfino un paio di rappresentanti... dall'Inghilterra. Fra i tanti fotografi in azione per immortalare le fasi salienti dell'evento, a spiccare l'ormai professionista della moda Saro Campione. Animata da un brillante presentatore ed intramezzata dalle danze di una coppia di ballerini professionisti, la sala ci ha visti stipati ai lati della passerella in modo incredibile. Tanta era la gente che di spazio ne sarebbe servito almeno il doppio. Un appunto. Al piano terra, bagni guasti, peccato.
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LA SETA, LA MODA e... LA CULTURA
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Mi giunge adesso da Facebook, (come a tutti i membri del gruppo "TRE SECOLI DI MODA"), il caldo ringraziamento di Giovanna Ioppolo, brillante coordinatrice dell'evento. Colgo l'occasione per evidenziare come una tale manifestazione di grande interesse e sucesso, sia da assimilare a quella realizzata in occasione dell'inaugurazione della stessa Antica Filanda (28 Febbraio - 1 Marzo 2009). Sto parlandovi di SPOSIAMOCI. Si chiarisce ancora meglio adesso, (qualora rimanessero resudui dubbi presso qualcuno), come: Cultura, Arte, Storia di un popolo e di un territorio, siano un "unicum indissoubile", che (anche nell'eccezione dello scopo promozionale), rimane globale come valore e limpido come evento.
Giovanni BonarRIGO

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venerdì 22 gennaio 2010

Disvalori politici. Noi, “a loro immagine e somiglianza”?



In questa Penisola e soprattutto al Sud, particolarmente in Sicilia e tanto più a Messina e provincia, pensiamo sempre che siano “gli altri” ad essere il peggio.

Invece, non c’è nulla di umano che sia a chiunque estraneo.

Io non credo che i cosiddetti “nostri padri”, fossero diversi da noi e da quelli che ci sono ai poteri attualmente.

Una volta, semplicemente tante cose non si sapevano e tantissime altre passavano inosservate o sottosilenzio.

Erano anche allora “fruitori”, tangentari e intrisi di ossessioni, prepotenze e prevaricazioni.E così oggi, come in passato sotto altre forme, basta indossare una divisa, una toga, un doppio petto, mettere un lampeggiante sul tettuccio dell’automobile, essere eletti al comune, alla provincia, alla regione, al parlamento, ma persino in una società mista (pubblico-privata) o insomma basta avere un titolo e un’etichetta, che improvvisamente ci sentiamo appartenere ad un’altra elite umana.in sostanza il nostro cervello da sempre si ubriaca di delirio d’onnipotenza, facendoci sentire dei monumenti, praticamente “ad immagine e somiglianza”. ADDUSO

Il MIO COMMENTO: La riflessione di Adduso, (che è un commento ad un mio precedente post (sullo scandalo della Banca Romana"), ci riporta ad un'immagine dell'italia (ma tanto più della "nostra" Sicilia), dove la malapolitica ha da sempre fatto scuola e proselitismo nei vari gradini della società. La spasmodica rincorsa alla posizione agiata o quantomeno del Posto Fisso Statale, ha avvelenato (o illuso), una grossa fetta della popolazione, che giunta fino ai giorni nostri, "vede" il prevaricatore come un idolo o addirittura come un laico messìa. Così, "u strunzu galeggianti" di turno, si crederà ancora di più un dotto signore e si aspetterà la genuflessione al suo passaggio. Questa società non ha bisogno di moralisti, mi direte! Io vi risponderò, che di questi disvalori ci stiamo ubriacando e sotto il peso degli stessi saremo schiacciati. Giovanni BonarRIGO

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Silvio. Per salvare se stesso... affossò l'Italia intera












Quando i ladri inseguono le guardie (clicca sulla foto per vedere il VIDEO)

Una volta, alla morte dei giudici, i mafiosi brindavano in carcere. Oggi dei senatori irridono in aula il giudice antimafia Ingroia sotto protezione. Ci sarà un legame? Forse un legame storico? Delle affinità elettive accomunano il Senato e l'Ucciardone di Palermo?
"da Resoconto stenografico intervento sen. Li Gotti: "Sapevamo della felicità dei mafiosi in carcere e del boato di giubilo quando la radio diffuse la notizia della morte di Giovanni Falcone e poi di Paolo Borsellino. Eravamo a questo. Eravamo a questa torbida conoscenza. Oggi abbiamo qualcosa di altro: una parte dell'Aula del Senato, ieri, ha fatto un coretto di irrisione alla pronuncia del nome di Antonio Ingroia, di un magistrato che la mafia vuole uccidere e di cui organizza l'eliminazione fisica."
Antonio Barbagallo

Il MIO COMMENTO:
Simpatico od antipatico, lo sgrammaticato Di Pietro denuncia Fatti (per non chiamarli Crimini), che rispondono a verità e quindi egli risulta "Giustizialista" agli occhi di chi li ha commessi. Il tentativo di eliminare le intercettazioni telefoniche (che proprio a Silvio hanno dato fastidio), il "Processo breve" (che per mandare in prescrizione antichi processi a carico di SB, manderà indiscutibilmente al macero nemerosi procedimenti - fra cui il Caso PARMALAT - per truffa, nonchè per reati comuni molto diffusi e frequenti), fino ad arrivare alla profanazione della stessa Carta Fondamentale dello Stato (che si vuole cambiare, perchè non è accondiscendente alle mire espansionistiche di potere di Silvio). Attraverso i decreti legge ed il reiterato ricorso alla fiducia, la Destra di Governo sta insultando il voto degli elettori... il 50% dei quali, vede ciò che gli Spot gli vogliono proporre. Speriamo tanto, di non svegliarci un giorno sotto una dittatura di Governo.
Giovanni BonarRIGO
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giovedì 21 gennaio 2010

BdT Alì Terme. Il mio… “dico non dico”, è uno stile non omertà!














Cari lettori del blog, una lunga riflessione impostami da dialoghi con chi mi ha riferito le proprie amarezze o dai commenti di chi sa o crede di sapere e di chi invece nel dubbio spara nel mucchio e chi muore muore, mi porta a scrivere queste poche righe.
Scrivere, lo possono fare tutti. Chi meglio, chi peggio. Chi in un italiano comprensibile o dotto, chi alla bell’emmeglio, ma, di sicuro ciò che più conta in assoluto è l’argomento che si vuole trattare o la persona che si vuole porre all’attenzione di tutti, ora per elogiarla, ora per portarla verso una più concreta riflessione su ciò che si è fatto.
In questi ultimi tempi, (ma ho paura che sia stile pregresso della zona), su un sito di un conterraneo è nata una polemica che si sarebbe potuta evitare con una semplice chiarificazione “vis a vis” in privato. Sto parlando del “caso” della torta scomparsa. Sono anche stato chiamato a rendere conto di un mio brevissimo commento, ho chiarito (credo), che le mie intenzioni sono e saranno sempre di favorire il ricongiungimento fra le parti piuttosto che ricercare nuove prove a carico di questo o quel contendente. E poi, le sciocchezze lasciamole per tali che sono.
Infatti, non è della “torta” che volevo parlarvi, ma del precedente mio pezzo pubblicato su questo stesso blog. Si, ho cercato “il dico e non dico” (perché io “comare di curtigghiu” non voglio essere), in realtà mi riferivo alla Banca del Tempo di Alì Terme. Adducevo quali motivi di scontento, la mia esclusione da certi ruoli, in occasione delle “Festa di Inizio Estate” per i quali ho infine espressamente chiesto a chi di dovere di potermi occupare del discorso “Cultura” e "Territorio”. In altre parole, mi lamentavo perché ero (e sono) sicuro di poter rappresentare di più e meglio questa realtà jonica che è la Banca del Tempo di Alì Terme grazie alle mie conoscenze ed al mio pur modesto intelletto. Questa Associazione, comunque (anche senza di me) opererà delle iniziative concrete e brillanti. Dico “senza di me” perché, da Agosto (pur considerando il tragico infortunio occorso a Nina, che mi ha molto rammaricato), non ricevo notizia alcuna e di nessun tipo, pur essendomi fatto sentire ed infine avendo recentemente inviato i miei auguri a tutti i soci indistintamente. Anche questo, come il “caso” della torta scomparsa, sarebbe un argomento da discutere “vis a vis” privatamente? Ma, ne varrà la pena? O sorgeranno altre stupide polemiche? L’amico Carlo barbera mi ha appena consigliato di “non pretendere troppo dalla gente e di prendere ciò che viene… per vivere felice”, voglio far tesoro del suo consiglio, che certamente è dettato da sua esperienza personale, da saggezza, e magari da sua conoscenza di fatti che io ignoro.
Parlando in generale, voglio precisare che pur nel rispetto dell’impegno e del valore di persone come Nina Di Nuzzo, io ho dei valori da difendere e questi valori a volte si scontrano con certe scelte calateci dall’alto. Magari anche dalla politica. Concludo dicendo: in vita mia mi sono aspettato sempre molto di più da tutto ciò che ho intrapreso nella mia terra, e, solo in pochissime occasioni (fra cui il mio servizio di volontariato a Nizza), dopo essermi offerto con tutto me stesso, ho ricevuto soddisfazioni molto ma molto al di sopra di quanto io stesso mi attendessi. Nel caso della BdT, il mio grazie è e rimane comunque per quanto condiviso fin… ieri, fosse stata anche una semplice cena d’auguri con i soci.
Giovanni BonarRIGO
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martedì 19 gennaio 2010

La Condivisione dei valori non ha stemma, ma è universale ed eterna



C’era una volta un gruppo di brave persone di paese, capitanato da una intraprendente, sanguigna e quanto mai generosa signora di una certa età.
Il Gruppo, meglio identificato nel “pustufè”, instillò nella cerchia interpaesana jonica uno spirito di reciproco incontro e se vogliamo di sano interscambio del proprio tempo.
Ma tutto ciò, era nato dopo la “pustufè” nazionale, che era viva ed attiva in molte città d’Italia, e nelle stesse era più proficuamente distribuita con installazioni a diramazione capillare di grande efficacia culturale e sociale. La “pustufè” arrivava perfino oltre confine, quindi in altre città d’Europa, fino a coinvolgere soci perfino in Sudafrica e forse in America e chissà dove ancora.

C’era una volta mia nonna, una donna di campagna che lavorava la terra, che coltivava gli alberi di ulivo e produceva l’olio extravergine d’oliva senza nemmeno sapere cosa significasse la parola "extravergine". Poi lo versava con generosità, nel piatto a pranzo ed a cena. Mia nonna, coltivando le olive, talvolta in occasione della raccolta delle stesse si faceva dare una mano da qualche parente, da qualche famiglia vicina di podere. Mia nonna ricambiava poi alla prima necessità dell'altro, facendo altrettanto per coloro che le avevano mostrato amicizia, fratellanza e condivisione della fatica. Mia nonna, senza saperlo aveva ereditato “à jurnata à pustufè”. No, non staccava assegni mia nonna, né di denaro e nemmeno di ore prestate… lo faceva e basta.

Il primo ed il secondo racconto sono le facce di una stessa medaglia che vuole essere rivolta verso i valori del rispetto, della parità di dignità dei ruoli, della condivisione, ora fra i membri di un quartiere, ora… planetaria. Voglio dire: i valori della condivisione sono quanto di più bello possa esistere al Mondo. I valori della fratellanza non hanno confini e tantomeno ripicche, nè mugugnìi, né vendette. I valori dell'antico “pustufè” non avevano bisogno di politici ai Convegni di inizio estate o di mezzo inverno, non avevano bisogno di ospiti d’onore e tantomeno di Cantori d’oltre provincia a rallegrare serate finanziate con denaro pubblico. Oggi, i valori di un tempo hanno bisogno di essere rinnovati da gente che possa veramente offrire tutta se stessa nei momenti che contano e non di pupi o di numeri per riempire una sala convegni. Inoltre, i valori della condivisione, non si possono racchiudere sotto un Marchio, un Club, una Associazione seppure Attivi, validi ed a diffusione internazionale. Essi devono dilagare nel cuore di tutti gli individui, di tutte le età, di tutte le culture e religioni. I sono socio di tutto ciò, io sono (e rimarrò sempre), socio dei valori sani di quella vecchia che coltivava le olive in campagna.
In definitiva, errare è umano ma perseverare è diabolico. Chi esclude gli altri da un gruppo, priva il gruppo (e se stesso) dei talenti che gli esclusi avevano in se. Chi mostra vendetta o rancore poi, non è sereno e si rode dentro. Hai voglia a cercare ragione raccontandoti a destra od a manca.
Giovanni BonarRIGO
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sabato 9 gennaio 2010

Casalvecchio Siculo. Lo ricorderò per sempre così!



Le parole, i commenti, le riflessioni - dopo aver visionato il video - mettetecele voi!

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sabato 2 gennaio 2010

Miasi accoglie De Luca. Roccalumera guarda lontano!













Ed eccoci entrati nel 2010. Metabolizzati i botti di capodanno con un bilancio di "solo" CINQUECENTO feriti, già si guarda avanti e si pensa a cosa faremo adesso per uscire dalla crisi.

Ho ascoltato con attenzione il discorso di fine anno del Presidente della Repubblica, che per il 2010 si è posto quale promotore di "riforme condivise" e si è dichiarato perfino favorevole a che la nostra Costituzione sia modificata nella sua seconda parte. (In che modo?). Napolitano, si è mostrato fiducioso (ricordando quanto da lui stesso già detto un anno fa) sulle possibilità di ripresa del nostro Paese, senza dimenticare i ceti deboli, le serie problematiche del Mezzogiorno e quei giovani in cerca di lavoro che se non incoraggiati anche da una politica indirizzata alle loro leggittime prospettive in patria, potrebbero scoraggiarsi e, nel migliore dei casi emigrare all'estero privando ancora una volta la nostra Nazione di importanti "cervelli".

E VENIAMO ALLA SICILIA
Ma, veniamo alla nostra cara Sicilia, anzi, proprio al mio paesello che si specchia ogni mattina su un limpido e immenso mare. Roccalumera. A salutare l'anno ormai alla conclusione, lo scorso 30 Dicembre, è stato il deputato regionale Cateno De Luca. Luogo da lui scelto il nostro nuovo Centro Sociale "Giovanni Paolo II", ad ospitarlo il primo cittadino Avv. Gianni Miasi. In quella che io sono sicuro sia stata solo una delle tante tappe che lo porterà (con la scusa di raccontare il proprio operato 2009), a proporsi ovunque nei paesi della provincia con nuovi obiettivi, De Luca ha voluto incontrare i suoi elettori lì convenuti numerosi, cogliendo l'occasione per fare a tutti gli auguri per il nuovo anno.
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POLITICI JONICI. DE LUCA L'ANTICONFORMISTA
Il sindaco di Fiumedinisi, era apparso fin da subito, alcuni anni fa, quando fu eletto Deputato a Palazzo dei Normanni, un politico fuori dagli schemi, anticonvenzionale. Rudimentale in certe affermazioni, simpatico o no, ma certamente controcorrente rispetto a certa politica del "ci vediamo alle prossime elezioni" e delle passerelle fini a se stesse. Così, oggi quasi convinti della concretezza delle promesse di De Luca, fiduciosi di non cadere nell'ennesima promessa da marinaio, gli aliesi (e perfino il sottoscritto) attendiamo che, ad es. lo svincolo di Alì Terme sia realizzato sul serio. Lo stesso De Luca ha affermato che anzi il Presidente Lombardo avrebbe dato a tale opera la valenza di Protezione Civile proprio ricordando le grosse difficoltà di viabilità e di approvvigionamento di soccorsi verificatesi in occasione dell'alluvione del 25 Ottobre 2008, che colpì prevalentemente Alì Terme.

METANIZZAZIONE JONICA. SE NE PARLA DA DECENNI
Altra obbiettivo raggiunto, che porterebbe la firma dell'On. De Luca sarebbe la metanizzazione della zona jonica. Conquista non da poco in un territorio che da decenni si pone (dall'alto dei palchetti della politica), quale zona deputata ad accogliere il turismo europeo e mondiale, ma che manca perfino delle più elementari strutture per essere competitiva e appetibile. Inoltre, da comunicato stampa dello stesso sindaco Miasi, anche il recente finanziamento attribuitoci per la realizzazione alla Zona Artigianale di Roccalumera, sarebbe da ascrivere all'impegno profuso all'ARS di Palermo dallo stesso De Luca. E ci sarebbe dell'altro se volessimo parlare di GAL e di "Area Vasta".

Così, senza voler sembrare lo sponsor dell'onorevole fiumedinisano, sono certo di poter affermare che la sua idea di rinascita della Sicilia, attraverso una condivisione fra tutti i Comuni, tanto per cominciare messinesi, passa per uno sviluppo che tenga presenti e sfrutti sapientemente (finalmente), tutte le potenzialità di questa Terra spesse volte mortificata e bistrattata, perciò ritengo condivisibile e perfino intelliggente il suo piano di attuazione fin oggi mostratoci.

DE LUCA - PRO E CONTRO
Adesso, mentre riflettiamo sui fatti raccontatici l'altra sera, non dobbiamo nemmeno ignorare la realtà costituita dalle strenue ostilità (leggittime o meno),che provengono nei confronti dello stesso De Luca. Ostilità che lo riguardano non soltanto nell'alta politica di Palermo, (già dai tempi del governo Cuffaro), dove perdipiù la giunta Lombardo è adesso al terzo, (adesso formato prevalentemente da elementi del PD e quindi di minoranza), ma addirittura provenienti dal paese in cui egli vive e nel quale ricopre la carica di primo cittadino. Hanno fondamento le tantissime denunce anonime e non giuntegli a raffica? Comunicati stampa fiume, che evidenziano ogni momento critico del percorso legislativo di opere come il suddetto svincolo autostradale, una causa in tribunale contro la leggittimità dello Statuto della costruenda "Unione Nisana", che gli oppositori (i quali avranno difeso certamente ragioni personali), hanno persino vinto recentemente, annullandola.

SICILIA - CHI VUOLE VERAMENTE LA SVOLTA?
Insomma, cosa abbisogna la Sicilia per risollevarsi? Di politici attenti e vicini alle reali necessità del popolo? Certamente. Di politici onesti? E' ciò che titti si auspicano. Ma ha bisogno anche di un popolo che sappia veramente gurdare in grande verso la vera svolta epocale che risolleverà qusta Terra. Pensare in grande significa sotterrare l'ascia di guerra delle piccole liti e delle piccole invidie che mai hanno prodotto benessere alla collettività. Essendo stato io stesso relazionato da uno degli oppositori di De Luca, (cosa fatta in pubblico, in un luogo dove tutti hanno potuto ascoltare), ho dedotto che questo controverso personaggio, venga in taluni ambienti additato come un "piccolo Berlusconi", nell'accezione più negativa ovviamente. Uno che si farebbe i ca...i suoi e nelle cui mire espansionistiche non ci sarebbero nè limiti nè reale rispetto del bene comune.

MIASI SI SCHIERA CON DE LUCA
L'altra sera, presenti in sala gli altri sindaci facenti parte dell'Unione Nisana (di Nizza e di Alì Terme), ma anche di Mandanici e Sant'Alessio Siculo, abbiamo capito che un anche nuovo sindaco appoggerà (convinto) l'Onorevole De Luca, questi è proprio Gianni Miasi primo cittadino di Roccalumera. Adesso, il discorso ci (e mi) interessa ancora da più vicino. Adesso, voglio capire da solo chi vuole il bene della propria Terra e chi (magari), fa solo ostruzionismo mirato. E' chiaro che, io, seppur tecnico e abbastanza competente, quale "nuci 'ntòn saccu" non farò certo la differenza, ma schierato in un futuro programma serio, sicuramente darei il mio contributo per la riviera jonica.
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