Il GRIDO (Il Blog su Roccalumera e... non solo)

mercoledì 8 aprile 2009

La Pasqua in Abruzzo, la solidarietà è preghiera




Cari lettori, quando, lo scorso sei aprile ho deciso di dedicare questa settimana del blog esclusivamente alla Santa Pasqua, nulla sapevo ancora di quanto era già accaduto nella notte. Mi riferisco ai terribili fatti del terremoto in Abruzzo. Se, sull'altro mio blog (IO GEOMETRA), ho poi sintetizzato e commentato i fatti della città di L'Aquila, e di Paganica, (ricadenti nell'epicentro del sisma), e gli altri paesi e piccolissimi centri abitati, quì voglio rimanere -proprio perchè profondamente commosso dai lutti e dalle tragedie della gente abruzzese- ancora più fedele al mio proposito di vicinanza alla fede cristiana.

Si è vero, ben altra Pasqua si preparavano a trascorrere gli abruzzesi, seppur forzatamente convivevano da mesi con il tremore del suolo. Si preparavano a festeggiare la Settimana Santa. Qualcuno dirà: "e Dio dovè, quando accadono queste catastrofi?". In realtà, se noi fossimo degli esseri illimitati, potremmo giudicare, ma non lo siamo, non sappiamo cosa avrebbe potuto succedere al posto di ciò che è successo. Io stesso, guardando passivo quelle scene di pianto e di soccorso nei TG, scopro oggi cosa possa veramente essere la "Preghiera".

Gesù disse: "vi riconosceranno per quello che farete al più piccolo dei vostri fratelli", e così in questi giorni, mentre l'incessante lavoro di braccia fra le macerie e la polvere, di Vigili del Fuoco, di volontari di Croce Rossa, della Misericordia, della Protezione Civile, delle tante associazioni umanitarie, di militari e perfino di un gruppo di ragazzi facenti parte della squadra di foootboll della città di L'Aquila, che hanno prestato soccorso rischiando (e rischiano ancora) la vita minuto per minuto, mentre la terra continua a tremare ed a tremare molto forte, noi riscopriamo cosa sia la vera Preghiera. La risposta alle domande degli scettici e dei dubbiosi, viene dalle azioni di coraggio e di solidarietà che non ha prezzo, data minuto per minuto dalla gente di ogni dove.

E' vero, non era questa la Pasqua che speravano gli abruzzesi, ma nel dramma di paesi rasi al suolo, fra i tanti cadaveri di tanti ragazzi, andati a L'Aquila per studiare e che, per non gravare troppo sul bilancio dei propri genitori, avevano preferito riunirsi nella più economica Casa dello Studente, di tanto in tanto accadono dei miracoli nella tragedia. Come avrebbe potuto sopravvivere una ragazza, estratta dalle macerie dopo oltre quaranta ore sottoterra? E ancora altra gente, perfino molto anziana, tratta miracolosamente in salvo dal paziente lavoro dei soccorritori. Quella vecchina, dopo due giorni da sepolta viva, interrogata su cosa stesse facendo in tutto quel tempo, ha risposto: "lavoravo all'uncinetto".

Probabilmente non festeggerò la Santa Pasqua come gli altri anni, la Pasqua laica intendo. Anzi, mi rammarico già adesso di non sentirmi capace di offrire la mia mano per essere lì con loro. La vera preghiera infatti, è la condivisione. La vera preghiera è quella di chi, non solo ride con chi ride, ma piange con chi piange. Da tutta Italia, sono partiti aiuti umanitari, perfino dal resto del mondo sono giunte offerte di aiuto concreto subito. Solidarietà, una parola che sa di conforto. A tutt'oggi, si contano più di 250 morti, più di 1000 feriti, e si scava ancora fra i calcinacci... ascoltando una voce, un sussuro, che faccia ancora sperare che ancora un'altra vita si possa salvare.
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EASTER IN ABRUZZO, SOLIDARITY AND PRAYER

Dear Readers, on the sixth of April when I decided to dedicate my blog exclusively to Easter, I was not yet aware of what had already taken place during the night. I am referring to the terrible earthquake that took place in Abruzzo. On my other blog (io geometra) I synthesized and commented on what had happened in the City of L”Aquila and Paganica which were the epicenters of the earthquake and the other small villages. I now wish to continue commenting here, as I am deeply moved by the deaths and tragedies of these people. Because of this, I now feel even closer to the Christian Faith.

We are sure that the people of Abruzzo where preparing to spend a different kind of Easter, even if for months they had lived with underground tremors. They were preparing for Holy Week. Some may say: “And where is God when these catastrophes happen?”
If we were limited beings, we would give judgment to what happened. But we are not limited, therefore do not know what could have happened in place of this. I, myself while looking passively at those scenes of despair and aid on the TV News, found what strength prayer has.

Jesus said: “They will know you for that which you do to the least of our brothers” and so whilst the Fire Brigade, the volunteers of the Red Cross, the Misericordia, the Civil Service and the many other humanitarian associations are working incessantly amongst the rubble even the young boys from the local football team are helping and risking there lives at every moment while the earth continues to shake and tremble, we find the real prayer. The answer to the unbelievers and the doubtful comes from the actions, the moment by moment show of courage and solidarity by people that come from all over the place. This has no price.

It is true that this is not the kind of Easter that the people of Abruzzo where expecting to have, but amongst all the drama of villages being razed to the ground, amongst the many dead bodies of young students, who had gone to finish their studies in L”Aquila and to save on boarding fees had decided to live together in the “Casa Dello Studente”, some miracles happened: How could a young girl who was pulled out of the rubble after more than fourty eight hours, have survived? And the many others even an elderly woman who was miraculously saved by the patient digging of the relief workers:
This woman after two days of being buried alive, when asked what she was doing during that time replied: “Crocheting”.

I will probably not spend This Easter like other years, I mean the Easter of the lay-man. I am sorry that I cannot be there to give a hand to the people that need help. Real prayer is laughing together and crying together. From the whole of Italy humanitarian help has been forthcoming and even from the rest of the world there has been offers of help. Solidarity is a word that gives a sense of comfort. To date there are more than 250 dead and more than 1000 injured, they are still digging amongst the debris…listening to a voice, a whisper something that still gives hope that another life can still be saved.
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5 Commenti:

  • HO LETTO

    Su un blog di un amico, ho letto una dichiarazione di un Parroco, rilasciata su Radio Maria: effettivamente, ciò che ho letto (quasi) corrisponde a quanto si può ascoltare nella voce di fondo del Video di You Tube (ad essa allegata).

    Personalmente, che un uomo (anche se Prete), possa paventare che un terremoto sia potuto essere "voluto da nostro Signore, quale partecipazione delle gente alla Passione di Cristo", mi sembra una dichiarazione un po' abusata...

    ...anche se il Prete, abbia premesso che "il mistero di Dio va oltre la nostra umana comprensione" e quindi anche la sua.

    Io, ho sempre lottato per la libertà, e credo che ognuno debba essere libero di affermare anche di non credere. Ma, a tergo di un argomento di Fede, la MALAPAROLA scritta in maiuscolo, a tergo di quella frase, mi ha offeso come uomo, ed avrebbe offeso anche l'ultimo degli uomini.

    Chi vuole rispetto per le proprie ideee (giovane o anziano che sia) deve prima rispettare le idee altrui.

    Concludo ripetendo qunto ho già affermato in questo post:
    La vera preghiera è la "condivisione" anche della sofferenza altrui!

    Di Blogger BonarRIGO, Alle 8 aprile 2009 16:18  

  • purtroppo questa non sarà una pasqua come le altre, questa tragedia non poteva avvenire in un momento peggiore.

    ps. a dire il vero non ho capito dove sia la MALAPAROLA, e nel post o nei commenti?

    Di Anonymous nino, Alle 8 aprile 2009 16:56  

  • Su quale blog è riportata la dichiarazione del parroco ? Puoi postare il link diretto ?

    Di Blogger Adduso, Alle 10 aprile 2009 12:45  

  • X Adduso:
    Mi sambra giusto che una persona matura e saggia come te, non si abbassi al livello di ragazzi a cui piace giocare.

    Il Prete anche secondo me l'ha detta grossa, infatti sarebbe da rivolgere a lui una sana riflessione sul volere di Dio... (su You Tube), e non rivolgersi a figghiulazzi, che non trovano altro modo per esprimersi, se non quello scurrile, vantandosi nel contempo di non Credere in niente.

    Di Blogger BonarRIGO, Alle 10 aprile 2009 17:36  

  • Maturo si, perché qualche annetto c'è, saggio non saprei :-)

    Devo dire in merito alla questione, che stamattina seguivo una trasmissione sulla Rai1 e l'argomento mi ha sorpreso, perché discutevano in sostanza come sia possibile che dio voglia ad esempio questo terremoto e dove era “lui” in quel momento.

    Comincio a credere che ci sia sempre più confusione tra la gente, sia per l'interpretazione che si da di dio, quasi fosse un extra terrestre che vigila sulla nostra vita terrena e non caso mai su quella spirituale e per un altro verso si identificano fenomeni naturali ormai discretamente conosciuti, quanto meno nell’origine degli stessi, con credenze che potevano trovare una loro spiegazione metafisica fino ad alcuni decenni addietro.

    Basta pensare che i vulcani andini quando eruttano emettono anche il fondale dell’oceano che nella grande dorsale oceanica s’incunea sotto la cintura di fuoco di tutta la costa dell’America da nord a sud, zona quest’ultima, in Perù, dove ci sarebbe stato, mi pare negli anni ’60 il più grande terremoto di cui si è fatta una registrazione.

    Purtroppo, l’Italia è notoriamente schiacciata tra la placca africana, quella europea e quella balcanica. Ad esempio qui nello stretto dovremmo seriamente preoccuparci e fare prevenzione, ma figurarsi, a Messina, tra le altre cose, come il tram in mezzo alla città che ha ristretto, anzi chiuso ogni eventuale via di fuga, hanno pure tolto e sotto gli occhi di chi può vedere i muri intermedi che avrebbero dovuto impedire che i pilastri di sostegno dei palazzi si spezzassero (secondo quelle che erano le tecniche di costruzione antisismiche del passato), per ricavare garage, vetrine, negozi e altro. E non solo, su quei palazzi hanno pure permesso di alzare altri piani.

    Infatti non a caso, pubblicamente e notoriamente, insieme all’immenso abitato che gremisce il Vesuvio, l’altra località più nominata in tv perché ritenuta a forte rischio di distruzione è proprio Messina e provincia.

    Ma queste cose non si possono mai dire, perchè altrimenti i soliti prepagati e prezzolati, servi di regime, gridano all'allarmismo e uno rischia pure di beccarsi una denuncia per “procurato allarme”. E addirittura questi leccanatiche del potere, quando accade qualcosa di grave, se qualcuno solleva queste questioni, ribattono che si fa una polemica politica.

    Di Blogger Adduso, Alle 10 aprile 2009 20:44  

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