Il GRIDO (Il Blog su Roccalumera e... non solo)

mercoledì 19 novembre 2008

Come si può … forse … cambiare

Cari lettori del Blog, in questo post ospito l'opinione dell'anonimo "ADDUSO". (non ho mai ospitato un "anonimo"). Lo faccio, perchè credo che TUTTI hanno diritto di dire la loro in questa Sicilia in cui "i morti prendono la pensione e cambiano medico curante, mentre ai vivi tagliano le Guardie Mediche". Sono certo, che dobbiamo levare alta la nostra voce... affinchè qualcosa cambi per davvero! Lo so, il "sistema politica" è forte, ma siamo noi elettori a mettere la ICS. Noi onesti, noi che paghiamo le tasse, noi che facciamo la fila alla posta, noi che (nonostante tutto), crediamo ancora al futuro della nostra amata Sicilia... "CHI HA PAURA MUORE OGNI GIORNO, CHI HA CORAGGIO, MUORE UNA SOLA VOLTA", dunque, non rimaniamo nell'ombra!
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Giovanni BonarRIGO ha scritto in un precedente post (LEGGI) queste significative parole:
“... Cinquant'anni fa... la gente scappava con una valigia (spesso vuota). Quegli emigrati, tornando nella loro cara Sicilia in estate, pur vedendo tanti palazzi nuovi, lungomari che un tempo non esistevano e... il medesimo splendente sole, non possono che disperarsi prendendo atto di una arretratezza tuttora persistente.”

Come si può … forse … cambiare
Questa frase mi ha riportato alla mente un episodio di qualche settimana addietro, quando in un ufficio pubblico e durante l’attesa del turno (in piedi) nel corridoio, mi sono trovato a discutere con un giovane laureato che seppure orgoglioso di avere fatto l'intero corso e non quello breve, manifestava di contro un grande sconforto nelle sue parole, perchè non trovava lavoro.
Infatti, come d’altronde è risaputo per tanti altri giovani locali, quel ragazzo sentiva di non avere altre alternative se non inevitabilmente andare via dal suo paese e provare a trovare occupazione al nord se non addirittura all’estero. Per lui andava bene quasi qualsiasi cosa, purchè almeno con un contratto di assunzione. Ma certo la sua aspirazione primaria rimaneva quella di potere mettere a frutto la sua laurea.
Nella sua attuale “disperazione esistenziale” (e non è un’esagerazione) aveva però chiaramente, seppure a bassa voce, anche un costante rimprovero che ripeteva nei suoi discorsi, quale quello di non essersi accodato in passato a questo o quel politico, per magari addirittura fare il lavoratore socialmente utile in qualche pubblica amministrazione comunale, provinciale o regionale, senza bisogno neanche di alcuna laurea, tanto prima o poi lo avrebbero sistemato divenendo dipendente pubblico con un’occupazione sicura, come è stato appunto (mi raccontava) per tanti suoi coetanei che comunque, quanto meno, anche se alcuni ancora con stipendi relativamente bassi nell’ordine di poco sotto il migliaio di euro ed altri sopra, e i più “raccomandati/e” pure con duemila euro e più, e qualcuno di questi ultimi con un dottorato acquisito con corsi interni (questa non l’ho capita), almeno adesso potevano avere il diritto di esistere dignitosamente, mentre lui, con tanto di tesi pubblicata e ormai quasi trent’enne, doveva persino chiedere a volte i soldi ai suoi genitori pure per la benzina.
Il discorso è finito lì, perché nel frattempo toccava a lui entrare nel reparto.
Sono quindi rimasto nel corridoio, aspettando il mio turno e riflettendo sullo sconforto di quel giovane (che poteva essere quasi mio figlio), ma soprattutto pensando ai politici nostrani, che notoriamente in cambio di certi “favori”, chiedono anche (impongono in privato) ai “propri” lavoratori, di non occuparsi delle specifiche loro mansioni, bensì, invece, semplicemente di fare i “picciotti”.
In particolare, come è diffusamente a conoscenza, durante l’orario di lavoro, ma anche fuori con gli amici e parenti, questi "lavoratori" devono ascoltare e poi riferire “a chi li ha fatti entrare”, poi certamente devono anche essere presenti alle apparizioni mediatiche o pubbliche del “loro referente” (padrone politico) per fare propaganda (“scruscio”), ed infine, ovviamente, devono votarlo e cercagli voti, oltre ad eventuali altri “sevizi” vari. Che poi, più o meno è la consapevole sciagurata fotografia del Sud, ma mi pare ormai anche dell’Italia intera, che della ”mafiosità” ha fatto con tutta evidenza la sua cultura politica (ovviamente senza generalizzare).
Tutta questo mi ricorda anche di avere letto che in zona hanno costituito e rinnovato un organismo pubblico (l’ennesimo …) con sportelli assistiti da personale per giovani imprenditori che vogliano avviare un’attività.
Cacchio ! (mi è scappato) Ma quanti “pizzi” devono pagare coloro che vorrebbero fare impresa da queste parti. Chissà poi perché ho immaginato di essere innanzi alle solite, a detta di tutti, iniziative per fare solo girare soldi pubblici nelle tasche dei nostri politici, istituzionali e professionisti locali e non (già … chissà …).
Ma d’altronde, dalle nostre parti, notoriamente, i “pizzi” si pagano ai politici, ai professionisti, agli istituzionali, insomma al 90% (e mi contengo) di questa oppressiva ragnatela politico-istituzionale-professionale fatta notoriamente di “logge”, “congregazioni” e “associazioni”,che assoggetta da decenni questo territorio, anche forse grazie, a mio semplice avviso, agli emergenti annosi legami con certa magistratura, l’aspetto forse più avvilente e tanto più inquietante quanto terrificante, dal quale pacificamente non ci si può difendere per la sua "stra-potenza di fuoco" in fatto ed in diritto.
D’altra parte, senza andare troppo lontano, è sufficiente leggere questo articolo inerente Messina per quella che io da semplice inesperto cittadino chiamo “lamafiadellostato”:
http://www.enricodigiacomo.org/2008/11/parentopoli-alluniversita-di-messina-pubblichiamo-linchiesta-di-m-schinella-sui-concorsi-strategici-vinti-dai-figli-di-papa-magistrati-prof-universitari-etc/#comment-1521
Circa quarant'anni addietro, quando ero ragazzino, gli anziani mi dicevano che non era cambiato nulla. Non avrei mai immaginato di dovere altrettanto affermare alcuni decenni dopo quasi la stessa considerazione.
Sono generalmente contrario alle privatizzazioni opportunistiche e “pilotate”, come avvengono manifestatamente in Italia, ma questo trasformare (mafiosamente) il pubblico in un territorio feudale di questo o quel politico, o di questo o quell’alto rappresentante istituzionale, oppure di questo o quel magistrato o barone di turno, non farà altro che impoverire il popolo sempre più, anche perché, se qualcuno non se n’è ancora accorto, i nostri "padroni politici-istituzionali", per "raccattare" i soldi per i loro benefici, ci metteranno prima o poi (senza volere esagerare) pure una tassa locale o regionale sulla quantità di pipì quotidiana. Figurarsi cosa vorrà dire in futuro nel meridione il tanto blasonato “federalismo … fiscale” (gestito da “questi” potrà essere solo … "mafioso"). Ma certo, chiaramente e più in generale, i soliti nostri padroni politici "ordineranno" pure ai loro “picciotti” , soprattutto intellettuali, conduttori e giornalisti prezzolati o prepagati, di continuare a diffondere la “cecità” tra i cittadini, affinchè persistano a non vedere l'oscurantismo che abbiamo intorno per seguitare (orbi) a sollazzarsi solo di ballo, canto, risate, sagre e fuochi d'artificio, ma senza dimenticare di guardare pure (questo si) i tanti "istruttivi" reality con relativa e fruttuosa (per i loro "padroni") pubblicità.
Come uscirne ?
Nell’immediato, francamente non saprei. Nel meridione, in particolare in Sicilia e soprattutto a Messina e provincia, ci sono visibilmente delle “placche culturali borboniche” (fatalismo ed opportunismo) talmente ormai incrostate nel nostro cervello di gente comune, che non solo è difficile superarle, ma soprattutto vengono “intelligentemente” cavalcate dai nostri politici ed istituzionali, per i loro interessi personali.
Invece, in una visione più a lungo termine (ad esempio forse in Sicilia, che è a statuto autonomo), se si intervenisse sulla scuola (ma da subito) introducendo sin dalle prime classi lo studio del diritto al pari dell’italiano (si darebbero così anche delle nuove opportunità di occupazione) ed ovviamente in modo graduale e comprensibile (non mancano oggi i mezzi mediatici per favorire ciò) affiancando pure l’apprendimento dell’economia, della medicina, dell’antropologia, della psicologia, delle scienze moderne, invece di studiare ancora la solita stantia epica o come il sole girava intorno alla terra, forse, tra dieci o quindici anni (e ogni anno sempre di più) avremo delle maggiori percentuali di nuove generazioni più consapevoli, e … forse … ci sarà finalmente una speranza di futuro alternativa per queste terre.
Diversamente, possiamo fare nuove case e strade, ma seguiteremo a rimanere solo dei “sudditi”, così come purtroppo altrettanto “sottomessi” continueranno ad essere anche i nostri figli e non potremo quindi che sempre "... disperarci prendendo atto di una arretratezza persistente”.
Adduso
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GUARDA il video: Casalvecchio, Sagra e MOTORI (09-11-08)

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8 Commenti:

  • Come si può cambiare? Non credo esistano metodi indolori, almeno non al punto in cui siamo.

    Con questo voglio dire che ormai, e credetemi non è rassegnazione ma presa di coscienza, è talmente radicata questa forma di controllo e di contro … sottomissione, che per cercare di venirne fuori bisogna dimostrare di avere coraggio e determinazione.

    Il problema, però, è che da soli non si approda a nulla e, tranne che leccarsi le ferite e lamentare il proprio malcontento tra i corridoi di un reparto o nelle sale d’attesa di enti vari, dove le anticamere ti fanno venire fuori tutta l’irritazione che nutri nei confronti di chi ti mette in quel disagio, in quella condizione di asservimento, di subordinazione, di soggezione, che nulla ha più a che vedere con il diritto, non puoi fare altro che raccogliere altre testimonianze sempre più simili alle tue e contare un altro deluso e vessato della società.

    Ma in fin dei conti, chi è la
    società? Dovremmo essere noi tutti, a partire dalle persone comuni, quelle che invece di sentirci partecipi e attivi, già ci sentiamo messi all’angolo perché sconfortati e consapevoli che mai potremo contare su una aggregazione fattiva, su un’unione che riesca ad indignarsi e ad arrabbiarsi ancora, riacquistando la capacità di tornare ad avere voce, a divulgarla rendendola pubblica e censurabile all’occorrenza, sottoporla a confronto e scontro costruttivo.

    Mi rendo sempre più conto che ormai rimaniamo muti agli assalti alla democrazia del nostro Paese e impotenti di fronte allo scempio a cui assistiamo quotidianamente, ci esortiamo a vicenda perché si possa ricominciare a risollevarsi, ma siamo solo disorientati e depressi, intorno a noi si allargano sempre più i vuoti di socialità, di consapevolezza e non riusciamo a riempirli perché incapaci di affrontarli e – insieme –proporre valide alternative.

    Se si riuscisse a costituirsi in associazione, in un movimento – che non sia solo a sfondo propagandistico politico – raccogliendo i segnali della società, i bisogni e le risposte che la gente chiede, forse otterremmo partecipazione e fiducia per quello che si andrà a fare e per gli obiettivi da raggiungere: uscire da questa palude dove le sabbie mobili sono ormai su ogni sentiero percorribile.

    Torniamo a cercare e a credere in quelle strutture che possono dare la parola a chi è ormai zittito da una politica prevaricatrice, costruiamo una rete territoriale operativa, elaboriamo programmi, realizziamo confronti, ma non ci fermiamo tra le mura di casa, amplifichiamo la nostra domanda anche con questo strumento del blog che non è poi così riduttivo come si può pensare, almeno fin tanto che, non urtando la suscettibilità di qualcuno, ci lasciano dire!

    Io credo che si possa cambiare e anche se ci vuole del tempo, senza scoraggiarci, possiamo iniziare intanto a lanciare proposte, ricercare suggerimenti di quanti condividono l’esigenza di costruire una nuova forza che si basi su fatti concreti, su fatti che ci circondano, senza volare alto e senza retorica.

    Un sogno? Può darsi. Io sto provando a sognare concretamente, realizzando quello che ho accennato sopra e spero di poter dire, un giorno, di aver risvegliato qualche coscienza.

    Di Anonymous Anonimo, Alle 20 novembre 2008 19:07  

  • Caro Anonimo, grazie per aver esposto così chiaramente il tuo pensiero su ciò che noi abbiamo voluto EVIDENZIARE. Del tutto condivisibili le tue affermazioni, che certamente saranno prese in considerazione una volta che avremo i numeri (e cioè saremo in tanti) a "GRIDARE" da questo blog.

    Di Blogger BonarRIGO, Alle 20 novembre 2008 19:42  

  • Per anonimo

    Ieri, 20.11.08, ad Anno Zero, quando intervistavano quei giovani universitari di Messina, traspariva visibilmente dai loro volti, da un lato (e non esagero) il terrore di quello che potevano dire e dall’altro la manifesta condivisione di quell'ambiente mafioso che c’è in quella città e provincia.

    L’aspetto oltremodo inquietante è che come negli anni ’70, ’80, e primi ’90, se si parlava di mafia e dei suoi “galantuomini”, si doveva sperare poi di non fare la fine di Peppino Impastato (per citare un caso per tutti). Oggi quando parli di quella che mi pare una “nuova mafia”, certa politica, certa magistratura, certi professionisti (avvocati, ingegneri, consulenti, ecc.), certi professori universitari, e così via, si prova l’analoga sensazione di timore, isolamento, gogna, se ti va bene, altrimenti l’angoscia e la quarantena a vita sono la consuetudine, fino al “suicidio”.

    Faccio notare che non parliamo di criminalità organizzata, ma a detta di tutti e di chi può o vuole vedere, di certa politica, certe istituzioni, certa magistratura, certi professionisti, certi professori universitari, insomma notoriamente la “cupola” che controlla l’intero distretto.

    Il "sistema mafioso" dello Stato, funziona anche così e quel che è peggio non pare ci sia una via d’uscita (almeno sembrerebbe)


    Per Giovanni
    Un’associazione tramite un blog è effettivamente un’idea.

    Tuttavia, qui al Sud, già di presenza non sai mai se quello che hai a lato, che magari si dichiara un "missionario", si professa pure per la rivoluzione, il cambiamento, addirittura l’anarchia e si definisce un lavoratore senza legami politici, e che persino disdegna pure i sindacati, poi scopri che è un “troll”, un infiltrato, un servo di qualche padrone o fazione politica, di quelle che localmente, in modo visibilmente “mafioso”, controllano il territorio.

    Di Blogger Adduso, Alle 21 novembre 2008 08:39  

  • Una sferzata di ottimismo, vero Adduso?

    So anch’io che quanto viene lamentato e denunciato anche qui è ormai una forma di demotivazione che, passata inosservata per tanto tempo, si è radicata senza controllo, ha preso il sopravvento su tutto e tutti.

    Anch’io ho seguito la trasmissione televisiva di ieri sera e, tra sconcerto e conferme, ho ascoltato quello che già è noto e risaputo, giustamente viene spontaneo chiedersi il motivo per cui quando emergono certe “verità” gli Organi preposti, a meno di non avere una bella denuncia sottoscritta e completa di dati anagrafici in calce ai quali si potrebbe anche aggiungere “capro espiatorio”, non intervengono quasi mai, chissà, forse per certi generi di reati non si può procedere d’ufficio? Le leggi! Quelle parole tanto dedicate e tanto ordinate tra numeri, commi, codicilli e, aggiungo io, scappatoie, non so perché sembrano più dei salvagente per pochi intimi che strumenti di garanzia per i più!

    Meno naturale è invece domandarsi perché dei ragazzi così giovani si esprimano a mezze parole e con l’aria di chi, costretto a dire, dice quello che può, cercando di non urtare la suscettibilità di questo o quell’altro “referente”.

    La tua analisi, Adduso, non è del tutto errata, ma avvertire già il tono della sconfitta in quelle parole, mi ha fatto male, molto male, ma al contempo so bene, come tutti noi, che fin tanto che il “sistema” rimarrà questo dovremo appiattirci, a meno di non fare delle scelte coraggiose ma anche dispendiose, fisicamente ed economicamente, e non tutti sono disposti a … rischiare.

    Auguro comunque a Giovanni una massiccia e costruttiva adesione a questo sito di confronto.

    Di Anonymous Anonimo, Alle 21 novembre 2008 16:50  

  • Un grazie di cuore all'"anonimo" che mi ha fatto gli auguri per una "massiccia e costruttiva adesione a questo sito di confronto". E' QUANTO IO SPERO E MI AUGURO!

    Di Blogger BonarRIGO, Alle 22 novembre 2008 10:28  

  • Mi sono arrivate un paio di email a seguito del post che ho fatto (riporto una di queste, togliendo un insulto ritengo al Governo, ma non perché mi sta simpatico, ma solo in quanto, mi sforzo, per mia maturata formazione, a non metterla sul piano personale, ciò in quanto, “l’inferno”, è fatto notoriamente di un “capo”, ma come sappiamo penso tutti, soprattutto anche di tantissimi “demoni”).

    ----- Original Message -----
    From: "Gobo" <______.com>
    Newsgroups: economia
    Sent: Monday, November 24, 2008 2:03 AM
    Subject: Come si potrebbe cambiare..

    > Questo l'imperativo per il re dei __________:
    >
    > dare una mano alle famiglia meno abbienti per incrementare i consumi.
    >
    > Quello che è più importante per il mondo politico, di destra e
    > sinistra, è dare una mano alle famiglie che non possono più spendere
    > per aumentare i consumi, mentre nella realtà i soldi che "forse"
    > arriveranno serviranno alle famiglie per pagare i debiti che avevano
    > contratto e i consumi si andranno a farsi benedire.
    >
    > Queste le soluzioni per risollveare l'economia???
    >
    > A me sembra di no, anche perchè le norme radicali strutturali non sono
    > nemmeno state prese in considerazione. Ma queli potrebbero essere?
    >
    > Io lancio la mia idea:
    >
    > 1°) tutti i mutui contratti a tasso variabili sono congelati e rivisti
    > nel valore capitale. Se uno ha contratto un mutuo per una casa di
    > 100.000 euro e adesso la casa vale 70.000 euro il mutuo deve essere
    > collegato al valore di mercato della casa;
    >
    > 2) Nel caso non vi fosse la solvibilità per le famiglie più indigenti,
    > le banche sono obbligate a trasformare il mutuo in affitto non
    > superiore al valore della rata del mutuo e correlato al valor capitale
    > del bene e comunque non superiore alla rendita percentuale di un BTP
    > decennale.
    >
    > 3) i valori di capitalizzazione delle banche devono essere identificati
    > in maniera corretta e defnitiva. Stop alle pastoiette su derivati o
    > giochi sullo scoperto. Si agisce sui derivati solo ed esclusivamente se
    > c'è l'effettiva necessità di copertura assicurativa altrimenti nulla.
    >
    > 4) la banca centrale italiana deve essere nazionalizzata e così lo
    > saranno tutte quelle banche che non si allineassero ai suddetti punti,
    > perdendo di conseguenza tutte le prerogative dell'effetto leva sulla
    > riserva frazionaria;
    >
    > 5) la riserva frazionaria non è più del 2%, ma del 100% e quelle banche
    > che non avessero da applicare tale regolamentazione saranno
    > nazionalizzate.
    >
    > 6) Tutte le finanziarie facenti parte o per collaterali a banche
    > saranno definitivamente inglobate in un istituo nazionale per il
    > sostentamento delle famiglie indigenti;
    >
    > 7) Ogni comune e regione ha l'obbligo di predisporre un piano di
    > realizzazione di alloggi pubblici suddivisi per categoria di reddito e
    > per qualità, in caso contrario comuni e regioni perderebbero qualsiasi
    > prerogativa di rifinanziamento del proprio debito (!!!);
    >
    > 8) Tutti gli enti regionali e provinciali vengono annullati ritornando
    > allo stato la unica e irreversibile capacità di finanziare e di redire
    > atti per lo sviluppo delle zone socialmente depresse o necessitanti di
    > un rilancio del tessuto locale.
    >
    > 9) predisposizione di un piano di riassetto territoriale, suddiviso per
    > bacino d'influenza, per la salvaguardia delle risorse idriche,
    > (faccio notare che dal 2010 le riserve idriche dovranno
    > passare ai privati) idrogeologiche e agricole.
    >
    > ....e sarebbero solo l'inizio.
    >
    > Tutto questo piccolo pacchetto vuol dire una rivoluzioni sistematica
    > dell'intera economia, una variazione dei riferimenti per le famiglie e
    > per le aziende che avrebbero un interlocutore, lo stato, per tutte
    > quelle attività che potrebbero, nell'arco di pochi anni, rovesciare
    > completamente la stabilità sociale ed economica.
    > Non si tratta quindi né di socialismo, né di comunismo, ma di una
    > semplice ed attualbilissima scelta che farebbe qualiasi padre di
    > famiglia con la testa attaccata al collo...

    Di Blogger Adduso, Alle 24 novembre 2008 09:22  

  • giovanni il tuo blog è molto interessante continua così.
    in questo paese di baroni un grido di denuncia del mal'affare
    e del solito clientelismo è proprio quello che occorre.
    da sebastiano c.

    Di Anonymous vaxapx@virgilio.it, Alle 4 dicembre 2008 10:27  

  • Per quanto riguarda il bonus ai meno abbienti a mio parere ci ritroviamo con un governo di centro destra che attua i metodi comunisti, ovvero ci ritroveremo in parecchi a fare la fila come i russi comunisti a fare la spesa nei supermercati autorizzati dallo stato prestanomi dei vari politici attualmente al governo.
    Per fornire un milione e mezzo di tessere ci sarà un costo non indifferente gestito da società create ad hoc. Chi ha orecchie intenda.
    Da quando sono arrivato all'età della ragione si sono susseguiti tanti governi ogniuno con i loro pregi ed i loro difetti.
    nella prima repubblica tanta era l'infrazione ed il debito pubblico.
    eravamo un paese indebitato ma nonostante, le famiglie si erano fatte la casa ed avevano anche qualche risparmio.I politici si erano fatti i loro comodi insomma una mano lavava l'altra. Nella seconda repubblica bisogna risanare il debito pubblico, ma a discpito della popolazione. prima mangiavamo tutti ma adesso solo i politici. Sebastiano C.

    Di Blogger sebastiano, Alle 4 dicembre 2008 10:49  

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