Il GRIDO (Il Blog su Roccalumera e... non solo)

mercoledì 15 luglio 2009

Zona jonica. Sviluppo Rurale e olio "Valle Dinarini"



Navota... u zappaturi iera u "sceccu" du patrùni da terra!
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11 luglio 2009 - Presso la ormai famosa Filanda di Roccalumera, è avvenuto un nuovo incontro fra le istituzioni ed i commercianti del territorio. Apertura del convegno ancora una volta ad opera del sindaco Miasi, e poi via via i vari relatori, dall'agronomo Giorgio Foti al presidente del'Agenzia Sviluppo Jonico Andrea Ceccio, ecc. ecc.

Alcuni punti evidenziati da Miasi:

DESERTIFICAZIONE DEL TERRITORIO - I limoneti ricadenti sul nostro territorio giacciono ormai in uno stato di totale abbandono. A tale critica situazione, si potranno a breve aggiongere ulteriori problematiche, quali il dissesto idrogeologico del suolo, il rischio di esondazioni e frane.

IL COSTO DELL'ACQUA - Posto che oggi un'ora di acqua per irrigazione va dai 25 ai 35 euro, unendo tale gravoso onere alle già tante difficoltà costituite dai costi di concimazione, prevenzione dai fuochi d'estate, potatura, e fino ad arrivare alla raccolta, bisogna assolutamente rendere molto più abbordabile il costo dell'acqua. (aggiungo io), in campagna elettorale, il Sindaco Miasi ha parlato di energia per uso agricolo, prodotta attraverso l'installazione in loco di pannelli fotovoltaici e di voler realizzare degli invasi (leggi laghetti artificiali), ai quali gli agricoltori possano approvviggionarsi per irrigare le proprie piantagioni.

PORRE IL PROBLEMA ALL'ATTENZIONE DEGLI ENTI PREPOSTI - Convocare a Settembre il neo Assessore Regionale all'agricoltura al quale proporre le nostre richieste.

RIUNIRE I PRODUTTORI IN UN UNICO PROGETTO - Sondare l'entità della cosiddetta "massa critica" dei produttori sul territorio, poichè è ormai evidentissimo ed indiscutibile, che da soli non si va da nessuna parte.

RIUNIRE LE PRODUZIONI. Opinione condivisa anche da Foti, è stata di dover riunire gli olii d'oliva del territorio jonico(anche con marchi diversi), sotto un'unica denominazione: "VALLE DINARINI". Infatti, solo in questo modo si potrà raggiungere la produzione congrua per la grande domanda del mercato internazionale, e cioè di 200.000 litri almeno.

NON SOLO LIMONE INTERDONATO - (aggiungo io), a meno di convertire intere aree oggi abbandonate alla produzione del limone interdonato, - cheppure in tre anni fa si vendeva a 20 centesimi ed oggi ha raggiunto quotazioni di 180 centesimi - è un'operazione costosa e che - comunque - rivolgerebbe l'offerta ad un mercato "di nicchia". Nel pacchetto da proporre, invece, bisogna inserire tutto il nostro potenziale produttivo. Anche le marmellate di agrumi dell'aziena "Rocca Allumera" ad es., il limoncello prodotto dalle nostre piccolissime aziende a conduzione familiare, l'origano di Antillo e i tanti prodotti insaccati e sott'olio e sott'aceto di produzione artigianale. Tutti insieme i produttori della "marina" e dell'entroterra, possono e devono concorrere nel creare un "pacchetto tradizionale", che rappresenti, oltre che il souvenir tipico da proporre ai turisti estivi e non, anche quel tuttuno con l'offerta culturale che lega il presente con il passato e che ci possa contraddistinguere nell'alta qualità e nella tipicità territoriale.

VOGLIAMO FARE SUL SERIO? - L'Agronomo Foti, ha infine esortato i presenti e quanti operano nel settore, a dimostrare di voler "fare sul serio". E, proprio per dimostrare nessuno volenteroso sarà escluso, ha paradossalmente affermato che "anche le dieci bottiglie, possono cocorrere quale inizio di una produzione che crescerà a cento e poi oltre".

CONCLUDENDO
Serve una rete di vendita unificata. Indiscutibilmente, pur talvolta con tutte le ragioni di questo mondo, i nostri produttori hanno sempre mostrato diffidenza di fronte ad associazionismo e cooperazione. A qualcuno, addirittura "u culu cci rrobba a cammicia", come si suol dire il siculo. Tuttavia, prendendo atto delle floride, consolidate ed ipercollaudate nei decenni realtà coperativistiche del Nord Italia, sarebbe il caso che quì da noi, si mettessero finalmente da parte i personalismi ed il capanilismo di quartiere, rendendosi conto pur tardivamente, che se i padri non hanno fiducia... i figli scappano all'estero o rimanendo, cadono nel baratro prima della depressione e poi della droga e della delinquenza. Tutti noi, ci aspettiamo risposte dalle istituzioni, ma anche noi dobbiamo saper porre le giuste domande consci di cosa vogliamo veramente.
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5 Commenti:

  • ... Serve una rete di vendita unificata ...".

    Già noi del Sud abbiamo una mentalità oltremodo individualista, a questo si aggiunga che i nostri "padroni" politici ed Istituzionali, come farebbero se i cittadini del Sud, miracolosamente, scoprissero l'associazionismo, i consorzi, le cooperative (quelle vere, non quelle note mistificate della politica), ecc.

    Se ci fosse la volontà di cambiare, bisognerebbe fare una riforma federalista seria della scuola, ed iniziare dalle elementari, dalla primina addirittura, per insegnare ai nostri bambini come si vive in una società civile.

    Solo così, forse, tra 15 anni, ci sarà una speranza. Per noi grandi, è troppo tardi, il nostro cervello ormai è già segnato da troppi anni di politica mafiosa e siamo “mafiosi” anche noi.

    Di Blogger Adduso, Alle 19 luglio 2009 alle ore 16:55  

  • Pur non volendo generalizzare, io stesso ritengo che, il cosiddetto "ceto dei lavoratori" (almeno sul versante jonico siciliano), sia in gran parte sparpagliato e confuso. Io partecipo quando posso ai seminari sull'associazionismo di vendita, ma poi, parlando con la gente mi rendo conto che c'è molto scetticismo.

    Non non definirei "mafiosi" molti miei compaeseani, "limitati" forse, "meschini" forse, "banderuole al vento" forse, e forse per questo schiavi di chi li reputa accattoni e arroganti con chi si presenta loro con il cuore in mano e con la coscenza pulita. Ma questa, forse, è solo filosofia spicciola.

    Serve una rete di vendita unificata, ma prima ancora una strategia intercomunale e una unione (questa si è difficile) che badi ai grandi obbiettivi, sacrificando se necessario le baruffe da poco conto. Questo serve!

    Di Blogger BonarRIGO, Alle 19 luglio 2009 alle ore 18:02  

  • Una riforma della Scuola? Sarebbe una bellissima è efficacissima idea! Tanto efficace che, appena ne verrebbe divulgato il proggetto, i politici siciliani e romani la bloccherebbero immediatamente. DIREBBERO: che fate politica contro di noi nelle scuole?

    Brevemente ti racconto: Ho avuto la fortuna (o la sfortuna), di avere dalla seconda alla quinta elementare, un maestro che ci ha sempre detto: rompre i banchi, distruggere i beni pubblici non è scaltrezza ma vandalismo... e pagheranno i vostri genitori.
    Ci disse anche: se a in una città siciliana uno entra in un tram e non paga di proposito il biglietto, si considera un scaltro, se lo facesse in Giappone, tutti lo additerebbero come uno che ha violato la legge.

    E fra le tante cose ha detto: I nostri nonni e bisnonni, spesso sono stati derubati dei loro averi dai padroni, perchè analfabeti e ridotti alla fame.
    Il padrone, per un sacco di grano faceva firmare (con la croce) un contratto al contadino... nel qualeche fra un anno, in realtà non gli doveva uno o due sacchi, ma il terreno casa dove viveva. I gendarmi, poi, avrebbero fatto eseguire lo sfratto del incredulo e furibondo pezzente.

    Di Blogger BonarRIGO, Alle 19 luglio 2009 alle ore 18:27  

  • "mafiosi" lo dicevo in senso lato, al massimo qui fanno i "mafiosetti" specialmente certi locali politici e pubblici funzionari.

    Invece mi hanno colpito le tue parole del precedente post. Hai fatto una descrizione della realtà ufficiosa e (purtroppo) notoria in privato, non quella patinata e goliardica che cercano di fare passare certi mezzi d'informazione locali. Qui si arraffa solo, e quando si è "feriti" ti saltano addosso come delle "sanguisughe" e poi non esiste un "progetto", da sempre si vive solo nel presente, qualsiasi esso sia.

    Avevo letto tempo addietro di un tuo appello per realizzare qualcosa in comune a seguito della legge regionale sull'imprenditoria giovanile, spero ti abbia risposto qualcuno.

    Dicevo della scuola, ma più che altro, cominciare dalle piccole generazioni, perchè altrimenti non cambierà mai nulla. E comunque hai ragione a dire che i nostri politici bloccherebbero subito una tale riforma, perchè è notorio, il cervello, se è illuminato da piccoli, in generale dura per tutta la vita.

    Ma questo situazione sociale artificiosa ed artata non può durare. Però, saremo in tanti probabilmente a non farcela prima che cambi, e sai, credo che in molti abbiano questa percezione, ecco perchè probabilmente in diversi sono quasi in uno stato di "pace armata".

    Di Blogger Adduso, Alle 19 luglio 2009 alle ore 19:46  

  • Sulla "Legge Gianni" (sull'Imprenditoria giovanile).

    Avendo partecipato (e devo dire con entusiasmo) al convegno che precedeva la pubblicazione della stessa sulla G.U., ho ritenuto giusto dare un seppur minimo segnale a chi mi legge sulla rete, dichiarandomi disponibile a realizzare la qualsiasi iniziativa(da discutere in assemblea).

    EBBENE:
    a tutt'oggi, nessun curioso ha minimamente ritenuto di inviare una mail, di fare una telefonata, di fermarmi per strada e chiedermi... "ma per davvero tu ci credi?".

    E chiaro, che, qualora io dovessi ottenere una vincita o ereditare le ricchezze dello "zio d'America", immediatamente mi attiverei a realizzare una attività (magari agrituristica o B&B o anche diversa...). Ma, a qual punto non vorrei più soci, si capisce! No?

    Di Blogger BonarRIGO, Alle 20 luglio 2009 alle ore 09:04  

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