Il GRIDO (Il Blog su Roccalumera e... non solo)

lunedì 13 aprile 2009

“L’imprevedibile” Fini (sulla Legge 40)
















Cari lettori, sulla Legge n. 40/ del 19 Febbraio 2004, (LEGGI), sono nate aspre polemiche fra i cosidetti conservatori, (Chiesa di Roma) ed i progressisti (all'interno dello stesso PDL i pareri non sono concordi).
Secondo alcuni, addirittura, la Legge è "incostituzionale".
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Della suddetta Legge, l'ART. 1, (al punto 1) recitava:
1. Al fine di favorire la soluzione dei problemi riproduttivi derivanti dalla sterilità o dalla infertilità umana è consentito il ricorso alla procreazione medicalmente assistita, alle condizioni e secondo le modalità previste dalla presente legge, che assicura i diritti di tutti i soggetti coinvolti, compreso il concepito.
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3 Aprile 2009. Su Repubblica.it, viene riportato il parere favorevole del Presidente del Senato Renato Schifani, che dopo la decisione della Corte Costituzionale che ne ha bocciate alcune parti e che, di fatto, replica a Gianfranco Fini, che il giorno prima aveva parlato di "una sentenza che rende giustizia alle donne", sottolineando che "una legge basata su dogmi etico-religiosi è sempre suscettibile di censura di costituzionalità".
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ROMA - La Corte Costituzionale boccia la legge 40 sulla fecondazione assistita. I giudici della Consulta hanno infatti dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'articolo 14, comma 2, della norma, nel punto in cui prevede che ci sia un "unico e contemporaneo impianto, comunque non superiore a tre" di embrioni. Viola la Costituzione anche il comma 3 dello stesso articolo, nella parte in cui non prevede che il trasferimento degli embrioni, da realizzare non appena possibile debba essere effettuato senza pregiudizio della salute della donna. La Corte, infine, ha dichiarato inammissibili, per difetto di rilevanza nei giudizi principali, la questioni di legittimità costituzionale dell'articolo 6, inerente l'irrevocabilità del consenso della donna, e dei commi 1 e 4 dell'articolo 14.
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INSOMMA: siamo di fronte una questione che avrebbe potuto sconfinare nella "MANIPOLAZIONE GENETICA", oppure, si tratta di un semplice "AUSILIO" verso i casi gravi di infertilità? Una cosa è certa: sebbene la legge sia stata "vista" come una qustione fra Stato e Chiesa, essa in realtà (con le opportune limitazioni), ha un suo motivo di esistere. Mi rendo conto che quì i pareri sono discordi e che coinvolgono generi di persone e di saperi alquanto differenti. Proprio per non allungare inutilmente il brodo, affermo semplicemente che io sono contrario a chi vuole "fare DIO", ma che credo alla scienza, quale mezzo efficace ed utile per intervenire, curare e guarire molte malattie, nonchè a risolvere numerose problematiche del genere umano. MA ATTENZIONE: gli scienziati sono uomini, e come tali possono esagerare! Bisogna vigilare sul loro operato, non in quanto Chiesa, ma in quanto "freno" ad esperimenti "Franchenstein" o "New Atomica" o altre follie.

Giovanni BonarRIGO
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“L’imprevedibile” Fini (sulla Legge 40)
Il parere di Adduso
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“… E' di nuovo scontro sulla legge 40 sulla procreazione assistita, bocciata in parte dalla Consulta. Dopo le affermazioni del presidente della Camera Gianfranco Fini, secondo il quale la sentenza rende giustizia alle donne …”, mentre il presidente del Senato, Renato Schifani, si è sostanzialmente dissociato da questa dichiarazione, de IL MESSAGGERO (LEGGI)

Il caso mi ha appassionato non solo per la questione, ma soprattutto perché mi sono chiesto cosa può esserci alla base dell’evidente quanto chiaramente disorientante figura di Fini nell’ambito degli “ingessati” quanto “moralisti”politici del PDL. Ho elaborato al riguardo un modestissimo percorso psicologico, che forse, potrebbe essere identificato con tanti di noi.

Ritengo infatti, da un modestissimo punto di vista, che Fini (come d’altronde può accadere ad ogni essere umano) deve essersi confrontato con le sue “ombre” inerenti desideri ed aspettative o progetti, che aveva dovuto rimuovere per una serie di circostanze, tra le quali, penso, quella di essersi ritrovato sin da giovane immerso in un torrente di destra, notoriamente e storicamente intollerante, despota, omofobo, conservatore, clericale, e visibilmente supponente all’indirizzo dell’universo femminile.

D’altronde, dall’altra parte, anche tanti esponenti della sinistra, hanno palesemente dimostrato con il tempo che contestavano ciò che le loro “ombre” (rimosse) desideravano.

Forse il ritrovarsi in una condizione di quasi autonomia politica e personale e anche con una nuova condizione di vita sessuale e, soprattutto, poterla vivere liberamente senza doversi nascondere ufficialmente, e tanto più in un’età, quella dei cinquantenni, che spesso viene quasi individuata dalla scienza della psicologia come una sorta di seconda neo adolescenza, ha potuto consentire a Fini (forse) di confrontarsi con il suo passato, in sostanza con le “ombre” che (forse) aveva dovuto, anche inconsapevolmente, cercare di seppellire (come pure fanno notoriamente moltissimi di noi), ma che come per tutti noi, non è mai possibile sotterrare come vorremmo.

Quando si riesce a confrontarsi con sé stessi in maniera oggettiva, ci dice la scienza moderna, si diventa a volte persino piacevolmente imprevedibili, seppure in certi momenti anche scostanti, quasi assenti, ma spesso quasi geniali rispetto all’appiattimento di chi rifiutando di guardarsi dentro deve circondarsi di sicurezza e certezze materiali o metafisiche, come quando il “bianco” deve apparire rigido ed a prima vista impenetrabile, facendo il razzista con il “nero”, nel mentre però che nel suo profondo invidia al “nero” la sua evidente e nota prestanza fisica (e sessuale) oltre alla ovvia quanto naturale circostanza che persino cerebralmente il “nero” non può mai per natura essere inferiore, come invece certa altrettanta segregazionista cultura millenaria piena di ombre collettive ci ha fa credere da secoli.
Purtroppo però, devo anche aggiungere una nota di pessimismo, in quanto, come ci spiegano gli studi sulla psiche umana, la capacità di confrontarsi oggettivamente con sé stessi, ovverosia di guardare le proprie “ombre”, sia a livello singolo che collettivo, può anche durare solo lo spazio di una favorevole condizione ambientale e personale, e se riferita ad un popolo, può protrarsi solo limitatamente ad un periodo di pace e progresso civile. Ma poi, malauguratamente, se tale condizione di innalzamento non ha avuto il tempo di penetrare nel profondo della mente del singolo oppure delle persone, basta che cambiano le situazioni soggettive e fisiche, oppure che all’orizzonte di un popolo si riaffacci una difficoltà economico-esistenziale o anche vecchie ideologie politico-oscurantiste, come quelle che, a mio mero vedere, stiamo nuovamente rivivendo in questi anni, si ripiomba prigionieri delle proprie “ombre”, sicché i singoli possono diventare un'altra volta insicuri, despota, presuntuosi, prepotenti, prevaricatori, padri padroni, matriarcali, insofferenti, violenti, intolleranti, scostanti, taciturni ed asociali, mentre i popoli per un altro verso cominciano ad enfatizzare gli eserciti, le armi, il nazionalismo, le realtà locali, le conquiste. Le “ombre” del passato improvvisamente si rimaterializzano.

In sostanza, quella di Fini, come per tanti altri noti politici e personaggi vari, potrebbe essere solo una mera "vampata", la quale, se così fosse, è certamente destinata a spegnersi nello spazio di poco tempo, lasciando nuovamente il posto alle "ombre".

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Su Jonia News di Aprile: Pag. 30 Roccalumera:
intervista a Miasi di G. BonarRIGO

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10 Commenti:

  • sinceramente di fini io non so più che pensare, non ho ancora capito se è un lavoro di immagine, o se ci crede veramente in quello che dice, anche se tenderei per la prima ipotesi.

    NINO

    Di Anonymous nino, Alle 14 aprile 2009 09:06  

  • Fini: «La legge Bossi-Fini va corretta:
    contiene almeno un'assurdità»

    http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=54562&sez=HOME_INITALIA#IDX
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    commento inviato il 15-04-2009 alle 17:26 da Adduso

    È ora che gli immigrati non siano più obbligati ad auto-rimpatriarsi

    Qui le polemiche personali e propagandistiche contano nulla.

    Era ora che si accorgessero dell'atto prevaricatore e nazista di obbligare gli immigrati ad auto-rimpatriarsi per poi potere ottenere il permesso di soggiorno, pur essendo già notoriamente sul territorio italiano.

    Che poi a dirlo dalla parte del centro destra sia Fini, che importa, quello che conta è che modifichino con urgenza questa inumana legge, la quale non è degna di una Nazione che si definisce civile ed occidentale come l'Italia.

    In quanto a Fini che dire, ultimamente è proprio "imprevedibile" ...

    http://ilgrido.blogspot.com/2009/04/limprevedibile-fini-sulla-legge-40.html

    Ma molto meglio così, soprattutto se poi anche questo può servire, ad esempio, all'integrazione sociale e legale degli immigrati.

    Di Blogger Adduso, Alle 15 aprile 2009 17:10  

  • X ADDUSO
    Come al solito, prima di rivolgermi "ai signori della corte", ritengo doveroso informarmi nello specifico sulla legge in esame.

    Al momento, da ciò che mi risulta dai "rumors", pare che il problema Immigrati (soprattutto in Sicilia), sia quello opposto, e cioè che una recente legge prorogherebbe da due a sei mesi la loro permanenza dei centri di accoglienza. Famosi sono i fatti tragici (incendi) di Lampedusa.

    La mia OPINIONE: Secondo me, gli immigrati non sono altro che dei poveri disgraziati, ma certamente una risorsa per delle organizzazioni criminali che agiscono sul nostro territorio. E' in atto una vera "tratta degli schiavi".

    Intanto, poichè fra questa gente c'è anche delinquenza, si diffonde la paura fra la gente. A farne le spese, magari, è proprio qualche innocente e molti siciliani onesti.

    Di Blogger BonarRIGO, Alle 16 aprile 2009 10:56  

  • Ma tu forse ti riferisci ai Centri di Identificazione ed Espulsione, dove il tempo di permanenza al momento (secondo quello che ho letto) sono regolati dalla Bossi-Fini che lo prevede di 60 giorni, anche se c’è già un’altra proposta in corso, mi pare della Lega, per più mesi.

    Io invece mi riferivo ai permessi di soggiorno per i quali mi pare un’angheria politica che un immigrato, che si trova (notoriamente) sul territorio italiano, per essere assunto deve ritornare nella sua patria (con tutti gli ulteriori costi a suo carico e a vantaggio guarda caso anche della mafia dei viaggi dei disperati) per poi potere essere chiamato dal datore di lavoro italiano e quindi potere rientrare in Italia.

    Solo dei "psicotici" come i nostri politici possono fare una legge con una procedura così contorta come loro.

    Di Blogger Adduso, Alle 16 aprile 2009 19:48  

  • A proposito, auguri di buon compleanno, almeno mi hanno appena detto che lo fai oggi.

    Di Blogger Adduso, Alle 16 aprile 2009 21:02  

  • Grazie adduso per gli auguri, e grazie all'amico che ti ha riferito, (se mi dici chi è lo saluto direttamente).
    E tu, qundo li compi i tuoi ...trentacinque anni?

    Mi ha fatto molto piacere ricevere, (soprattutto su Facebook), tanti ma tanti auguri per il mio compleanno. Come ricambiare?

    Di Blogger BonarRIGO, Alle 17 aprile 2009 09:53  

  • Mi hai fatto sorridere ...

    Già fatto il compleanno, ma quasi con i numeri al contrario.

    Per "l'amico" ... è un'amica della rete, ma vuole rimanere anonima.

    Come ricambiare .... è poi il "guaio" di quando se ne ricevono tanti, bisogna ricordarsi di farlo anche agli altri.

    Ma immagino che sia sempre meglio che qualcuno si ricordi che ci siamo invece del contrario.

    Di Blogger Adduso, Alle 17 aprile 2009 15:54  

  • Adduso,
    sono riuscito a farti sorridere ancora. Adesso, (quando puoi) passa dal mio studio... e, -garantito l'anonimato- mi racconti quella tua vicenda di venti anni fa.

    Di Blogger BonarRIGO, Alle 17 aprile 2009 17:51  

  • Ti ringrazio, ma per quanto mi riguarda non avrei altro da aggiungere rispetto a quanto riportato sul mio sito, e peraltro qualsiasi novità rilevante che si possa presentare la si potrebbe leggere su esso, tanto è vero che non a caso ho lasciato ancora delle pagine in bianco.

    E tuttavia mi dai l’occasione per una riflessione sulla intoccabile staticità culturale della nostra epoca, in particolare qui al Sud e soprattutto in Sicilia e tanto più a Messina e provincia, per non dire della stantia Riviera Ionica.

    Un giorno un giovane modesto cittadino, che passeggiava per le strade del suo paese, vide un assembramento di persone. Si avvicino e si accorse che erano tutti intorno ad una persona anziana che aveva l’aspetto di quei saggi della favole.

    Ed in effetti lo sembrava proprio.
    Parlava con una voce calma e tranquilla, rispondendo ad ogni domanda che gli abitanti del luogo gli rivolgevano.
    Ad un certo punto il giovane comune cittadino, si rivolse anche lui all’anziano, e un po’ tra l’ironico ed il supponente, cercò di porgli una domanda, ma iniziando con queste parole:
    “Volevo chiederle una cosa, ma sa, sono un modesto giovane cittadino che non s’intende … “.
    L’anziano, improvvisamente, si alzò di scatto, e facendosi largo tra la gente si avvicino a quel giovane modesto cittadino ed interrompendolo con un’improvvisa voce gutturale gli disse:
    “Tu sei solo un imbecille, perché non sei quello di prima, te lo fanno credere”.

    Noi non siamo mai quelli di prima, crediamo di esserlo, perché la nostra cultura figlia del sistema politico-istituzionale-affaristico-clericale-intellettuale-professionale-giornalistico-mediatico ("mafioso"), ce lo fa credere, oggi più che mai, grazie anche alle nuove scoperte sul funzionamento del cervello umano e quindi di riflesso sulle nuove possibilità di “condizionarlo”.

    Purtroppo, questo potente “sistema”, invece di farci sentire "l’acqua" che siamo, ci fa sempre sentire la (loro) “spazzatura” che quotidianamente ci scaricano sopra, tanto che persino alla fine che moriamo, non siamo più neanche "acqua", ma solo una montagna di "spazzatura".

    Di Blogger Adduso, Alle 18 aprile 2009 08:14  

  • Adduso,
    proprio con il mio ultimo post, (successivo a questo), mi sono posto il quesito "la psiche del siciliano in genere. Nello specifico, la psiche ed il comportamento del siciliano mafioso... studiati dallo stesso Giovanni Falcone.

    Inoltre, ho sempre notato nel tuo "dire-non dire", che c'è in te un "messaggio", c'è in te un una "esperienza di vità ed una opinione consolidata da essa.

    Tu sai, tu dici e non dici... tu offri eppur ti nascondi. Io, anni fa, recitando a teatro la commedia "Così è se vi pare" di Luigi Pirandello, ho potuto intravvedere, un frammento di quel siciliano tutt'altro che scontato, tutt'altro che facile da capire.

    Giovanni Falcone era un palermitano, ma era anche un uomo coraggioso ed intelliggente. Lui, studiò per capire questo "puzzle di etnie in una sola persona", che è il siciliano.

    Di Blogger BonarRIGO, Alle 18 aprile 2009 09:40  

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