Il GRIDO (Il Blog su Roccalumera e... non solo)

venerdì 21 settembre 2007

INDIPENDENZA e AUTONOMIA siciliana?

PREMESSA:
Il primo personaggio, al quale (spero di poter far seguito ad altri), si allaccia idealmente a due "termini".
I "vocaboli" sono: INDIPENDENZA e AUTONOMIA.

Consultando il dizionario Garzanti, ad "INDIPENDENZA" corrisponde:
Condizione di chi può liberamente decidere del proprio comportamento. (_)Economica, politica,
le tre guerre di (_); quelle del Risorgimento... ecc.
Mentre, ad "AUTONOMIA" corrisponde: Capacità di governarsi, di dare a se stessi le leggi cui ci si sottomette;
per estens., indipendenza, libertà di agire: -di pensiero, capacità di pensare senza subire influssi di sorta.
Di una Regione, la facoltà che le è data dal potere centrale di governarsi, pur restando inalterata
la sovranità dello stato cui essa appartiene.
I termini "AUTONOMIA" e "INDIPENDENZA", sono stati spesse volte nella storia della nostra amata Sicilia...
abusati e/o strumentalizzati politicamente. Vedremo perchè ancora oggi... ma intanto andiamo ad un personaggio storico che, mi ha colpito e che, nel bene o nel male ha issato davanti a se il vessillo dell'INDIPENDENZA siciliana.

Salvatore Giuliano, chi era costui? Un Robin Hood di Sicilia (fra il 1943 e il 1950),
o nemico numero uno del Paese. E per Paese, intendo ovviamente l'Italia. L'intiera Penisola.
Ad ascoltare i cantori di un tempo, (qualcuno rimane ancora oggi), sembrerebbe proprio che,
Giuliano sia stato un Eroe, un Liberatore dei poveri "strazzati", affamati e disperati.
A leggere la storia, che dopo cinquant'anni, ancora conserva in se dubbi e lacune immense,
sembrerebbe inequivocabile la "vocazione" delinquenziale del personaggio.
Anzi, il "re" di Montelepre, come venne soprannominato Giuliano, si rese colpevole di numerosi omicidi, rapimenti, assalti a caserme e ad associazioni di coltivatori.
Ma, la cosa più tremenda di ciu si rese protagonista, fu la strage di Portella della Ginestra.
Non avesse compiuto questo tremendo massacro di innocenti, forse oggi, osanneremmo comunque un Eroe.
Primo Maggio 1947. Quel giorno, contadini con donne e bambini, che, come in una mattinata in festa, procedevano
pacificamente nella vallata di Piana degli Albanesi. Sventolavano bandiere rosse. Quella folla, animata da entusiasmo, non aveva esitato a percorrere diversi chilometri, anche a piedi, per sentire parlare di occupazione di terra da coltivare.
Terra da zappare per vivere. D'un tratto da un cespuglio dall'alto di Monte Pizzuto, parte la prima raffica di mitraglia.
Urla e sangue, morti che stramazzano sull'erba. Cinque interminabili minuti... di fuoco, terrore e morte.

Ma, quando nacque il "Salvatore Giuliano il bandito"? Probabilmente il giorno in cui, fermato da una pattuglia di Carabinieri a cavallo, venne "pizzicato" a trasportare farina di contrabbando. Il contrabbando in quel periodo di profonda carestia e fame, era l'unica risorsa alla quale i contadini si potevano aggrappare. Il ragazzo, aveva percorso diversi chilometri per acquistare quel grano.
Grano che in parte gli sarebbe servito per la propria famiglia, e in parte avrebbe venduto ad un prezzo alto, ai vicini di casa.
Vogliono portarlo in prigione i Gendarmi, ma lui tenta di scappare. Un Carabiniere per fermarlo gli spara, lo ferisce, Giuliano che ha una pistola al segiuto risponde al fuoco e lo uccide sul colpo.
Da quel momento, diventa un nemico della legge, un assasino. Scapperà, si rifugerà sulle montagne, la sua vita non sarà più la stessa, braccato dalle Forze dell'ordine per sette anni. Costituirà una banda di taglieggiatori.
Una banda ben armata, vista la grande quantità di armi lasciata sul luogo dalla guerra. Ma, fino a quando non scenderà a patti con la mafia del luogo, Giuliano, rappresenterà per molti "il Liberatore". La speranza di una Sicilia Libera e indipendente.
Se ne parla ancora ai giorni nostri, di Sicilia Indipendente, ma ancora oggi, rimane un sogno. Una promessa mai mantenuta.
Ma torniamo al "re" di Montelepre; dicevamo che il popolo dei disperati era con lui, fino a quando la mafia lo ha mandato
a chiudere loro la bocca col piombo a Portella della Ginestra.

L'idea separatista di Giuliano. Fu, l'uomo di cui tutta l'Europa (e non solo), parlò. L'uomo che mise in ginocchio lo Stato.
Fosse ancora vivo mio nonno Giovanni, (al tempo Carabiniere), potrei chiedergli i dettagli della sua Idea Separatista,
(voleva annettere la Sicilia agli Stati Uniti d'America), o della discesa delle forze armate dal nord, (Esercito, Polizia), appositamente per annientarlo.
Delle torture perpetrate in caserma ai suoi parenti ed ai suoi presunti amici, per farli parlare.
Dei titoli sui giornali dell'epoca. Della sua morte, tradito dal suo migliore amico, Gaspare (Aspànu) Pisciotta.
Giuliano nuore crivellato da colpi di mitra, nella casa di Cortile De Maria a Castelvetrano. Lo uccidono le forze dell'ordine?
O forse viene ucciso altrove da un solo uomo, magari colpito alle spalle, e poi trasportato in quel cortile già morto? Ma questo poco importa!

Chi fu dunque Salvatore Giuliano? Uno che non voleva fare il contadino per campare. Un semianalfabeta, perfino ingenuo
quando pensava di poter separare la Sicilia dal resto d'Italia, servendosi di un esercito di zappaterra e per di più, illudendosi
di essere appoggiato dalla mafia in questo. Assasino e Liberatore, rapitore ed illuso. Illuso di liberare la Sicilia dalla fame.
Oggi, questa stessa Sicilia, una terra ancora in cerca di se stessa, vorrebbe sconfiggere un nemico occulto. La Mafia!
Ma, per cui martiri della Giustizia hanno immolato la propria vita, sembra impossibile da attuarsi.

Basta dare al popolo (tutto il popolo), dignità e lavoro onesto, e liberarlo dal clientelismo.
Era forse per questo, che Salvatore Giuliano "ù banditu" voleva l'INDIPENDENZA?

Ancora oggi, come vi avevo anticipato, si abusa il "termine" AUTONOMIA.
Politicamente parlando, un esempio su tutti... l' "MPA". Movimento per l'Autonomia.
Autonomia? E da chi, da che cosa? Come tutti sappiamo, la Sicilia è già una Regione a Statuto Speciale.
Ha quindi delle leggi su misura. Però, come abbiamo visto sopra, dal Dizionario, si è AUTONOMI,
"pur rimanendo sottomessi alle leggi dello Stato a cui si appartiene". Ma, è dallo Stato italiano,
che vogliamo prendere le misure, o da realtà nostre? Da problemi interni e pregressi?
Oggi, più di un campanello di allarme, annuncia una Crisi Regionale preoccupante:
ad es. i cosidetti "tagli" ai servizi!
Sembra che il popolo non si avveda appieno, della gravità di ciò che sta per succedere.
Non credo che esso abbia fiducia nella politica, in quanto, destra e sinistra hanno mostrato in questi anni, (in modi differenti), quanto la politica nazionale sia distante dal Popolo.
E allora? Visto che un siciliano che" muove" le folle non esiste al momento... c'è chi pensa ad un comico di piazza di nome Beppe Grillo... ma di questo, parleremo un'altra volta.

Giovanni BonarRIGO

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1 Commenti:

  • Giuliano fu una figura molto controversa, e certamente non da prendere ad esempio per gli indipendentisti odierni, solo solo per la sua vocazione all'omicidio. Nonostante questo, non credo sia stato lui a sparare alla folla, a Portella, ma ciò non toglie che Giuliano (per la sua funziona liminare tra Mafia, USA e comunisti) non era certamente per l'indipendenza della Sicilia... ma per un cambio di dipendenza: dall'Italia agli USA. Da indipendentista, ti dico che questo non era un obiettivo del MIS degli anni '40, né tanto meno lo è ora. I veri eroi siciliani sono Canepa, Lo giudice, Rosano e tutti quelli che sono morti per questa terra, compresi Falcone, Borsellino, padre Puglisi, Fava e tanti altri.

    Di Anonymous Laurentius, Alle 12 agosto 2008 18:39  

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