Il GRIDO (Il Blog su Roccalumera e... non solo)

sabato 15 ottobre 2011

ROMA, 15 OTTOBRE 2011: E' TORNATO... NERONE?

ROMA, 15 Ottobre 2011 - La Capitale è in fiamme! Dai TG si apprendono fatti talmente gravi che mettono addosso una immensa tristezza anche a chi nulla sa e nulla conosce. Si parlerà poi di ben settanta feriti, di cui alcuni gravi. Fra i gravi, ci sarebbe anche un poliziotto. Sarà giusto perdere la vita per un misero stipendio mensile?

Un attacco alle Forze dell'ordine, ai civili, una città messa a ferro e fuoco. Terrore e distruzione ovunque. A pagare, saranno stati ancora gli innocenti, la gente comune. Ma chi è stato? Sono forse stati dei terroristi "Indignados" provenienti dal resto d'Europa? Forse addirittura dagli U.S.A.?
Di sicuro, fra costumi colorati e anche bandiere rosse riportanti falce e martello, la manifestazione aveva avuto inizio da un corteo sereno e pacifico, nulla aveva a che vedere con le frange terroriste che poi avrebbero fatto scadere il tutto nel caos e nella sanguinosa guerriglia.
Di sicuro, il corteo pacifico, si apprestava a percorrere Roma esponendo i dubbi (in una prevista conferenza di palco) di una gioventù senza prospettive di futuro, di una classe politica che pensa oramai solo a sè stessa ed alla propria sopravvivenza mentre il popolo piange.

Certo, domani, i giornali a libro paga parleranno solo di "black blok", di "incappucciati", di indignazione e sdegno da parte di ogni parte politica e... forse passerà in second'ordine la vera e UNICA manifestazione che così sarà stata soffocata nel sangue. E che tutto il mondo ha visto.

Si, gli "incappucciati" hanno strappato e bruciato le bandiere, hanno bruciato auto, hanno persino attaccato una caserma. Hanno tentato di bruciare vivi due carabinieri all'interno della propria camionetta. Salvi solo per miracolo.

Ebbene, stiamo attraversando un momento in cui il Bel Paese, proprio nell'anno in cui festeggia il 150° della propria unità nazionale, vive incalzato da una crisi economica che rischia di mandare migliaia di famiglie sul lastrico. Stiamo perdendo altresì credibilità nei confronti dell'Europa per i fatti (anche privati) di certa politica e di certa Casta. Ovviamente, i mass media zerbini di tali baroni raccontano i fatti ad uso e consumo del rispettivo datore di lavoro, ma proprio da ciò, oggi ci nasce un dubbio. Un dubbio atroce:

E... se questi "guastatori", questi "black blok", altri non fossero che gente pagata e mandata da certo Potere per buttare (è il caso di dirlo) fumo negli occhi, agli italiani se non al resto d'Europa e del mondo? Si, insomma, non sarebbe neanche la prima volta, (si ricordino i fatti relativi a diverse proteste nelle più svariate piazze italiane contro la Legge Gelmini, proteste nelle quali - si dice - ci fossero degli infiltrati fra gli studenti stessi).
Lo so, è solo un sospetto (l'ennesimo, però), cheppure implica gravi colpe. Infatti, non suffragato da prove... sospetto rimane. Ma, se fosse proprio certa politica di Governo ad usare oramai Mezzi Pesanti per soffocare la protesta leggittima e costituzionale del popolo là dove si palesa??? Sarebbe gravissimo!

Su questo "dubbio" bisogna indagare, mentre (dopo la promessa pulizia delle strade), debbano haimè continuare (ma con molta meno ingenuità) le proteste pacifiche ed i cortei, (anche in Sicilia), verso chi vuole tappare la bocca a chi la pensa diversamente, con leggi, decreti, e, forse... anche con ben altre... ARMI.






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domenica 10 luglio 2011

ROCCALUMERA. SE I "TURISTI" CI BUTTANO LA SPAZZATURA SOTTO CASA, LA COLPA E' ANCHE NOSTRA!





























Una domenica pomeriggio come tante altre. Una domenica pomeriggio roccalumerese, fra un sole cocente e una spiaggia gremita di tanti composti turisti bagnati.
Ma, nella via Amerigo Vespucci. Ancora lei. La via dei problemi, pensate, un semplice cumulo di immondizzia ha rischiato di far scatenare una lite.
E' capitato, infatti, che l'azienda RoccaCaffè, rinomata e stimata ditta roccalumerese, abbia lasciato davanti la porta d'ingresso del proprio ufficio un piccolo cumulo di rifiuti. Per lo più scatoli, imballaggi, poggiati lì per essere di lì a poco scaricati nei cassonetti in quanto gli operai erano al lavoro in giro.

Saranno state le diciotto o poco più, quando una prima persona munita di un bel sacchetto dell'immondizzia, incontrando sul traggitto il cumulo di scatoli, spontaneamente getta lì anche i propri rifiuti.
Al che, un residente, che aveva visto la scena, le fa notare che i cassonetti sono ad una decina di metri scendendo verso il lungomare.
Il passante, risponde, "che vuole da me, io non sono di quà" (intendendo forse dire: lo hanno fatto altri, lo faccio pure io). Ne nasce una discussione sul tema dell'igiene e del rispetto, poi, la persona (ri)prende la propria immondizia dal cumulo di scatoli e va a depositarla correttamente negli giù appositi cassonetti.
Il residente, va a cercare il proprietario del Roccacaffè, ma trova la moglie che, ascoltatolo, gli assicura che a breve farà togliere tutto.
Ma passa circa un quarto d'ora e, una seconda persona passando davanti allo stesso cumulo di scatoli, trovandosi un sacco di rifiuti in mano... lo butta lì in mezzo. Al che, una signora, questa adiratoa, gli fa notare che i cassonetti sono messi lì apposta, "un po' di civiltà diamine".
Ma incassa un "stia zitta"... che è tutto dire... Fortunatamente, (è il caso di dirlo), anche questa persona illuminata sulla via di damasco, va a buttare i propri rifiuti negli appositi contenitori.

Intanto, due Vigili Urbani che come sempre fanno il proprio giro nella via, vengono informati di questo diffuso malcostume. Nonostante le telecamere poste però sul lungomare. I Vigili sono costernati e si impegnano con il residente di cui sopra a fare quanto è nelle loro possibilità, per prima cosa allertare la ditta a non depositare rifiuti sia pur davanti casa propria. Il residente li ringrazia molto.

INSOMMA, raccontata così, sembra una storiella da niente. E lo e. Tuttavia, alla luce di fatti ben più gravi verificatisi negli anni scorsi, (si aracconta anche all'interno del residence "Le Trocadero"), sulla via amerigo Vespucci più volte quì menzionata, nello specifico si arrivò alle mani...

Adesso, allo scopo di prevenire spiacevoli inconvenienti in futuro, (visto che l'estate è solo iniziata...), prendendo esempio da quanto oggi stesso hanno fatto nella spiaggia di Furci, (dove hanno pulito gli stessi cittadini), l'appelo è di essere un po' più civili, noi roccalumeresi per primi. Si, noi roccalumeresi, perchè chi viene da fuori, vedendo le nostre vie cosparse di scatoli, sacchi di immondizzia e quant'altro, lo sapete cosa fa? In alcuni casi si indigna e nel caso opposto... si adegua.
Se lo fanno loro, dicono, perchè non dobbiamo farlo anche noi?

Un caro saluto al Roccacaffè e buona domenica nell'igiene a tutti!









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venerdì 8 luglio 2011

ROCCALUMERA. LA VIA AMERIGO VESPUCCI ? PER PULIRALA... NON C'E' TEMPO!

Non sappiamo se quell'uomo, un paio di giorni fa, sia poi andato dal sindaco Miasi a protestare, ma di certo lo abbiamo ascoltato in strada - nella via Amerigo Vespucci (periferia sud di Roccalumera) - e non ci è sembrato molto contento della pulizia. Pulizia che latita da ormai diversi... mesi.
L'altro ieri, continuando sul tema della spazzatura lungo tutta la via Amerigo Vespucci, (e probabilmente non solo quella via), un anziano signore, (che per la privacy chiameremo "Martuffo"), bloccava lo spazzino che quotidianamente è impegnato al lavoro di cui sopra e, con vigore gli faceva notare lo stato di abbandono della via nel protrarsi addirittura dei mesi. Come tutta risposta, si sentiva dire: "Iò, no'nnaiu tempu" (io, non ho tempo). Forse, l'uomo, essendo unico e solo a doversi occupare di un tratto così lungo, non arriva (mai) a giungere fino alla fine del paese? Fatto sta, che l'anziano gli aggiungeva: "i soldi che danno a lei, vengono dalle tasse che noi cittadini paghiamo". Nel silenzio, l'altro si dileguava.

Intanto, per non essere sommesi da lattine, cartoni, escrementi di cane, bottiglie ed ogni altro genere di rifiuti, dopo aver avvertito già da tempo il sindaco, l'unica soluzione che rimaneva era quella del fai da te. Ramazza, bidone e olio di gomito. E così ha già fatto qualche residente.

Un anno fa, abbiamo avuto modo di protestare attraverso le righe di questo blog per i parcheggi selvaggi, sempre nella stessa via e precisamente a ridosso della giornata di Ferragosto. Con la certezza che i parcheggi a pagamento NON ci saranno neanche quest'anno (pare che la cifra richiesta dal demanio sia stata talmente alta da scoraggiare l'operazione "strisce blu" che invece avrebbe potuto portare qualche utilissimo euro nelle casse comunali e dare un temporaneo impiego a qualche bisognoso), è più che OVVIA una nuova ondata di PARCHEGGI SELVAGGI. Ovunque, su marciapiedi, davanti ai passi carrabili, sulle rampe, sui muretti, sui terrapieni, ecc. ecc.

Ma non è finita quì. Insistendo sulla questione parcheggi, questa volta a rendere il quartiere una vera e propria "zona industriale", ci pensano (sia pur legittimamente, non essendoci divieti che li obblichino a sostare più a monte nell'apposita zona), i camionisti dei TIR invadono la via. Per la verità, uno di questi è un vero (voluminoso) gioiello di tecnologia moderna, ha perfino i cerchi in lega leggera. Fatto sta, che ne bastano un paio e la sezione stradale si restringe di un bel po'.


Ma non è affatto finita quì. Giornalmente, la zona intermedia della via (quando la bretella era chiusa si usava quella zona), alcuni furgoni e camioncini, usano travasare la propria merce (prima in strada e dopo sui mezzi), per smistarla, probabilmente nei vari negozi. Ma ci sono anche trasporti diversi: trasporto animali, cavalli, vitelli, maiali... insomma, si lavora alacremente nella periferia. Tutto questo in una zona di ampio transito di bagnanti con i neonati in braccio e con la nonna al seguito.

Per la verità, ove scongiurare ulteriori "ORRORI DELLA PERIFERIA", sono - lo scorso inverno - state installate le telecamere. Ma... c'è già chi è tornato a buttare la propria "monnezza" dove capita, mentre altri fanno addirittura la "raccolta differenziata" negli appositi cassonetti.








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lunedì 31 gennaio 2011

Vi invitiamo a partecipare....è un dovere per la nostra MARTORIATA MESSINA

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO (messaggio a cura del Movimento Consumatori del Sud)

Continuiamo a vedere nascere nuove Associazioni, nuovi Movimenti, tutti di gente libera, diversa e che vuole un mondo migliore. Ma cosa si intende per un mondo migliore, visto che alla fine di ogni dibattito si rinvia al prossimo dibattito la discussione degli atteggiamenti da assumere.

Ma cosa si intende per cambiamento? Quando arriverà la volontà vera di fare in modo che le cose cambino? Che senso ha continuare a creare nuo...ve associazioni quando già ne esistono a centinaia…o forse è il solito vecchio vizio di essere Presidenti di qualcosa?

Oggi Messina è allo sbando, OGGI. Oggi che ne parliamo e scriviamo!

Oggi Messina è nel baratro e sta precipitando sempre più in fondo. Oggi, adesso e subito va fatta qualcosa. Oggi, che per vendetta fra politici scopriamo le marachelle di Natale, le regalie della signora Aliberti ad associazioni fantasma e che poco avevano di sociale (a meno chè una tombolata non sia un fatto altamente sociale, come una macchina parcheggiata a Piazza Cairoli).

Oggi, adesso e subito è l’ora di chiedere conto dei nostri soldi. Di chiedere se Ligabue canta messe o va in giro con un certificato di disabilità (le uniche due motivazioni per cui poteva risparmiare di dare 360.000 euro circa alla città di Messina, che notoriamente “naviga nell’oro”).

Ora, adesso e subito bisogna chiedere che senso ha avuto spendere 80.000 euro dei nostri soldi per una partita della Juventus. Ora adesso e subito dobbiamo chiedere conto degli affitti mai pagati delle case di proprietà comunale e quindi nostre – e stiamo parlando di circa 7.000.000 di euro che mancano dalle casse del comune di Messina - .

Ora, adesso e subito dobbiamo chiedere dell’allegra gestione del suolo pubblico a Messina. Ora, adesso e subito dobbiamo chiedere conto delle 12 vite spezzate nelle strade cittadine, dei 38 morti di Giampilieri, dei 7 morti dell’autostrada, dei morti del Segesta.

Ora, adesso e subito dobbiamo chiedere conto dell’Arsenale che ha chiuso, dell’Ospedale militare che ha chiuso, della degassifica che ha chiuso, della Smeb che ha chiuso, della Marina Militare che non esiste più, dei 9 Messinesi al giorno che emigrano perché questa città evidentemente non li vuole.

Ora, adesso e subito dobbiamo capire perché RFI leva navi dallo stretto, perché vengono eliminati i treni a lunga percorrenza, perché i pendolari non sono salvaguardati.

Ora, adesso e subito dobbiamo e possiamo fare qualcosa per Messina se davvero siamo diversi e se amiamo questa città, altrimenti ….diciamo la verità: ci basta il nome in un giornale, ci basta essere stati organizzatori di un piccolo evento, ci basta conservarci quel piccolo ritaglio di giornale da mostrare, un giorno, ai nipoti…ma cortesemente finiamola di dire che siamo DIVERSI.

Quindi oggi se davvero vogliamo fare qualcosa diamoci un appuntamento subito: organizziamo una grandissima manifestazione davanti al tribunale il luogo dove dobbiamo cercare le risposte! E già che ci siamo gridiamo forte in maniera tale che ci si possano sentire anche dall’Università che è il luogo dove dovrebbero formarsi le coscienze e la cultura.

Siamo stati duri volutamente perché non è più tempo di belle parole, queste se le possono permettere solo le società ricche ed evolute, e lo siamo stati nella speranza che tutti quelli che fino adesso hanno fatto solo parole vogliano davvero cambiare e quindi subito ci organizzeremo affinchè le nostre domande abbiano finalmente risposte! E per non correre il rischio di continuare a ballare mentre il Titanic sta affondando inesorabilmente … Cordiali saluti e speriamo di essere in tanti.

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sabato 27 novembre 2010

SU QUESTI DUE (e sulla discarica) NON SCHERZIAMO!




Proprio oggi, un amico mi faceva notare che qualcuno avrebbe inteso questo mix di foto con tema la discarica di contrada "Carrubbara", quale VIGNETTA realizzata per dileggiare i diretti interessati Santino Di Bella (Sindaco di Pagliara) e Gianni Miasi (Sindaco di Roccalumera).

Ora, a parte il fatto che anche uno stupido avrebbe subito capito che non solo NON è una vignetta ma è piuttosto un tributo all'impegno di queste due persone che fra l'altro stimo (i due volti sono posti rispettivamente a difesa dalla "individuazione selvaggia della discarica"), da sempre. Stima e rispetto, al di là di quanto le parti oppositrici dichiarino.

Inoltre, il tema "discarica" è di tale gravità che mai e poi mai mi permetterei di scherzarci sopra, nè alcuno lo dorrebbe fare. Se poi qualcuno volesse specularci ad arte, lo faccia pure... io, non lo farò di certo.
Giovanni Bonarrigo





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Emergenza discarica di Pagliara. Consiglio comunale in seduta aperta in filanda



(26-11-2010) Consiglio comunale in ADUNANZA APERTA. Diciamo subito che, (nonostante il sindaco abbia fatto passare più volte la macchina degli annunci), la gente nel salone della filanda era abbastanza poca, (poco più di cinquanta persone). Dopo l'introduzione dei lavori ad opera del Presidente Antonio Garufi, a prendere la parola è stato il Sindaco Miasi, il quale ha ancora una volta enumerato i motivi per i quali questa discarica è "contro la legge". Quindi: vicinanza con scuole, abitazioni, ecc. sottolineando il fatto che le falde freatiche sono a pochi metri di profondità e che tutti i tecnici (geologi, ingegneri ecc.), chiamati ad esaminare i luoghi destinati alla discarica, hanno detto che la zona non è idonea. Intanto, come miasi stesso ha confermato, a Palermo hanno detto che la faranno.
Il primo cittadino di Roccalumera, dopo aver aggiunto una parentesi polemica, : "io non sono socio di TirrenoAmbiente, la gente che afferma simili nefandezze non è degna nemmeno di entrare quà dentro".
Riprende il dicorso: "da Scaletta a Giardini, veicoleremo centinaia di volantini per l'adesione del popolo ad un comitato, ci vorrà un minimo di coordinamento, (e fa dei nomi fra i quali quello del Sindaco di Pagliara), per la soluzione di questo problema. Continua: "non possiamo litigare, maggioranza e minoranza su questo problema, dobbiamo fare squadra, dobbiamo parlare un unico linguaggio, dobbiamo dire NO alla discarica".

A seguire, prende la parola il Sindaco di Pagliara, Santino Di Bella: "Concordo con le parole di del Sindaco di Roccalumera. In questo momento non è tempo di polemiche, di maggioranza e minoranza. Le discariche, come dice Giovanni, nessuno le vuole sul proprio territorio, quindi si devono dove la legge lo consente. Vogliono cambiare il titolo della discarica da "rifiuti speciali in "rifiuti solidi urbani" ma rimane sempre pericolosa. Qualcuno ti dice, caro Giovanni (e quì si riferisce a un articolo apparso su un sito internet), di stare attento, io ti dico: stai tranquillissimo, perchè le persone di Pagliara e Roccalumera ci conoscono bene".
Poi ha parlato del colloquio a Palermo: "L'assessore Marino, da poco eletto, lo inviteremo a venire a Roccalumera, perchè ci ha dimostrato di non essere ben informato, lui stesso ci ha chiesto quali sarebbero le alternative e gliele abbiamo elencate".

Quindi, la parola passa al pubblico in sala: Primo a prenotarsi è stato il Prof. Giovanni Totaro che dice (girandosi su se stesso) : "vedo che in questa sala ci sono alcuni Consiglieri provinciali ma mi dispiace che non ci siano Deputati regionali". Poi, ha fatto un breve escursus storico della vicenda: "Anni fa, sono passati con gli aerei e hanno fatto delle fotografie e si sono innamorati di questa zona. Diciamolo chiaro, l'idea di questa discarica è nata nel palazzo comunale di Pagliara e una parte della colpa è del sindaco di Roccalumera. Sono daccordo che bisogna fare quadrato, ma i sindaci si devono cospargere il capo di cenere. Detto questo, condividoil fatto che la discarica sarebbe la fine del nostro territorio".

Prende la parola Santino Metauro, (che ha un bar a Roccalumera, proprio in una zona in cui passerebbero i TIR), che dice: "Questa sera sono deluso, mi aspettavo più persone a questo Consiglio comunale, quindi sono pessimista. Secondo me, questa discaricala faranno. Se per legge non si può fare, allora perchèla fanno? C'è quì un Consigliere provinciale Matteo Francilia, (ma c'è anche Pippo Lombardo, ndr), consiglieri provinciali, che vi abbiamo dato il voto, andate voi a Palermo". Ripete: "La discarica la faranno, se ne sono infischiati di Giampilieri, figurarsi quì. Il Sindaco ha fatto passare la macchina ad annunciare e la gente è assente". Lo sconforto di Metauro contagia una persona del pubblico che parla di danni alla salute che proverranno, tanto che ad acquietare gli animi interviene Garufi dicendo: "dobbiamo essere tutti compatti".

Riprende situazione in mano, Miasi: "Dobbiamo bandire il pessimismo", e spiegando (in riferimento alle parole di Totaro), come in passato lui non sapesse nulla pur avendo chiesto agli organi competenti. Aggiunge: "ripeto, la battaglia non è persa, vogliamo che qualcuno a Palermo apra le carte. E continua: "non sono deluso che si siano cinquanta o sessanta persone, ma saranno centinaia a casa (attraverso le repliche di Tele90, ndr).

E' il turno dell'Avvocato Carlo Mastroeni: "Condivido quanto ha detto l'avvocato Miasi. E' chiaro che a tutt'oggi i margini sono ampi. Ci sono oggi tante e tali soluzioni (si riferisce alla differenziata, forse), che parlare di discariche è fuori luogo. Comunque, ci sono strumenti di legalità da far valere, possiamo impugnare gli atti".

Il Consigliere provinciale Pippo Lombardo prende la parola: "Visto che sono stato chiamato in causa da qualche cittadino che mi ha preceduto, voglio anche io dare il mio suggerimento". Dopo essersi complimentato con il Prof. Totaro, dice: "non diamo illusioni alla gente. Cos'è TirrenoAmbiente, non è una società privata, basta andare su internet.La vogliamo contattare per proporle di fare qualcos'altro e non la discarica? Bisogna interloquire con questi soggetti. Sindaci, non me ne vogliate, il Comitatodeve essere costituito solo da cittadini, devono restare fuori i Sindaci, non c'è bisogno di capi popolo, in quanto spesso c'è un secondo fine politico. Chiamiamo il Sindaco di Mazzarrà Sant'Andrea e lo facciamo venire a Roccalumera. Che ci spieghi perchè la vuole fare quì.

Chiede la parola l'Avvocato Claudia Gugliotta. "Alcuni anni fa, questa zona eraessenzialmente agricola e dedita alla pesca, adesso è morta. La politica dei Consiglieri provinciali e regionali ha ammazzato la zona. Questa zona ha la bellezza naturale, abbiamo anche il mare. Se domani ci fosse un'alluvione, i rifiuti scenderebbero a valle. Non sono però daccordo con Santino Metauro che questa discarica si farà, dobbiamo unirci e trovare delle soluzioni".

Ancora Miasi: "sbalordito, per una volta, in gran parte condivido quanto ha deto il Consigliere Lombardo. Chiamerò lunedì il Sindaco di Mazzarrà Sant'Andrea. Non voglio fare il Capo popolo, fino a quando si costituirà l'assemblea ci sarò, dopo sono pronto a farmi da parte".

Due parole le spende anche il Direttore di Tele90 Umberto Gaberscek: "Qualcuno viene quà a fare il moralista...", e concludendo: "ci vuole l'elenco dei proprietari privati che hanno venduto a TirrenoAmbiente".

Prende la parola il Cons. Matteo Francilia: "Attraverso il dialogo, si ottengono i risultati. Abbiamo fatto delle mozioni che sono state approvate in Consiglio. Al posto della discarica si potrebbe un impianto di pannelli fotovoltaici. Ognuno deve solecitare la propria parte politica, da Destra a Sinistra. I cittadini che hanno messo i nomi di noi Consiglieri sulle schede elettorali, hanno messo anche quelli dei Deputati regionali, che quindi sono chiamati ad agire. Quanto a me, sarò a fianco dei cittadini".

Il dott. Franco Romeo di Furci, prende la parola: "Guardare al passato non risolve i problemi. Dobbiamo accogliere l'istanza del Sindaco Miasi, affinchè si faccia il Comitato. E conclude così:"I Comuni coinvolti non saranno solo i due interessati, ma anche quelli limitrofi".

Prende la parola l'Avvocato Nino Fleres: "tutti sanno la mia opinione sulla discarica. No, no, mille volte no. L'Unione dei Comuni ha fatto la sua parte e nel modo giusto. Servirà anche una fiaccolata, nella quale dovranno partecipare i cittadini di tutta l'Unione dei Comuni. Che venga quì il presidente Lombardo e guardandi dall'alto i luoghi, ci dica se questa discarica si può fare".

Ecco un illuminato consigliere Pippo Campagna che inizia: "Dobbiamo essere tutti dalla stessa parte, perchè questa volta non vince Campagna e perde Miasi, ma perde tutta la gente. E dopo aver ragionato sul chiarimento di Miasi in merito alle dichiarazioni fatte da lui stesso all'indomani della riunione a Palermo, dice: "nella vita, solo chi non fa niente non sbaglia". Ma aggiunge: "forse Miasi in questi anni si è un po' rilassato". Ma riprende: "Se il Sindaco Miasi si metterà la fascia non rimarrà solo a combattere". Ma nuovamente precisa: "Forse, l'8 Ottobre, sarebbe stato megli se fossimo andati tutti a Palermo". Poi incita: "Dobbiamo stanarli, dobbiamo convincerli a desistere, nonostante lì vicino ce ne sono altre due (discariche), anche se comunali. E conclude con un anatema: "Se si farà, questa passerà alla storia come la discarica del Sindaco Miasi".

Ma anche il Consigliere Brunetto (di Alì Terme), vuole dire la sua: "Vorrei semplicemente dire che, come cittadino della riviera ionica, nonostante si sia la TV, bisogna sensibilizzare la cittadinanza". E aggiunge: "Sarò vicino a voi, perchè mi rendo conto di questo dramma. Sarò portavoce".

Non manca all'appello neanche Mauro Sparacino, Assessore allo Sport del Comune di Roccalumera: "Questa sera, sono rimasto molto ma molto deluso. Mi sono annoiato e, mi sono risvegliato con l'intervento del Prof. Totaro. Stiamo parlando del nostro diritto alla salute e i nostri cittadini non partecipano. Ci era rimasta solo un po' di aria pulita e ci vogliono togliere pure questo. Conclude secco: Questa sera ho sentito solo chiacchere e non risolutive".

La parola passa al Consogliere Carmelo Spadaro: "Anche io mi sarei aspettato più gente, che si è allontanata dalla politica perche ha perso la fiducia. Io, mi sono fatto carico, attraverso una associazione ambientalista "Farre Verde" a Roma, di Di Maio, che verrà quì nella zona. Poi aggiunge: "Stanno spendendo quattro milioni di Euro per questa discarica. Dobbiamo andare a Parlare con il Presidente Lombardo!".

Unica fra i giovani (non politici) del pubblico presente, si accosta al tavolo del Consiglio, giovanissima Valentina Caminiti, che con chiare e risolute parole dice: "Sono da sempre innamorata del mio paese e, non concepisco che l'alternativa ad una discarica sia un'altra discarica, quando con questa bottiglia vuota (dal tavolo prende una bottiglia di PVC), si può realizzare un maglione. Io credo che posso vivere a Roccalumera. Proponiamo idee, io quì non vedo giovani".

Chiude la Prof. Rosetta Nicita: "La bellezza di questa serata è che tutti abbiamo capito le reali necessità del territorio.......".
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03 Novembre 2009 - Miasi convoca popolo e politici e dice NO alla discarica di Pagliara
19 Novembre 2009 - Roccalumera. (Aula Consiliare). Riunione con tecnici e politici, contro la discarica
8 Novembre 2010 - Consiglio comunale in filanda. Ad un anno (esattamente si tenne il 03 Novembre 2009) dalla Conferenza stampa che riunì nomi importanti della politica, (fatta annunciare dal Sindaco Miasi dalla macchina degli annunci e dai manifesti), e dopo la riunione che seguì nell'Aula Consiliare del Comune (il 19 Novembre 2009) alla quale parteciparono non i consiglieri della minoranza ma maggioranza e tecnici, sia di Roccalumera come del Comune di Pagliara, ecco che ieri sera si è tornato a parlare di discarica in contrada "Carrubbara". Sarebbero stati i quotidiani a far scattare un nuovo allarme per la notizia dell'inserimento della stessa nell'elenco delle discariche da realizzare in Sicilia in seguito al "Piano Cancellieri".





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venerdì 19 novembre 2010

Discarica di Pagliara. Cattive notizie dalla visita a Palermo. Miasi chiama tutti a costituire un comitato







Caro Direttore,
oggi, assieme al mio Presidente del Consiglio, al mio Vice Sindaco ed in compagnia del Sindaco Di Bella di Pagliara, dell’avv. Gugliotta, Presidente del Consiglio, del consigliere comunale Gugliotta nonché del Presidente dell’ATO ME 4, Racco e dal Presidente del Consiglio dell’Unione, Santoro, siamo stati ricevuti dall’Assessore Regionale all’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità, dott. Marino.
L’argomento riguardava l’ipotesi di realizzazione di una discarica di RSU in contrada Carrubbara di Pagliara e l’opposizione dell’intero territorio a tale opera.
Orbene, l’incontro, anziché fugare i dubbi , le paure e le perplessità, li ha, caso mai, aumentati così come sono aumentate le nostre preoccupazioni.
Nessuno, né l’assessore né il dirigente generale, ha detto a chiare lettere che la discarica in contrada Carrubbara non si farà: tutt’altro. E’ stato detto che in qualche luogo i rifiuti devono andare e, alla fine, che il piano regionale, ancorché non definitivo, è quello che la stampa ci ha presentato, e, una volta che la discarica di Contrada Carrubbara avrà la progettazione esecutiva ( a breve) può andare bene.
Ora mi pare che sia giunto il tempo che ognuno, senza se, senza ma, senza i vediamo, senza i rimandiamo, dica da che parte sta.
A cominciare da Pagliara e da alcuni consiglieri comunali ed assessori.
Io la mano sul fuoco per il Sindaco Di Bella, per il Presidente del Consiglio Gugliotta e per diversi consiglieri comunali, sono disposto a metterla, per tutti no, perché oramai è chiaro che c’è qualcuno che rema all’incontrario.
Io, tutta la mia giunta, tutta la a maggioranza, e, non temendo di sbagliare tutta la mia minoranza, siamo contro la discarica in contrada Carrubbara e lo abbiamo detto e dimostrato in tante occasioni.
Vogliamo sapere perché, ad esempio: se a Santa Teresa di Riva, in contrada Ligoria, dove vi è l’attuale discarica, esiste un progetto per ulteriori 120.000 metri cubi, la Regione fa finta di non sapere nulla, se a Francavilla, in contrada Morfia, dove vi è l’attuale discarica, vi è un altro progetto per 140.000 metri cubi, la regione fa finta di non sapere nulla, vogliamo sapere perché la discarica deve sorgere in contrada Carrubbara, vicino al cimitero, agli abitati, alle sorgive, alle zone di espansione, alla Croce Rossa, al Campo Sportivo, in un territorio fragilissimo ed esposto a continui smottamenti, e non deve sorgere altrove dove è giusto che sorga?
Vogliamo sapere se Roccalumera deve essere sventrata e resa puzzolente e votata al fallimento di ogni possibilità di sviluppo economico e turistico oppure deve essere difesa.
Vogliamo sapere perché la discarica si deve fare in contrada Carrubbara quando tutte le Amministrazioni della zona sono contrarie, la provincia regionale è contraria, la scienza ed il buon senso sono contrari?
Ed io e la mia amministrazione vogliamo sapere se la discarica deve sorgere in contrada Carrubbara perché una società privata ha acquistato i terreni oppure vale ancora la legge, scritta nero su bianco da questo governo giusto quest’anno, che le discariche debbono essere pubbliche e gestite mano pubblica.
Io chiamo tutti i cittadini, di qualunque colore politico, a raccolta: dobbiamo difendere il nostro territorio, la nostra salute, quella dei nostri figli,noi siamo la sovranità popolare e non saranno quattro burocrati regionali o politici disattenti a metterci dinnanzi al fatto compiuto.
La storia ci insegna che se il popolo si oppone nulla è possibile fare.
Propongo la costituzione immediata di un comitato di cittadini anti discarica quanto più ampio possibile e l’indizione, per i primi di dicembre di una grande manifestazione pubblica.
Chi ci sta batta un colpo.
Gianni MIASI SINDACO DI ROCCALUMERA

03 Novembre 2009 - Miasi convoca popolo e politici e dice NO alla discarica di Pagliara
ROCCALUMERA - (8 Novembre 2010). Consiglio comunale in filanda. Ad un anno (esattamente si tenne il 03 Novembre 2009) dalla Conferenza stampa che riunì nomi importanti della politica, (fatta annunciare dal Sindaco Miasi dalla macchina degli annunci e dai manifesti), e dopo la riunione che seguì nell'Aula Consiliare del Comune (il 19 Novembre 2009) alla quale parteciparono non i consiglieri della minoranza ma maggioranza e tecnici, sia di Roccalumera come del Comune di Pagliara, ecco che ieri sera si è tornato a parlare di discarica in contrada "Carrubbara". Sarebbero stati i quotidiani a far scattare un nuovo allarme per la notizia dell'inserimento della stessa nell'elenco delle discariche da realizzare in Sicilia in seguito al "Piano Cancellieri".




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martedì 9 novembre 2010

Discarica di Pagliara inserita nel "Piano Cancellieri". Politici ancora in filanda



03 Novembre 2009 - Miasi convoca popolo e politici e dice NO alla discarica di Pagliara

19 Novembre 2009 - Roccalumera. (Aula Consiliare). Riunione con tecnici e politici, contro la discarica

ROCCALUMERA - (8 Novembre 2010). Consiglio comunale in filanda. Ad un anno (esattamente si tenne il 03 Novembre 2009) dalla Conferenza stampa che riunì nomi importanti della politica, (fatta annunciare dal Sindaco Miasi dalla macchina degli annunci e dai manifesti), e dopo la riunione che seguì nell'Aula Consiliare del Comune (il 19 Novembre 2009) alla quale parteciparono non i consiglieri della minoranza ma maggioranza e tecnici, sia di Roccalumera come del Comune di Pagliara, ecco che ieri sera si è tornato a parlare di discarica in contrada "Carrubbara". Sarebbero stati i quotidiani a far scattare un nuovo allarme per la notizia dell'inserimento della stessa nell'elenco delle discariche da realizzare in Sicilia in seguito al "Piano Cancellieri".

Ancora più nutrita ieri sera, la presenza dell'alta politica (fra i presenti: l'Assessore Provinciale Petrella, l'On. Giovanni Ardizzone, l'On. Franco Rinaldi, l'Assessore provinciale Lino Monèa, l'On. Picciolo, Leonardo Racco (Presidente dell'ATO4), i Consiglieri provinciale Lalla Parisi, Matteo Francilia, Mario D'Agostino e Pippo Lombardo), ma c'era (e si è ben fatto sentire) anche il Sindaco di Pagliara. Scarso il pubblico, (forse perchè all'orario -le 18:30- tanta gente lavora, forse perchè... la gente ormai è un po' sfiduciata. Comunque, fra questi presenziavano... il parroco Don Santino Caminiti e Padre Salvatore Orlando.

LA SITUAZIONE ADESSO E' GRAVE?
Prendeva per primo (come ovvio) la parola il primo cittadino di Roccalumera. il quale, come un anno fa, iniziava con l'elencare i motivi per i quali la discarica in contrada "Carrubbara" non s'ha da fare ne domani nè mai. Diceva: "Credevamo che la questione discarica in contrada Carrubbara" (500.000 mc.) fosse stata archiviata. Saputa la notizia di questi giorni, abbiamo telefonato alla Regione ma abbiamo ricevuto il più totale silanzio. La Provincia Regionale, nella persona dell'Assessore Petrella), ha fatto la sua parte, affermando che non coi sono le condizioni per fare una discarica nel nostro territorio, che è friabile, franoso, sul quale a 60 - 70 metri di profondità insistono le falde acquifere per l'acqua potabile dei due Comuni. Questa, sorgerebbe a 150 metri dal Cimitero di Roccalumera e vicina a territori dedicati a culture pregiate. Inoltre, la legge prevede che a meno di un chilometro non si possano realizzare discariche, invece Roccalumera è situata a seicento metri e Pagliara a circa 260". Miasi ha poi descritto il traggitto dei TIR che dallo svincolo percorrerebbero quasi l'intero lungomare per risalire davanti alla chiesa della Madonna del Carmelo e proseguire lungo la via Collegio, luogo dedicato al Centro Sportivo e sede dei VdS della Croce Rossa.

A seguire, l'Assessore Petrella: Sono certo che non avverranno quì le questioni di Terzigno... eccetera. Devo dire che la Provincia regionale non era mai stata informata della realizzazione di questa discarica. A suo tempo, ci fu una mozione in Consiglio Provinciale da parte di Muscarello, Francilia, Parisi... ed ha elencato tutti gli altri), in seguito, venerdì 26 Novembre 2009, ci fu un dibattito in Aula alla Provincia, nel quale i responsabili ritenevano in quella sede sufficiente la discarica di Mazzarrà Sant'Andrea. A poi aggiunto: "spesso ci viene detto che le cose ci passano (alla Provincia ndr) sopra la testa. Io, mi sono premurato di telefonare alla Regione siciliana e dicevano che non esisteva nulla, sono andato a Palermo con la dottoressa Musumeci. La mozione fu approvata con esito negativo. Aggiunge: "innanzitutto il sindaco di Pagliara deve uscirsene immediatamente da questa partecipata, perchè non può essere socio di qualcosa che non vole.
Intorno alle ore 19:50, arriva scusandosi, l'Onorevole Rinaldi.
Petrella conclude: "Sul Piano Cancellieri risulta inserita anche la discarica di pagliara, rimbocchiamoci le maniche tutti quanti, Provincia, Regione, Comuni, altrimenti finirà che questa discarica ce la ritroveremo sulla testa.

Segue l'intervento del capogruppo di maggioranza Rita Corrini alla quale segue quello del consigliere (indipendente) Avv. Nino Fleres, che fra l'altro afferma: "se realizzeranno la discarica, per il bene dei miei figli, farò quello che molti fanno a Terzigno, che si mettono davanti ai camion a rischio della propria vita.
Segue l'intervento del capogruppo della minoranza Pippo Campagna il quale con dovizia di dettagli in un intervento fiume, riassume in modo polemico l'iter a suo dire scellerato operato dal Sindaco e dalla maggioranza e che probabilmente porterà alla realizzazione della discarica. Vogliamo ricordare solo una sua frase: "il sindaco, ad una montagna di carte, ha risposto solo con tre foglietti".
Breve ma incisivo l'intervento del Presidente del Consiglio Antonio Garufi, il quale si scusa per le chiacchere di Campagna, poichè leggittime o no, "i panni sporchi si lavano in famiglia".
E' quindi il turno dell'On. Giovanni Ardizzone, che subito dice: "non c'è bisogno che lei si scusi, noi siamo abbastanza collaudati. Vi posso dire che nulla è ancora compromesso, sebbene sono cose calate dall'alto".

L' On. Giuseppe Picciolo è meno ottimista e dice nel suo intervento: "se hanno deciso di realizzare unadiscarica in contrada Carrubbara a Pagliara, non lo hanno certo fatto per buttare i soldi".

E' il turno dell'On. Franco Rinaldi che al clou del suo breve intervento afferma: "anche domani stesso convocherei i sindaci del territorio per fare un incontro a Palermo".

Segue l'intervento accalorato del Sindaco di Pagliara Santino Di Bella ma subito dopo interviene l'Assessore Lino Monèa che (unico) fa notare la latitanza della gente in sala e sul tema ragiona, ma lo abbiamo già discusso in premessa. Non mancheranno poi gli interventi del Consigliere Lalla Parisi, che dirà: "le divisioni politiche andrebbero messe da parte in favore della risoluzione del problema, i nostri organi regionali un po' di chiarezza la dovrebbero fare. E aggiunge: Il Piano Cancellieri ha già preso la via del Ministero. Seguiranno i Consiglieri Pippo Lombardo, Matteo Francilia ed altri.





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mercoledì 3 novembre 2010

Roccalumera. Al Consiglio sulla discarica invitati presidente della Provincia e deputati del collegio

ROCCALUMERA - Sono stati invitati deputati regionali e nazionali. Il presidente della Provincia, l’assessore al Territoro Pietro Petrella e i consiglieri provinciali del collegio. Ed ancora: il sindaco e il presidente del civico consesso di Pagliara. Al Consiglio comunale di Roccalumera convocato per lunedì 8 novembre alle 18. 30 negli ampi locali della Filanda (nella foto), è stata chiesta la presenza di quanti, a vario titolo, hanno competenza sulla discarica la cui realizzazione è prevista nell’ambito del cosiddetto piano Cancellieri in contrada Carrubbara: sul territorio di Pagliara, poco distante dallo svincolo autostradale di Roccalumera. L’assemblea si riunirà in seduta ordinaria e non urgente così come aveva chiesto nelle scorse settimane la minoranza. La conferenza dei capigruppo ha inoltre deciso che il Consiglio non sarà in adunanza aperta così come ipotizzato in un primo momento. In parole povere i cittadini potranno assistere ai lavori ma non potranno intervenire. Per quanto concerne invece i deputati e il resto dei rappresentanti istituzionali è prevista l’audizione. “Nessuna preclusione all’intervento dei cittadini – puntualizza il presidente del civico consesso, Antonio Garufi – sia ben chiaro. La decisione – specifica – deriva dalla necessità di rendere quanto più formale possibile la seduta, in modo da non rischiare che gli atti adottati possano essere inficiati”. In paese c’è grande attesa per la riunione consiliare. “Quell’impianto – è il coro unanime della gente – può rappresentare la pietra tombale ad ogni ipotesi di sviluppo del territorio”. Timori ribaditi dal sindaco di Pagliara, Santino Di Bella, in una lettera inviata la scorsa settimana all’assessorato regionale dell’Energia e al capo regionale della Protezione civile, Pietro Lo Monaco. Una missiva accompagnata dall’invito “ad eliminare dal piano rifiuti la discarica che – scrive il primo cittadino - comporterebbe un grave rischio per la salute dei cittadini oltre che un danno all’economia del nostro Comune e dei Comuni limitrofi per lo sviluppo turistico e per l’agricoltura, uniche fonte di guadagno per i miei concittadini”.





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martedì 26 ottobre 2010

Ma guarda un po' la... coincidenza




Lo so, farei meglio lasciar perdere e dedicare questo tempo ad altro. Tanto ognuno in questo mondo resta quello che è, facendo ciò che magari... ritiene giusto nel momento che reputa più appropriato. Anche se stiamo parlando di questioni di paese, difatti, è più che sacrosanto difendere i più deboli, evidenziare manchevolezze da dovunque provengano, disservizi, lamentele e quant'altro. Beh! (secondo il mio pur modesto parere), sarebbe ancora più giusto se la tal persona si rimboccasse le maniche o, avendone le facoltà economiche, mettesse mano al portafogli. Ma probabilmente, queste ultime parole, se l'interessato (riconoscendosi) dovesse leggerle, sono sicuro che non le prenderà nemmeno in considerazione.

Nel post precedente, avete letto in che modo una esercitazione di Protezione Civile possa preparare la gente (era ora che si facessero nella riviera jonica, altrove sono decenni che vengono realizzate con successo), all'eventualità di un terremoto od alluvione. Sciagure che Dio ci scampi ci auguriamo tutti non debbano mai accadere da nessuna parte ma, qualora disgraziatamente si dovessero verificare, ecco che: sapere cosa fare, come farlo in sinergia con le istituzioni competenti e nei tempi più stetti possibili, può sicuramente salvare tante vite umane.

A Sciglio, domenica scorsa (come a Giampilieri e paesi tristemente famosi per i fatti di Ottobre), si è svolta una SIMULAZIONE DI TERREMOTO. L'enorme spiegamento di forze, all'interno del quale il "C.O.C" del Comune di Roccalumera ha dimostrato grande capacità ed efficienza, ha dato idea di quanto lavoro e collaborazione siano necessari anche in una semplice esercitazione. Non è stato un gioco neanche per i bambini delle Scuole Elementari che diligentemente hanno dedicato mezza giornata, rubata agli svaghi della domenica. Erano le sette di mattina, quando già l'aula consiliare del Comune (organizzata dal Sindaco Miasi), era zeppa di Carabinieri, Autorità, Vigili Urbani, impiegati del Comune, nonchè elementi della Maggioranza consiliare. Non è stato un gioco nemmeno per le tante ambulanze e tantomeno per il gruppo dei VdS di Roccalumera, che hanno mostrato alla popolazione (qualora ce ne fosse ancora di bisogno), cosa significhi efficienza e professionalità nel lavoro di salvare vite umane.

Ebbene, tutta questa premessa per dire poi cosa? Che qualcuno, il giorno seguente, Lunedì 25 Ottobre, in coerenza con il proprio io, vedendo i video su un sito jonico, video che mostravano i momenti salienti dell'esercitazione, avrà probabilmente pensato: "voilà, l'ennesima passerella del sindaco Miasi per farsi pubblicità fra la gente". Così, di buon mattino, sfidando la pioggia ma protetto ammalappena da un simil ombrellone da spiaggia, si recava prontamente dallo stesso direttore del sito per esigere giustizia. Ecco allora apparire lo scoop. Un video lo ritraeva ad Allume, davanti alla casa che fu tristemente vittima di un danno e di una beffa per la quale neanche "Striscia la Notizia" potè ricondurre mamma RAI a rimediare almeno alla beffa. Così, il signor Campagna, (oops! mi è sfuggito il Cognome), ci ha ricordato che il muro promesso dal sindaco qualche tempo fa non è stato ancora realizzato. In effetti il muro non esiste, la casa è disabitata e sul resto, per il momento sorvoliamo...

Ma gurda un po' la coincidenza. Demagogia? Ma nooo! Solo, vero e disinteressato amore per la gente. Sempre il giorno dopo, però!




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mercoledì 1 settembre 2010

"FIUMEDINISI al dissesto!". Repici accusò, De Luca minimizzò e passò ad altre emergenze.




Non ho potuto presenziare ai due comizi, il primo del Gruppo di minoranza consiliare fiumedinisana (tenutosi lo scorso 27 Agosto in Piazza San Pietro), e il secondo (Domenica 29 Agosto, in Piazza Matrice), diretto ed eseguito dall'On. Cateno De Luca.
Ma, poichè già da tempo mi sono reso conto che quanto succede a Fiumedinisi è argomento di interesse non solo del loro Comune ma comprensoriale se non addirittura dell'intera isola, mi sono rivolto alle puntuali repliche TV.

Il comizio del capogruppo Francesco Repici:
Saltata (per questioni di tempo), tutta la parte riguardante gli interventi propedeutici a quello di Repici, (riguardanti: Nino Maisano, presidente dell'Associazione "Pietraossa" e la naturalista Anna Giordano), ho cercato di non farmi sfuggire nemmeno una parola di quanto stava per riferire il giovane Repici, che -io in quanto blogger e non giornalista- mi permetto di definirei grintoso ma alquanto acido nell'esposizione scenica nonchè di animo semplice e dalle chiare speranze. Dall' elenco valanga di abusi, disservizi e dissesti segnalatici dallo stesso, non poteva mancare il più volte citato muro sul torrente Nisi. Ma andiamo per ordine:

1) L'orrendo muro, al dire di Repici, è stato realizzato là dove erano previsti dei "gabbioni" di pietre e posto molto più al centro del greto del torrente stesso per dar spazio e superficie alle terre di C.da "Vecchio" di proprietà del da lui definito "Conte Ruggero" (ove costruire la Fiumedinisi "Nuova", ndr). Tale obbrobbriosa opera, restringerebbe talmente la larghezza del suddetto torrente, tanto da costituire in caso di pieno un serio pericolo di esondazione sulla sponda opposta.

2) La Via di fuga, (che condurrà un domani al costruendo "Centro Benessere" e ad un complesso turistico residenziale provvisto anche di campo da calcio regolamentare e quant'altro, ndr), anch'essa tema più volte dibattuto pubblicamente, non sarebbe -secondo Repici- un capolavoro di proggettazione e percorribilità, (su questo il sottoscritto non può dargli torto, avendola percorsa più volte in auto ed avendone constataro la tortuosita unita ad una larghezza non adeguata proprio nelle curve, ove un autobus turistico dovrebbe transitare, situazione che si complicherebbe nell'ipotesi di incrocio di questi con altro veicolo proveniente dal senso opposto), ma sul resto preferiamo sorvolare.

3) Il "Centro Benessere", che Repici reputa un "mostro ecologico" (così denotando una sua sensibilità ambientalista), è opera dichiaratamente di proprietà dello Stesso De Luca, pardon "Conte Ruggero", è quì segnala un ulteriore abuso: sorgerebbe proprio in mezzo alla linea di compluvio di due colline. Chiaramente quì si rimanda all'eventualità di frane da alluvione (come nello scorso 1 Ottobre 2009), con probabili conseguenti nuovi disastri.
4) Il ponte pedonale, opera in legno (che sostituisce una vecchia passerella costituita da due tavoloni da carpenteria posti sul torrente, ndr), oggi collega la via comunale al "Centro Benessere". Ebbene, secondo Repici, tale opera costituirebbe pericolo in caso di piena perchè troppo bassa. (Avesse guardato il nuovo ponte di Allume, allora... ci avrebbe fatto Causa?).

5) La viabilità rurale e il cimitero, sarebbero oggi in condizioni di totale abbandono. In una contrada che ha precisato, sarebbe stata segnalata, oltre alla sporcizia, anche la presenza di topi moti. Repici precisa in siciliano: "ci sunu i pulici, i piddizzuni e i surici motti".

6) L'illuminazione del paese, sarebbe talmente ammalorata dallo spegnersi al primo scroscio di pioggia, ma anche la manutenzione del verde pubblico sarebbe in stato di abbandono.

7) Un palazzo di fronte alla chiesa di San Pietro. Sarebbe prevista fra i le opere da realizzare, una palazzina (credo con scopi turistici anch'essa), che dovrebbe sorgere proprio di fronte alla chiesa di San Pietro, oscurandone e deturpandone la secolare bellezza. (Quì - se autenticamente - il giovane Repici denota la sua sensibilità verso il partrimonio storico-monumentale).

8) La fontana realizzata nel 1896, è anch'essa oggetto di attenzione nel discorso accorato di Repici. In effetti, nel terreno sovrastante e retrostante starebbe nascendo l'ennesima struttura in cemento armato. Potrebbe trattarsi di un altro albergo. Ancora attaccamento alla storia del proprio paese?

Questi otto, Vi sembrano punti di poca importanza? A voi lettori la sentanza. Ma se pensiamo che il tutto è a corollario 16 milioni di finanziamenti già incassati (che per la Minoranza sono stati ottenuti per opere totalemente inutili, vedi Scuola degli antichi mestieri), denaro ottenuto da Fiumedinisi in questi anni, mentre il Comune sarebbe ormai al dissesto, allora ci sarebbe da riflettere seriamente. Intanto, carte bollate all'indirizzo della Corte dei Conti e ricorsi al TAR di Catania. Infatti, le stesse avrebbero interessato oltre alla tematica di un presunto dissesto, numerosi abusi quali: il Consorzio degli Antichi Mestieri e l’”Unione dei Comuni Valle del Nisi Area delle Terme”, il cui Statuto è stato giudicato pregiudizievole per un effettivo sviluppo del territorio a cui si rivolge l'Unione.

Infine, in un sussulto di estremo coraggio (dote che non gli manca), Repici definisce "il Conte Ruggero", il peggiore sindaco di sempre e si augura che la vera rinascita inizi con la sua estromissione.

La replica di De Luca:
il comizio del Deputato-Sindaco, che lo vedeva chiamato a rispondere (ancora una volta) a tante accuse più o meno gravi, lo vede invece sornione, ironico e perfino baldanzoso. Chiaramente il primissimo suo riferimento è rivolto al Capogruppo di minoranza, del quale dice: "certi signori, per i loro imperanti disturbi, forse fanno uso di psicofarmaci". Poi, passa ad occuparsi delle tematiche che a suo dire provengono da pseudo jettoatori, e cioè riferite a invocate piene del torrente. Risponde a proposito del famigerato muro d'argine, (o "difesa spondale"), che là dove sono stati realizzati utilizzando "gabbioni di pietre" (e quì gli posso dare ragione), proprio la piena li ha spazzati via con estrema facilità. Il chiaro riferimento è a quelli recentemente realizzati sul territorio di Savoca.

Il Deputato di Sicilia Vera, quasi da subito sorvola sui tanti punti mossigli ad accusa e si fa forza dei consensi elettorali ottenuti, prima come Sindaco nel 2003, poi come Deputato MPA nel 2006 e poi ancora come Sindaco (con quasi il 70% dei fiumedinisani a suo favore), e ancora riconfermato Deputato due anni orsono. Sul suo grande palco, infatti siedono alle sue spalle diversi sindaci a lui riconoscenti e fedeli, fra i quali: Giuseppe Di Tommaso (Nizza di Sicilia), Carmelo Satta (Alì), il sindaco di Scaletta Zanclea, di Mandanici... oltre al Consigliere Provinciale Pippo Lombardo.

Ammette anche di aver commesso degli errori, De Luca, pur dichiarando di non essersi mai abbattuto e di non farlo adesso, di fronte a fiumane di querele anonime, di Cause in Tribunale e quant'altro, piovutegli a suo dire da invidiosi e politici scorretti. Poi, vola alto, molto alto e il suo discorso si allontana da quella che è la classica caciara di paese per atterrare a "Palazzo dei Normanni". A Palermo. Tema anche questo già dibattuto da lui stesso in passato, i debiti dell'intera Sicilia. Enormi debiti, si parlerebbe di 600milioni ma lui sussura -e non smentito da alcuno al Palazzo, dice- di... ben sei miliardi di euro. O forse ho sentito male?
Aggiunge: "ad Ottobre gli impiegati non potranno più essere pagati". Ritorna così a parlare di giochi ed inciuci politici di dimensioni macroscopiche che riportano la Sicilia ad un triste realtà da sempre subìta dal suo popolo. Di fronte a tale immenso problema -dice- non ci dovrebbero più essere divisioni di "colori" o casacche.

Torna poi alle tematiche di Fiumedinisi, che inneggiano anche al topo morto. Ancora sarcastico, dichiara: "nessuno gli ha detto di mangiarselo" e prosegue: "La verità, è che spesso la gente si rivolge al sindaco per richieste che non gli competono". Per il servizio di pulizia oggi c'è l'ATO, probabilmente questa non fa bene il proprio lavoro.

Dimenticavo. Verso la metà del suo lungo comizio, De Luca fa portare sul palco due coppie di regali, (un quadro-poster della Madonna Annunziata -patrona del paese- e il suo libro-tesi di laurea che racconterebbe economia e storia di una Sicilia travagliata). Uno, da consegnare ovviamente al Capogruppo Repici e l'altro a tale "ragionier fantozzi" (così lo definisce), che altrimenti nomina come il "paisano".

RIFLESSIONE PERSONALE:
Cateno De Luca, persona dal temperamento alquanto focoso, dai modi spesso rudimentali, (lui stesso si definisce "rurale"), persona con la quale io stesso ho avuto più volte modo di discutere sia pur per brevi momenti, ha indiscutibilmente mire e disegni molto ambiziosi. Uomo generoso d'animo, guarda si al suo paese (Fiumedinisi), si al territorio di appartenenza (quello jonico), ma più ancora all'intera economia siciliana senza trascurare gli equilibri di governo che imperano a Roma.
Infatti, pur dando (io personalmente) per scontata la sua onestà politico-imprenditoriale, (infatti, se pensassi ad abusi di potere e collusioni, allora dovrei aprire un diverdso discorso fatto di prove e non di chiacchere di piazza), ritengo che le sue mire progressiste si scontrano e si scontreranno sempre più con una mentalità di paese. Paese che si sarebbe accontentato di molto ma molto meno. Questo, i sindaci, le maggioranze e la politica che ha preceduto De Luca lo sapevano bene, e per questo (magari sfuttando debolezze e bisogno per disoccupazione) hanno ciclicamente "giocato" la carta delle promesse da reiterare di legislatura in legislatura. "Tanto poi la gente si dimentica ed il tempo passa".

Oggi, leggittimamente, alla paura paesana si aggiunge il terrore di un progresso troppo faraonico per essere reale e quindi non lo si vuole, si teme altresì un potere troppo concentrato nelle mani di un solo cognome. De Luca. E poi, dalle nostre parti si è sempre "tiratu a campari", e magari certa gente pensa: "chi troppo promette lo fa per scopi suoi, non certo per il popolo". La gente si è sempre accontentata con L'UOVO OGGI piuttosto che con la GALLINA DOMANI. Qualche cantiere scuola (comunque, oggi anche quelli bloccati da Palermo, mentre c'è chi dice che i soldi se li sono spartiti i Sindaci), qualche favoruccio a qualche amico che porta voti e... per gli altri che tirassero la cinghia.

Il dubbio stesso che le travi ed i pilastri di oggi, rimangano opere incompiute ai posteri quali "Mostri ecologici" il cui unico valore sarà il costo di demolizione nonchè il trasporto dei relativi calcinacci a rifiuto, è quindi leggittimo anch'esso.

La speranza, (difficoltosissima) invece, e che il "pazzo" Cateno (o Conte Ruggero che dir si voglia), trasformi veramente la già retrograda ed isolata Fiumedinisi nella "NUOVA TAORMINA", è il gancio in mezzo al cielo al quale si aggrappano gli ottimisti. Là dove ancora oggi pascolano le pecore e le capre, dove sono fluenti rovi e sterpaglie, un domani... chissà.
Ed il Comprensorio Jonico che negli ultimi trent'anni ha gridato al miracolo per la realizzazione della semplice rete fognaria piuttosto che per l'acqua potabile nelle case, che ha giudicato impossibile che un giorno arrivasse la rete metanifera nella nostra zona, diviso su ogni decisione sempre, un giorno non lontanissimo potrebbe finalmente sfruttare il turismo e VIVERE di orgogliosa risorsa propria. Un Comprensorio, che possa accogliere manodopera locale disoccupata è quindi solo un sogno?

Forse De Luca si rivelerà solo un imbroglione, un falso come tanti altri politici che lo hanno preceduto. Ma questa non sarà una vittoria per nessuno, nemmeno per i suoi detrattori. Tantomeno io ho la SFERA DI CRISTALLO per leggere il futuro mio e della mia Terra, ma se fossi Repici e compagni, indagherei anche sulla concretezza dei piani dei capoccia che spingono il progetto alternativo a De Luca, piuttosto che guardare solo al favore personale. E non parlo di Fiumedinisi ma del Comprensorio Jonico e della Sicilia, quella si dei Baroni e dei lecchini ed infine del popolo sottomesso ed illuso nei secoli.

Forse De Luca altri non è che un BLUFF? Allora cominciamo già adesso a individuare chi non lo è (in alto a Palermo, dico), perchè ogni anno della nostra vita trascorsa ad elemosinare i tre mesi all'ATO piuttosto che un incarico temporaneo al Comune, è un anno perso. E mentre l'odio non risolve ma tritura il fegato di chi lo detiene, il tempo inesorabilmente trascorre e magari c'è qualcun'altro (magari più di uno), che in questo momento ride sulle spalle di Repici, Maisano e Co. i quali infieriscono... sullo scomodo e nemico Deputato Cateno De Luca a Palermo.





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lunedì 30 agosto 2010

"C.A.I. a r.l." Vi raccontiamo la ditta premiata sul palco della Sagra del Verdello di Sciglio













C.A.I.? Di che razza di Azienda si tratta? Sul palco dell'ultima Sagra del Verdello di Sciglio è stato premiato (VIII Premio Fiore di Zagara alla “Sicilia che Lavora” alla Società Agricola Cooperativa Agricoltori Ionici C.A.I. ar.l. - vedi nostra foto in alto), il suo Presidente Salvatore Scarcella. Abbiamo voluto saperne di più.

L'AZIENDA:
La O.P. Società Agricola Cooperativa Agricoltori Ionici C.A.I. a r.l. nasce nel 1987 come cooperativa, grazie all’esperienza dei suoi fondatori che già dal 1954 hanno svolto un’intensa attività nel commercio degli agrumi.La società ha ottenuto il riconoscimento come organizzazione produttori nel 2003. Oggi riunisce 4 cooperative, per un totale di 991 soci e 1800 ettari di terreni agrumetati. I prodotti commercializzati sono: Limoni (90%) e Arance (10%).

Nel 2008, la società ha inaugurato (nella zona artigianale), il nuovo stabilimento sito a Furci Siculo (Me) dotato di un moderno impianto per la lavorazione degli agrumi.

CAI, noi li abbiamo visitati. Brevemente ed informalmente: così, abbiamo appreso dalla stessa voce del Presidente Salvatore Scarcella, che i loro rapporti commerciali sono buoni soprattutto con la Germania, dove esportano il loro agrumi provenienti da varie parti della Sicilia (fra i quali possiamo elencare: "l'Affogliato" - posto in casse di plastica 40 x 30 cm. - lo "Sfuso Limoni" - in casse in cartone 60 x 40 cm. - lo "Sfuso limoni bio" - in casse in cartone 60 x 40 cm. - lo "Sfuso arance" - in casse in cartone 60 x 40 cm. e lo "Sfuso arance bio - in casse di cartone 60 x 40 cm.

Sul coloratissimo sito della C.A.I. (dal quale abbiamo estrapolato alcune delle foto che vedete), alla pagina "NEWS ED EVENTI", riscontriamo quanto ci è stato aggiunto dal Presidente, e cioè che una loro delegazione è stata (dal 3-5 Febbraio), alla Fruit Logistic 2010 di Berlino, ed esattamente alla: Hall 4.1/B-14. Diversamente, una delegazione della Lettonia, (il 7 Dicembre 2009), è venuta a visitare l'Azienda, per instaurare un rapporto commerciale in quanto interessati ad i nostri agrumi.

Insomma, il prodotto siciliano è (come ha affermato Scarcella), il migliore sul mercato ed è molto apprezzato soprattutto all'estero. Il più grave degli inconvenienti che ne frenano la domanda è (come già in più occasioni discusso su questo stesso sito), il costo di produzione e quindi di vendita. Ma, se non abbiamo capito male, altre zone della Sicilia, (vedi Scordìa CT o Ragusa), sono organizzate comunque meglio di noi della riviera jonica.

BREVI ESPERIENZE PERSONALI:
Gli invasi artificiali
(detti anche "laghetti"), che noi pensiamo di realizzare prima o poi, (ma c'è chi è molto pessimista sulla loro reale fattibilità), li ho visti io stesso transitando (più di dieci anni fa) dalle parti di Trapani. Nel trapanese, infatti, l'acqua costa molto meno dei 20 euro l'ora del nostro territorio. Incredibilmente, gli stessi terreni agricoli, più pianeggianti e attrezzati dei nostri, hanno prezzi molto inferiori. Sempre nel trapanese, si produce un ottimo olio d'oliva e un altrettanto pregiato vino. Aziende di medie dimensioni (all'interno delle quali abbiamo apprezzato modernissimi silos in acciaio inox alti come torri), producono e vendono in grande stile, seguendo l'intera "filiera" produttiva (fin dalla pianta), con metodi quantomeno simili agli standard europei.

Torniamo alla breve intervista al Presidente Scarcella: "Noi esportiamo solo prodotto siciliano" ha affermato più volte! Siciliano non vuol dire jonico, aggiungiamo noi. Comunque, come dargli torto? Tuttavia, ove essere ottimisti, riportiamo anche il messaggio conclusivo di Scarcella, nel quale si dichiara disponibile ad una collaborazione con il territorio jonico per un prossimo futuro commerciale. Ma su questo, ci confronteremo sul territorio e nelle aziende. Meglio verificare!






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sabato 14 agosto 2010

FALO' in SPIAGGIA. Loro dicono: "Facemuccillu fari e carùsi..."












NOTTE DI FERRAGOSTO: Che bella cosa festeggiarlo insieme in spiaggia con la famiglia e gli amici, magari mangiando un po' di focaccia, o salsicce già arrostite, un'anguria fresca... e poi il bagno (a chi piace) di mezzanotte. Una tradizione meravigliosa che si ripete ogni anno anche nelle nostre spiagge. Giungono a frotte i turisti mordi e fuggi che si uniscono a quelli che a Roccalumera hanno casa.













Haimè! c'è il risvolto della medaglia. Certi siciliani sono fatti così (ed è infame chi - dal loro punto di vista - la pensa diversamente), se dai loro il dito... si prendono anche il braccio e se poi fai notare che hanno fatto un illecito, trasgredendo ora il codice della strada ora una Ordinanza della Capitaneria di Porto, escogitano uno stratagemma per raggirare "l'ostacolo".

ROCCALUMERA - (14 Agosto 2010). Notte di Ferragosto. Notte dei falò in spiaggia (zona sud del pese). Quest'anno non ci sono i parcheggi a pagamento, ma i vigili diligentemente fanno il loro dovere. Sorvegliano continuamente la zona e... se vedono che qualcuno sta parcheggiando, chessò su un marciapiedi, lo fanno spostare o... fanno la multa. Peccato che "certa gente" (vedi FOTO in alto), dopo aver "scaricato" l'auto nei posti più folli, ritorna l'indomani fresca e comoda solo per ripartire per il paese.

E che aggiungere ancora a proposito dei falò? Tutti quanti sanno che sono stati vietati (a maggior ragione quelli immensi, alti come torri d'avvistamento e PERICOLOSI), VEDI FOTO... e che fanno questi nostri "amici"? Si servono dei loro figli (così si inizia ad avviarli al rispetto della legalità) per abbuonire eventuali Forze dell'Ordine in giro. I ragazzini, usando approntati carretti, o addirittura i carrelli di un supermercato (vedi FOTO accanto)... trascinano in spiaggia quintali di legna di ogni genere. Chissà prelevata dove? Un ragazzino con il carrello del supermercato carico di "merce"... vedendomi con la macchina fotografica in mano ha iniziato a correre veloce, ha rischiato di cadere ma non ha abbandonato il prezioso bottino: quattro cassette della frutta, cassette di legno da bruciare in un alto alto falò in fase di "realizzazione" lì a poche centinaia di metri (vedi FOTO sopra).

Vorremmo che il Ferragosto tornasse la Festa che è in realtà. Più sobria e meno "infuocata", insomma la Festa dell'Assunzione di Maria. Invece è un proliferare di focolai da inferno di Dante, di cui il giorno dopo non rimarranno in spiaggia che carboni, fil di ferro arrugginito, bottiglie rotte e ogni genere di spazzatura ammassata. Amici villeggianti: se chiediamo più rispetto, forse pretendiamo troppo per il nostro paesello?






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