Il GRIDO (Il Blog su Roccalumera e... non solo)

sabato 12 marzo 2011

ROCCALUMERA. Assemblea aperta in filanda. I tecnici discutono sul P.R.G. MA IL POPOLO DOV'E'?










ROCCALUMERA - Venerdì 11 Marzo 2011 - Ieri sera, prezzo il salone dell'antica filanda si è discusso su come modificare, migliorandolo, l'attuale Piano Regolatore Generale, fondamentale strumento per lo sviluppo del nostro paese da quì ai prossimi vent'anni. Presenti al tavolo degli amministratori oltre al Sindaco Gianni Miasi: l'assessore ai lavori pubblici, ing. Francesco Santisi, il vice sindaco dott. Sarino Foscolo, il presidente del consiglio comunale arch. Antonio Garufi, l'assessore alla cultura prof. Rosetta Nicita, il capogruppo di maggioranza Rita Corrini e l'ing. Massimo Puglisi. Chiaro fin dall'inizio, il sindaco ha detto: "Daremo la massima pubblicità e trasparenza a questo piano regolatore". Ha poi aggiunto che, alla stesura del nuovo piano collabboreranno 500 studenti universitari in architettura, i quali lavoreranno in sinergia con l'Ufficio Tecnico comunale, a sua volta designato per questo importante compito.
A questo punto è stato proiettato un album fotografico sul maxischermo, il quale ha offerto una panoramica degli scorci di Roccalumera centro e frazioni Sciglio ed Allume.

Miasi ricomincia il proprio discorso, anticipando alcuni temi sulla scaletta dei punti programmatici che elencherà in seguito e dopo l'asplicazione dei quali il pubblico presente (per la verità non numerossissimo e, al 90% rappresentato da tecnici: geometri, ingegneri e geologi), sarebbe stato chiamato ad intervenire, a proporre, insomma... a dare la propria opinione.
"Cemento -parla Miasi- il men possibile e dove possibile, si è cementato abbastanza in passato". Prosegue: "Bisogna eliminare la zona "A" (zona di pregio storico), in favore di una "B 0" ove poter costruire con la cubatura che c'era; le vie di fuga, vie di comunicazione: la Via Collegio, attraverso una nuova strada dovrà collegare efficacemente la frazione Sciglio con lo svincolo autostradale evitando che i mezzi pesanti soprattutto debbano girare per le vie del paese intasandolo. La zona artigianale è in costruzione, credo sarà pronta per la fine dell'anno. La precedenza c'è l'avranno i nostri imprenditori. Numerose sono già state le richieste di mutui agevolati dei nostri cittadini, che vogliamo aiutare".
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E passiamo ai punti programmatici:

Riqualificazione del fronte mare e del lungomare.
Realizzazione di vie di fuga per le frazioni Sciglio e Allume.
Previsione di una strada a mezza costa.
Realizzazione di un polo scolastico. (aggiunge: "Abbiamo ricevuto un finanziamento di poco più di un milione di euro per la realizzaione di una scuola materna").
Sistemazione e riqualificazione delle fiumare.
Previsione di ulteriori aree, da destinare ad ulteriori zone industriali e ad edilizia economica e popolare.
Riconduzione della Zona "A" a zona B zero". (aggiunge: "Proporremo che chi ha il solo piano terra possa realizzare il piano primo e possa demolire e ricostruire.
Ampliamento del cimitero.
Campagne. Aumentare l'indice di cubatura (anche se in misura lieve), ma a patto che il proprietario del fondo agricolo si impegni preventivamente a piantare un certo numero di alberi, ove favorire il rimboschimento.

GLI INTERVENTI DEL PUBBLICO:
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PIANO REGOLATORE GENERALE: Un importante strumento di pianificazione abitativa, delle infrastrutture e dello sviluppo economico di un paese. Roccalumera ha la fortuna di possedere questo "strumento".
Si, forse non è il nonplusultra dell'efficienza, avendo lo stessso fin dall'inizio previsto una estesa zona "A" sulla Via Umberto I° (principale arteria del paese), la quale, considerando i fabbricati in essa ricadenti "di pregio storico", di fatto ne impedisce ogni tipo di intervento importante quale demolizione e ricostruzione o soprelezazione.
Come tutti ormai sanno, la cementificazione selvaggia degli anno '80, ha di fatto saturato le aree disponibili del territorio roccalumerese. Territorio, che fin da allora avrebbe necessitato di questo strumento, ove prevedere in modo molto più omogeneo aree a verde pubblico e parcheggi al posto di certi residence "rotondi", nonchè infrastrutture strategiche (vedi strada a mezzacosta), di cui ancora si parla per un futuro da venire. E siamo al 2011.
Senza sottacere il fatto che l'alluvione dell'Ottobre 2007 (che seri danni ha creato su Sciglio e Allume), ha fatto aprire gli occhi a molti (ma forse non a certa politica), proprio perchè è verso le frazioni che le aree di espansione abitativa debbono rivolgersi (e non sono solo io a dirlo), si rende urgente mettere in sicurezza proprio quella collina che ormai è sempre più abbandonata a sè stessa e quindi preda di incendi in estate e di tragiche fluidificazioni delle masse terrose con conseguenti alluvioni nell'abitato. Prima ancora di (ri)parlare di sviluppo e di turismo, bisogna intervenire nella messa in sicurezza delle fiumare e delle arterie di collegamento. Tema serissimo. Poi, realizzarne di nuove.
Roccalumera è un paese le cui case per il 50% sono ormai disabitate? Allora, interroghiamoci sul perchè la gente è andata via. Si è parlato di "Paese albergo", di "BorgoHotel"... ma ci siamo interrogati sul fatto che le attrazioni (se così vogliamo chiamare i circostanziati e perlopiù estivi eventi), forse non sono all'altezza di quanto la domanda turistica ormai esigentissima richiede?
Per la prossima estate, finalmente, dovrebbe essere pronto il famoso nuovo albergo sul lungomare. Albergo (privato) sul quale poggiano speranze anche di occupazione. Intanto, il lungomare su cui si affaccia lo stesso è ormai (lo dice anche il sindaco di Roccalumera), ai minimi termini. Mi sa proprio... che c'è un disperato bisono di concretezza ed anche urgente!


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lunedì 31 gennaio 2011

Vi invitiamo a partecipare....è un dovere per la nostra MARTORIATA MESSINA

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO (messaggio a cura del Movimento Consumatori del Sud)

Continuiamo a vedere nascere nuove Associazioni, nuovi Movimenti, tutti di gente libera, diversa e che vuole un mondo migliore. Ma cosa si intende per un mondo migliore, visto che alla fine di ogni dibattito si rinvia al prossimo dibattito la discussione degli atteggiamenti da assumere.

Ma cosa si intende per cambiamento? Quando arriverà la volontà vera di fare in modo che le cose cambino? Che senso ha continuare a creare nuo...ve associazioni quando già ne esistono a centinaia…o forse è il solito vecchio vizio di essere Presidenti di qualcosa?

Oggi Messina è allo sbando, OGGI. Oggi che ne parliamo e scriviamo!

Oggi Messina è nel baratro e sta precipitando sempre più in fondo. Oggi, adesso e subito va fatta qualcosa. Oggi, che per vendetta fra politici scopriamo le marachelle di Natale, le regalie della signora Aliberti ad associazioni fantasma e che poco avevano di sociale (a meno chè una tombolata non sia un fatto altamente sociale, come una macchina parcheggiata a Piazza Cairoli).

Oggi, adesso e subito è l’ora di chiedere conto dei nostri soldi. Di chiedere se Ligabue canta messe o va in giro con un certificato di disabilità (le uniche due motivazioni per cui poteva risparmiare di dare 360.000 euro circa alla città di Messina, che notoriamente “naviga nell’oro”).

Ora, adesso e subito bisogna chiedere che senso ha avuto spendere 80.000 euro dei nostri soldi per una partita della Juventus. Ora adesso e subito dobbiamo chiedere conto degli affitti mai pagati delle case di proprietà comunale e quindi nostre – e stiamo parlando di circa 7.000.000 di euro che mancano dalle casse del comune di Messina - .

Ora, adesso e subito dobbiamo chiedere dell’allegra gestione del suolo pubblico a Messina. Ora, adesso e subito dobbiamo chiedere conto delle 12 vite spezzate nelle strade cittadine, dei 38 morti di Giampilieri, dei 7 morti dell’autostrada, dei morti del Segesta.

Ora, adesso e subito dobbiamo chiedere conto dell’Arsenale che ha chiuso, dell’Ospedale militare che ha chiuso, della degassifica che ha chiuso, della Smeb che ha chiuso, della Marina Militare che non esiste più, dei 9 Messinesi al giorno che emigrano perché questa città evidentemente non li vuole.

Ora, adesso e subito dobbiamo capire perché RFI leva navi dallo stretto, perché vengono eliminati i treni a lunga percorrenza, perché i pendolari non sono salvaguardati.

Ora, adesso e subito dobbiamo e possiamo fare qualcosa per Messina se davvero siamo diversi e se amiamo questa città, altrimenti ….diciamo la verità: ci basta il nome in un giornale, ci basta essere stati organizzatori di un piccolo evento, ci basta conservarci quel piccolo ritaglio di giornale da mostrare, un giorno, ai nipoti…ma cortesemente finiamola di dire che siamo DIVERSI.

Quindi oggi se davvero vogliamo fare qualcosa diamoci un appuntamento subito: organizziamo una grandissima manifestazione davanti al tribunale il luogo dove dobbiamo cercare le risposte! E già che ci siamo gridiamo forte in maniera tale che ci si possano sentire anche dall’Università che è il luogo dove dovrebbero formarsi le coscienze e la cultura.

Siamo stati duri volutamente perché non è più tempo di belle parole, queste se le possono permettere solo le società ricche ed evolute, e lo siamo stati nella speranza che tutti quelli che fino adesso hanno fatto solo parole vogliano davvero cambiare e quindi subito ci organizzeremo affinchè le nostre domande abbiano finalmente risposte! E per non correre il rischio di continuare a ballare mentre il Titanic sta affondando inesorabilmente … Cordiali saluti e speriamo di essere in tanti.

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lunedì 18 ottobre 2010

ROCCALUMERA. Colazione da Tiffany: All'antica filanda, "Berta" trionfa ancora!







ROCCALUMERA. Riflessione: Cosa muove la gente? Cosa la fa ritrovare, crescere, evolversi spiritualmente ed anche economicamente? Dal mio punto di vista le idee, le buone e sane idee.
COLAZIONE DA TIFFANY
Sabato scorso, nel più totale silenzio di un paese che altrimenti -come tanti vicini- brilla di luce propria quasi esclusivamente per un breve periodo d'estate, l'evento organizzato dall'Associazione "E... Berta filava" (ma, assieme a Teresa Brancato, anche Giovanna Ioppolo e per la verità altri ci sarebbero da ricordare), è stato a mio avviso un vero successo. La moda, la musica, l'arte. In una parola l'intrattenimento che ha visto entusiasta molta ma molta gente ad applaudire ad es. i sessanta bambini ed i ragazzi che hanno sfilato a più riprese nella sala al primo piano.

La forza delle idee. Incoraggiamo e sosteniamo chi le mette al servizio del proprio teritorio!





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mercoledì 6 ottobre 2010

CONVEGNO A GIAMPILIERI "Istituto Scolastico Simone Neri": Radar per prevenire nuove catastrofi













GIAMPILIERI SUPERIORE (05 Ottobre 2010). Prima della conferenza stampa, Santi Trovato ha voluto accompagnare i suoi ospiti a visitare il territorio devastato dall'alluvione dello scorso 1 Ottobre, per mostrare loro, che chi ha sostenuto la tesi dell'abusivismo, o è in malafede oppure è un incompetente in materia. Ed in tema di frecciate, il presidente dei professionisti messinesi non ha risparmiato coloro i quali non hanno tenuto affatto conto delle professionalità locali, che sarebbero intervenuti con una tempistica diversa, anche in considerazione della conoscenza del territorio.
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Presso l'Istituto Scolastico intitolato all'eroe Pasquale Simone NERI, (sottocapo di Marina Militare - Medaglia d'Oro al Valore Civile - il quale salvò diversi suoi conpaesani prima di essere inghiottito dai flutti), presenti, oltre a numerosi tecnici e tanta gente anche diverse cameraman e giornalisti. Verso le 17:30 all'interno della palestra, ha inizio il Convegno sui Radar e sulla loro utilità.

Ing. Santi TROVATO (Presidente dell'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Messina). Ha introdotto i lavori ricordando che sarà intitolata una borsa di studio (per sempre), all'Ing. Luigi Costa. A aggiunto che tanti sono i cantieri aperti per la messa in sicurezza del teritorio colpito dall'alluvione dello scorso 1 Ottobre 2009, e che nel prosieguo sarà necessaria la presenza di Tecnici del luogo. Ha infine accennato al tema del convegno (i Radar), dicendo: "questi radar, saranno inseriti nel territorio messinese e potremo apprezzare il loro funzionamento, così da evitare che nuove vite umane vengano sacrificate".

On. Nanni RICEVUTO (Presidente della Provincia di Messina). L'onorevole Ricevuto non ha fatto mancare il suo intervento ed il suo messaggio che ha ribadito la presenza delle istituzioni. Ha detto: "mi domando, se verrà mai il il tempo in cui in questa provincia si potrà godere la bellezza di questo paesaggio. Da San Fratello è iniziato questo nostro percorso e all'indomani del disastro di Giampilieri ci siamo fatti una domanda: "è possibile sapere in anticipo la quantità d'acqua che si riverserà su un determinato territorio? Lo potremo fare attraverso questo radar! La Regione, al tempo non diede le risposte, adesso siamo in grado di salvare (grazie al radar) vite umane. Faremo la richiesta, io stesso la farò perchè questo deve essere il meccanismo per mettere in sicurezza il territorio".

Arch. Gianni ROLANDO (Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri). Inizia: "sono appena stato sui luoghi alluvionati della Liguria (terra in cui vive), mi rendo conto che un territorio più è bello più è soggetto a frane e alluvioni, quindi gli ingegneri devono trovare delle soluzioni. Sapere mezz'ora prima, un'ora prima quanta acqua arriverà quà, in un certo tempo, ciò unito alla conoscenza del territorio, può salvare vite umane. Magari, tanti di coloro che sono morti si sarebbero salvati. Dobbiamo avere il coraggio di richiedere interventi mirati. Attraverso questo (il radar), che è uno degli strumenti meno costosi, il nostro sforzo deve garantire la sicurezza di tutti".

Ing. Giuseppe DI NATALE (Presidente Assemblea dei Presidenti - Ordine degli Ingegneri di Ragusa). Afferma subito: "non voglio entrare in merito agli interventi fatti. Una parte della nostra categoria è stata a L'Aquila, pronta ad un sacrificio volontario e gratuito. Auspico un percorso breve per il raggiungimento dell'obbiettivo".

Prof. Giovanni PERONA (Politecnico di Torino). La disamina appare tecnica e mirata: "In base alle previsioni, che sia Climatologica o Metereologica, e che riguardi l'arco delle 24 piuttosto che le 48 o le 72 ore, ho bisogno di dettagli, di misure differenti e su aree più o meno vaste". Poi, parla di "Modelli Fluidodinamici climatologici differenti". Prosegue: "più o meno 200 anni fa, non si sapeva nemmeno se si potevano fare delle previsioni metereologiche. In passato ci si affidava esclusivamente al sistema militare. Anche oggi, è impossibile prevedere un movimento franoso. Parla di: Misure di pioggia; Campi di pioggia; Pluviometri; Dice: "questi ultimi forniscono informazioni locali ma non d'insieme, e poichè non bastano da soli, in futuro ci si affiderà alla rete satellitare". Il Professore, (aiutandosi con il maxi schermo) descrive per primo il Radar in Banda C (che in figura ricorda una sfera alta circa 6 o 7 metri), l'installazione di quali costerebbe molto e gli stessi darebbero un "campo di pioggia" bidimensionale. Lavorerebbero in un range di 200 chilometri ma con una bassa risoluzione, invece in un range di 120 chilometri la risoluzione sarebbe buona. Poi, il Prof. Perona spiega le caratteristiche dei cosiddetti RADAR PICCOLI decantandone le qualità. Dice: Questi, sono leggeri (circa 50 chili), misurano circa cinquanta centimetri di diametro per un'altezza di un metro e mezzo, non darenno problemi di inquinamento elettromagnetico, forniscono una trasmissione dei dati anche via telefonini se non anche attraverso una rete WI-FI e danno una presentazione meteo ogni minuto. I dati forniti dagli stessi, potranno essere poi utilizzati, ma dipende dall'uso che se ne vorrà fare. Aggiunge: Facile è la loro installazione e siamo pronti a fare dei Corsi per il loro corretto utilizzo".

Ing. Marco ALLEGRETTI (Presidente dell'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Asti). Il giovanissimo Ingegnere dice: "I Radar sono il primo anello della catena. Questi oggetti, di solito vengono installati per essere poi abbandonati a loro stessi. Quindi, servono tecnici qualificati che se ne occupino e che sappiano farne corretto uso. Prosegue: "bisogna coinvolgere gli Enti, in quanto questo è solo il primo anello della catena della prevenzione".

Aggiunte riprese da altri interventi: "In aggiunta ai meglio descritti RADAR a banda X, (hanno un raggio d'azione di 30 chilometri, il loro costo cadauno si dovrebbe aggirare sui 10.000 euro. Dovrebbero essere quattro in Sicilia), saranno installati anche sei pluviometri nella provincia di Messina per il monitoraggio delle fiumare, fra cui quella di Camaro... Le sirene già installate, (qualcuno dice che neanche funzionano), servono solo ad allarmare la gente".

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mercoledì 1 settembre 2010

"FIUMEDINISI al dissesto!". Repici accusò, De Luca minimizzò e passò ad altre emergenze.




Non ho potuto presenziare ai due comizi, il primo del Gruppo di minoranza consiliare fiumedinisana (tenutosi lo scorso 27 Agosto in Piazza San Pietro), e il secondo (Domenica 29 Agosto, in Piazza Matrice), diretto ed eseguito dall'On. Cateno De Luca.
Ma, poichè già da tempo mi sono reso conto che quanto succede a Fiumedinisi è argomento di interesse non solo del loro Comune ma comprensoriale se non addirittura dell'intera isola, mi sono rivolto alle puntuali repliche TV.

Il comizio del capogruppo Francesco Repici:
Saltata (per questioni di tempo), tutta la parte riguardante gli interventi propedeutici a quello di Repici, (riguardanti: Nino Maisano, presidente dell'Associazione "Pietraossa" e la naturalista Anna Giordano), ho cercato di non farmi sfuggire nemmeno una parola di quanto stava per riferire il giovane Repici, che -io in quanto blogger e non giornalista- mi permetto di definirei grintoso ma alquanto acido nell'esposizione scenica nonchè di animo semplice e dalle chiare speranze. Dall' elenco valanga di abusi, disservizi e dissesti segnalatici dallo stesso, non poteva mancare il più volte citato muro sul torrente Nisi. Ma andiamo per ordine:

1) L'orrendo muro, al dire di Repici, è stato realizzato là dove erano previsti dei "gabbioni" di pietre e posto molto più al centro del greto del torrente stesso per dar spazio e superficie alle terre di C.da "Vecchio" di proprietà del da lui definito "Conte Ruggero" (ove costruire la Fiumedinisi "Nuova", ndr). Tale obbrobbriosa opera, restringerebbe talmente la larghezza del suddetto torrente, tanto da costituire in caso di pieno un serio pericolo di esondazione sulla sponda opposta.

2) La Via di fuga, (che condurrà un domani al costruendo "Centro Benessere" e ad un complesso turistico residenziale provvisto anche di campo da calcio regolamentare e quant'altro, ndr), anch'essa tema più volte dibattuto pubblicamente, non sarebbe -secondo Repici- un capolavoro di proggettazione e percorribilità, (su questo il sottoscritto non può dargli torto, avendola percorsa più volte in auto ed avendone constataro la tortuosita unita ad una larghezza non adeguata proprio nelle curve, ove un autobus turistico dovrebbe transitare, situazione che si complicherebbe nell'ipotesi di incrocio di questi con altro veicolo proveniente dal senso opposto), ma sul resto preferiamo sorvolare.

3) Il "Centro Benessere", che Repici reputa un "mostro ecologico" (così denotando una sua sensibilità ambientalista), è opera dichiaratamente di proprietà dello Stesso De Luca, pardon "Conte Ruggero", è quì segnala un ulteriore abuso: sorgerebbe proprio in mezzo alla linea di compluvio di due colline. Chiaramente quì si rimanda all'eventualità di frane da alluvione (come nello scorso 1 Ottobre 2009), con probabili conseguenti nuovi disastri.
4) Il ponte pedonale, opera in legno (che sostituisce una vecchia passerella costituita da due tavoloni da carpenteria posti sul torrente, ndr), oggi collega la via comunale al "Centro Benessere". Ebbene, secondo Repici, tale opera costituirebbe pericolo in caso di piena perchè troppo bassa. (Avesse guardato il nuovo ponte di Allume, allora... ci avrebbe fatto Causa?).

5) La viabilità rurale e il cimitero, sarebbero oggi in condizioni di totale abbandono. In una contrada che ha precisato, sarebbe stata segnalata, oltre alla sporcizia, anche la presenza di topi moti. Repici precisa in siciliano: "ci sunu i pulici, i piddizzuni e i surici motti".

6) L'illuminazione del paese, sarebbe talmente ammalorata dallo spegnersi al primo scroscio di pioggia, ma anche la manutenzione del verde pubblico sarebbe in stato di abbandono.

7) Un palazzo di fronte alla chiesa di San Pietro. Sarebbe prevista fra i le opere da realizzare, una palazzina (credo con scopi turistici anch'essa), che dovrebbe sorgere proprio di fronte alla chiesa di San Pietro, oscurandone e deturpandone la secolare bellezza. (Quì - se autenticamente - il giovane Repici denota la sua sensibilità verso il partrimonio storico-monumentale).

8) La fontana realizzata nel 1896, è anch'essa oggetto di attenzione nel discorso accorato di Repici. In effetti, nel terreno sovrastante e retrostante starebbe nascendo l'ennesima struttura in cemento armato. Potrebbe trattarsi di un altro albergo. Ancora attaccamento alla storia del proprio paese?

Questi otto, Vi sembrano punti di poca importanza? A voi lettori la sentanza. Ma se pensiamo che il tutto è a corollario 16 milioni di finanziamenti già incassati (che per la Minoranza sono stati ottenuti per opere totalemente inutili, vedi Scuola degli antichi mestieri), denaro ottenuto da Fiumedinisi in questi anni, mentre il Comune sarebbe ormai al dissesto, allora ci sarebbe da riflettere seriamente. Intanto, carte bollate all'indirizzo della Corte dei Conti e ricorsi al TAR di Catania. Infatti, le stesse avrebbero interessato oltre alla tematica di un presunto dissesto, numerosi abusi quali: il Consorzio degli Antichi Mestieri e l’”Unione dei Comuni Valle del Nisi Area delle Terme”, il cui Statuto è stato giudicato pregiudizievole per un effettivo sviluppo del territorio a cui si rivolge l'Unione.

Infine, in un sussulto di estremo coraggio (dote che non gli manca), Repici definisce "il Conte Ruggero", il peggiore sindaco di sempre e si augura che la vera rinascita inizi con la sua estromissione.

La replica di De Luca:
il comizio del Deputato-Sindaco, che lo vedeva chiamato a rispondere (ancora una volta) a tante accuse più o meno gravi, lo vede invece sornione, ironico e perfino baldanzoso. Chiaramente il primissimo suo riferimento è rivolto al Capogruppo di minoranza, del quale dice: "certi signori, per i loro imperanti disturbi, forse fanno uso di psicofarmaci". Poi, passa ad occuparsi delle tematiche che a suo dire provengono da pseudo jettoatori, e cioè riferite a invocate piene del torrente. Risponde a proposito del famigerato muro d'argine, (o "difesa spondale"), che là dove sono stati realizzati utilizzando "gabbioni di pietre" (e quì gli posso dare ragione), proprio la piena li ha spazzati via con estrema facilità. Il chiaro riferimento è a quelli recentemente realizzati sul territorio di Savoca.

Il Deputato di Sicilia Vera, quasi da subito sorvola sui tanti punti mossigli ad accusa e si fa forza dei consensi elettorali ottenuti, prima come Sindaco nel 2003, poi come Deputato MPA nel 2006 e poi ancora come Sindaco (con quasi il 70% dei fiumedinisani a suo favore), e ancora riconfermato Deputato due anni orsono. Sul suo grande palco, infatti siedono alle sue spalle diversi sindaci a lui riconoscenti e fedeli, fra i quali: Giuseppe Di Tommaso (Nizza di Sicilia), Carmelo Satta (Alì), il sindaco di Scaletta Zanclea, di Mandanici... oltre al Consigliere Provinciale Pippo Lombardo.

Ammette anche di aver commesso degli errori, De Luca, pur dichiarando di non essersi mai abbattuto e di non farlo adesso, di fronte a fiumane di querele anonime, di Cause in Tribunale e quant'altro, piovutegli a suo dire da invidiosi e politici scorretti. Poi, vola alto, molto alto e il suo discorso si allontana da quella che è la classica caciara di paese per atterrare a "Palazzo dei Normanni". A Palermo. Tema anche questo già dibattuto da lui stesso in passato, i debiti dell'intera Sicilia. Enormi debiti, si parlerebbe di 600milioni ma lui sussura -e non smentito da alcuno al Palazzo, dice- di... ben sei miliardi di euro. O forse ho sentito male?
Aggiunge: "ad Ottobre gli impiegati non potranno più essere pagati". Ritorna così a parlare di giochi ed inciuci politici di dimensioni macroscopiche che riportano la Sicilia ad un triste realtà da sempre subìta dal suo popolo. Di fronte a tale immenso problema -dice- non ci dovrebbero più essere divisioni di "colori" o casacche.

Torna poi alle tematiche di Fiumedinisi, che inneggiano anche al topo morto. Ancora sarcastico, dichiara: "nessuno gli ha detto di mangiarselo" e prosegue: "La verità, è che spesso la gente si rivolge al sindaco per richieste che non gli competono". Per il servizio di pulizia oggi c'è l'ATO, probabilmente questa non fa bene il proprio lavoro.

Dimenticavo. Verso la metà del suo lungo comizio, De Luca fa portare sul palco due coppie di regali, (un quadro-poster della Madonna Annunziata -patrona del paese- e il suo libro-tesi di laurea che racconterebbe economia e storia di una Sicilia travagliata). Uno, da consegnare ovviamente al Capogruppo Repici e l'altro a tale "ragionier fantozzi" (così lo definisce), che altrimenti nomina come il "paisano".

RIFLESSIONE PERSONALE:
Cateno De Luca, persona dal temperamento alquanto focoso, dai modi spesso rudimentali, (lui stesso si definisce "rurale"), persona con la quale io stesso ho avuto più volte modo di discutere sia pur per brevi momenti, ha indiscutibilmente mire e disegni molto ambiziosi. Uomo generoso d'animo, guarda si al suo paese (Fiumedinisi), si al territorio di appartenenza (quello jonico), ma più ancora all'intera economia siciliana senza trascurare gli equilibri di governo che imperano a Roma.
Infatti, pur dando (io personalmente) per scontata la sua onestà politico-imprenditoriale, (infatti, se pensassi ad abusi di potere e collusioni, allora dovrei aprire un diverdso discorso fatto di prove e non di chiacchere di piazza), ritengo che le sue mire progressiste si scontrano e si scontreranno sempre più con una mentalità di paese. Paese che si sarebbe accontentato di molto ma molto meno. Questo, i sindaci, le maggioranze e la politica che ha preceduto De Luca lo sapevano bene, e per questo (magari sfuttando debolezze e bisogno per disoccupazione) hanno ciclicamente "giocato" la carta delle promesse da reiterare di legislatura in legislatura. "Tanto poi la gente si dimentica ed il tempo passa".

Oggi, leggittimamente, alla paura paesana si aggiunge il terrore di un progresso troppo faraonico per essere reale e quindi non lo si vuole, si teme altresì un potere troppo concentrato nelle mani di un solo cognome. De Luca. E poi, dalle nostre parti si è sempre "tiratu a campari", e magari certa gente pensa: "chi troppo promette lo fa per scopi suoi, non certo per il popolo". La gente si è sempre accontentata con L'UOVO OGGI piuttosto che con la GALLINA DOMANI. Qualche cantiere scuola (comunque, oggi anche quelli bloccati da Palermo, mentre c'è chi dice che i soldi se li sono spartiti i Sindaci), qualche favoruccio a qualche amico che porta voti e... per gli altri che tirassero la cinghia.

Il dubbio stesso che le travi ed i pilastri di oggi, rimangano opere incompiute ai posteri quali "Mostri ecologici" il cui unico valore sarà il costo di demolizione nonchè il trasporto dei relativi calcinacci a rifiuto, è quindi leggittimo anch'esso.

La speranza, (difficoltosissima) invece, e che il "pazzo" Cateno (o Conte Ruggero che dir si voglia), trasformi veramente la già retrograda ed isolata Fiumedinisi nella "NUOVA TAORMINA", è il gancio in mezzo al cielo al quale si aggrappano gli ottimisti. Là dove ancora oggi pascolano le pecore e le capre, dove sono fluenti rovi e sterpaglie, un domani... chissà.
Ed il Comprensorio Jonico che negli ultimi trent'anni ha gridato al miracolo per la realizzazione della semplice rete fognaria piuttosto che per l'acqua potabile nelle case, che ha giudicato impossibile che un giorno arrivasse la rete metanifera nella nostra zona, diviso su ogni decisione sempre, un giorno non lontanissimo potrebbe finalmente sfruttare il turismo e VIVERE di orgogliosa risorsa propria. Un Comprensorio, che possa accogliere manodopera locale disoccupata è quindi solo un sogno?

Forse De Luca si rivelerà solo un imbroglione, un falso come tanti altri politici che lo hanno preceduto. Ma questa non sarà una vittoria per nessuno, nemmeno per i suoi detrattori. Tantomeno io ho la SFERA DI CRISTALLO per leggere il futuro mio e della mia Terra, ma se fossi Repici e compagni, indagherei anche sulla concretezza dei piani dei capoccia che spingono il progetto alternativo a De Luca, piuttosto che guardare solo al favore personale. E non parlo di Fiumedinisi ma del Comprensorio Jonico e della Sicilia, quella si dei Baroni e dei lecchini ed infine del popolo sottomesso ed illuso nei secoli.

Forse De Luca altri non è che un BLUFF? Allora cominciamo già adesso a individuare chi non lo è (in alto a Palermo, dico), perchè ogni anno della nostra vita trascorsa ad elemosinare i tre mesi all'ATO piuttosto che un incarico temporaneo al Comune, è un anno perso. E mentre l'odio non risolve ma tritura il fegato di chi lo detiene, il tempo inesorabilmente trascorre e magari c'è qualcun'altro (magari più di uno), che in questo momento ride sulle spalle di Repici, Maisano e Co. i quali infieriscono... sullo scomodo e nemico Deputato Cateno De Luca a Palermo.





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lunedì 30 agosto 2010

"C.A.I. a r.l." Vi raccontiamo la ditta premiata sul palco della Sagra del Verdello di Sciglio













C.A.I.? Di che razza di Azienda si tratta? Sul palco dell'ultima Sagra del Verdello di Sciglio è stato premiato (VIII Premio Fiore di Zagara alla “Sicilia che Lavora” alla Società Agricola Cooperativa Agricoltori Ionici C.A.I. ar.l. - vedi nostra foto in alto), il suo Presidente Salvatore Scarcella. Abbiamo voluto saperne di più.

L'AZIENDA:
La O.P. Società Agricola Cooperativa Agricoltori Ionici C.A.I. a r.l. nasce nel 1987 come cooperativa, grazie all’esperienza dei suoi fondatori che già dal 1954 hanno svolto un’intensa attività nel commercio degli agrumi.La società ha ottenuto il riconoscimento come organizzazione produttori nel 2003. Oggi riunisce 4 cooperative, per un totale di 991 soci e 1800 ettari di terreni agrumetati. I prodotti commercializzati sono: Limoni (90%) e Arance (10%).

Nel 2008, la società ha inaugurato (nella zona artigianale), il nuovo stabilimento sito a Furci Siculo (Me) dotato di un moderno impianto per la lavorazione degli agrumi.

CAI, noi li abbiamo visitati. Brevemente ed informalmente: così, abbiamo appreso dalla stessa voce del Presidente Salvatore Scarcella, che i loro rapporti commerciali sono buoni soprattutto con la Germania, dove esportano il loro agrumi provenienti da varie parti della Sicilia (fra i quali possiamo elencare: "l'Affogliato" - posto in casse di plastica 40 x 30 cm. - lo "Sfuso Limoni" - in casse in cartone 60 x 40 cm. - lo "Sfuso limoni bio" - in casse in cartone 60 x 40 cm. - lo "Sfuso arance" - in casse in cartone 60 x 40 cm. e lo "Sfuso arance bio - in casse di cartone 60 x 40 cm.

Sul coloratissimo sito della C.A.I. (dal quale abbiamo estrapolato alcune delle foto che vedete), alla pagina "NEWS ED EVENTI", riscontriamo quanto ci è stato aggiunto dal Presidente, e cioè che una loro delegazione è stata (dal 3-5 Febbraio), alla Fruit Logistic 2010 di Berlino, ed esattamente alla: Hall 4.1/B-14. Diversamente, una delegazione della Lettonia, (il 7 Dicembre 2009), è venuta a visitare l'Azienda, per instaurare un rapporto commerciale in quanto interessati ad i nostri agrumi.

Insomma, il prodotto siciliano è (come ha affermato Scarcella), il migliore sul mercato ed è molto apprezzato soprattutto all'estero. Il più grave degli inconvenienti che ne frenano la domanda è (come già in più occasioni discusso su questo stesso sito), il costo di produzione e quindi di vendita. Ma, se non abbiamo capito male, altre zone della Sicilia, (vedi Scordìa CT o Ragusa), sono organizzate comunque meglio di noi della riviera jonica.

BREVI ESPERIENZE PERSONALI:
Gli invasi artificiali
(detti anche "laghetti"), che noi pensiamo di realizzare prima o poi, (ma c'è chi è molto pessimista sulla loro reale fattibilità), li ho visti io stesso transitando (più di dieci anni fa) dalle parti di Trapani. Nel trapanese, infatti, l'acqua costa molto meno dei 20 euro l'ora del nostro territorio. Incredibilmente, gli stessi terreni agricoli, più pianeggianti e attrezzati dei nostri, hanno prezzi molto inferiori. Sempre nel trapanese, si produce un ottimo olio d'oliva e un altrettanto pregiato vino. Aziende di medie dimensioni (all'interno delle quali abbiamo apprezzato modernissimi silos in acciaio inox alti come torri), producono e vendono in grande stile, seguendo l'intera "filiera" produttiva (fin dalla pianta), con metodi quantomeno simili agli standard europei.

Torniamo alla breve intervista al Presidente Scarcella: "Noi esportiamo solo prodotto siciliano" ha affermato più volte! Siciliano non vuol dire jonico, aggiungiamo noi. Comunque, come dargli torto? Tuttavia, ove essere ottimisti, riportiamo anche il messaggio conclusivo di Scarcella, nel quale si dichiara disponibile ad una collaborazione con il territorio jonico per un prossimo futuro commerciale. Ma su questo, ci confronteremo sul territorio e nelle aziende. Meglio verificare!






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martedì 9 marzo 2010

ROCCALUMERA. Il referendum popolare ha decretato l'OK al senso unico














COMUNICATO STAMPA del 9 MARZO 2010
REFERENDUM PER IL SENSO UNICO

Si sono svolti ieri sera le operazioni di scrutinio del referendum svoltosi nei giorni scorsi a Roccalumera circa la istituzione del senso unico sulla via Umberto I.
Il seggio elettorale, presieduto dal vice sindaco dott. Rosario Foscolo e composto dalla dott.ssa Domenica Puglisi, dirigente I settore, dalla dott.ssa Rosamaria Deodato, dirigente dell’anagrafe e ufficio elettorale e dal vigile Carmelo Smillo, coordinatore del corpo di Polizia Municipale, ha proceduto ieri 8 marzo alle ore 17.30 allo scrutinio dei voti che ha dato il seguente risultato:
VOTANTI: 1107
SCHEDE BIANCHE:22
SCHEDE NULLE:19
FAVOREVOLI: 684 pari al 64,165%
CONTRARI: 382 pari 35,834%
Viene così dato il via libera, per volontà popolare, al senso unico che verrà istituito entro la fine del mese di aprile.
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IL MIO COMMENTO
Come da prassi consolidata, purtroppo, chi scrive si attende che,
(nonostante il referendum sia stato realizzato nel modo più semplice, democratico e segreto, nonostante le lettere con le schede per il referendum recapitate ai roccalumeresi con la posta ordinaria contenevano dei fogli formato A4 sui quali dover - semplicemente - barrare, SENSO UNICO SI o SENSO UNICO NO, e sulla stessa non si doveva apporre nome e cognome), ci saranno polemiche, soprattutto nei prossimi Consigli Comunali. In effetti, il Robin Hoob "di nujautri", addurrà (come già in passato), motivazioni gravi che peserebbero sugli affari dei commercianti, le cui botteghe sono ubicate sulla suddetta via Umberto I. Si terrà conto dell'esperienza fallimentare (le proteste dei cittadini lo hanno fatto revocare), di Nizza di Sicilia, senza magari evidenziare che a Furci e Santa Teresa di Riva esso è con successo in atto da anni ormai.
FACCIAMO ATTENZIONE, AMICI DI ROCCALUMERA: Innanzitutto far parte di un unico progetto Jonico ci rafforzerà nello spirito di GRANDE COMUNE, obbiettivo nel quale neanche l'Unione dei Comuni e delle Valli Joniche pare essere riuscita in lunghi anni di trattative e bisticci. Poi, con un accurato piano viario ed una attenta strutturazione dei parcheggi, (se possibile, che se ne realizzino anche di nuovi in aree strategiche), si permettera una scorrevolezza migliore - soprattutto nel marasma d'estate - del transito dei veicoli. Semmai, permane per adesso sul nostro lungomare (che ricordiamolo, rimarrà a doppio senso di marcia), la piaga dei mezzi pesanti, il transito dei quali potrà essere dirottato dallo svincolo su una nuova strada a monte, parallela alla Umberto I, e che per adesso è soltanto un progetto sulla carta. Pensiamo in grande, pensiamo ad uno sviluppo condiviso, voliamo alto. I nostri dubbi, poniamoli sotto forma di proposte, non in contrapposizione e polemiche, polemiche attraverso le quali qualcuno sicuramente ci speculerà ad arte.
Giovanni BonarRIGO
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giovedì 4 marzo 2010

ROCCALUMERA. IL SINDACO SCRIVE AI MASSIMI DIRIGENTI DI CAS ed ANAS



RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Oggetto: Svincolo autostrada: Gianni Miasi scrive ai massimi dirigenti di Cas e Anas

I continui incidenti che si verificano all’entrata e all’uscita del casello autostradale di Roccalumera hanno spinto il sindaco a scrivere ai massimi dirigente del Cas e dell’Anas per un incontro immediato. Il motivo è quello di trovare una soluzione congiunta per scongiurare gli incidenti automobilistici. La lettera, indirizzata all’architetto Matteo Zapparrata commissario straordinario del Consorzio Autostrade Siciliane e all’ing. Pierfrancesco Savoia responsabile del Compartimento Anas di Catania, spiega tra le righe la possibile soluzione del problema, a seguito di uno studio specifico dell’ufficio tecnico del comune di Roccalumera. “L’aumento esponenziale del flusso veicolare da e per il casello autostradale, scrive l’avv. Gianni Miasi ai due professionisti, crea una situazione di disagio e di pericolo per quanti giornalmente si immettono sull’autostrada o incrociano, viaggiando sulla Statale 114, i veicoli in uscita dal casello”. Il sindaco di Roccalumera a questo spiega la possibile soluzione al delicato problema. “Ritengo che la soluzione atta ad evitare fastidi, disagi e pericoli possa essere rappresentata dalla realizzazione di una rotatoria in grado di smistare il traffico in condizione di sicurezza e fluidità”. La possibile soluzione (rotatoria) è stata già indicata dall’ufficio tecnico comunale, a conclusione di specifici studi e accertamenti. In verità lo svincolo autostradale, ubicato al trentesimo chilometro della SS. 114 Messina Catania, quasi alla periferia del comune di Roccalumera, è causa frequente di incidenti, anche gravi, perché automobilisti indisciplinati non rispettano il segale di “stop” e quindi vanno a scontrarsi con altri mezzi che provengono dal senso opposto. In quel tratto la strada che porta allo svincolo è a maggior rischio perché si interseca in due punti con la Statale 114. E’ vero che spessissimo pattuglie di carabinieri e della polizia stradale stazionano in prossimità dell’incrocio, ma questo serve poco, perché gli automobilisti che vanno di fretta quasi mai osservano il segnale. L’iniziativa del sindaco di Roccalumera, di coinvolgere i massimi responsabili del Cas e dell’Anas per risolvere il problema, è stata accolta con soddisfazione da tutti gli automobilisti della zona.

IL MIO COMMENTO
Lo svincolo di Roccalumera, e pensare che dovrebbe essere una risorsa per il paese. Ovviamente, transitando spesso da Roccalumera verso Furci davanti allo svincolo, mi sono reso conto in questi anni del grado di pericolo costituito dalla quasi totale assenza di rispetto degli STOP da parte degli automobilisti che esconono dai caselli della A18. In più di un caso ho schivato a stento l'impatto, e ciò perchè pur avendo la precedenza sono transitato con estrema circospezione. Vero è che le pattuglie dei Carabinieri sono spesso posizionate nei pressi degli Stop a fare il loro dovere, ma perfino in loro presenza... qualcuno tira dritto e taglia la strada a chi sopraggiunge.
Mi permetto di ricordare che la normativa del Codice della Strada, (da me - come da tutti - studiata alla Scuola Guida), a proposito del segnale di stop (orizzontale e verticale), recita che: chi incontra lo stop si deve fermare anche se non passa nessun veicolo in quel momento, guardare a destra ed a sinistra e solo dopo transitare, mentre chi lo interseca deve moderare la velocità.
Il nostro sindaco ha giustamente attenzionato il problema alle autorità competenti e si spera che ci siano delle risposte concrete sul caso, ma non credo che sia questione di rotatoria o non rotatoria. Basterebbe himè un pò di rispetto delle regole e quì si leva il mio appello agli automobilisti schumacher (con la "s" minuscola, ovviamente), ad armarsi di calma e pazienza. Quanto alle rotatorie, quelle fin quì realizzate (che notevole successo hanno avuto chessò in Gran Bretagna), da noi nasce un nuovo problema ogni qual volta esse vengono realizzate, tutti vogliono passare per primi e così nascono immensi ingorghi dai quali è sempre difficile districarsi.

Giovanni BonarRIGO
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martedì 2 marzo 2010

Roccalumera. Seminario su strutture portuali e nuovo polo turistico Giardini Naxos-Taormina-Leojanni



Centro Sociale "Giovanni Paolo II" - Ore 16:00. Ha avuto luogo un seminario su un tema innovativo ma dalle immenze potenzialità turistico ricettive. L'incontro, che già alcuni giorni fa era stato rinviato, in questa occasione ha purtroppo avuto una scarsissima presenza di pubblico, non certo presente come la volta scorsa. Assente il Sindaco Gianni Miasi, con disappunto di qualche relatore, assente anche il previsto Presidente della Provincia Regionale Nanni Ricevuto, c'erano comunque relatori del calibro dell'Arch. Mariella Antinoro (Dirigente servizio portualità turistica, Assessorato Regionale Turismo, Sport e Spettacolo) che ha spiegato brevemente le videate del maxischermo; Il Dottor. Agostino Porretto (esperto nel turisomo internazionale), che ha relazionato con ancora maggiore precisione le tematiche inerenti la portualità e le potenzialità; relatore il Col. Mario Roma (Presidente dell'Associazione Anfitrite). A rappresentare il Comune di Roccalumera, il presidente del Consiglio Comunale Arch. Antonio Garufi. In sala a rappresentare la politica, i giovani Consiglieri Provinciali Nino Muscarello e Matteo Francilia. Presente una giornalita dell'emittente TV Tirrenosat che ha fatto delle interviste

GLI INTERVENTI DEI RELATORI
L'introduzione del Col. Roma ha subito evidenziato che il tema sarebbe stato: "la cattura del turismo che viene dal mare". Immediatamente dopo, l'Arch. MARIELLA ANTINORO, ha introdotto il "Diportismo Nautico". Fra i punti salienti del suo discorso, i Piani di Sviluppo dei porti in Sicilia (a video si sono potuti apprezzare le quantità dei posti barca dei vari porti siciliani). Proseguendo sul Tem Portualità Turistica in Sicilia, ha accennato della possibilità di circumnavigazione delle coste dell'isola, appunto dei posti barca disponibili sui vari porti di cui ne ha elencati alcuni fra cui: la Marina di Ragusa (recentemente realizzato); il Porto di Riposto (con 600 posti barca); la Stazione Marittima di Lampedusa ed il Porto di Balestrate.
Il tema "destagionalizzazione" del turismo potrebbe avere successo, secondo la Antinoro, in una politica di fruizione del territorio attraverso la realizzazione di itnerari che dal mare vadano ad interessare anche le zone interne dell'isola, che altrimenti vanno via via spopolandosi. Il potenziamento del turismo, infatti dovrebbe sfruttare tutte quelle tecnologie, delle riserve naturali presenti e degli itinerari del Mediterraneo, il tutto tenendo conto della domanda ed offrendo una qulità del servizio.
PORTI VERDI: Sono spiagge attrezzate, detti anche Porti asciutti; PARCO BOE: Sono boe fisse, predisposte in funzione della lunghezza delle barche; PORTI TURISTICI "ELASTICI": Sono quei porti che racchiudono in se un po' tutte le caratteristiche delle altre tipologie di porti.
A seguire l'intervento del Dott. AGOSTINO PORRETTO, che ha spiegato (anche lui molto brevemente) cos'è la Strategia Economica, la Politica Turistica Mediterranea nell'ottica dello sviluppo "Etna-Taormina". Ha sottolineato inoltre che questo loro seminario (che è il terzo sul territorio (e ce ne sarà un quato a breve a Giardini Naxos), è posto a sensibilizzare lo sviluppo, capovolgendo il vecchio concetto. Infatti, non come protezione dal mare dovranno ancora definirsi i porti, ma come Strumento di Accoglienza Turistica verso il territorio. Proseguendo, Porretto ha aggiunnto che: "bisogna cambiare strategia per allungare il periodo di fruizione turistica a tutto l'anno e verso le zone interne del'isola". ITINERARI: Fin oggi, secondo Porretto, disponiamo di un turismo antiquato, ma egli stesso si è prima domandato "come si fa creare un turismo che non aggredisca il territorio?" e poi si è risposto: Attraverso i cosiddetti "Porti Verdi" che rispettano il territorio, aggiungendo che: Necessita inoltre una valutazione del territorio attraverso gli accadimenti naturali (il riferimento era alle fiumare abbandonate a loro stesse), e bisogna evitare aggressioni disordinate, impiantando "sistemi portuali minimali" che al grande porto preferiscano la realizzazione di più porti di piccole dimensioni. A conclusione, il punto sulle persone a cui si rivolge il progetto, che sono gli amministratori dei vari paesi ma anche dell'artigianato, l'agricoltura e la cucina tipica.

Il suo invito finale è stato rivolto al Grande Convegno che verrà organizzato prossimamente dopo questi seminari e che vedrà coinvolti Progettisti, Geologi e Tecnici specializzati, ove approfondire ulteriormente l'argomento.

Giovanni BonarRIGO
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giovedì 10 dicembre 2009

IMPEGNO: Oggi, più di Ieri, meno di domani.



No, credetemi, non è vero (come qualcuno pensa dalle mie parti, credendo di conoscermi), che dei problemi della gente io non me ne frego un c...o. Per questi desideri c'è già la politica e le istituzioni, volete che faccia loro concorrenza?

Il mio desiderio è invece sempre stato che si recuperi un benessere concreto fuori da questa crisi infinita, nella mia Terra così come nei luoghi più desolati del Mondo dove la disparità fra i ceti alti e il popolo è enorme. Ma, per non allontanarmi troppo dal tema Sicilia, dico che: La mia speranza, è che tutti vivano meglio, anzi, il mio desiderio è che stia meglio chi oggi sta peggio, fosse anche a scapito di qualche "barone". No, non credo neanche di essere il Robin Hood degli anni 2000 e non mi faccio illusioni, ma ho la consapevolezza di avere qualcosa di serio da dire ed il desiderio, il forte desiderio, di agire.

Poichè riconosco, che anche scrivendo contemporaneamente non da uno ma da cento blog, (lo fanno in già in molti ed anche meglio di me), non riuscirei comunque ad arrivare oltre gli apprezzamenti e le congratulazioni per le belle parole, mi chiedo: Che fare? Fare politica? No! Ho scoperto che a basso livello (vedi giovani Consiglieri Provincilali), oltre qualche mozione, oltre qualche richiesta, oltre qualche attenzione per tale ponte che cade a pezzi o per impedire che tale altro ponte lo si demolisca senza poterne realizzare uno a regola d'arte... non si va. E allora? Sarà poco, ma intanto continuerò a scrivere.

So che siete in tanti a seguirmi (soprattutto da Catania). Solo curiosità? Beh! non è che io poi vi abbia raccontato grandi eventi quando vi ho offerto il copione del consiglio comunale del giorno prima o la cronistoria di un convegno sull'abusivismo edilizio in zone gravate da Vincolo Paesaggistico o robe del genere.

Ieri sera, dopo venticinque anni di "Maurizio Costanzo Show", si è chiuso un programma che fra le tante sfaccettature dei mille e mille intervenuti di questi anni, passerà alla storia (secondo me), principalmente per le capacità e la linea coerente e costante del conduttore... Costanzo. Insomma, l'uomo che segue un costante obiettivo, nonchè quello che si sa offrire alle necessità della gente, costituendo il tramite fra chi ha e chi non ha, sono persone da cui prendere spunto. Gli obiettivi raggiunti da Maurizio Costanzo in questi anni: ricorderete il ponte di Bagnasco, ricorderete i soldi raccolti per un ragazzino malato, bisognoso di cure importanti, ricorderete anche casi piccoli, ma sempre attenzionati con la massima cura ed impegno. Non dimentico neppure che ad un Maurizio Costanzo scomodo era già stato comminato un attentato per eliminarlo.

Ebbene, occupandoci dei problemi della gente, io e quanti hanno voluto o vorranno condividere il mio "cammino", spero che faremo cosa gradita. Certo, neanche Costanzo, senza telecamere (parole sue), avrebbe potuto fare nulla. Ebbene, internet mi sembra un buon "veicolo" sebbene non l'unico, e quindi altre strade - anche le più empiriche - se Dio vorrà, si dovranno percorrere. Per adesso, Vi anticipo soltanto che, un mio nuovo sito GIORNALE è in dirittura d'arrivo. Per intanto continuatemi a leggeri su "IL GRIDO".
A PRESTO!
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martedì 24 novembre 2009

Fiumedinisi. Il 9° “Capricci d’Autunno” si è concluso con un convegno













Fiumedinisi. Saranno stati certamente moltissimi i i visitatori, che nei due fine settima scorsi, si sono recati nel centro collinare per la 9° edizione, della manifestazione “Capricci d’Autunno”, che anche quest’anno ha avuto il patrocinio dell'assessorato all’Agricoltura della Regione Siciliana e dalla Provincia Regionale di Messina, dal Comune di Fiumedinisi e dal Consorzio degli Antichi Merstieri.
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La giornata di Domenica (22-novembre), ultima del programma, si è conclusa con un importante incontro-seminario, organizzato dalla SOAT 39 di Giampilieri Marina, tema l’Approccio Leader del Piano di Sviluppo Rurale Sicila 2007 – 2013 e dal comune di Fiumedinisi sulle tematiche legate alla valorizzazione, promozione e conoscenza del territorio, delle sue tradizioni popolari e dei suoi prodotti derivanti dal settore agroalimentare, vinicolo e artigianale legato agli antichi mestieri.
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Numerosi i partecipanti qualificati. Ho avuto l'onore di presenziare e di apprendere dalle vive parole degli illustri relatori le tematiche del Convegno, la validità del progetto. Si è parlato di Verdello, (Giorgio Foti) di salvaguardia del territorio, di un "Piano di sviluppo locale", orientato verso le "microaziende" (3.000 mq), dopo l'intervento del dott. Giuseppe Monastero (imprenditore), il dott. Pietro Catena ha illustrato - attraverso l'aiuto del maxi schermo - l'utilità ed il funzionamento delle "Fattorie Didattiche", rivolte ad una cultura che inizia fin dalle scolaresche dei piccoli delle Elementari verso la conoscenza pratica delle fasi salieni di un'Azienda Agricola. Ha poi aggiunto, che il turismo scolastico, può essere fattivamente essere unito alla visita di monumenti e, perchè no, all'esposizione e acquisto di prodotti locali.
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Presenti diversi amministratori locali, dai sindaci ai consiglieri comunali dei comuni di Taormina, Letojanni, Itala, Pagliara, Mandanici, S. Alessio Siculo, S. Teresa di Riva, Roccalumera, Alì, Alì Terme, Nizza. Oltre all’Assessore Provinciale agli Antichi Mestieri Daniela Bruno e il Consigliere Provinciale Giuseppe Lombardo. Sono intervenuti ai lavori esperti del settore agricolo, (come detto), il Dott. Giorgio Foti della SOAT di Giamplieri, il Sindaco di Fiumedini che ha aperto i lavori, e dall’Assessore Regionale ai Beni Culturali, On.le Lino Leanza che ha concluso i lavori con un plauso nei confronti del GAL “Peloritani, Terre dei Miti e della Bellezza”, per la strategia di sviluppo locale basata sull’abbinamento, antichi mestieri e tradizioni popolari.
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Il tema principale approfondito dall’Assessore Leanza, è stato l’impegno del proprio assessorato speso in questi mesi per la valorizzazione dei beni culturali come volano di sviluppo, anche per il settore agricolo, che in conclusione, ha dichiarato: "l’On.le Cateno De Luca, è riuscito ad inserire nei documenti più importanti della programmazione regionale la vincente strategia di sviluppo locale finalizzata alla istituzione delle scuole degli antichi mestieri e delle tradizioni popolari". Oggi, ha poi concluso l’On.le De Luca, "abbiamo ottenuto dalle più autorevoli istituzioni regionali, il riconoscimento del costante lavoro svolto alla ricerca della nostra identità, mediante la messa in rete con il GAL, delle nostre tradizioni artigianali e rurali".





(In questa foto, l'amico Tonino nel suo stand... deliziosissimo)
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giovedì 19 novembre 2009

Limone Interdonato, dall’Ue ok all’Igp

L’agrume è stato iscritto nell’apposito Registro europeo

PALERMO (16 novembre 2009) - Il “Limone Interdonato di Messina” conquista per l’Italia l’Indicazione geografica protetta (Igp) contro imitazioni e falsi in Europa. Bruxelles ha dato il via libera definitivo all’iscrizione nel Registro europeo delle Denominazioni e Indicazioni geografiche protette (Dop e Igp). La notizia è stata accolta con grande soddisfazione a Nizza di Sicilia dal presidente del Consorzio di tutela dell’agrume, Attilio Interdonato: «Sapevamo di avere le carte in regola per ottenere un risultato così importante. Vengono premiati così i produttori che hanno creduto sin dall’inizio in questo progetto. Dalle passate generazioni l’Interdonato veniva chiamato ‘‘limone fino’’ o speciale e fino ad ora era inserito nella lista dei prodotti di eccellenza italiani dell’agroalimentare europeo».
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La stagione 2007-08, connotata da una forte scarsità di limoni ha costituito per l’Interdonato una grande opportunità di rilancio. «Il mercato ci ha riscoperti e anche i prezzi ottenuti quest’anno sono stati soddisfacenti – ha detto ancora il presidente del consorzio di tutela –. Il lavoro che ci aspetta è molto duro, soprattutto per ragioni legate alla conformazione del nostro territorio produttivo, fatto di ripide colline coltivate a terrazzamenti, e al fatto che è sempre più difficile attrarre i giovani verso la professione agricola. Di dimensioni medio grandi, molto simile al cedro, di sapore delicato, con una buccia a grana finissima, il ‘‘Limone Interdonato’’ è stato fino al secondo dopoguerra il limone da tè preferito dagli inglesi. A crearlo, da un incrocio tra un cedro e l’ariddaru, un limone locale, è stato il colonnello garibaldino Giovanni Interdonato che, dopo aver combattuto nei moti siciliani e aver governato nel nome dei Savoia su buona parte del Messinese, si era ritirato a vita privata dedicandosi alla sua passione per l’agrumicoltura. Le aziende del Consorzio del Limone Interdonato Messina sono 50 e producono 800 tonnellate all’anno.

IL MIO COMMENTO:
In un panorama mondiale di falsificazione generalizzata (e non solo cinese) del prodotto: dal famosissimo "parmigiano Reggiano" al "prosciutto di Parma" al "vino Chianti" ai "pomodorini Pachino" (vedi foto), solo per fare due esempi a caso, le denominazione Europee Dop e Igp del nostro "limone Interdonato" restituisce dignità alla qualità di un frutto della nostra Terra.

LIMONE INTERDONATO, MA NON SOLO
E' ovvio che, nonostante il grosso impegno dei componenti del "Consorzio Interdonato" il quale sta producendo una forte crescita dell'interesse europeo e quindi della vendita di questo frutto, bisogna considerare che comunque esso rappresenta un prodotto di nicchia e quindi una sola delle tante "perle" che germogliano nella nostra Sicilia. Abbiamo inventato il Verdello, frutto dalle qualità organolettiche particolari certamente non inferiore al classico limone che ci giunge spesso dall'estero. Siamo fra i primi produttori di olio extravergine d'oliva al Mondo, (vedi foto in basso), nonostante la forte concorrenza e falsificazione, nonostante molte delle nostre campagne giacciano in uno stato di totale abbandono, causa l'antieconomicità della sua produzione e commercializzazione.

Voglio infatti concludere affermando che: il tanto gridato e osannato rilancio dell'agricoltura di questi anni (e con esso del turismo rurale, enogastronomico e perfino... culturale), passa non dai soliti sterili convegni fatti di paroloni e di sfilate dei politici di turno - buoni solo a raccogliere consensi - ma dalla assoluta necessità di creare un "pacchetto unico" di prodotti locali (e con esso di Aziende produttrici), di qualità a prezzi adeguati ad essa. Questo "pacchetto", deve inoltre essere unito ad un'offerta di frizione territoriale che sia fruibile dall'aspite durante l'intero arco dell'anno. E' quindi superfluo ripetere il vecchio adagio: "l'unione fa la forza", così come è ovvio che per evitare la continua emorragia di giovani "cervelli" dalla nostra terra, in cerca di fortuna nel resto d'Europa, l'imperativo è aprirci ad una mentalità moderna, condivisa ed al passo con le richieste del mercato europeo e mondiale.
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