Il GRIDO (Il Blog su Roccalumera e... non solo)

mercoledì 8 dicembre 2010

Furci Siculo. Con un mercatino di beneficenza, inizia la nostra kermesse del Natale!













FURCI SICULO. (08-12-2010). Già si avverte un certo clima natalizio, un'atmosfera di luminarie, di regali e di feste in famiglia. Il mercatino di beneficenza natalizio, ha gremito quest'oggi di gente la piazza Madonna del Rosario di Furci. Numerosi gli stand espositivi, nonchè le famiglie ed i giovani - in una giornata di festa come questa dell'Immacolata Concezione - a gironzolare e curiosare. Non poteva non essere tappa prioritaria la mia visita della postazione di Teresa Brancato (Associazione E... Berta filava) che, con il suo solito piglio, mi ha anticipato le prossime tappe di un Natale roccalumerese in Filanda (dal 21 al 28 Dicembre), Natale che si preannuncia pieno di attrattive. Fra gli eventi: dalla mostra di pittura al concorso di poesia, dal musical alla sfilata di moda. Bravi tutti!



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venerdì 3 settembre 2010

"ROCCALUMERA IN FESTA!". La Madonna della Catena in processione tra la gente.







La devozione alla B.V. Maria, venerata sotto il titolo glorioso di Madonna della Catena, ebbe origine in Sicilia, in Palermo, sulla fine del secolo XIV, da un prodigio di cui parlano noti storici come il Mongitore e il Pirri nei loro scritti.
Regnando in Sicilia il giovane Re Martino ch’ebbe in moglie la Regina Maria d’Aragona ed ebbe il governo della grande Isola dal 1391 al 1409, furono in Palermo condannati a morte tre infelici giovani. La storia non ne fa il nome. Erano già avviati presso la grande piazza della marina dove doveva aver luogo la tragica esecuzione, quando la Vergine benedetta, sia perché fossero innocenti sia perché avessero fatto ricorso a lei, venne loro in aiuto.

Nel cielo prima sereno improvvisamente sorse un temporale sì spaventoso con vento e tale scroscio di pioggia, che il popolo accorso, sgombrò in un istante; le guardie con i carnefici si dovettero rifugiare in una chiesetta, detta di S. Maria del Porto, aspettando che terminasse la bufera. Durò invece la burrasca tutta la giornata per cui fu giocoforza rimandare l’esecuzione al giorno seguente e alle guardie con gl’imputati passare la notte in quell’Oratorio.
A meglio custodire i condannati furono loro raddoppiate le catene e chiuse con maggior cautela le porte; ma ciò non valse che a confermare il miracolo. Le guardie sicure del fatto loro si abbandonarono ben presto al sonno; ma non così quei poveri infelici che trascinatisi con le catene ai piedi della Vergine, che si venera in quell’Oratorio, supplicarono la buona Madre di venire loro in aiuto, promettendo che avrebbero sempre per l’avvenire fatto buon uso della libertà e della vita.
Mentre così se ne stavano pieni di fiducia pregando, le catene si sciolsero spontaneamente e caddero a terra senza rumore.
Confortati dalle parole che loro parve udire dalla santa Immagine della Madonna: “Andatevene pure in libertà e non temete cosa alcuna; il divino Infante che tengo tra le braccia, ha già accolto le vostre preghiere e vi ha concesso la vita”, chetamente si allontanarono.
Sorto il sole, le guardie, svegliatesi, videro le catene infrante senza i condannati. Correndo quindi immediatamente in città ben presto li trovarono e volevano condurli al patibolo; ma il popolo edotto dal prodigio esclama che voleva consultare il re.
Questi volle subito che fossero assolti e messi in libertà coloro che la Vergine celeste aveva graziato. Anzi egli stesso con la sua sposa regale si recò al Santuario di Maria per vedere con i propri occhi i trofei del grande miracolo che la fama aveva già sparso per tutta la città.
Da quel giorno fu un continuo pellegrinaggio a quel santuario, che divenne sorgente inesausta di salute e di consolazione e prese il nome di santuario della Madonna della Catena.
La devozione alla Vergine della Catena si propagò rapidamente nella Sicilia e fuori, come nelle Calabrie, nel Napoletano ed in Basilicata.
A quel Santuario, rifatto e ingrandito dalla munificenza e dalla pietà del medesimo Re Martino I, nell’anno 1500 faceva la sua prima visita e umiliava la sua reale corona la Regina Giovanna di Napoli.
A quella sacra Immagine il famoso Viceré di Sicilia Francesco Conzaga ascriveva di essere uscito incolume da tanti pericoli corsi sui campi di battaglia. Senza dire che tanti di quelli che affluivano a Palermo, vi fissavano il proprio domicilio, pur di vivere all’ombra salutare della Madonna della Catena. Va ricordata, tra gli altri, la madre della serva di Dio suor Girolama da Messina, terziaria della stretta osservanza di S. Francesco, la quale venuta nel 1540 a Palermo, non volle più dipartirsene.
Molti Comuni la elessero a loro Patrona, moltissime Parrocchie a Titolare delle loro chiese.
A Roccalumera la devozione si sviluppò nell’ultima decade del 1800 quando la popolazione del quartiere “Ficara” ebbe la gioia di avere nel 1893 la chiesa e di dedicarla alla Madonna della Catena.
La venerazione alla Madonna della Catena era già molto sentita dai fedeli, perché nella valle del Chiodaro di Mongiuffi Melia dell’Arcidiocesi di Messina vi era già un Santuario della Madonna della Catena che richiamava molta gente del Messinese e del Catanese.

LA VECCHIA CHIESA
Nei secoli XVIII e XIX gli abitanti di questo quartiere, detto dialettalmente “U’Bagghiu”, usufruivano per la loro vita religiosa di una chiesetta patronale, la chiesa del SS. Crocifisso, dipendente dall’Università delle Collettorie di Pagliara, sotto la giurisdizione dell’Archimandrita del SS. Salvatore di Messina.
Sentivano, però, il bisogno di avere una loro chiesa, e con la posa della prima pietra su un terreno donato dal Sig. Orazio Mastroeni di Domenico, si dava concretezza alle loro aspirazioni nei primi anni del 1865.
Lo stesso Mastroeni si faceva promotore per la prima raccolta di denaro. I fondi, in realtà molto modesti, provenivano soltanto dai fedeli. Nei giorni festivi un comitato ristretto raccoglieva le offerte dei fedeli e si formava un fondo cassa; raggiunta una certa disponibilità di denaro si invitava il muratore sino all’esaurimento delle riserve; si lavorava ad intervalli e non costantemente.
Le maestranze erano locali: Onofrio Santoro, mastro Antonio Cassiere, che dirigeva i lavori. La copertura del soffitto fu fatta con un grosso tronco d’albero, su cui poggiavano le tavole con le tegole.
Ci vollero ben 28 anni per la sua realizzazione sino al 1893, quando il tempio a forma rettangolare fu ultimato e potè aprirsi al culto.
La data è incisa sull’elemento ligneo posto a copertura dell’architrave all’ingresso della chiesa. Essa ha rappresentato per la gente del quartiere “Ficara” un impegno di fede e di onore.
L’idea di dedicare la chiesa alla Madonna della Catena fu costantemente alimentata nell’animo dei fedeli. Prima di ultimare i lavori, la commissione composta dai Sigg. Agatino Scarcella, Gaetano Tricomi, Luigi Scordo, Domenico Caminiti e don Filippo Andronico, commissionò allo scultore Francesco Lo Turco, con il benestare della Curia arcivescovile di Messina, una statua simile a quella della Madonna della Catena di Mongiuffi.
Il Lo Turco si mise subito a lavoro, pieno di entusiasmo, consegnandola quando ancora la chiesa era priva di rifinimenti, per cui fu necessario collocarla nella chiesetta del SS. Crocifisso.
Nessun scritto si è trovato nell’archivio parrocchiale per l’inaugurazione, ma possiamo immaginare la festa e la gioia di tutti nel portare processionalmente il simulacro della Vergine Maria della Catena dalla chiesetta del Crocifisso alla nuova chiesa.
Da allora la devozione alla Madonna della Catena è sempre cresciuta nell’animo della gente, che in ogni circostanza, lieta o triste della vita, si rivolge sempre “a Matri Catina”.
Per ben 37 anni la comunità di “Ficara” crebbe attorno a questo tempio crescendo nella fede, animata dalle suore del canonico Francesco Maria Di Francia, dal clero di Allume, Locadi, Pagliara, Furci.

LA NUOVA CHIESA

Il quartiere andò via via sviluppandosi, da qui la necessità di una chiesa più grande. La Provvidenza venne in aiuto attraverso l’impegno di un giovane sacerdote, padre Carmelo Saccà, venuto a Roccalumera nel dicembre del 1929, che si diede subito da fare per realizzare un tempio più grande e più rispondente allo sviluppo del paese, con il decisivo appoggio e interessamento dell’Arcivescovo Mons. Angelo Paino.
Il progetto realizzato dall’Ing. Giovanni Crinò fu approvato l’11.1.1932 dal Ministero dei Lavori Pubblici. L’atto di acquisto del terreno (630 mq al prezzo di £ 12.270) di proprietà del cav. Francesco Mastroeni fu Orazio fu redatto l’8.8.1933 e registrato in Messina il 23.8.1933 n. 671, vol. 333, f. 16.
I lavori affidati all’Impresa Francesco Rigano di S. Teresa di Riva sotto la direzione dell’Ing. Barbaro dell’Ufficio Tecnico della Curia di Messina vennero ultimati il 30.6.1937.
L’inaugurazione e benedizione della Chiesa, completamente rinnovata, si ebbe l’8 agosto 1937 alla presenza dell’Arcivescovo Mons. Angelo Paino con la celebrazione della prima Messa di Mons. Giuseppe Alfredo Scarcella, primo sacerdote espresso dalla parrocchia con il discorso d’occasione del ch.mo prof. Sac. Vincenzo Caudo, direttore del settimanale diocesano: La Scintilla.
La nuova chiesa sorge sul posto della vecchia chiesetta del XIX secolo; si presenta:
* un tempio a croce latina;
* un soffitto a cassettoni con rosoni al centro;
* le decorazioni a stucco di Salvatore Maccarrone di Furci Siculo;
* un prospetto dove viene messo in rilievo l’immagine della Vergine della Catena
incastonata in una vetrata artistica della ditta M.F. di Messina;
* e ancora un mosaico raffigurante l’effige della Madonna della Catena sopra il
portale.
A seguito della riforma liturgica, padre Saccà ristrutturava l’area del presbiterio con l’altare “coram”, e nell’anno del Signore 1975, il giorno 10 del mese di giugno, alla presenza dei fedeli e dei testimoni ufficiali Mons. Giuseppe Scarcella Vic. Gen., padre Carmelo Saccà parroco, padre Gaetano Murolo, parroco della parrocchia del Carmine di Roccalumera e il giovane Vincenzo Saccà, la chiesa veniva consacrata con l’altare Maggiore, racchiudendovi le reliquie dei santi martiri Placido, Fazio e Flavia, da sua Ecc.za mons. Francesco Fasola, Arcivescovo di Messina, scegliendo e fissando in perpetuo come titolare della Chiesa Maria SS. della Catena.
Il cerimoniere mons. Giacomo Meo faceva le funzioni di cancelliere arcivescovile.
Ogni anno nella prima domenica di settembre la Madonna della Catena, patrona della parrocchia, viene festeggiata con numerose Sante Messe e solenne processione richiamando fedeli di tutta la riviera ionica. La festa è preceduta da una novena assai partecipata.
L'ARTE
Entrando si possono ammirare:
· nel soffitto del transetto una croce prospettica dipinta dall’artista Salvatore Messina;
· l’altare su cui troneggia in una nicchia la Madonna della Catena, in marmo policromo, offerto dal Sig. Mastroeni Giovanni di Orazio per ringraziare la Madonna per la ottenuta guarigione del figlio Orazio;
· gli altari secondari di marmo bardiglio, donati dalle famiglie del cav. Francesco Mastroeni e del notaio Pietro Mirone;
· il lampadario donato dall’ing. Giovanni Tricomi fu Natale.
Figurano:
1. Nella parete di destra
- Il dipinto dell’Addolorata (1940-41), di Mario Barberis eseguito a Roma, offerto dalla fam. Scordo;
- Il quadro della Madonna di Pompei opera sempre del prof. Mario Barberis, donato dalla sig.ra Santa Mirone in Mastroeni;
- Il dipinto su tela raff. La Vergine della Catena eseguito a Caltagirone (1912) dal pittore Mario Vaccaro:
- La tela raff. S. Teresa di Gesù Bambino di Rosaria Florio in Prestipino.
2. Nella parete di sinistra
- Il quadro di S. Giuseppe del pittore Vivirito di Palermo (17/X/1937), donato nel 1937 dal Sig. Giacomo D’Arrigo e fratelli in memoria di G. Parisi;
- Il quadro di P. Pio dell’artista Pippo Foti di Giardini, donato dalla fam. Fleres nel Giubileo del 2000;
- L’altare denominato del “S. Cuore”, dono di Filippa Fazio in Tricomi, dove figura la statua lignea di Gesù;
- Il quadro della Madonna del Carmine, offerto dai coniugi Corrado Mastroeni e Maria Tricomi.

Il tempio è arricchito di vetrate artistiche raffiguranti:
* S. Pietro apostolo;
* S. Paolo ;
* S. Giovanni Evangelista;
* Cristo Re;
* il Cuore Immacolato di Maria;
* una artistica Via Crucis su compensato opera del prof. Barberis, donata da
Francesca D’Elia.
Il 12 dicembre 2004 è stata inaugurata la 15^ stazione “La Risurrezione”, opera in bronzo dell’artista Licinio Fazio, dono delle famiglie Scala-Caminiti.
Grazie a un duplice intervento della Regione, per interessamento del parroco padre Santino Caminiti, il primo (1993) riguardante la ristrutturazione esterna della chiesa (prospetti e tetto); il secondo (2001) la ristrutturazione interna della chiesa (adeguamento alle norme infortunistiche, pitturazione di tutta la chiesa, sistemazione del pavimento, rifacimento dell’altare), la chiesa veniva restaurata e l’area del presbiterio ristrutturata, con la costruzione degli elementi compositivi quali appunto:
· l’altare coram;
· l’ambone;
· la fonte battesimale;
· la presidenza.
In data primo luglio 2003 S. E. Rev.ma Mons. Giovanni Marra, Arcivescovo Metropolita di Messina Lipari S. Lucia del Mela e Archimandrita del SS. Salvatore di Messina, benediceva la chiesa e dedicava l’altare “coram” della chiesa parrocchiale di S. Maria della Catena in Roccalumera (ME) sottoscrivendo il verbale, che sarà conservato a perpetua memoria nell’archivio parrocchiale e in quello della Curia Arcivescovile (Prot. n. 118/03/P ME, 30 Giugno 2003).

Testo ed immagini, (tranne quella della testata), sono stati tratti dal sito dell'Associazione "Baglioficara".




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sabato 17 luglio 2010

Roccalumera. Festa in onore della Madonna del monte Carmelo













ROCCALUMERA. Fra gli infiniti luoghi (a cominciare dalla vicinissima Santa Teresa di Riva), presso cui si festeggia ogni 16 Luglio la Madre di Gesù con la denominazione di Santa Maria del Carmelo (da noi, a Matr'ù Càmmunu), il paese di Roccalumera, nella omonima parrocchia, conserva la formula del doppio pellegrinaggio. Appunto il 16 processione per le vie della parrocchia con il simulacro portato a spalla dai fedeli con partenza alle 18:30 e ritorno circa due ore dopo, e la Domenica successiva (che quest'anno cade il 18), la processione si volge sul mare, (dove a rotazione le varie barche dei pescatori di anno in anno ospiteranno il simulacro) e fra le altre al seguito una porterà la banda. Mentre le barche percorrono l'intera costa che interessa il paese, la benedizione che si chiede alla Santa Madre di Gesù è per un ricco pescato oltre che il ritorno degli stessi pescatori in giornate di mare in tempesta. Ciò, come si usava in tempi remoti, quando la pesca rappresentava una importante risorsa per tante delle nostre famiglie.
Nella giornata di ieri, il classico traggitto a terra con le soste davanti alle case, il bacio del simulacro da parte dei fedeli e l'offerta. Al ritorno, Maria - come di consueto - ha sostato in piazza dove si è svolta la Santa Messa celebrata da Padre Gaetano Murolo e concelebrata da Don Santino Caminiti. Celebrazione arricchita dai canti del coro parrocchiale diretto da Suor Graziella Pulitano.
A seguire, un evento ludico e piacevolmente casereccio ha concluso la bella serata dei tanti intervenuti. La "Corrida sotto le stelle" che proseguirà anche nella serata di oggi.













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lunedì 5 luglio 2010

ALLUME (Roccalumera). Festa in onore di San Liberante

Ieri sera, (04-07-2010) dopo la Santa Messa si è svolta la processione del simulacro di San Liberante (Vescovo e martire che venne decapitato...) e della reliquia del Santo. Una moltitudine di gente proveniente anche da altri posti, ha costituito la lunga fila dei fedeli che procedendo fra la preghiera ed i brani musicali della banda di Fiumedinisi, ha fatto numerose soste anche presso gli appositi altarini, amorevolmente realizzati dagli allumesi. Fuochi d'artificio, sono stati esplosi nelle varie contrade della Frazione roccalumerese. Il nuovo parroco, (ex di Mandanici), Padre Salvatore Orlando, in cima alla processione ha animato edorganizzato l'evento. Presenti anche in questa occasione, presenti sindaco ed alcuni elementi della maggioranza.
Fra le tante scattate, Vi propongo le mie 3 foto simbolo della Festa, che ritraggono (a mio parere), il vero spirito religioso della Santa Processione: la Santa Messa, il sacrificio del portare a spalla il simulacro, la Reliquia del Santo.
Giovanni BonarRIGO




































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lunedì 28 giugno 2010

Sciglio. Processione della "Madonna dei Miracoli" Tradizioni che resistono














Relativamente a Domenica 27 Giugno 2010, di che cosa vogliamo parlare? E si, perchè nella parrocchia della "Madonna della Catena", (la mia parrocchia), dopo la Santa Messa delle 18:00 si è svolta la processione del Corpus Domini e sempre in serata, ma nei locali dell'Antica Filanda, si è svolta una sicuramente interessante cerimonia culturale dal titolo "IL CONFINE EROTICO", che univa poesia, moda, fotografia, pittura, ballo e altro. Il tutto, a quanto si dice, è stato armoniosamente eccitato da un pizzioco di erotismo, ma non nel nudo (come qualcuno si era forse immaginato), se non piuttosto in alcune foto e dipinti, diciamo particolari. Ancora una volta, i miei complimenti vanno alle brave Teresa Brancato e Giovanna Ioppolo. Donne di grande intraprendenza e coraggio, dalle cui iniziative un paesello (ed un comprensorio jonico) come il nostro, non può che giovarsi.

Io dov'ero? Ieri sera ero a Sciglio. Mi trovavo invitato da un amico scigliese, nella meravigliosa frazione di Roccalumera. A Sciglio infatti, si è svolta - al culmine dei festeggiamenti in onore della "Madonna dei Miracoli" - la solenne processione. Come di consueto, il tragitto ha interessato le varie vie dove le soste della vara - portata a spalla - hanno permesso a tanti fedeli di "baciarici i peti a Madonna" e... cosa non utile alla Madre di Gesù ma a chi deve pagare i festeggiamenti, mettere qualche soldo nelle cassette della raccolta fondi.
Alla partenza, dalla piazzetta antistante la chiesa intitolata ai Santi Cosma e Damniano, il Sacerdote Don Gaetano Murolo ha letteralmente scandito un conto alla rovescia e... via con la banda (di Fiumedinisi) al seguito, i tanti giovani e meno giovani ed i vari rappresentanti del Comune di Roccalumera. In primis il Sindaco Gianni Miasi.



































La cosa che più mi colpisce positivamente nella mia gente, al di là delle contrapposizioni più o meno giustificate, più omeno frequenti o costruttive fra politici e non, è l'attaccamento alle tradizioni, in questi giorni, nonostante la crisi. Con assoluta semplicità e passione, si ripete ciclicamente un rito rappresentato dalle processioni, dal sudore della fronte dei portatori, dai brani musicali della banda, dai messaggi rivolti all'unione della famiglia di un Prete piuttosto che un'altro, dalla recita del Santo Rosario da parte dei fedeli. Il tutto può forse risultare anacronistico, rispetto ad una società mondiale globalizzata che "corre" verso il consumismo e l'esteriorita del successo facile, ma se progresso vogliamo, (a mio mesto vedere), lo dobbiamo cercare mai a scapito delle nostre radici, delle nostre tradizioni religiose e storiche. Per questo, quando se ne presenta l'opportunità, io dò la precedenza a codesti eventi nella mia personalissima scaletta degli impegni personali.
Giovanni BonarRIGO






















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lunedì 14 giugno 2010

Roccalumera. Festeggiamenti in onore di Sant'Antonio di Padova con processione












ROCCALUMERA. Anche quest'anno la processione al Santo Patrono del paese alla fine si è svolta. Non ci risulta a tutt'oggi il motivo per il quale ogni anno (dopo quel fatidico buco di 43 senza), rimanga il dubbio sul si o sul no, ma giusto per non essere sempre polemici e per il quieto vivere, ci limitiamo ad apprezzare quanto (e molto) di buono si e fatto e con la collaborazione di tanti.

Seguitissima la "Tredicina" di Sant'Antonio, che appunto per i tredici giorni precedenti alla festa ha rapresentato un momento di preghiera e di riflessione prima, durante e dopo le Sante Messe, ma che, grazie ad eccelsi oratori quale è stato Padre Vincenzo Avvinti, ha certamente avvicinato molti di noi al vero senso della "parola" della Bibbia.
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Il giorno precedente alla festa, (A CUI SI RIFERISCONO LE FOTO), alle ore 17:30, (come di prassi), il simulacro è stato trasferito dall'Orfanotrofio all'antistante Santuario intitolato a Sant'Antonio di Padova. Dopodichè, è segiuta la recita del rosario e la Santa Messa.
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Io, pur avendo orgogliosamente presenziato (fra le voci della "Corale Madre Veronica") durante le messe delle ore 9:00 e 10:00 del mattino, sono oltremodo spiacente a me stesso, poichè, per un insieme di ragioni, non ha potuto completare il percorso dei festeggiamenti Cristiani, per la riuscita dei quali, fra l'altro ha molto lavorato anche Don Gaetano Murolo. Mi hanno riferito essere stati solenni, strapartecipati e persino commoventi.
Giovanni BonarRIGO






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giovedì 3 giugno 2010

Festività in onore della Madonna della Lettera. "Maria, salva Messina, Salva Messina!".























Madonna della Lettera: Tutta la città di Messina oggi è in festa. Attività ed uffici sono chiusi. Si tratta di una festa molto sentita dai messinesi tutti. E' chiaro che se non si vive attivamente ed interiormente, non è facile capire lo spirito e l'importanza dell'evento religioso. Ieri sera, a conclusione del convegno sulle Corali, tenutosi a poche centinaia di metri dal Duomo, ho avuto modo di partecipare (devo aggiungere orgogliosamente), ai Vespri Solenni cantati. Cattedrale gremitissima, ovviamente come nelle più grandi occasioni. A presiedere l'evento S.E. Mons. Calogero La Piana, vero faro per la cristianità del nostro territorio. E' giusto ricordarlo, l'Arcivescovo di Messina La Piana, è lo stesso uomo che ha condannato losche sette massoniche che oscurerebbero lo sviluppo della città, ed è la stessa persona che, presiedendo onorevolmente mesi orsono ai funerali di Stato di alcune delle vittime della tragedia di Scaletta e Giampilieri (dello scorso 1 Ottobre), non ha esitato, rivolgendosi alle alte cariche politiche presenti alla funzione, in primis il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, a condannare certi comportamenti miopi e costituiti esclusivamente da "parole vuote" e non di fatti concreti e di reali aiuti alle famiglie superstiti colpite, nonchè deboli e spesso abbandonate a loro stesse.
Non posso che chiudere questo mio breve accenno al solenne evento mariano, augurandomi che la Madonna della Lettera interceda ancora verso suo figlio Gesù in questo giorno di preghiera, là dove le immani pene di coloro che giacciono da sempre nell'abbandono, ora per questa ora per quell'altra offesa comminata dal potere, da qualunque parte esso sovrintenda.
"Madonna della Lettera, salva Messina, salva Messina".
Giovanni BonarRIGO







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lunedì 5 aprile 2010

Pasqua di Resurrezione. Consacrata ieri, si rinnova oggi e ogni giorno!

Cari lettori del blog, vi rinnovo i miei auguri per la Santa Pasqua del Signore Gesù. La Pasqua è una grande festa, è momento di unione e riflessione nella Fede cristiana ma anche nella fratellanza universale. Gesù, il figlio di Dio fattosi uomo, morì sulla croce non per i suoi ma per i nostri peccati. Gesù, che aprì gli occhi ai ciechi, che guarì gli storpi e ridonò la vita a Lazzaro, messo di fronte alla platea perchè fosse deciso fra lui e Barabba chi dei due dovesse essere liberato, ebbene, gli fu preferito un brigante, un assassino. Perchè così era scritto e, consentitemi, così sapeva scegliere e sceglie l'uomo.

Oggi, è lunedì dell'Angelo, giornata della letizia, perchè quel Cristo inchiodato sulla croce il terzo giorno dalla morte è risorto e si è rivelato alle genti prima di ascendere al cielo. Oggi, la gente festeggia, una volta si usava andare in campagna, si mangiava a sacco sull'erba. Oggi, forse ci si riunisce prevalentemente in più comodi ristoranti. Ma non è questo il punto. La Pasqua di Resurrezione è di ieri e di oggi, ma è di ogni giorno della nostra vita, se noi, pur nella nostra umana debolezza, sappiamo seguire la via che Cristo ci ha insegnato. Ma qual'è questa via non sarò certo io a dovervelo dire, ma il profondo della vostra e nostra anima. Santa Pasqua a tutti.
Giovanni BonarRIGO
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giovedì 1 aprile 2010

GIOVEDI' SANTO. Cena del Signore












Nella Santa Messa di questa sera, sarà celebrata l'ultima cena di Cristo con i suoi Apostoli. Mistero della Fede. Un momento di grande intensità nel quale si rinnova l'istituzione dell'Eucaristia. Ecco il mio Corpo, "ecco il mio Sangue, mangiatene e bevetene e vivrete in eterno".
Siamo ormai vicini al Santo giorno della Pasqua. Mentre nella Pasqua ebraica, si celebrava il "passaggio" del popolo d'Israele dalla schiavitù alla libertà, nella nostra Pasqua noi ricordiamo che Gesù, duemila anni orsono è morto per crocefissione non per i suoi ma per i nostri peccati, ed è risorto il terzo giorno per rivelarsi agli increduli ed ai dubbiosi, presenti anche fra i suoi stessi Apostoli.
Festeggiamo in serenità e condivisione la Santa Pasqua.
AUGURI a TUTTI!
Giovanni BonarRIGO
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venerdì 19 marzo 2010

Oggi si festeggia San Giuseppe, padre putativo di Gesù















Tanti auguri a tutti i Giuseppe, i Giuseppina, i Pippo, i Peppino ecc. Dalle mie parti si usa fare dei dolcetti fatti in casa, chiamati "crispeddi". C'è ne sono di diverso tipo, (io ne conosco due tipi), "cà passula" (uva passa), praticamente (per chi leggesse da territori differenti dal nostro), sono delle frittelle di farina, e "cà ricotta": dei veri e propri panzerotti ripieni di ricotta. Queste "crispeddi", fanno parte della nostra tradizione e... anche dei miei ricordi di ragazzino.

Se anche nel calendario non viene segnata come Festa nazionale ("non signa russu", si diceva un tempo), la giornata dedicata a San Giuseppe, padre putativo di Gesù e sposo di Maria Santissima, (giornata che è anche festa dei papà). Questa giornata, ha per me una valenza di profonda religiosità e tradizione, rafforzata nel percorso cristiano quaresimale, che ci porta alla Santa Pasqua. Se è festa di San Giuseppe - patrono dei lavoratori - quindi, è festa della famiglia tutta, è festa dell'unione fra le genti e perchè no, dell'amicizia, della condivisione terrena e spirituale.
La nostra giornata, sia dedicata alla preghiera rivolta a San Giuseppe. Il nostro pensiero sia rivolto agli anziani soli, ai più deboli, agli emarginati. La nostra preghiera sia per gli altri, non per noi stessi. I nostri gesti, siano d'augurio. Un augurio che venga dal profondo del cuore.
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sabato 10 ottobre 2009

Furci Siculo. Preghiera per i defunti di Giamplieri e Scaletta



FURCI SICULO (ME) - Mercoledì 7 Ottobre 2008. La cittadina jonica ha rinunciato alla sua annuale festa in onore della Madonna del SS. Rosario per dedicare la preghiera di tutti i suoi fedeli ai caduti dell'alluvione dello scorso 1 Ottobre. Dopo la Santa Messa celebratasi in chiesa, il simulacro della Madonna è stato portato in piazza, e quì, alla presenza del Parroco Salvatore Sinitò, sono stati accesi tanti ceri qunti erano stati i dfunti fino ad allora ritrovati nel fango di Scaletta e Giampilieri. Nominati i caduti, e posti a cerchio attorno al simulacro le fiaccole, si sono recitate le preghiere in loro sffragio. Al termine, una breve e silenziosa processione ha completato la cerimonia.

MESSINA - Oggi, giorno dei funerali, lutto nazionale e bandiere a mezz'asta sugli edifici pubblici di tutta Italia per le vittime dell'alluvione che ha devastato Scaletta Zanclea, e alcuni villaggio a sud di Messina, tra cui Giampilieri. Un "doveroso omaggio alle vittime" da parte di governo, istituzioni. Saranno presenti , tra gli altri, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e in rappresentanza del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, il presidente del Senato Schifani. In una nota del Quirinale si legge che Napolitano è ''impedito a parteciparvi di persona”. E domani Messina si ferma per dare l'addio alle vittime della tragedia. Alle ore 10.30, nella Basilica Cattedrale di Messina, saranno celebrati i funerali delle vittime.Con ordinanza del sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanca, sarà sospesa l'attività didattica in tutte le scuole di ogni ordine e grado di tutto il territorio comunale, per le esigenze di ordine pubblico legate alla cerimonia religiosa. Il solenne rito sarà presieduto dall’Arcivescovo mons. Calogero La Piana, con lui concelebreranno l’Arcivescovo emerito, mons. Giovanni Marra, e l’Arcivescovo di Palermo, mons. Paolo Romeo. Quindi il Vicario generale, i Parroci delle comunità dei luoghi colpiti, i Vicari Foranei della città e gli altri sacerdoti. Interverrà anche padre Martin Epure della chiesa di rito Ortodosso, per la benedizione di una salma di una vittima. I feretri giungeranno in Cattedrale questa sera venerdì 9, alle ore 19, ove saranno accolte dal vicario generale don Carmelo Lupò e dal parroco Angelo Oteri, che successivamente cureranno un momento di preghiera in suffragio dei defunti. Per i funerali il Corso Cavour sarà chiuso al transito già dalle 8 del mattino per consentire la sosta dei mezzi navetta, che trasporteranno gli sfollati dagli alberghi mentre sarà interdetta la circolazione a piazza Duomo, e per coloro che giungeranno a Messina è stato allestito, dopo le intese del presidente della Provincia Ricevuto, del sindaco Buzzanca con l'Autorità portuale, un parcheggio all'interno nella cittadella fieristica da dove, dalle 8 alle 10,15, sarà attivato un servizio navetta per la Cattedrale.
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Il video che fino a pochi giorni fa potevate tutti vedere, è stato eliminato da YOUTUBE perchè in violazione di chissa cosa. Come ho già spiegato sopra, trattavasi di un video religioso che per la triste occasione commemorava i defunti della tragedia di Giampilieri e Scaletta. Non vi erano immaggini scabrose o pornografiche, era stato filmato in una pubblica piazza (a Furci), e allora perchè l'hanno CASSATO? Mi sorge un dubbio, che qualcuno lo abbia segnalato per i nomi dei defunti che si potevano ascoltare. Cari fratelli, se era questo il problema, bastava solo che me lo scriveste o diceste di persona e lo avrei eliminato io stesso!

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mercoledì 7 ottobre 2009

Messa alla Madonna del Buon Viaggio










4 Ottobre 2009 – Chissà, se fra cinquant’anni esisterà ancora qust’edicola con all’interno il simulacro della Madonna che sembra salutare, che sembra raccomandare prudenza, che sembra benedire i passanti. Io, da quando sono nato l’ho sempre “incontrata” con lo sguardo, mi sono fatto e mi faccio tutt’ora il segno della croce volgendomi verso di Lei. Io, probabilmente non ci sarò il 4 Ottobre 2059, ma l’edicola sarà lì a festeggiare cent’anni esatti. Intanto, proprio ieri ho voluto concelebrare (perché si dice “concelebrare” non “ascoltare”), la Santa Messa tenuta da Padre Sinitò nello spiazzo retrostante quel simulacro della Madonna. E’ stata un’emozione differente, molto diversa dal considerare quell’icona come ovvia e facente parte del paesaggio circostante. Adesso, mi rimarrà (e penso rimarrà anche nella mente dei tanti intervenuti alla Messa), come l’anniversario che ricordò i caduti dell’alluvione di Scaletta e Giampilieri. L’evento calamitoso che si verificò con minore forza devastante già in quel pur terribile 25 Ottobre 2007, ci porta a riflettere, a pregare la Madonna. Nella Processione di Oggi (07-10-09), che vedrà i furcesi uniti in un pellegrinaggio silenzioso ed in un raccoglimento di sola preghiera e non di botti o di musica o esternazioni di gioia, con i lumini in mano (tanti quanti saranno stati i caduti), i furcesi ma anche tutti coloro che vorranno e potranno farlo, ognuno ascolterà il proprio cuore. Beati quelli che di noi sono stati e saranno capaci di combattere la battaglia del fango in prima linea, beati quelli che agiranno senza nulla pretendere, beati quelli che non cercheranno capri espiatori.
La Madonna del Buon Viaggio, ad essa ci inginocchieremo ed affideremo le famiglie di Giampilieri, di Scaletta Zanclea e dei paesi colpiti dagli eventi calamitosi di questi giorni. Famiglie orfane di mogli, di mariti, di figli, private delle loro case, private di tutto ciò che avevano costrito in una vita di sacrifici. Preghiamo per chi è rimasto, che abbia la forza di ricominciare, di sperare nel futuro della propria famiglia, del proprio piccolo paese, della propria terra.
Per tutti questi lunghi anni, vicino a questa edicola, tante coppie di sposi hanno voluto immortalare il giorno più bello della loro vita, facendosi fotografare in pose sorridenti mentre indossavano ancora i folgoranti vestiti nuziali. Sarà ancora così, la Madonna benedirà tutte le nuove unioni, e vorrà sempre sereni i propri figli, pur nei tristi ricordi e pur nella consapevolezza che il percorso della vita a volte e irto di difficoltà e tortuoso, ma sempre, nella grazia di Dio, mai disperare cadendo e mai perdere la Fede.
Giovanni Bonarrigo



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La prego di voler comunicare nel suo sito, la variazione del programma dei festeggiamenti in onore della Madonna del Rosario, resasi necessaria a seguito delle triste vicende accadute nei giorni scorsi nel nostro territorio e alle conseguenti indicazioni fornite dal nostro Arcivescovo Mons. La Piana Calogero.

Mercoledì 7: Festa della Madonna del Rosario

SS. Messe

ore 8.00

ore 17.00 Ora mariana

ore 18.00 S. Messa in suffragio dei defunti del nubifragio.

Dopo la S. Messa il simulacro della Madonna sosterrà in piazza S. Cuore dove ci sarà un breve momento di preghiera per le vittime del nubifragio, e poi per la via Milano, indipendenza e Nazionale si porterà nella Chiesa M. della Lettera. Pertanto la processione prevista secondo il tragitto precedentemente indicato non sarà svolta. Inoltre, in previsione dei funerali delle vittime previsti per sabato 10 ottobre nella Basilica Cattedrale di Messina, il Parroco invita tutti i fedeli alla veglia di preghiera che si terrà in Parrocchia Venerdì 9 alle ore 21. Con l'occasione si fa presente che la comunità parrocchiale insieme all'Amministrazione comunale si è attivata intensamente per la raccolta di materiali, cibi, medicinali e generi di prima necessità, che vengono inviate, attraverso la Croce rossa Italiana alle famiglie bisognose. A tali famiglie, inoltre, saranno devolute interamente attraverso la Caritas diocesana, tutte le offerte pervenute in occasione della la festa padronale. Chiunque volesse ancora partecipare potrà farlo rivolgendosi al Parroco.Sarà ufficialmente comunicata a tutti l'entità della somma raccolta in Parrocchia sia attraverso informazioni verbali che nei siti internet. Ringraziandola della sua disponibilità, distintamente saluto.

P. Salvatore Sinitò
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martedì 21 luglio 2009

Roccalumera. Processione a mare 2009 Madonna del Carmelo



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lunedì 15 giugno 2009

Roccalumera. La Processione a Sant'Antonio ritorna



CLICCA QUI' o SULLA FOTO, per vedere il video della Processione

Tutto inizia con la "tredicina", ossia tredici messe serali precedute da altrettante preghiere del Santo Rosario. Quest'anno, presso il Santuario "Sant'Antonio" delle suore cappuccine del sacro cuore, sito nella zona a nord del paese di Roccalumera, ha detto messa un frate cappuccino di Mistretta, tale... Frate Pio. Come tutti i presenti delle sere di preghiera, non ho potuto non essere colpito positivamente dall'impeto con il quale il frate francescano profondeva nelle sue prediche.

Fra Pio, ha prima di ogni cosa, voluto ribadire che il santo che da lì a pochi giorni ci accingevamo a portare in processione, non fu (come in qualche canto viene ancora ripetuto) "un fraticheddu finu", ma un colto ed illustre oratore, tanto da essere stato riconosciuto tale dallo stesso Papa Pio XII.

Sant'Antonio di Padova, vissuto al tempo di Francesco d'Assisi, visse quasi ottocento anni fa. Uomo di origini piuttosto ricche, scelse di dedicare la sua vita a Dio in povertà. Innumerevoli furono i miracoli che ottenne già in vita dal Signore per la gente umile e sofferente. Frate Antonio, che morì a soli trentasei anni, fu canonizzato Santo dopo appena undici mesi dalla morte. Il più breve periodo della storia.

Ma, voglio ritornare ai sermoni che fra Pio ci ha fatto in queste sere. Su tutte, è degna di essere riportata una sua dichiarazione: "oggi, la gente non sa più quali sono i dieci comandamenti, ma sa invece i "tre comandamenti" che sono:

1) U FANNU TUTTI,
2) E' A MODA,
3) E CHI CI FA.

Quasi con ironia, il frate ha infatti voluto evidenziare come nel sentimento materialista di tanta gente (non tutta), si tenda fortemente a banalizzare su ogni eccesso del costume o del vivere quotidiano. Con "è a moda", infatti, ha lui stesso specificato che si riferiva alla risposta che danno le ragazzine e le loro madri a proposito del famoso ombelico scoperto, esibito ormai senza pudore ovunque.

Oggi, (a mio avviso), in nome di un modernismo tutto da dimostrare, si sono quasi sotterrati quei valori (l'umiltà, la fede, il rispetto del più debole, l'unione familiare) e quelle sane abitudini di cristiani, (la recita del Santo Rosario in famiglia ogni sera, la visita ai nonni ed a parenti ammalati, l'ascolto dei loro racconti), che arricchivano enormemente la famiglia e con essa univano nella condivisione e nel rispetto la società tutta.

Raccontarvi anche solo una parte i molteplici contenuti di quanto Fra Pio ci ha trasmesso nelle prediche, sarebbe troppo lungo e forse pesante, ma una cosa la voglio aggiungere: Fra Pio ha evidenziato come molta gente si rivolga ai Santi nel momento del bisogno, dimenticandosi che essi, prima di ogni cosa ci offrono se stessi come esempio da seguire nella nostra vita.

LA PROCESSIONE
E finalmente il 13 Giugno, quest'anno abbiamo potuto portare in processione il simulacro del Santo Patrono del paese. Una processione (durata solo un'ora e trequarti, fronte di altre che si protraggono per oltre cinque ore), breve ma intensa. Una processione senza soste durante il traggitto che permettessero ai fedeli di elargire doni in denaro, una processione senza botti (i bummi), e con due soli archeggiati davanti alla chiesa di Sant'Antonio, una processione, soprattutto senza cantanti e barzellettieri magari anche piccanti. In questo breve pellegrinaggio del simulacro, que cose assai belle, mi hanno piacevolmente: le "visite a Maria" da parte del Santo. Il simulacro, infatti è entrato sia nella chiesa della "Madonna della Catena" del quartiere Ficara, (per una breve funzione), sia nella chiesa della "Madonna del Carmelo" del quartiere Botteghelle.

La grande partecipazione di fedeli, ha poi fatto sperare gli scettici come me e Fra Pio, che la Fede, quella con la "F" maiuscola, -ancora oggi- non è una esibizione di un giorno di festa, ma è la legge di Dio, che in molti portiamo nei nostri cuori tutti i giorni della nostra vita.
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venerdì 4 luglio 2008

A Festa 'da Matri Razzia (e i ricordi)

Il due Luglio di ogni anno, a Furci, viene puntualmente festeggiato il giorno della Madonna delle Grazie! Ovvio? Evento scontato? Per nulla! Anche una piccola festa religiosa come questa, nasce da un impegno di uomini e donne. Costanti, puntuali... fedeli. Quella minuscola chiesetta, che quasi intravvedo affacciandomi dal balcone della mia abitazione di Roccalumera, è nata per volontà ed impegno di questi uomini. Non so chi in particolare. E' nata dall'impegno di più Sacerdoti, (da Padre Donsì a Padre Salvatore Sinitò), e dal lavoro di muratori, carpentieri, fabbri, gente comune. Dicevo, giunge ogni anno il giorno della piccola Festa dalla grande processione. Come sempre, io arrivo a visitare la chiesa... quando la processione è già partita da un pezzo, e manca un bel po' affinchè ritorni trionfante al suono della Banda musicale.
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Ma ricordando "ieri", sul piccolo piazzale della chiesetta... per anni ho incontrato una figura amica particolare, un anziano seduto al tavolino della raccolta delle offerte. Ogni anno con la stessa serenità, con la stessa costanza. Mi sedevo accanto a lui, e mi parlava, nostalgico, della campagna ormai abbandonata. Come tanti anziani... amava le tradizioni e la terra. Quest'anno non c'era... i suoi giorni non hanno raggiunto l'ennesima "Festa 'da Matri Ràzzia". Mi è dispiaciuto molto, come mi ha dato profonda tristezza, non poter più incontrare Catìnu. Un amico, che pur nelle sue sofferenze, mostrava la sua gentilezza offrendoti dal suo "saccuddu"... "du coccia i cìciri e nucìdda miricana", gesto che gradivo molto. Ho ricordato l'onnipresente Pippu ù rossu, con la sua scanzonatezza e la sua simpatia innata.
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(nella foto, Pippo di Furci nella Sala Consiliare del Comune di Roccalumera)
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Poi, come sempre alle ventidue circa, il quartiere intero è esploso di gente, di popolo in trionfo al seguito del simulacro della Madonna. C'era anche Padre Salvatore, che subito mi ha riconosciuto, ci siamo salutati e gli ho fatto gli auguri per i suoi venticinque anni di sacerdozio. C'era anche un ragazzo (che non conosco personalmente), che ha cantato egregiamente da tenore... alla Madonna. C'era l'amico Domenico Bonvegna, che ho incontrato e che ho salutato con piacere. C'erano amici, parenti. Bei lunghissimi momenti. Ma loro, quegli amici di ieri... non c'erano più, se non nei miei ricordi. Prima di tornare a casa, mi sono detto: Andiamo avanti, un'altra "Matri Ràzzia" è trascorsa. Si è conclusa "chi bummi", (leggi giochi d'artificio), ma non si è conclusa di certo nei nostri cuori... la festa della gente normale!
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domenica 18 maggio 2008

SANTISSIMA TRINITA'

18-05-08 Domenica della Santissima Trinità.

Oggi La SS. Trinità, si è festeggiata a Forza d'Agrò, con una processione della Vara (che potete ammirare nella foto), seguita, come di consuetudine, oltre che dal parroco Padre Gerry, da una lunga fila di fedeli e dalla banda di Casalvecchio Siculo. Tradizionale e particolare il vestiario della confraternita. La consegna delle "cuddure" (realizzate dalle ragazze del paese), che quì prendono il posto dei pani benedetti, ha rappresentato un momento di fede e di tradizione popolare al contempo.

Dal Vangelo secondo Giovanni (3, 16-18) In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo: 16"Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perchè chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. 17Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. 18Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perchè non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio".
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sabato 26 gennaio 2008

12 Agosto 2007 Festa della Vara a Fiumedinisi (ME)

QUESTO e altri miei video, su: http://it.youtube.com/Grido66

La vara di Fiumedinisi, (di cui potete vedere il video della partenza), è una “Macchina votiva", la cui realizzazione risale al diciassettesimo secolo, ha una lunghezza di circa undici metri per un metro e settanta in pianta. Il suo punto più alto, (circa sette metri e mezzo), è costituito dalla postazione del “Padreterno”, (impersonato da sempre da un bambino in costume), posizionato e legato su un seggiolino, in cima ad una struttura in ferro, su cui spicca un mappamondo. Sulla Vara, prendono posizione, l’Arcangelo Gabriele e la Madonna, nonché numerosi altri bambini vestiti da angioletti e persino l’adulto erede del mastro che la realizzò. All’epoca, due furono i Mastri che costruirono e resero funzionale l’opera. Uno fu il falegname che realizzò la Vara stessa, l’altro fu il muratore, che sistemò la via (comunque molto stretta), attraverso la quale avrebbe dovuto poi compiere il tragitto l’imponente “Nave dei fedeli”. Si narra, che, inizialmente, l’altezza raggiungesse i ventuno metri. Tale altezza venne ridotta considerevolmente, successivamente ad un grave incidente, nel quale perse la vita il personaggio “Padreterno”.

Perchè "la Festa della Vara" mi ha colpito? Forse per lo sforzo necessario, da parte di oltre centosessanta fedeli nel portare a spalla le cinque tonnellate di legno, ferro e persone? Forse mi ha colpito il loro candido e ricamato abito e i loro piedi scalzi? Oppure mi ha colto l'emozione che mi ha trasmesso lo scatto iniziale... e poi… il "canto" dell’Annunciazione dei tre bambini, che hanno impersonato il Padreterno, l'Arcangelo Gabriele e la Madonna? Forse, niente di tutto questo mi ha colpito in particolare; neanche il fatto, che i portatori, (i quali si tramandano di generazione in generazione, con atto notarile, il posto sotto le tre travi), in alcuni casi... venivano dall'estero…proprio… … "pi mmuttàri" ma, l'insieme di tutto ciò mi ha regalato un senso di Fede.

Per maggiori INFO, cliccate su Agosto 2007 e cercate:
Fiumedinisi (ME), cinque tonnellate di Fede... portate a spalla!

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giovedì 6 settembre 2007

ROCCALUMERA (02/09/2007) he's celebrated the “Madonna of the Chain”

My country; (excluding the Fractions Sciglio and Allume), it counts three principal churches:
The church of the Madonna of the Carmelo, sets in the zone north, in the district "Botteghelle", the church of S. Antonio in Padova, (patron of the country), nearly sets in a central zone, and the church of the Madonna della Catena, sets to south, in the district "Ficara"; my district. Just of this last, and of the relative religious party, I want to speak to you. We could affirm that, for a long time, every year, the first Sunday of September, the statue of the Virgo Maria, (what during the year he’s set on the throne of the most greater altar), in procession is brought for the streets of the parish. He’s not exactly been always so, but, I will tell you some historical detail, and I will confine me to tell you the present.

MY PRESENTATION:
To this party, (what today it not only attracts faithful from the province of Messina, but also from the "catanese"), the roccalumeresis, are viscerally tied since the distant 1893, when to the sculptor letojannese Francesco Lo Turco, was ordered to carve a statue of the Madonna, similar to that of Mongiuffi Melia, (small hilly country, where everything today, the same day, Maria is celebrated), in how much the believers of the slope jonico messineses fed great devotion for the Virgo revered with that title. Since then the cult from "Matri Catina" he’s grown during the decades. Last Sunday, in the homonym church that rises on the Street Umberto I, 6 masses you are been celebrated: at 6 o'clock, at 7 o'clock, at 8 o'clock, to the 9 and the 10. 30 during the forenoon. This last has been officiated by Mons. Giuseppe Scarcella. The sixth mass has been celebrated to the reentry of the procession. Last Domenica morning, as from custom of the party, from over twenty years, toward the 8:30, me same, together to a pair of boys, I have accompanied the traditional Musical Gang for the streets of the parish. This, has been a way to announce to the believers: today is the day that have devoted to the Madonna, wake up you in joy!

In the first afternoon, punctual, at 17:15 o'clock, the statue of the Madonna of the Chain, dressed again by a mantle of purple velvet dressed again of gold objects, and decorated with motley flowers, going out of the church, among the din of the crowd, of the party bells and of the strokes of the fires of artifice, brought to shoulder, (even though for a brief line), he embraced his touched people in party. In head the carriers of the standards, to follow the women that recited the Saint Rosary, after our Mayor and some aldermen, therefore the Priest, to his shoulders Maria's statue, and still... the Gang, followed by the long crowd of believers.

The Curiosity': The carriers, have let to an excellent artisan realize, a cart on a loom of motorcar... obviously furnished, of seat pilots and possible tired passenger; police squad, and... brake to hand. A car that serves, seen... the journey is long extremely... between the five and the six hours.

What to say of the "cries" of the "singers", during the whole journey? Among these songs: "e... cu chiù beni la voli chiù forti la ghiama"... "e... gghiamamula mi 'nnaiuta... evviva a Matri Catinaaa". Vibrating! What to add to such a particular event? Beh! after the recent twinship, that Roccalumera has stipulated with the Maltese country of Pembroke, we have had among us in procession, one fed representation of tourists, as well as theirs first citizen Joe Zammit. Exciting, he has been the triumphant reentry in the church of the it launches; among the applause of an enormous crowd, and... after the final mass, the to crowd some believers to the pedis of the statue, for "baciarici i pedi à Madonna", wishing itself, next year, to be able to return.
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Giovanni BonarRIGO

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