Il GRIDO (Il Blog su Roccalumera e... non solo)

lunedì 21 febbraio 2011

FIUMEDINISI. MARIO DI NUZZO, UN CENTENARIO CHE E' STORIA "VIVA" DI UN PAESE









FIUMEDINISI - 20 Febbraio 2011 - Ieri pomeriggio, un intero paese festante si è stretto in un'abbraccio genuino intorno ad un concittadino, uomo del popolo, Mario Di Nuzzo. Un centenario. Ma chi è Mario Di Nuzzo? E' un politico? Da quanto affermato nella serata di ieri dallo stesso sindaco di Fiumedinisi, non ha mai avuto il benchè minimo collegamento con la politica se non il semplice rapporto con il voto. E' stato una Star del cimema o della televisione? Nemmeno. Ieri sera il paese di Fiumedinisi ha quindi festeggiato un uomo qualunque. Un uomo che ha però combattuto nella seconda guerra mondiale ed in quella ha subìto la prigionia. Un uomo che, chi scrive non conosceva nemmeno ma che, da quanto ha ascoltato durante la cerimonia stessa, per portare il pane alla propria numerosa famiglia è andato a lavorare (non unico al suo tempo), persino in Argentina.

CENTO ANNI, un traguardo importante per un uomo. Si dice che la vita media si stia allungando e di parecchio e che quindi di casi simili (non molto tempo fa, è stata festeggiata una centenaria a Casalvecchio) se ne verificheranno sempre più spesso. Ma ciò che conta è averla vissuta intensamente questa vita, onestamente, legati a sani principi, nel poco come nel più, condividendo non solo il pane ma anche l'esperienza, la felicità e persino le amarezze in famiglia con la famiglia.
In una società che vuole scimmiottare il modernismo a tutti i costi, legandosi a stereotipi che inneggiano al facile successo, al "bunga bunga", ai video hard, allo scoop sconvolgente, un salto indietro ad altra storia, porterebbe a molti di noi innegabili benefici. Oggi, è vero, i cosiddetti "moralisti" non vanno di moda, ma è altrettanto vero che più passa il tempo e più sembra che la fiducia nel futuro venga meno nella società. Così, vengono disattese sia le regole sia i valori ed a soffrirne è l'unione fra la gente. E' il caos. Eppure, a testimoniare che non tutto è perso, che i cicli della storia sono fatti di corsi e ricorsi e che non vi può essere un buon futuro senza l'insegnamento di un buon passato, ecco riapparire nella festa dell'uomo qualunque, importante e grande quanto qualsiasi Big anche apparentemente senza ricchezze terrene, una luce di Speranza.

CENTO VITE HA VISSUTO

Un'ora ho vissuto con lui dei suoi cento anni,
candidi i suoi capelli, umile sereno il suo sguardo,
raccontava muto le sofferenze di una guerra, la solitudine di una prigione.

Ancor giovane, la sua famiglia lo attese in paese natìo,
mentre lui cercava pane in Terra d'Argentina.
Oggi, di primo cittadino ha vestito la fascia,
ha seguito fiero il suo stendardo e il suo tricolore,
oggi, lo hanno riverito come padre di tutti,
come trionfatore di un sofferto traguardo, di una maratona, la vita.

Lo circondano d'affetto e di lacrime i suoi figli,
lo abbraccia l'intero paesello,
cento e cento auguri in un canto di bimbi in chiesa,
scuote l'anima la banda che lo accompagna.
Evviva, è ancora tra noi don Mario.

Poi, un gesto di stizza interrompe un suo racconto,
ha dimenticato un nome in mezzo al suo secolo di storia.
"Può succedere" - lo rassicura Cateno - "può succedere!"
L'importante è che Voi siate quì in mezzo alla Vostra gente.
Gente che vi ama, come storia vivente,
come padre e fratello. Sempre.






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venerdì 5 febbraio 2010

Amici: Scrivete voi ogni tanto, attendo con impazienza le vostre mail

Ho pensato, leggendo appena adesso un messaggio inviatomi da un ex compagno di scuola media: "chissà quanta gente, quanti ex conoscenti, amici, mi leggono in giro per l'Italia o, per il mondo" oltre a quelli di cui so già. Per questo motivo, in questo post, ansichè dedicarmi ad un qualsiasi argomento di cronaca paesana, di politica, di riflessione, e perchè no di polemica su qualche abuso...! Preferisco adesso rivolgermi a tutti voi che mi leggete (magari spesso) e invitarvi a farvi avanti.

Scrivete pure quanto volete
, commentate quì stesso o sul mio profilo Facebook i miei post, mandate le voste mail (o qualche vostra foto), all'indirizzo info@giovannibonarrigo.it Il mio scrivere è rivolto a chi mi legge e non è fine a se stesso, esso vuole sempre porsi obiettivi di informazione, di incitazione alla crescita del territorio di appartenenza, di condivisione, di cultura diffusa ed equidistante. Vi aspetto!

Giovanni BonarRIGO
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mercoledì 3 febbraio 2010

Le Commedie di Carlo. Sono belle, sono di livello, ma... qualcuno di importante le snobba

Di solito, non pubblico riflessioni di questo genere. Pubblico "GRIDI" di persone che lamentano il degrado della nostra Terra, pubblico "GRIDI" di persone che sono state a Giampilieri o a Scaletta a spalare fango ma che poi hanno paura che presto qulacuno si dimenticherà dei superstiti, pubblico "GRIDI" di persone... che si oppongono alla chiusura di un ospedale o di un semplice reparto di un nosocomio... Ma, riflettendoci, l'artista in oggetto non è altri che un "operaio" della nostra terra che ha un sogno. La grande differenza fra lui e chi lavora di vanga o di piccone e che la sua fatica è di tipo mentale (ma non solo). Quando questo "teatrante" lavora, ci mette tutto se tesso, ci crede e magari si illude che tutti gli altri ci debbano credere. Ebbene, io ammiro il suo "lavoro di qualità" che non sempre riscuote il successo che meriterebbe, perchè non nasce solo per far ridere come tanta concorrenza. Ebbene si, quando un uomo di teatro, un artista, un opinionista, si pone quale "FARO" per coloro che vivono senza farsi domande, ebbene costui percorre spesso (come Sisipo), una strada che va in salita e spinge su una pietra che alla prima occasione (ri)rotola giù.
Trattare temi importanti ed avere il coraggio di "venderli" alla gente (temi come il massacro degli Ebrei o il terremoto di Messina), può essere un'arma a doppio taglio. Infatti, chi dal teatro si aspettava un'ora e mezza di svago, magari, alla prossima occasione andrà a vedere un "cinepanettone" che è roba da due soldi... ma che fa ridere e rilassa. Bisogna riflettere però, bisogna porsi delle domande, e distinguere la qualità dalla spazzatura es. della TV.
La nostra società, attraverso il "canali" del sapere che ancora esistono, deve recuperare il senso civico, il senso religioso, la riscoperta dei valori della famiglia. Forse, qualche volta, piangere ad una messa cantata o perfino ad una commedia teatrale, è un'occasione per crescere e per cambiare.
Giovanni BonarRIGO
Caro Direttore, stavolta invece del solito comunicato stampa è l'autore dello spettacolo che ti scrive, raccontando le sue emozioni nel sentire un pubblico, non numeroso per la verità, ma presente e pronto ad affrontare i cambiamenti, che questo scavezzacollo (in senso teatrale) propone. Era da tanto tempo che parlavo di cambiamento nel mio teatro e avevo messo in atto alcune cose, anche se non si riusciva a venire fuori dall'empasse di uno stereotipo che ci perseguitava e che voleva che il teatro, il nostro compreso, fosse necessariamente il luogo di risate e celebrazioni di culti personali, senza poter venire fuori con un prodotto, che si presentasse come qualcosa di nuovo. Così "Lo zio Leone" ci ha dato modo di ripartire con qualcosa di diverso, nel tentativo di aprire un varco e posizionarci in un angolo del mercato, dove ci siamo noi e basta, almeno per quanto riguarda la Riviera Jonica. Ma non basta, perchè "Lo zio Leone" ci ha dato la soddisfazione di portare all'Auditorium la prima scuola superiore, quel Liceo Ginnasio Trimarchi, che è arrivato in forze (270 alunni) a celebrare insieme a noi il Giorno della Memoria, affrontando problemi enormi, non foss'altro la ricerca di ben sei autobus. Stavolta siamo veramente dispiaciuti per quelli che non c'erano, perchè chi c'era potrà testimoniare che il pubblico alla fine dello spettacolo era in lacrime, commosso per avere ascoltato e visto una storia dura, forte, ma reale, una di quelle storie che bisognava raccontare. Certo, dal momento che si trattava di un personaggio nizzardo e di un lavoro ambientato a Nizza di Sicilia, nel quartiere di San Giovanni, ci è dispiaciuto non registrare la presenza di alcun amministratore del nostro comune, ma c'era la gente, quella c'era, di Nizza sempre poca, ma qualcuno di quel quartiere era presente.
Oggi resta il piacere di avere svoltato con un teatro nuovo e avere convinto chi c'era, e potrà testimoniare, che si può fare del buon teatro senza necessariamente dover rispondere a chi ti chiede: "Ma chi fa, si ridi?".
Carlo Barbera (Attore di teatro)
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lunedì 4 gennaio 2010

EVOLUZIONE STAZIONARIETA' O REGRESSIONE DI UN QUADRO NEVROTICO

RICEVIAMO E, PUBBLICHIAMO PER GLI APPASSIONATI DELLA PSICOANALISI
Non è possibile prevedere se una nevrosi può tendere ad avere una remissione, ad evolvere o ad arrestarsi.
Le modalità con cui una nevrosi può ridursi sono:

1) Un indebolimento dell´impulso represso, per esempio tramite l´aprirsi di nuovi sbocchi o diretti ad attività istintive o a qualsiasi attività sostituente l´esigenza repressa: si tratterebbe di una specie di sublimazione (non genuina) o di un´altra nevrosi secondaria o artificiale: tipico, in questo ultimo evento, è il caso del sopravvenire di una disgrazia o di una malattia fisica che assumono il significato di punizione con valore espiativo verso i sensi di colpa inconsci.

2) Un aumento delle forze reprimenti può portare ad una vittoria temporanea, per esempio, alleviando un senso di colpa interno. Tipico è il caso dei nevrotici coatti che possono migliorare incontrando un principale severo o imbattendosi in esperienze spiacevoli innescando inconsciamente un meccanismo di proiezione all´esterno del proprio super-io opprimente.

3) Molti miglioramenti spontanei possono ridurre la severità delle forze reprimenti, vedi il caso in cui si riesca a ricevere amore specialmente se questo amore è sentito come una fonte narcisistica di autostima, oppure ottenere prestigio potere, fiducia, o si verifichino accadimenti che permettano di evitare situazioni fobiche o che provvedano a rituali rassicuranti.

4) Infine anche una intensificazione degli impulsi repressi può creare un miglioramento se è abbastanza intensa da abbattere le controcariche.Le nevrosi possono essere stazionarie,ogni nevrosi ha alti e bassi spontanei, e il progredire o l´arresto non è deciso una volta per tutte ma è relativo, nel senso che può rimanere stabile per un certo periodo e poi può di nuovo iniziare a progredire: vedi il caso delle nevrosi di carattere in cui la lotta tra impulso e angoscia può farsi rigida e il paziente può divenire facilmente stanco e soffrire di una inibizione dovuta ad un impoverimento generale. Le nevrosi sono spesso però progressive, per esempio nelle mescolanze tra nevrosi traumatiche e psiconevrosi, per cui è bene, quando esistono le condizioni, intervenire tramite un lavoro psicoanalitico che, attraverso un lavoro ermeneutico e l´introiezione di "oggetti buoni", tramite un transfert solido e fiducioso, può dipanare e risolvere definitivamente il conflitto psichico.
Antonio Miscia
(Psichiatra psicoanalista ipnotista)
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venerdì 25 dicembre 2009

LA DEPRESSIONE DEL PERIODO NATALIZIO

Oggetto: La DEPRESSIONE DEL PERIODO NATALIZIO

Con questo articolo, che condivido con voi, mi accingo al tentativo di comprendere le depressioni e le angoscie che si presentano particolarmente accentuate in questi giorni di festività, che sanciscono anche il passaggio al nuovo anno. Forse è più immediato comprendere come un anno che finisce possa innescare questo disagio, in alcuni molto marcato, perchè è un frammento di vita che se ne va e rappresenta un passo simbolicamente importante nel testimoniare il tempo che passa e la percezione della nostra caducità che è uno dei motivi fondamentali di angoscia dell'essere umano specie se confrontato con il suo desiderio di onnipotenza infinita e di eternità.
Meno evidente è la sensazione di disagio connaturato al periodo più strettamente natalizio e credo che le ragioni di questo possano essere molteplici. Possiamo per esempio vivere il lutto di questo lasso di tempo se confrontato con gli analoghi momenti di quando eravamo bambini, in quel periodo magico popolato di figure idealizzate come Babbo Natale che veniva dal nord a portarci i regali che desideravamo quando, di notte, i genitori lasciavano la finestra socchiusa per farlo entrare e noi bambini ci sforzavamo di non dormire per sentirlo arrivare. La delusione provata poi quando,verso i 7-8- anni, la figura magica scompariva e si ritornava con fatica e delusione a prendere contatto con la realtà.
Ma in alcuni casi è possibile che i Natali infantili non siano stati così piacevoli come si presentano nel ricordo per la legge dell'ottimismo mnestico, ma siano stati fin da piccoli abitati da tensioni familiari dissimulate e falsificate dal clima di festività e che quindi le depressioni attuali non rappresentino un lutto per qualcosa che esisteva e ora non esiste più, ma la riproduzione, da adulti, di un periodo che felice sembra non essere mai stato.Inoltre è doloroso constatare come il nostro disagio vada a confliggere con la felicità apparente delle persone che si precipitano nei negozi alla ricerca della merce e intasano le strade strombazzando i clacson, eventi che sono una spia importante dato che ben sappiamo come frenesia e concitazione non siano affatto sininimo di felicità.Dopo queste brevi considerazioni che spero possano essere fonte di riflessione, auguro a tutti voi un momento di raccoglimento interno autentico che possa essere foriero di sentimenti veri e genuini di pace, amore e serenità.

Antonio Miscia
(Psichiatra psicoanalista ipnotista)
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sabato 21 novembre 2009

VANTAGGI DEL DISTURBO PSICHICO

Il vantaggio primario della malattia o del sintomo nevrotico consiste nell’abolizione o nella diminuzione dell'angoscia, della paura o del senso di colpa che verrebbero avvertiti, se i desideri rimossi irrompessero nella coscienza.
I vantaggi secondari sono molteplici e tra essi possiamo distinguere quelli provenienti dal mondo esterno e quelli intrapsichici.
Per quanto riguarda i primi notiamo che il principale vantaggio secondario è attrarre l´attenzione con la malattia, in termini di amore, rassicurazione, promessa di aiuto e di protezione. La malattia porta tutti i privilegi connessi ad un comportamento passivo-ricettivo. Il soggetto pensa: "Ora non sono io che debbo agire, gli altri debbono agire per me" come espressione nostalgica del periodo infantile. E´ vero che la malattia è percepita e rivendicata come un diritto in termini economici e materiali ma anche le lotte più intense per percepire un compenso sono combattute da soggetti che hanno molto meno bisogno di denaro di quanto non ne abbiano di un segno di affetto e di sicurezza di non essere abbandonati.
Per quanto riguarda i vantaggi secondari intrapsichici, il soggetto attraverso la malattia cerca di ottenere clemenza da istanze censorie percepite come minacciose e persecutorie, di bonificarle e di farle virare in senso benevolo, offrendo la propria malattia come punizione espiativa nei confronti dei propri impulsi aggressivi.
Nel trattamento del disturbo psichico i vantaggi secondari possono creare resistenze a volte insormontabili,nel senso che colui che è riuscito ad ottenere privilegi dalla propria malattia non la abbandona facilmente. e l´analisi deve lavorare perciò profondamente e in modo mirato su questi aspetti.
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Antonio Miscia
(Psichiatra psicoanalista ipnotista)
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lunedì 16 novembre 2009

DIFFERENZA TRA FIGLI UNICI E NON

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"Il figlio unico maschio ha difficoltà preedipiche maggiori nel senso di dover spesso scontare una accentuata possessività da parte della madre e anche edipiche, per un confronto diretto con il padre; per una femmina le dinamiche in gioco sono più variegate. Il fratello maggiore ha la possibilità migliore di identificarsi con il padre e di esercitare la sua autorità sui fratelli minori. Il bambino più piccolo rischia di essere viziato, il medio di non ricevere sufficiente affetto. La perdita di un genitore in età precoce può predisporre il bambino a sviluppare una specie di carattere orale e aumentare il suo attaccamento al genitore che rimane con relativa paura di perderne l´amore, inoltre può tendere a coltivare fantasie di onnipotenza riguardo al genitore scomparso. Nei gemelli si formano facilmente ambivalenza e gelosia, una carenza identitaria un desiderio di dipendenza ed una esibizione reattiva e ostile di indipendenza. I problemi dei figli adottivi sono relativi ad una possibile carenza affettiva nei loro confronti."

Antonio Miscia
(Psichiatra psicoanalista ipnotista)
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venerdì 13 novembre 2009

ORIGINE DEL SINTOMO NEVROTICO

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
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"Una certa quantità di conflitto nevrotico può essere sopportata da tutti senza un vero e proprio collasso nevrotico. Comunque un intenso disturbo può causare una nevrosi anche in una persona poco predisposta. Come si crea il sintomo?Può dipendere dall´aumento dell´impulso represso, di natura sessuale o aggressiva o dalla diminuzione delle forze reprimenti. Tale diminuzione può avvenire perchè l´Io è indebolito da stanchezza, intossicazione, malattia o altre cause. Persone stanche sono più inclini a commettere lapsus linguae o altri errori, la malattia riduce l´autostima e la validità del narcisismo corporeo con ricaduta sulla globalità dell´Io. Ogni perdita di prestigio e di fiducia in se stessi può essere un agente precipitante. La maggior parte dei fattori a carattere precipitante è composta da quelle esperienze che sono in qualche modo collegate agli eventi infantili i quali fecero sorgere i conflitti decisivi. Quando un´attacco di angoscia o un evento depressivo o altri sintomi agiscono sull´Io come un trauma, questi possono anche provocare una nevrosi traumatica che si posa secondariamente sulla psiconevrosi primaria. Questo spiega come certe esperienze che avvengono in età adulta possano essere considerate dal soggetto come la causa unica del suo disturbo nevrotico, mentre lo sono solo in senso sommativo."

Antonio Miscia
(Psichiatra psicoanalista ipnotista)
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lunedì 9 novembre 2009

LIMITI DELLA PROFILASSI DEL DISAGIO PSICHICO (seconda parte)

"Le nevrosi sono malattie sociali in senso ristretto, cioè mentre le richieste represse rappresentano forze biologiche, il fatto stesso che queste forze debbano essere represse è determinato dalla pressione dell'ambiente sociale che influenza direttamente quello familiare. La necessità di difese patogene sorgono dalle imposizioni genitoriali verbalmente, non verbalmente o mediante il comportamento. Le misure educative rappresentano esigenze della civiltà ostili alla soddisfazione istintuale e infatti possiamo notare come i quadri clinici della nevrosi mutino parallelamente ai mutamenti della società. L'instabilità e le contraddizioni di una società si riflettono sulla educazione dei bambini ed in seguito sulle nevrosi delle persone così educate. Una società autoritaria deve promuovere la disposizione ad una sottomissione dei suoi membri garantendo una partecipazione (reale o immaginaria) al potere e alla protezione. Una società democratica favorisce ideali di indipendenza e responsabilità di se stessi.Infine una breve dissertazione sulla miseria. E' vero che essa non crea nevrosi nelle persone adulte, ma crea delusioni e quindi regressioni, facendo precipitare uno sviluppo nevrotico. Inoltre la miseria reale degli adulti può creare nevrosi in maniera indiretta cioè nella futura generazione educata dagli adulti delusi."

Antonio Miscia
(Psichiatra psicoanalista ipnotista)
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NB. Le opinioni dello psichiatra quì esposte, possono non rispecchiare appieno quelle del titolare di questo blog.
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sabato 7 novembre 2009

LIMITI DELLA PROFILASSI DELL'IGIENE MENTALE (prima parte)

Quello che limita l'efficacia dei consigli nell'igiene mentale è il fatto che le circostanze croniche dell'ambiente, che difficilmente possono essere mutate, hanno più importanza di qualsiasi misura educativa isolata. Le parole particolari con le quali una persona adulta reagisce ad un atto istintuale di un bambino non sono così decisive come gli atteggiamenti cronici e latenti dei genitori nei confronti degli istinti in genere. Le circostanze croniche, che non possono essere cambiate a volontà, consistono nell'inconscio degli educatori che determina non tanto le loro misure educative quanto il loro comportamento quotidiano. Molto importante è anche però l'istituzione della famiglia stessa, la relazione tra la famiglia e gruppi extrafamiliari, cioè le istituzioni sociali che li influenzano e le tradizioni culturali. Non dimentichiamoci che le istanze socioculturali sono anche depositate nel'inconscio degli educatori, e hanno contribuito alla loro stessa formazione.

L'educazione "progressiva", figlia del '68, essendo non meno dipendente dalle forze sociali della educazione autoritaria cercando di evitare gli errori del periodo precedente per prevenire delusioni, ha ecceduto, a volte, in senso opposto. "Evitare delusioni" è certamente impossibile. La realtà porta necessariamente delusioni; dunque un'infanzia artificialmente protetta è una ben misera preparazione alla realtà stessa; quanto più si evitano le prime delusioni tanto più piccole delusioni esteriori avranno più tardi lo stesso effetto di delusioni intense su persone allevate normalmente. La tendenza degli educatiori ad "essere sempre "gentili" porta le conseguenze che:
1) il bambino ha l'impressione che la aggressività sia terribilmente proibita e, ogni volta che si sente aggressivo deve reprimerla;
2) i genitori, nel somministrare questa educazione mite devono reprimere la loro aggressività la quale, senza dubbio, apparirà in maniera e in grado non desiderabile. L'aggressività è necessaria in molte situazioni della vita e una persona che non sia capace di usarla è ostacolata come un soggetto che abbia perduto le sue facoltà sessuali.

Antonio Miscia
(Psichiatra psicoanalista ipnotista)

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sabato 18 luglio 2009

Roccalumera. Festa della Madonna del Carmelo 2009



16 Luglio 2009 - La Festa della Madonna del Carmelo (il monte "Carmelo"), anche quest'anno si è svolta per le vie del paese a Roccalumera, ma per fare un esempio, lo si è fatto anche nella vicina Santa Teresa di Riva e lo si farà questa domenica anche a Rimiti, frazione di Casalvecchio Siculo.

Ciò che conta, è che una Festa religiosa si svolga nella sobrietà e nel clima che le è congeniale: la preghiera e la riflessione. A tal proposito, l'esempio dato in questi ultimi anni da Don Gaetano Murolo è stato perlomeno esemplare. Processione contenuta nella durata, organizzazione attenta, spettacolo di contorno ad opera di ragazzi e bambini del nostro comprensorio e nessunono spreco di denaro pubblico per "ingrassare" stelle del POP che nulla hanno a che fare con il vero senso della Festa, ma che pretendono cifre esorbitanti per un'ora scarsa di spettacolo.

Domani, Domenica 19 Luglio, ancora a Roccalumera ci sarà una nuova processione in onore della Madonna del Carmelo. Anche questa organizzata dalla parrocchia di Don Gaetano Murolo, ma questa volta sul mare. Una tradizione che si ripete negli anni e che rammenta alla gente quanto il nostro mare sia stato una risorsa per pescatori di un tempo e lo sia ancora oggi. Il mare, il nostro mare azzurro, domani verrà benedetto dal passaggio del simulacro della Madonna. E pazienza, se al suo passaggio, che ci auguriamo non trovi onde ma mare calmo, tanti bagnati saranno ad accoglielo in costume da bagno. La Madonna gurderà dentro di noi, guarderà il cuore.

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venerdì 8 maggio 2009

Turismo, il mio video-comizio su you tube




Cari amici del blog, domenica prossima, l'On. Cateno De Luca mi ha invitato a Messina, presso l'Ist. Sordomuti. Un incontro politico, a cui sono invitati tutti gli "amici" votanti, ovviamente. Ma anche un'altro "amico" della politica e per lo stesso giorno e per la stessa ora, mi ha invitato... in questo caso a Taormina, (alle ore 10:00, presso l'orfanotrofio delle suore Nere di Taormina). In questi giorni, poi, non perdiamoci i comizi, mi raccomando...!

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mercoledì 6 maggio 2009

"papi" Berlusconi. Uno scandalo all'italiana?




















Ho seguito i TG, ho letto i giornali, poi... ho ascoltato con una certa attenzione uno dei recenti commenti (su You Tube) di Marco Travaglio. Tale commento, verteva su quanto a sua volta recentemente pubblicato sulle principali testate giornalistiche italiane a proposito del caso "Berlusconi va con le minorenni?". Dalle dichiarazioni della moglie, sembra che sia in dubbio l'equilibrio psichico del Presidente del Consiglio. Veronica ha dichiarato: "Non posso stare con uno che va con le minorenni". Lei si riferisce alla ragazza Noemi, il cui diciottesimo compleanno il Premier è andato per festeggiare. La ragazza lo chiama "papi" o "paino". Veronica dice: "Ho cercato di aiutarlo come si fa con una persona che non sta bene, ho pregato chi gli sta accanto di aiutarmi in questo, ma è stato tutto inutile". Non stiamo parlando di salute fisica ma mentale.

Le dichiarazioni gravissime di Veronica Lario quindi, non riguardano solo la sfera privata familiare del Premier Silvio Berlusconi, ma saremmo di fronte a problemi di dibattito pubblico. Basta fare un giro fra i siti internet, è ad es. su "ilmessaggero.it" (LEGGI), leggiamo: "Sondaggi in calo".

Berlusconi ha dichiarato ai giornali (fra cui a "La Stampa" e "Repubblica") : "mia moglie è cascata in un trannelo come un'ingenua, ma su di lei non dico niente di male" aggiungendo: "la storia delle veline è una macchinazione", e ancora: "so da chi è stata consigliata o meglio sobbillata, la verità verrà fuori, il divorzio potrei chiederlo io". Su Repubblica ha dichiarato: "Se vuole così, ora saremo durissimi". Forse, il termine "durissimi", richiama ad un passato durante il quale Berlusconi ha dimostrato di essere implacabile contro chi gli sbarrava al strada. E' stato "durissimo" contro il pool di "mani pulite", contro "Stefania Ariosto", contro "Indro Montanelli", conto Biagi, contro "Sabrina Guzzanti", contro Santoro, contro Grillo. Questi nomi, ci ricordano qualcosa? Ricordiamo l'epurazione di tanti giornalisti, seguita dalla squalifica morale degli stessi attraverso l'uso dei mezzi di informazione controllati da SB, per far intendere al popolo che l'epurazione era sta cosa buona e giusta?

Adesso, certamente la stampa e la televisione faranno di tutto per depistare l'opinione pubblica su tale "caso". Infatti, basta ragionare sull'apparizione del Premier nella trasmissione di ieri sera a "Porta a Porta". E' ovvio, che perfino il più che probabile divorzio del premier, debba per adesso essere messo nel cassetto e debba essere trovata una bonaria intesa di facciata, viste le ormai imminenti elezioni europee. Ma attenzione: a voler essere obbiettivi, pur non abbassando lo sguardo di fronte ai fatti, lo "scandalo Berlusconi" (vero o falso che sia), che tanto ricorda una vecchia vicenda americana fra un certo Clinton ed una giovane segretaria "sottoscrivania", o ancora... fa pensare ad un "vizietto sadomaso" balzato alle cronache, riguardante nientemeno che un certo Max Mosley, per gli oppositori partitici e nemici di Silvio non è altro che una ghiotta occasione per sferrargli un colpo ferale o comunque per fiaccarne quella sicurezza, che SB in questi anni si è costruito a suon di spallate al Potere.

Come in un'incontro di boxe, l'avversario sul ring, che in questo caso potrebbe essere il PD, ma anche "L'Unione di Centro" di Ferdinando Casini (che fra il suo schieramento per le Europee, ha nientemeno il principe Emanuele Filiberto di Savoia), o altri ancora, avendo finalmente individuato il punto debole sanguinante sul vecchio Cavaliere, non farà altro che colpire sempre e solo lì. Come tutti sanno, SB è uno che vive della e sulla popolarità, vive di sondaggi per il potere. Far vacillare il consenso del popolo proprio adesso, ad un passo dall'onnipotenza, perdipiù insinuando nella gente che il "Magico Silvio" è ormai un vecchio squilibrato che va con le minorenni, potrebbe decretare l'inizio della sua fine. La fine di una brillante e ineguagliabile carriera.

Secondo me, sebbene anche Al Capone sia stato infine messo in galera solo per aver evaso il Fisco, non è assolutamente guisto che oggi SB "cada" per la minore delle sue colpe, quando tale perversione (l'insano piacere sessuale), è più che generalizzata a tutti i livelli della politica e, della società moderna e passata.
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Veline al Potere Europeo: (ECCOLE)

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lunedì 13 aprile 2009

“L’imprevedibile” Fini (sulla Legge 40)
















Cari lettori, sulla Legge n. 40/ del 19 Febbraio 2004, (LEGGI), sono nate aspre polemiche fra i cosidetti conservatori, (Chiesa di Roma) ed i progressisti (all'interno dello stesso PDL i pareri non sono concordi).
Secondo alcuni, addirittura, la Legge è "incostituzionale".
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Della suddetta Legge, l'ART. 1, (al punto 1) recitava:
1. Al fine di favorire la soluzione dei problemi riproduttivi derivanti dalla sterilità o dalla infertilità umana è consentito il ricorso alla procreazione medicalmente assistita, alle condizioni e secondo le modalità previste dalla presente legge, che assicura i diritti di tutti i soggetti coinvolti, compreso il concepito.
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3 Aprile 2009. Su Repubblica.it, viene riportato il parere favorevole del Presidente del Senato Renato Schifani, che dopo la decisione della Corte Costituzionale che ne ha bocciate alcune parti e che, di fatto, replica a Gianfranco Fini, che il giorno prima aveva parlato di "una sentenza che rende giustizia alle donne", sottolineando che "una legge basata su dogmi etico-religiosi è sempre suscettibile di censura di costituzionalità".
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ROMA - La Corte Costituzionale boccia la legge 40 sulla fecondazione assistita. I giudici della Consulta hanno infatti dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'articolo 14, comma 2, della norma, nel punto in cui prevede che ci sia un "unico e contemporaneo impianto, comunque non superiore a tre" di embrioni. Viola la Costituzione anche il comma 3 dello stesso articolo, nella parte in cui non prevede che il trasferimento degli embrioni, da realizzare non appena possibile debba essere effettuato senza pregiudizio della salute della donna. La Corte, infine, ha dichiarato inammissibili, per difetto di rilevanza nei giudizi principali, la questioni di legittimità costituzionale dell'articolo 6, inerente l'irrevocabilità del consenso della donna, e dei commi 1 e 4 dell'articolo 14.
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INSOMMA: siamo di fronte una questione che avrebbe potuto sconfinare nella "MANIPOLAZIONE GENETICA", oppure, si tratta di un semplice "AUSILIO" verso i casi gravi di infertilità? Una cosa è certa: sebbene la legge sia stata "vista" come una qustione fra Stato e Chiesa, essa in realtà (con le opportune limitazioni), ha un suo motivo di esistere. Mi rendo conto che quì i pareri sono discordi e che coinvolgono generi di persone e di saperi alquanto differenti. Proprio per non allungare inutilmente il brodo, affermo semplicemente che io sono contrario a chi vuole "fare DIO", ma che credo alla scienza, quale mezzo efficace ed utile per intervenire, curare e guarire molte malattie, nonchè a risolvere numerose problematiche del genere umano. MA ATTENZIONE: gli scienziati sono uomini, e come tali possono esagerare! Bisogna vigilare sul loro operato, non in quanto Chiesa, ma in quanto "freno" ad esperimenti "Franchenstein" o "New Atomica" o altre follie.

Giovanni BonarRIGO
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“L’imprevedibile” Fini (sulla Legge 40)
Il parere di Adduso
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“… E' di nuovo scontro sulla legge 40 sulla procreazione assistita, bocciata in parte dalla Consulta. Dopo le affermazioni del presidente della Camera Gianfranco Fini, secondo il quale la sentenza rende giustizia alle donne …”, mentre il presidente del Senato, Renato Schifani, si è sostanzialmente dissociato da questa dichiarazione, de IL MESSAGGERO (LEGGI)

Il caso mi ha appassionato non solo per la questione, ma soprattutto perché mi sono chiesto cosa può esserci alla base dell’evidente quanto chiaramente disorientante figura di Fini nell’ambito degli “ingessati” quanto “moralisti”politici del PDL. Ho elaborato al riguardo un modestissimo percorso psicologico, che forse, potrebbe essere identificato con tanti di noi.

Ritengo infatti, da un modestissimo punto di vista, che Fini (come d’altronde può accadere ad ogni essere umano) deve essersi confrontato con le sue “ombre” inerenti desideri ed aspettative o progetti, che aveva dovuto rimuovere per una serie di circostanze, tra le quali, penso, quella di essersi ritrovato sin da giovane immerso in un torrente di destra, notoriamente e storicamente intollerante, despota, omofobo, conservatore, clericale, e visibilmente supponente all’indirizzo dell’universo femminile.

D’altronde, dall’altra parte, anche tanti esponenti della sinistra, hanno palesemente dimostrato con il tempo che contestavano ciò che le loro “ombre” (rimosse) desideravano.

Forse il ritrovarsi in una condizione di quasi autonomia politica e personale e anche con una nuova condizione di vita sessuale e, soprattutto, poterla vivere liberamente senza doversi nascondere ufficialmente, e tanto più in un’età, quella dei cinquantenni, che spesso viene quasi individuata dalla scienza della psicologia come una sorta di seconda neo adolescenza, ha potuto consentire a Fini (forse) di confrontarsi con il suo passato, in sostanza con le “ombre” che (forse) aveva dovuto, anche inconsapevolmente, cercare di seppellire (come pure fanno notoriamente moltissimi di noi), ma che come per tutti noi, non è mai possibile sotterrare come vorremmo.

Quando si riesce a confrontarsi con sé stessi in maniera oggettiva, ci dice la scienza moderna, si diventa a volte persino piacevolmente imprevedibili, seppure in certi momenti anche scostanti, quasi assenti, ma spesso quasi geniali rispetto all’appiattimento di chi rifiutando di guardarsi dentro deve circondarsi di sicurezza e certezze materiali o metafisiche, come quando il “bianco” deve apparire rigido ed a prima vista impenetrabile, facendo il razzista con il “nero”, nel mentre però che nel suo profondo invidia al “nero” la sua evidente e nota prestanza fisica (e sessuale) oltre alla ovvia quanto naturale circostanza che persino cerebralmente il “nero” non può mai per natura essere inferiore, come invece certa altrettanta segregazionista cultura millenaria piena di ombre collettive ci ha fa credere da secoli.
Purtroppo però, devo anche aggiungere una nota di pessimismo, in quanto, come ci spiegano gli studi sulla psiche umana, la capacità di confrontarsi oggettivamente con sé stessi, ovverosia di guardare le proprie “ombre”, sia a livello singolo che collettivo, può anche durare solo lo spazio di una favorevole condizione ambientale e personale, e se riferita ad un popolo, può protrarsi solo limitatamente ad un periodo di pace e progresso civile. Ma poi, malauguratamente, se tale condizione di innalzamento non ha avuto il tempo di penetrare nel profondo della mente del singolo oppure delle persone, basta che cambiano le situazioni soggettive e fisiche, oppure che all’orizzonte di un popolo si riaffacci una difficoltà economico-esistenziale o anche vecchie ideologie politico-oscurantiste, come quelle che, a mio mero vedere, stiamo nuovamente rivivendo in questi anni, si ripiomba prigionieri delle proprie “ombre”, sicché i singoli possono diventare un'altra volta insicuri, despota, presuntuosi, prepotenti, prevaricatori, padri padroni, matriarcali, insofferenti, violenti, intolleranti, scostanti, taciturni ed asociali, mentre i popoli per un altro verso cominciano ad enfatizzare gli eserciti, le armi, il nazionalismo, le realtà locali, le conquiste. Le “ombre” del passato improvvisamente si rimaterializzano.

In sostanza, quella di Fini, come per tanti altri noti politici e personaggi vari, potrebbe essere solo una mera "vampata", la quale, se così fosse, è certamente destinata a spegnersi nello spazio di poco tempo, lasciando nuovamente il posto alle "ombre".

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Su Jonia News di Aprile: Pag. 30 Roccalumera:
intervista a Miasi di G. BonarRIGO

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mercoledì 26 dicembre 2007

La Famiglia, primo "mattone" della SOCIETA' moderna!

Avete trascorso bene il Santo Natale? Spero di si, per quanti Credono e per quanti non credono! Mentre alcuni di voi staranno ancora digerendo il ricco pasto del cenone e del pranzo natalizio, e mentre ci avviamo tutti verso la fine dell'anno, (anche se non per tutti i popoli del mondo la data coincide), mi appresto a presentarvi un argomento attualissimo, sia nel panorama Natalizio, che nel resto dell'anno. Un elemento essenziale della società moderna: LA FAMIGLIA!

<Dio crede fermamente nella famiglia. Fin dall'inizio, creando l'essere umano a sua immagine e somiglianza, maschio e femmina, ha voluto collocare al centro del suo progetto la realtà dell'amore tra l'uomo e la donna. (Cf Genesi 1, 27). Quando si parla di famiglia, (dalle nostre parti), viene da pensare ad un rifugio sicuro, sempre pronto a riscaldarti il cuore... ma non sempre è così! Prima di approfondire un argomento delicato come questo, occorre fare un'analisi attena dei nostri tempi. Anni fa, il concetto di famiglia comprendeva fondamentalmente il nucleo costituito da padre, madre e figli. Fatta eccezione, per la convivenza degli anziani in casa. Con il passare del tempo e con i cambiamenti epocali, si è arrivati ad un concetto più "ampio". Oggi si parla di famiglie "allargate" che, per quanto possono "allargarsi" non fanno altro che alimentare una grande confusione fra gli stessi appartenenti, sopratutto laddove manca un vero dialogo. "Famiglie allargate", sono quelle dalle coppie che si separano, e che a loro volta vanno a congiungersi con altre persone separate magari con figli in entrambi i casi. Si arriva così ad avere due padri, due madri, tanti fratelli e sorelle, e come punto di riferimento... un gran caos.

Si dice che la famiglia d'oggi -come istituzione- sia in crisi. Questa crisi, è senz'altro scaturita dalla perdita dei valori, dalla rapidità con cui avvengono ormai i cambiamenti nella modernità e dall'abbandono di tanti pricìpi che vengono giudicati obsoleti nel passaggio da una generazione all'altra e che invece sono fondamentali. Ad aggravare la situazione si aggiunge, inoltre, la totale assenza di dialogo genitori-figli. Oltre alla perdita del vero senso della famiglia, dobbiamo temere l'indifferenza ai valori cristiani del matrimonio: fedeltà, indissolubilità, fecondità. Il rifiuto delle norme etiche si accompagna al triste motivo che recita: "Fa ciò che vuoi".

Concludo dicendo che: bisogna urgentemente recuperare il senso della vera famiglia. Da essa nasce una società che è chiamata a governare il Mondo di domani. Riscoprire i valori, e formare al dialogo ed al rispetto delle regole, è un impegno che può essere volto a sconfiggere la criminalità nelle città moderne. La famiglia è e rimane il "mattone" con cui bisogna ricostruire la società! Bisogna quindi che sia sana e solida.

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