Cari lettori, sulla Legge n. 40/ del 19 Febbraio 2004, (LEGGI), sono nate aspre polemiche fra i cosidetti conservatori, (Chiesa di Roma) ed i progressisti (all'interno dello stesso PDL i pareri non sono concordi). Secondo alcuni, addirittura, la Legge è "incostituzionale".
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Della suddetta Legge, l'ART. 1, (al punto 1) recitava:
1. Al fine di favorire la soluzione dei problemi riproduttivi derivanti dalla sterilità o dalla infertilità umana è consentito il ricorso alla procreazione medicalmente assistita, alle condizioni e secondo le modalità previste dalla presente legge, che assicura i diritti di tutti i soggetti coinvolti, compreso il concepito.
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3 Aprile 2009.
Su Repubblica.it, viene riportato il parere favorevole del Presidente del Senato Renato Schifani, che dopo la
decisione della Corte Costituzionale che ne ha bocciate alcune parti e che, di fatto, replica a Gianfranco Fini, che il giorno prima
aveva parlato di
"una sentenza che rende giustizia alle donne", sottolineando che
"una legge basata su dogmi etico-religiosi è sempre suscettibile di censura di costituzionalità". -
ROMA - La Corte Costituzionale boccia la legge 40 sulla fecondazione assistita. I giudici della Consulta hanno infatti dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'articolo 14, comma 2, della norma, nel punto in cui prevede che ci sia un "unico e contemporaneo impianto, comunque non superiore a tre" di embrioni. Viola la Costituzione anche il comma 3 dello stesso articolo, nella parte in cui non prevede che il trasferimento degli embrioni, da realizzare non appena possibile debba essere effettuato senza pregiudizio della salute della donna. La Corte, infine, ha dichiarato inammissibili, per difetto di rilevanza nei giudizi principali, la questioni di legittimità costituzionale dell'articolo 6, inerente l'irrevocabilità del consenso della donna, e dei commi 1 e 4 dell'articolo 14.
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INSOMMA: siamo di fronte una questione che avrebbe potuto sconfinare nella "MANIPOLAZIONE GENETICA", oppure, si tratta di un semplice "AUSILIO" verso i casi gravi di infertilità? Una cosa è certa: sebbene la legge sia stata "vista" come una qustione fra Stato e Chiesa, essa in realtà (con le opportune limitazioni), ha un suo motivo di esistere. Mi rendo conto che quì i pareri sono discordi e che coinvolgono generi di persone e di saperi alquanto differenti. Proprio per non allungare inutilmente il brodo, affermo semplicemente che io sono contrario a chi vuole "fare DIO", ma che credo alla scienza, quale mezzo efficace ed utile per intervenire, curare e guarire molte malattie, nonchè a risolvere numerose problematiche del genere umano. MA ATTENZIONE: gli scienziati sono uomini, e come tali possono esagerare! Bisogna vigilare sul loro operato, non in quanto Chiesa, ma in quanto "freno" ad esperimenti "Franchenstein" o "New Atomica" o altre follie.
Giovanni BonarRIGO
________________________________________________“L’imprevedibile” Fini (sulla Legge 40)Il parere di Adduso-
“… E' di nuovo scontro sulla legge 40 sulla procreazione assistita, bocciata in parte dalla Consulta. Dopo le affermazioni del presidente della Camera Gianfranco Fini, secondo il quale
la sentenza rende giustizia alle donne …”, mentre il presidente del Senato, Renato Schifani, si è sostanzialmente dissociato da questa dichiarazione, de IL MESSAGGERO (
LEGGI)
Il caso mi ha appassionato non solo per la questione, ma soprattutto perché mi sono chiesto cosa può esserci alla base dell’evidente quanto chiaramente disorientante figura di Fini nell’ambito degli “ingessati” quanto “moralisti”politici del PDL. Ho elaborato al riguardo un modestissimo percorso psicologico, che forse, potrebbe essere identificato con tanti di noi.
Ritengo infatti, da un modestissimo punto di vista, che Fini (come d’altronde può accadere ad ogni essere umano) deve essersi confrontato con le sue “ombre” inerenti desideri ed aspettative o progetti, che aveva dovuto rimuovere per una serie di circostanze, tra le quali, penso, quella di essersi ritrovato sin da giovane immerso in un torrente di destra, notoriamente e storicamente intollerante, despota, omofobo, conservatore, clericale, e visibilmente supponente all’indirizzo dell’universo femminile.
D’altronde, dall’altra parte, anche tanti esponenti della sinistra, hanno palesemente dimostrato con il tempo che contestavano ciò che le loro “ombre” (rimosse) desideravano.
Forse il ritrovarsi in una condizione di quasi autonomia politica e personale e anche con una nuova condizione di vita sessuale e, soprattutto, poterla vivere liberamente senza doversi nascondere ufficialmente, e tanto più in un’età, quella dei cinquantenni, che spesso viene quasi individuata dalla scienza della psicologia come una sorta di seconda neo adolescenza, ha potuto consentire a Fini (forse) di confrontarsi con il suo passato, in sostanza con le “ombre” che (forse) aveva dovuto, anche inconsapevolmente, cercare di seppellire (come pure fanno notoriamente moltissimi di noi), ma che come per tutti noi, non è mai possibile sotterrare come vorremmo.
Quando si riesce a confrontarsi con sé stessi in maniera oggettiva, ci dice la scienza moderna, si diventa a volte persino piacevolmente imprevedibili, seppure in certi momenti anche scostanti, quasi assenti, ma spesso quasi geniali rispetto all’appiattimento di chi rifiutando di guardarsi dentro deve circondarsi di sicurezza e certezze materiali o metafisiche, come quando il “bianco” deve apparire rigido ed a prima vista impenetrabile, facendo il razzista con il “nero”, nel mentre però che nel suo profondo invidia al “nero” la sua evidente e nota prestanza fisica (e sessuale) oltre alla ovvia quanto naturale circostanza che persino cerebralmente il “nero” non può mai per natura essere inferiore, come invece certa altrettanta segregazionista cultura millenaria piena di ombre collettive ci ha fa credere da secoli.
Purtroppo però, devo anche aggiungere una nota di pessimismo, in quanto, come ci spiegano gli studi sulla psiche umana, la capacità di confrontarsi oggettivamente con sé stessi, ovverosia di guardare le proprie “ombre”, sia a livello singolo che collettivo, può anche durare solo lo spazio di una favorevole condizione ambientale e personale, e se riferita ad un popolo, può protrarsi solo limitatamente ad un periodo di pace e progresso civile. Ma poi, malauguratamente, se tale condizione di innalzamento non ha avuto il tempo di penetrare nel profondo della mente del singolo oppure delle persone, basta che cambiano le situazioni soggettive e fisiche, oppure che all’orizzonte di un popolo si riaffacci una difficoltà economico-esistenziale o anche vecchie ideologie politico-oscurantiste, come quelle che, a mio mero vedere, stiamo nuovamente rivivendo in questi anni, si ripiomba prigionieri delle proprie “ombre”, sicché i singoli possono diventare un'altra volta insicuri, despota, presuntuosi, prepotenti, prevaricatori, padri padroni, matriarcali, insofferenti, violenti, intolleranti, scostanti, taciturni ed asociali, mentre i popoli per un altro verso cominciano ad enfatizzare gli eserciti, le armi, il nazionalismo, le realtà locali, le conquiste. Le “ombre” del passato improvvisamente si rimaterializzano.
In sostanza, quella di Fini, come per tanti altri noti politici e personaggi vari, potrebbe essere solo una mera "vampata", la quale, se così fosse, è certamente destinata a spegnersi nello spazio di poco tempo, lasciando nuovamente il posto alle "ombre".
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intervista a Miasi di G. BonarRIGOEtichette: Io giornalista, Meditazione, POLITICA italiana